Meccanica dei Salvacondotti
12 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Strange Days
Periodicamente ritorna la questione del salvacondotto a Silvio Berlusconi. In pratica il patto sarebbe questo: tu ti ritiri dalla politica, noi (io, voi, tutti) ti garantiamo l’impunità e ti promettiamo di non espropriarti i tuoi beni. Se ne parlava , quando, almeno secondo Berlusconi e Tremonti, non c’era la crisi, come misura estrema per uscire dall’impasse politica che la crisi la aggrava. Un argomento buono per tutte le stagioni.
Già. Questa storia del salvacondotto rischia quasi di essere divertente. Quando c’è una transazione, le parti si scambiano qualcosa che possiedono. In questo caso la Repubblica Italiana ha (possiede) il diritto legittimo e riconosciuto a livello internazionale di perseguire chi viola le leggi repubblicane sul suolo metropolitano e di punirlo con la detenzione e con l’esproprio se la legge lo prevede. E Berlusconi cosa offrirebbe in cambio? Le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri ed un suo ritiro dalla politica. La domanda che sorge immediata è: quand’è che Berlusconi ha acquistato la titolarità inderogabile al titolo di presidente del consiglio dei ministri?
Sono il nuovo premier, risolvo problemi
1 settembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Il Bello della Politica
Gli Impresentabili
15 marzo, 2010 di Gaspare Serra
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest
Formigoni ed Errani: ineleggibili ma candidati. La regola: cosa prevede la legge?
A seguito della legge costituzionale n.1 del 1999 (che introdusse, per le regioni ordinarie, l’elezione diretta dei presidenti di regione), la legge quadro dello Stato n. 165 del 2004 ha fissato alcuni principi generali cui le regioni sarebbero state vincolate nel rinnovare la propria legislazione elettorale.
Tra questi, vi è il principio della non immediata rieleggibilità, allo scadere del secondo mandato, del presidente della giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto (in pratica, un divieto di terzo mandato consecutivo per i governatori).
Due sono i punti più controversi di tale normativa:
I- tale principio è direttamente applicabile (a prescindere dall’emanazione di una conforme legge regionale)?
II- inoltre, lo stesso deve intendersi retroattivo (nel novero dei mandati consecutivi, dunque, devono ricomprendersi anche quelli precedenti l’entrata in vigore della legge n. 165 del 2004)?

