Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L’Elfo col Contratto a Progetto
24 dicembre, 2011 di redazione
Archiviato in Caffè Amaro, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.
Slaakar
Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l’ingegnere. Gli piaceva l’idea della targa d’ottone sotto al portone per far schiattare d’invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: “Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante“.
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.
Perché Tremonti Vuole Cambiare l’Articolo 41?
11 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Su MenteCritica ne abbiamo parlato in tempi non sospetti. Esattamente il 9 febbraio del 2011. Sette mesi fa, prima che la crisi entrasse nel vortice del default. Evidentemente il disegno è di lunghissima data.
Così inizia l’articolo di Eduardo Quercia:
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Siamo in presenza di una questione ideologica e valoriale, il cui obiettivo non dichiarato è lo svilimento dei successivi secondo e terzo comma:
2° Non può svolgersi (l’iniziativa privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
3° la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Lo snodo è cruciale, non solo per gli assetti economici, ma per gli orizzonti di senso in cui gli italiani debbono collocarsi, perché l’art. 41 delinea, sia pure in via di principio, uno scenario di subordinazione del mercato alle ragioni della politica e dell’umanità, percepiti dalle forze dominanti come oramai intollerabili.
L’obiettivo vero è completare il lavoro già iniziato (dal centro-sinistra alla fine degli anni ‘90 con la legge Treu e continuato dal centrodestra con la legge Biagi) di precarizzazione di ogni forma di vita e di ogni rapporto di lavoro, allo scopo di ribadire il comando capitalistico sulla merce lavoro (come insegna la vicenda FIAT).
Vi preghiamo di continuare la lettura dell’articolo di Eduardo Quercia a questo link perché è giusto ragionare su tutti gli aspetti delle manovre oggi proposte.
Spider Truman alias Francesco Saverio Caruso, una Conoscenza di Vecchia Data
21 luglio, 2011 di redazione
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Articolo originale del 10 agosto 2007
Oggi dalle mie parti la giornata è molto calda. C’è un vento caldo, bizzoso e molto forte. Tempo perfetto per gli incendiari. Infatti dai monti boscosi che coprono le spalle della mia città salgono grosse volute di fumo che proiettano ombre sinistre sulle strade spaccate dal sole. Gli aerei e gli elicotteri della protezione civile sfiorano i tetti dei palazzi nel loro rombante percorso che li porta da un mare scuro ed indifferente alle montagne devastate dalla fiamma.

Il Vero Bunga Bunga lo Fanno nei Call Center
23 febbraio, 2011 di Zag c
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Nei giorni di venerdì e sabato 18 e 19/2 si è tenuto a Roma la conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center organizzata da SLC CGIL, il principale sindacato del settore, dal titolo ‘Salario, diritti, futuro. Quadriamo i conti’.
Ho ascoltato da osservatore estraneo quel mondo di cui tanto si parla, ma di cui poco si sa. Un mondo del lavoro che ha subito una profonda trasformazione.
Da occasione per giovani studenti universitari che cercavano di occupare con profittoi ritagli di tempo, è diventato sempre più una occasione di lavoro per chi non ha più venticinque, trent’anni, che ha famiglia, che in precedenza ha perso un altro lavoro e che trova in questo settore un modo per tirare avanti.
L’Articolo 41 della Costituzione
9 febbraio, 2011 di Eduardo Quercia
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Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Eliminazione della Precarietà. Tutti d’Accordo ma Solo a Parole
14 novembre, 2010 di Zag c
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Tutti all’unanimità. Ancora ieri da destra e da “sinistra” una unica voce, un unico coro. Eliminare la precarietà. Precarietà come male della nostra società.Ma come , mi son appena svegliato da un lungo sonno comatoso? Ma se appena ieri altrettanto tutti in coro , in tutte le lingue in tutte le salse, non si gridava che esattamente il contrario!
Dal Libro bianco di Biagi, all’ultimo editoriale dell’ultimo pennivendolo di regime, e dall’ultimo giornalista di un giornale definito di “sinistra” non si faceva altro che dichiarare la scoperta del toccasana per il progresso e la modernità: la “flessibilità” del mercato del lavoro, il passaggio epocale dalla “rigidità dell’uscita alla flessibilità dell’ingresso”. Ma cosa è successo ora tutto di un colpo?

Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione
8 giugno, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani, latest, Meccanica delle Cose
Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.
La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.
Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.
A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.
Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati .
Spero che questa iniziativa di Lidia, , non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.
Esternalizzazioni: Il Sistema Telecomitalia
6 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
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Nessuno può pretendere ragionevolmente di entrare nel merito di come venga gestita un’impresa a meno di non esserne, in qualche modo, parte. Il nostro, mi dicono, è un paese capitalista e la produzione è essenzialmente al servizio del profitto e non funzionale alla realizzazione del piano quinquennale per la vittoria del socialismo.
Nello stesso modo è evidente che il liberismo debba in qualche modo conciliarsi con la necessità di tutelare il tessuto sociale, fosse solo per preservane la capacità di produrre reddito.
E’ per questo che il regime d’impresa ed i rapporti tra l’imprenditore e le persone che con la loro attività contribuiscono alla produzione non sono (o non dovrebbero essere) lasciati completamente deregolamentati.Questo perché la legge possa offrire un supporto alle figure tradizionalmente più deboli in fase di contrattazione: i prestatori d’opera.
Se è utile al profitto del singolo retribuire un servizio a seguito di un’asta al ribasso tra lavoratori, non è certamente funzionale all’equilibrio della comunità. Stiamo insieme per migliorare la nostra vita e questo non può avvenire attraverso una competizione basata sulla rinuncia invece che sulla qualità di ciò che si offre.
Il Caso STMicroelectronics e Numonyx
5 maggio, 2010 di Lidia Undiemi
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La multinazionale Italo Francese STMicroelectronics, società controllata dallo Stato italiano e dallo Stato francese, ha attuato una politica di esternalizzazione che ha coinvolto 1923 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. L’operazione di cessione è legata al progetto di realizzazione di un mega stabilimento denominato M6 (anno 2000), destinato all’attività di sviluppo e industrializzazione di memorie FLASH, per il cui svolgimento sarebbe stato necessario assumere oltre 1500 lavoratori più l’indotto.
L’attività non è mai realmente iniziata, nonostante tale progetto sia stato finanziato con soldi pubblici per circa 500 milioni di euro. Nel 2004, il personale assegnato al progetto M6 è stato comunque avviato ad un percorso di formazione, finalizzato all’acquisizione del Know how sui FAB a 300 mm, necessario per l’avvio dell’attività.
Dimissioni Scajola: Non c’è Due Senza Tre
4 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
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E’ di pochi minuti fa la notizia come conseguenza della sua presunta partecipazione ad che vedeva il coinvolgimento di Diego Anemone, già noto per le indiscrezioni sul caso Bertolaso.
E’ opportuno ricordare che Claudio Scajola non è nuovo all’esperienza delle dimissioni. Il 4 luglio 2002 si dimise da ministro degli interni a seguito dell’ondata di polemiche che seguirono questa sua affermazione fatta appena :
A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull’ articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C’è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza.
Sinceramente mi chiedo per quale motivo certe figure debbano per forza occupare una carica istituzionale. Se io fossi stato il presidente del consiglio di un ministro che rilascia simili dichiarazioni pubbliche lo avrei cancellato per sempre dalla lista degli uomini utilizzabili.

Sia chiaro, Scajola ha il diritto di avere la sua opinione sulla figura di Marco Biagi, anche io ho la mia. E’ indubbio, però, che chi non ha la sensibilità di capire che in funzione dell’accettazione popolare di una legge così “difficile” come la legge 30 (la famosa legge Biagi) la martirizzazione di Biagi era una componente essenziale, è poco furbo e inadatto a ricoprire incarichi delicati.
Ora, se le indiscrezioni troveranno conferma, ci troveremo di fronte ad un’altra gaffe di Scajola, probabilmente molto più grave. Sono curioso di vedere se gli sarà data una terza occasione vista l’evidente carenza di candidati al mestiere di ministro.
Nel caso si decidesse di investire sui giovani (di circa cinquant’anni), mi offro volontario. Giuro sin d’ora di non fare dichiarazioni cretine e di non accettare danaro tracciabile. Per quanto riguarda la componente sessuale, ho da tempo intrapreso un cammino di ascesi.
Posso essere un ministro perfetto. Se Berlusconi ci pensa, mi può contattare qui.
Contratto a Progetto e Pensioni: Le Bugie che ci Raccontano e il Baratro del Precariato
30 aprile, 2010 di Giacomo
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“Sai? Ho l’AIDS” … “Beato te, io c’ho l’INPS”
E già. Così recita la spietata barzelletta (quale barzelletta poi non lo è?) dei due impiegati che si incontrano.
Era parecchio tempo che non seguivo Report su RAI3 perché al termine di ogni puntata me ne andavo a dormire con travasi di bile, budella ritorte e voglia di bazooka che notoriamente non è un digestivo.
Domenica scorsa, vuoi l’argomento vuoi la curiosità, mi sono messo ad ascoltare il servizio d’apertura: INPS ed INPDAP così da far contenti sia il sottoscritto che la consorte statale.
Sono anni, più di un decennio ormai, dai tempi della riforma Dini (che fine avrà fatto?), che ci raccontano che le pensioni della nostra generazione e di quelle successive sono a rischio per via della crisi demografica, dell’invecchiamento della popolazione e via discorrendo. Sono anni che sfottiamo i nostri genitori dicendo loro che se ricevono la pensione è perché stiamo lavorando noi. Ebbene, domenica ho traumaticamente scoperto che sono anni che ci prendono per il culo. Ma va?
Contrattisti a Progetto in Pensione
Agile Eutelia, Telecom Italia, Voicity Omnianetwork, Comdata e Trascom: Esternalizzazioni e Disoccupazione
21 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
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Relazione riassuntiva dell’intervento presentato il 14 aprile nell’ambito dell’incontro su “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario“.
Le strategie di outsourcing dominano i mercati economici e finanziari, sia pubblici che privati. Il mondo del lavoro è stato travolto da questo nuovo modo di intendere i rapporti economici, e poco si conosce sulle conseguenze di tali politiche nel settore dell’occupazione, in materia di condizioni di lavoro e, di riflesso, in tema di protezione ed inserimento sociale.
Il pesantissimo bilancio dei nuovi disoccupati nei 27 paesi dell’Unione Europea, spinge inevitabilmente a considerare l’attuazione di indagini volte alla comprensione delle dinamiche che hanno generato tale disastro sociale, con la conseguente attuazione di politiche correttive, anche attraverso interventi legislativi mirati a risolvere tali problematiche.
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Italia Nera: Storie di Crimine Efferato
19 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Quella che state per leggere è una storia torbida dalle tinte forti. Se non siete in grado di affrontare la crudezza di certe descrizioni, smettete di leggere qui e spostatevi su un altro sito più adatto alla debolezza del vostro stomaco.
Se, invece, avete deciso di continuare a leggere, sappiate che questo sito declina ogni responsabilità legale sugli effetti che la lettura di questa storia potrà fare su di voi e sulla vostra vita.
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Esternalizzazioni: Cosa si Nasconde Dietro le Strategie Telecom Italia per l’Information Technology
2 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest
L’annunciata cessione del ramo IT Operations da parte di Telecom Italia comporterà la precarizzazione di 2150 posti di lavoro(1). Per comprendere la pericolosità dell’operazione è necessario fare un accenno ai risvolti di carattere legale, aziendale e sociale prodotti dalla politica di outsourcing attuata da Telecom Italia negli ultimi anni.
Dal 2000 ad 2006 Telecom Italia ha ceduto 15 rami d’azienda con circa 2700 lavoratori. Le attività esternalizzate sono riconducibili a svariate funzioni: gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare; fatturazione bollette telefoniche; gestione autoparco; amministrazione del personale; manutenzione hardware e software; gestione logistica; gestione delle polizze sinistri; gestione protocollo, posta ed archivi cartacei; manutenzioni e servizi ambientali; gestione servizi di sicurezza; gestione servizi radiomarittimi.

Note
- in realtà circa 3000, comprendendo i lavoratori già attualmente in SSC N.d.R. [↩]
Lidia Undiemi: La Bella Ragazza che non Piacerà Mai a Berlusconi
25 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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Di Lidia Undiemi so poco, anzi quasi nulla. Sicuramente è una mia pecca, ma in questo caso non mi ha aiutato nemmeno la rete che generalmente è molto prodiga di informazioni per la gran parte inutili.
In qualche modo apprendo che si tratta di una dottoranda di ricerca presso il dipartimento di Diritto,Economia dei Trasporti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Palermo (almeno questo al luglio 2008, plausibilmente ora il dottorando si è concluso). Probabilmente, , è Coordinatore IDV nel settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti”.
Lo Spettro dell’Articolo 18
16 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
E’ notizia di ieri che il Presidente della Repubblica, insieme al “nucleo di valutazione” che lo assiste, starebbe seriamente pensando di rimandare alle camere il ddl 1167-b, approvato in via definitiva e in attesa della firma del capo dello stato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
[...]questa legge, che il Capo dello Stato ha già visionato sommariamente, suscita in lui forti perplessità. La sta esaminando insieme al “nucleo di valutazione” del Colle, formato da Salvatore Sechi, Donato Marra e Loris D’Ambrosio. Non ha ancora preso una decisione definitiva. Ma, allo stato attuale, sembra intenzionato a non firmare la legge. E a rinviarla al Parlamento con messaggio motivato, per una nuova deliberazione. Secondo i poteri che gli assegna l’articolo 74 della Costituzione e che può attivare anche per provvedimenti non necessariamente inficiati da “vizi palesi” di legittimità costituzionale.[...](1)
L’argomento, almeno per questo sito, è vecchio. Lo abbiamo affrontato qualche mese fa e, più recentemente, abbiamo evidenziato l’insipienza dell’informazione “ufficiale” italiana che si è interessata concretamente del problema solo il giorno precedente l’approvazione definitiva della legge.

Note
- [↩]
Il Posto Fisso è una Fregatura
4 marzo, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Qualche mattina fa leggevo la bella lettera di un amico che, parlando del suo lavoro (da dipendente), raccontava dell’entusiasmo con il quale sta affrontando le nuove responsabilità che gli sono state affidate e della determinazione che intende avere se e quando si tratterà di prendere decisioni difficili e dolorose.
Mi ero ripromesso di non commentare o almeno di non commentare troppo. Ognuno fa il suo percorso e non è utile trasmettere esperienze che fanno riferimento ad altri tempi ed altri costumi.
Ora, invece, mi ritrovo a scrivere di lavoro, forse proprio avendo in mente quella bella lettera ed, in particolare, i passi dove il mio amico descrive il modo con il quale è stato capace di conciliare il maggiore impegno con la vita familiare.
Per quanto sia poco loquace nella vita a base carbonio, questa virtù non mi è stata concessa in quella a base silicio dove, ormai da anni, parlo e sparlo di ciò che conosco e, con molta disinvoltura, di ciò di cui non so nulla.
Chi mi vuole bene, mi perdonerà. Degli altri non mi preoccupo.
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