Eluana: Fermo Posta
29 gennaio, 2010 di Michelangelo
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Proponiamo, di seguito una breve composizione in memoria di Eluana Englaro. Non è nostro costume pubblicare versi e questa va vista come una segnata eccezione. In un certo qual modo, abbiamo inteso riconoscere civilmente la pervicacia di questo autore che continua a ricordare una persona che, dopo essere stata cannibalizzata da giornali, televisioni e blog, è stata rapidamente dimenticata e con lei i grandi temi che la sua vicenda aveva sollevato.

Vita, morte, nascita, amore e dolore, forse non sono i temi essenziali intorno ai quelli deve riunirsi una comunità e discutere fino allo sfinimento, ma anche essi hanno una dignità e non possono essere relegati nelle oscure pagine di cronaca solo perché qualche disgraziato che è incappato nella sventura di avere un congiunto in condizioni terribili, di amare una persona dello stesso sesso o di non poter avere figli minaccia un’azione estrema che richiama la curiosità morbosa di tutti.
Denaro, potere, politica, servizi e lavoro sono componenti fondamentali della società nella quale viviamo, ma non sono le uniche. Una persona non è rappresentata esclusivamente dal suo apparato digerente, ma anche dalla complessa fenomenologia delle emozioni che, volente o nolente, ne influenza la vita ed il destino.
La Sinistra Italiana e Le Work Exsperience
19 settembre, 2008 di mc
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Napoli, nei pressi della stazione centrale. 16 settembre 2008
Il lavoro, nella sua accezione più nobile, è il mezzo attraverso il quale le persone possono usare il loro talento naturale per segnare il proprio passaggio nella vita e garantirsi un’esistenza piena e soddisfacente con beneficio per se e per gli altri.
Viceversa esso può essere una condanna attraverso la quale un uomo può trovarsi imprigionato in una condizione di schiavitù mentale o fisica.
Fra questi due estremi, come sempre, c’è un’infinità di di rappresentazioni fra le quali, apprendo con compiaciuta sorpresa, le “work exsperience” per gli ex detenuti facenti capo all’Unione Disoccupati Organizzati.
Cara Eugenia Roccella ti Scrivo
14 luglio, 2008 di Chiara Lalli
Archiviato in Democrazia e Diritti
(In risposta alla lettera di ieri e anche se, temo, non servirà a niente).
Se cominciassimo a dismettere alcune espressioni e a chiarire i termini e i concetti usati avremmo fatto qualche passo nella direzione giusta.

Люди инвалиды
22 maggio, 2008 di mc
Archiviato in Democrazia e Diritti
Ho già scritto a Chiara Lalli che il suo pezzo sulla diagnosi preimpianto che oggi potete leggere su MC mi ha commosso, anzi straziato.
Dimentichiamo troppo spesso che dietro le grandi discussioni bioetiche, le questioni di principio ed il diritto bizantino, nel quale molti amano rotolarsi, c’è sangue, sofferenza e solitudine.
Di fronte a tanto dolore non si può essere ondivaghi e nascondersi dietro le parole. Secondo me, assumere una posizione trasparente è prima una questione di rispetto e poi un atto politico.
L’importanza della Diagnosi Genetica di Preimpianto (intervista a Chiara Piantelli)
22 maggio, 2008 di Chiara Lalli
Archiviato in Democrazia e Diritti
Chiara Piantelli è la mamma di Paolo, nato con una malattia gravissima e morto a pochi mesi. Chiara vuole un altro figlio, ma non vuole correre il rischio di avviare una gravidanza destinata ad essere interrotta in seguito ad una diagnosi infausta. Le polemiche sulla legge 40 e sulle linee guida rischiano di far dimenticare gli effetti drammatici di questa legge assurda sulle esistenze delle persone. Sulla salute delle mamme e dei nascituri. Chiara racconta cosa è successo e cosa vorrebbe.

Un Cavallo di Troia chiamato “Legge 40″
16 maggio, 2008 di Cambiamo Pianeta
Archiviato in Democrazia e Diritti
Ricordo benissimo quanto accadde durante il periodo in cui venne pensata, discussa, formalizzata e varata la tristemente nota Legge 40/2004, nella quale venivano fissate le assurde norme relative alla procreazione medicalmente assistita. La quasi totalità del mondo scientifico, quindi quello che teoricamente avrebbe dovuto avere più di tutti il diritto di intervenire su una materia così delicata, si espresse contro le disposizioni in essa contenute, criticandole aspramente ed evidenziando i meccanismi folli che si sarebbe instaurati una volta che la legge fosse entrata in vigore.

Parola d’Ordine: Ricominciare
17 aprile, 2008 di mc
Archiviato in Border Zone, Democrazia e Diritti
Le contingenze storiche che viviamo consegnano a ciascuno di noi un nuovo e pressante mandato. Ora che l’orgia onanistica della lamentazione sta progressivamente mutandosi in un banchetto a base di pane e puparuoli e tarallucci e vino, bisogna capire finalmente che non esiste più nessuno al quale illusoriamente consegnare la tutela dei diritti e delle libertà civili della nostra nazione.
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Legge 40 e Fecondazione Assistita: Quattro Petali di un Fiore
24 gennaio, 2008 di Giovanna Sinisi
Archiviato in Democrazia e Diritti, Leggere, Meccanica delle Cose, Oltre il Confine, Vere Donne
Ieri, con un atto di diritto pregno di civile responsabilità ed indipendenza di giudizio, il Tar del Lazio ha annullato le linee guida della legge sulla fecondazione medicalmente assistita. Il senso della decisione va oltre la bocciatura delle linee guida e mette in discussione l’intero impianto della legge 40. Legge che, ricordiamolo a tutti, non riconosce lo status di malattia alle coppie incapaci di procreare e che, sulla base di criteri opinabili, impone pratiche mediche di standard qualitativo inaccettabile. Questo costringe, chi se lo può permettere, a cercare queste cure presso centri esteri dove le procedure mediche vengono applicate nel pieno rispetto dei protocolli scientifici internazionalmente riconosciuti. La legge 40 è stato un duplice schiaffo per le coppie afflitte da patologia della riproduzione. Il primo lo hanno ricevuto quando si sono viste negare una serie di misure scientifiche in grado di aumentare le probabilità di successo delle cure, il secondo gli è stato inflitto quando l’incivile opportunismo politico del clero di Roma si è associato alla criminale e torpida indifferenza dei connazionali che hanno disertato il referendum abrogativo. Questo ha associato al dolore per la malattia la sensazione di abbandono da parte del proprio Paese.
Oggi, nell’ambito del nostro “8 marzo fuori stagione” vi proponiamo una testimonianza. Scrive una donna e ci fa capire che, aldilà dei dibattiti bizantini sul sesso degli angeli nei quali amano indulgere filosofi della domenica e porporati celibi, la sterilità è dolore, sofferenza e solitudine. Come qualsiasi altra malattia. Chi, il 14 e 15 giugno 2005, non ha votato perché “non è un problema mio” o “perché così facciamo mancare il quorum“, legga questo racconto e ripensi al proprio comportamento. Un giorno potrebbe essere la sua bambina a vivere un’esperienza del genere.
Comandante Nebbia


