I Poveri Notai ci Chiedono il Cinque per Mille. Ricordiamoci di Firmare per Fargli l’Elemosina
28 gennaio, 2012 di ilBuonPeppe
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Data l’attualità dell’argomento, vi proponiamo un articolo del maggio 2006 dove, simpaticamente, l’autore ci fa osservare che, con vera e propria faccia di carta vetrata, i sigg. Notai hanno un’associazione che ha il coraggio (tuttora) di proporsi per la richiesta del 5 per mille. In pratica, invece di adoperarsi per fare beneficenza, chiedono l’elemosina.
: “Non particolarmente numerose ma molto redditizie, invece, le opzioni a favore della Fondazione italiana per il notariato: quasi 900mila euro a fronte di 1.234 indicazioni. Si sfiorano i 730 euro di media per ogni 5 per mille “elargito”. Come dire che l’imposta dovuta in seguito alla dichiarazione supera i 145mila euro.”
Su questo sito i notai sono stati definiti parassiti. Per questo siamo stati minacciati di denunce, querele e, addirittura, di essere segnalati a Google. In pratica lo stesso sistema dei tassisti, con la differenza che almeno loro avevano il coraggio di farlo pubblicamente.
§
Primavera: periodo di dichiarazione dei redditi. All’8 per mille siamo oramai abituati, anche se in tanti non sanno come funziona; quest’anno però la finanziaria ci ha regalato un’altra aliquota: il 5 per mille.
Cos’è il 5 per mille? Nelle premesse serviva a finanziare la ricerca, uno dei grandi malati d’Italia. Viene da dire che la ricerca andrebbe finanziata “a prescindere”, senza bisogno di chiedere ai cittadini se e come farlo, tanto è disastrata, bisognosa e, al tempo stesso, irrinunciabile; eppure ben venga il 5 per mille, se in qualche modo serve ad aiutare la ricerca, sempre meglio di niente.
O no?
La legge 266/2005 (finanziaria 2006), al comma 337 dell’articolo 1 così recita:
“Per l’anno finanziario 2006, ed a titolo iniziale e sperimentale, fermo quanto già dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, una quota pari al 5 per mille dell’imposta stessa è destinata in base alla scelta del contribuente alle seguenti finalità:
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale […], nonché delle associazioni di promozione sociale […] e delle associazioni e fondazioni riconosciute […];
b) finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
d) attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente.
Sì, c’è la ricerca tra i destinatari, ma non solo. E guardando le pubblicità che circolano da un mese a questa parte non si può non notare la quantità di soggetti che chiedono la nostra firma per avere una quota del 5 per mille; stranamente quasi nessuna era di soggetti che svolgono attività di ricerca. Ma forse sono io che non ho guardato quelle giuste, quindi ho deciso di fare una ricerca più approfondita.
Sul c’è tutto il necessario per chiarirsi le idee. Qui scopro che i soggetti accreditati ad incassare una fetta del 5 per mille sono quasi 30.000; sì, trentamila. Di tutti questi, quelli che fanno ricerca, o che perlomeno si presume che possano farla, sono quelli descritti ai punti b) e c): circa 700 in totale; 700 su 30.000, ad essere generosi.
Partiamo dal fatto che, differentemente dalla quota che va alle istituzioni religiose, l’ammontare complessivo del contributo sarà proporzionale alle firme che noi cittadini metteremo sui moduli; se io non firmo, la mia quota del 5 per mille se la tiene lo stato. Consideriamo che la somma totale si dividerà in (potenzialmente) 30.000 ruscelletti. Aggiungiamo che solo una minima parte di questi ruscelli arriverà alla ricerca, il risultato finale è abbastanza evidente.
Inoltre andrebbero calcolate le spese che questi soggetti stanno sostenendo in pubblicità, per farsi conoscere e invitarci a devolvere la nostra quota; in quanti riusciranno ad avere un saldo positivo tra incassi e spese sostenute?
La conseguenza dell’iniziativa 5 per mille sarà una pioggia di contributi ad associazioni, consorzi, cooperative e simili; contributi in massima parte di entità molto ridotta, e quindi insignificanti. Quasi nessuna conseguenza ci sarà per chi fa veramente ricerca; il contributo ricevuto sarà una goccia nell’oceano delle loro esigenze.
Una conseguenza più significativa ci sarà invece per lo stato, che vedrà sparire in questo modo quasi 300 milioni di euro (stima calcolata in base alla percentuale dei cittadini che firmano per l’8 per mille). Soldi tolti alle casse dello stato, quindi nostre, per realizzare… quasi niente.
Spulciando poi negli elenchi, vengono fuori alcune realtà che lasciano un po’ perplessi. Citando più o meno a caso e con numeri arrotondati:
- 60 comuni (una doppia presenza, dovuta probabilmente ai tagli di bilancio imposti dal governo)
- 1.400 associazioni sportive (lo sport è importante, ma perché non finanziarlo in modo organico?)
- 600 sezioni locali dell’AVIS (sarebbe meglio presentarsi come unico soggetto invece che per singola sezione)
- 300 asili (questo sarebbe il finanziamento della scuola?)
- un numero imprecisato di chiese e istituzioni religiose (se l’8 per mille fosse distribuito un po’ meglio…)
C’è addirittura il ministero dell’agricoltura: evidentemente il suo collega dell’economia tiene i cordoni della borsa ben stretti, quindi chiede aiuto direttamente a noi.
E se il nome significa qualcosa, vorrei sapere in base a quale principio questi soggetti, come tanti altri che non posso elencare per motivi di spazio, compaiono negli elenchi:
- ABC la sapienza in tavola
- Accademia degli ufficiali di stato civile, anagrafe ed elettorale
- Accademia del peperoncino
- Aeroclub volovelistico toscano
- Amici caffè Gambrinus
- Amici dei foulards bianchi
- Art web center venice
- Associazione amico gatto
- Associazione astrofili imolesi
- Associazione CB-radioamatori Molise
- Associazione computerizzazione analisi ermeneutiche lessicologiche
- Associazione eco filosofica
- Associazione dei ragionieri commercialisti della Lombardia
- Associazione europea dei brainworkers
- Associazione silenziosa italiana scacchisti
- Camera civile degli avvocati di Bologna
- Centro alti studi per la difesa
- Centro studi Bhaktivedanta di storia e filosofia vaishnava
- Cineclub effetto notte
- Club eurofitness center
- Club romano fuoristrada
- Compagnie del carnevale muggesano
- Coro antiche armonie
- Società degli ingegneri e degli architetti di Torino
- Società italiana di fitosociologia
Intendiamoci, non ho assolutamente nulla contro queste associazioni; magari svolgono davvero attività più o meno utili ed interessanti. Rimane il fatto che finanziarle in questo modo è inutile, dispersivo, oneroso, e in fin dei conti controproducente.
La verità è che si tratta delle solite svendite pre-elettorali, a cui nessun governo italiano ha mai saputo o voluto rinunciare; qualche soldo a te, un po’ a quell’altro, e così via. L’unica differenza è che stavolta se li devono conquistare, ma del resto questo era un governo (teoricamente) liberale.
A pensarci bene c’è anche un’altra differenza rispetto al passato: una parte dei soldi che forse incasseranno, dovranno spenderla in anticipo per pagare la pubblicità. E di chi è la più grossa concessionaria di pubblicità del paese? Ma questo è un altro discorso… o no?
Io non credo che firmerò, ma a me piace mangiare piccante, e se dovessi cambiare idea probabilmente lo farei per l’accademia del peperoncino; magari mi mandano una piantina in omaggio.
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P.S. Oggi mentre ascoltavo la radio mi ha colpito una pubblicità, apparentemente senza senso: per quale motivo il consiglio nazionale del notariato, un’associazione di professionisti che erogano servizi obbligatori, in un mercato protetto, senza concorrenza, con tariffe imposte, ha bisogno di farsi pubblicità? Siccome “a pensar male si fa peccato, ma difficilmente si sbaglia” (Andreotti docet), sono andato a controllare, e il dubbio che inizialmente avevo scansato dicendomi che era assurdo, è diventato realtà.
La , costituita (guarda caso!) a gennaio 2006 dal consiglio nazionale del notariato insieme alla cassa nazionale del notariato,.
Cioè i notai ci chiedono di dargli la nostra quota del 5 per mille! Hanno ragione, poverini, loro che sono tra le categorie più bistrattate ed economicamente a rischio del paese, meritano ben più dei nostri spiccioli! Propongo una sottoscrizione di massa!
E per cosa chiedono questi soldi? L’articolo 3 del loro statuto dice che servono per “…l’attuazione di tutte le iniziative culturali idonee a formare e migliorare [...] le qualità professionali e la cultura dei notai italiani e la tutela, la valorizzazione, il miglioramento del patrimonio culturale e del ruolo sociale del notariato italiano.”
Evviva la chiarezza! Niente beneficenza, niente volontariato, niente impegno sociale e civile. Solo la tutela del loro ruolo. Di sicuro a questi signori non fa difetto la faccia tosta.
E qualcuno ancora mi chiede perché me la prendo con il 5 per mille…
I Notai Sono Parassiti
27 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
SRL SEMPLIFICATA, PROBLEMA GIURIDICO DI ORDINE PUBBLICO DISPONIBILITÀ VERSO IL GOVERNO A PROPORRE MODIFICHE TECNICHE
Roma, 25 gennaio 2012 – Il notariato davanti a riforme che riguardano la categoria non ha alzato barricate, avendo con largo anticipo sollecitato e attuato in proprio interventi poi richiesti dagli ultimi provvedimenti governativi in materia di accesso, giovani, assicurazione, praticantato, organo disciplinare di giudizio esterno.
Proseguendo nell’intento di essere di aiuto al Governo e al Paese, segnaliamo le gravi conseguenze giuridiche, sociali e di ordine pubblico che la nuova società semplificata con capitale minimo a un euro, fuori dalla ordinaria procedura di controllo notarile di legittimità, può causare.
E’ di tutta evidenza, infatti, che i controlli preventivi notarili in materia di identità, rappresentanza, oggetto e organizzazione sociale e, più in generale, di contenuto dei patti, assicurano un insopprimibile ausilio all’applicazione delle normative in materia di antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, nella finalità di contrasto alle frodi patrimoniali e di identità.
Il controllo e l’affidabilità dei pubblici registri immobiliari e societari, oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici.
Quali pubblici ufficiali esperti del settore, siamo a piena disposizione del Governo e dei suoi obbiettivi per aiutare a creare una normativa specifica che tenga conto delle esigenze nazionali ed internazionali di sicurezza giuridica ed eviti qualunque ricaduta negativa di ordine socio economico per il Paese.
Dopo i tassisti, che si preoccupano della qualità del servizio e i farmacisti che si preoccupano della salute dei clienti, ecco arrivare i notai che, senti, senti, si preoccupano addirittura dell’ordine pubblico. Me li vedo in piazza, messi da parte codici e pandette, con la panza che spunta dal giubbotto antiproiettile, in pieno assetto antisommossa, con i visi agguerriti e il manganello in mano, pronti a sedare la rivolta a colpi di letture di atti di vendita utilizzati in luogo del gas soporifero.
La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …
11 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Secondo e , i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l’ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.
La crisi, il mercato e le pecore a Montecitorio
9 gennaio, 2012 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Di questi tempi ci si lagna spesso contro i padroni e anche volentieri. Contro i capitalisti in genere, che mettono il proprio interesse davanti a quello del popolo. Che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e ne fanno quel che gli pare, addirittura li portano in Serbia.
Ci si lagna, li si addita al pubblico disprezzo e ci si ferma lì. Incapaci di indicare un’alternativa praticabile. Che pure ci servirebbe come il pane per cavarci dal terribile impiccio nel quale siamo finiti.
Eppure, se il guaio fossero solo i capitalisti, la soluzione ci sarebbe. La conosciamo tutti, ce la indicò Marx centocinquant’anni fa: abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.
Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L’Elfo col Contratto a Progetto
24 dicembre, 2011 di redazione
Archiviato in Caffè Amaro, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.
Slaakar
Io sono diventato Elfo per passione. Mio padre voleva che facessi l’ingegnere. Gli piaceva l’idea della targa d’ottone sotto al portone per far schiattare d’invidia i vicini. Quante discussioni con la mamma che mi difendeva e diceva: “Miché, lassu u sta a Slaakar, falle fa chello che vole a stu guaglione. Nun te fissà, facce campà tranquille a tutte quante“.
Alla fine la buonanima di papà si convinse. Lui faceva il severo, ma io, quando la notte mi veniva a baciare, me ne accorgevo sempre. Andammo insieme a comprare il costumino verde. Io mi iscrissi al corso per Elfi della scuola Radio Elettra e, fresco di attestato, mi imbarcai per il Polo Nord.
Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Babbo Natale è Morto
24 dicembre, 2011 di redazione
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, Vere Donne
MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.
Babbo Natale
ANSA 25-12-11 ore 02:45
Poche ore fa, sull’autostrada Firenze Bologna, all’altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d’acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.
Articolo 18, una Presa per il Culo
21 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Censura dell'Informazione
Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.
Democrazia Semplice o Qualificata?
5 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti
La democrazia non è un valore in sé, ma un metodo per scegliere le azioni da intraprendere nell’interesse comune. Da questo punto di vista è assolutamente lecito metterla in discussione, chiedersi se sia o meno il metodo migliore per amministrare la cosa pubblica.
Quelli contrari sostengono che se dalla moltitudine che concorre a formare la maggioranza si espungono gli zotici la qualità delle decisioni comuni ne trae beneficio.
Come si fa a dargli torto? Anche per fare il vino buono, si leva l’uva marcia. Non è neppure un’idea nuova. Il governo dei migliori, scelto dai migliori, gode di sponsor autorevoli dalla notte dei tempi.
Il guaio è che il problema, volendo sostituire la maggioranza di una popolazione così com’è (una testa un voto: Democrazia Semplice), con la maggioranza di una cittadinanza selezionata (votano solo quelli che dimostrano d’esserne degni: Democrazia Qualificata), non riguarda tanto il principio quanto lo strumento per separare gli idonei dagli inadeguati.
Mario l’Alieno -2-
1 dicembre, 2011 di serpiko
Archiviato in Appunti Italiani, Cronache Italiane
Credo che il marchio FIAT non stia troppo simpatico agli italiani. Per tante (buone) ragioni, che vanno dall’abuso perpetrato da decenni nell’utilizzo della cassa integrazione, ormai diventata parte integrante delle voci di profitto dell’azienda (e altrettanto parte integrante delle voci di debito dello stato), all’immagine dei rampolli succedutisi nei decenni al vertice della casata che ne controlla le quote.
Nondimeno si tratta, nostro malgrado, dell’unico gruppo produttore di automobili di massa su suolo italico. Naturale, quindi, che ogni ordine passato alla casa torinese si traduca in un aumento del prodotto della nazione, che ogni Fiat/Alfa/Lancia in più sulle strade significhi ore di lavoro per la catena italiana che le produce(1).
Note
- Eccezion fatta per la 500. Il simbolo della casa italiana, quello pubblicizzato con la poesia dell’amministratore delegato sui valori nazionali e sul futuro, con la colonna sonora romantica di Allevi, viene prodotto in Polonia. [↩]
Il Socialismo non si fa in un Paese Solo
29 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine, Storia e Memoria
Per curare la nostra malattia qualcuno propone di tornare al socialismo. Ma il socialismo, così com’è, è ancora un progetto politico, o soltanto una bandiera sotto la quale raccogliersi per esorcizzare l’uragano?
Se dovessi puntare un copeco, guardando al numero e alla novità delle proposte, delle iniziative e dei risultati degli ultimi vent’anni, lo punterei sulla seconda. Naturalmente mi sentirei molto più tranquillo, per la mia stessa sorte, se i socialisti mi dimostrassero che ho torto.
L’idea base del socialismo si fonda sull’assunto che tra Giustizia e Libertà, dovendo scegliere, si debba premiare la prima. Che non sia ammissibile che un uomo si appropri del plusvalore generato dal pluslavoro di un altro uomo. Di conseguenza che la proprietà privata dei mezzi di produzione vada abolita.
Su questa dorsale etica sono stati elaborati numerosi progetti di convivenza sociale e sono stati compiuti diversi tentativi di dargli pratica attuazione. Nessun andato a buon fine, per i più svariati motivi.
Gl’indignati: i buoni e i cattivi
4 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Oltre le Righe
Per quanto tempo ci trascineremo il dibattito sulle violenze della manifestazione del 15 ottobre? Credo ancora per molto, come di consuetudine fra politici e media italiani ogni qual volta riescono a confezionare un polpettone para-ideologico di nessuna utilità pratica, ma capace di distrarre opportunamente i cittadini dai problemi reali per spingerli a comportarsi come orgogliose e squallide tifoserie, che, per definizione, privilegiano le emozioni rispetto ai ragionamenti. Ma chi sono veramente gl’indignati? Cosa vogliono? Cosa propongono? In che si differenziano gli uni dagli altri?
Gl’indignati, buoni.
Default Italia: Pensioni a 67 Anni? Altro che Countdown, Siamo già Falliti
24 ottobre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Meccanica delle Cose
Riceviamo e pubblichiamo questo contributo nonostante non sia stato possibile reperire fonti per gran parte delle affermazioni che contiene. Riteniamo, comunque, che specialmente in funzione dell’ultimatum franco-germanico e dell’ipotesi di innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, offra degli spunti di riflessione interessanti. Inoltre, la situazione richiede una predisposizione molto elastica al cambio di prospettiva e, in quest’ottica, suggerimenti anche improbabili vanno valutati ed analizzati, se non altro come esercizio mentale.
Ovviamente, non forniamo alcun consiglio di investimento, ma ci limitiamo a riportare l’esperienza di un lettore come fatto di cronaca. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è: nei giorni della mistificazione e della menzogna, non credere a nessuno, nemmeno a noi.
N.d.R.
Il Censimento on Line: Piccola Guida e Recensione
20 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Consumo CriticaMente, Cronache Italiane
Ho appena terminato di compilare il modulo del censimento 2011. Ho scelto di farlo on line perché dopo tanti anni di tastiera ho seri problemi a scrivere a mano. La presbiopia associata alla forte miopia mi obbliga a tenere la faccia attaccata al foglio e i quadratini nel quale dovrebbero ricadere le lettere per la lettura ottica sono troppo piccoli per la punta della penna Bic nera di cui sono dotato.
Ho ricevuto il modulo con la password in basso a destra. E’ scritta in lettere maiuscole e minuscole, ma non è precisato da nessuna parte se la password sia . Mi sono collegato e l’ho digitata come è scritta. Immagino sia case sensitive, quindi attenti a maiuscole e minuscole.
Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?
11 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC
La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.
Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.
I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore. Leggi il resto
Quelli che restano
5 ottobre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
Nel corso del 2010 circa 600.000 giovani sono andati via dal Mezzogiorno verso il Nord Italia o ancora più a nord, idealmente sospinti in quella direzione dai giovani dalla pelle ben più scura arrivati via mare dall’altra sponda del Mediterraneo. Seicentomila è un numero enorme, se rapportato ad una popolazione complessiva di circa venti milioni; spaventoso, se si considera che, oltre che giovani, sono quasi tutti diplomati o laureati, per certi versi, quindi, se non necessariamente ed astrattamente la parte migliore, di sicuro una parte indispensabile per il futuro del Mezzogiorno. Una parte di per sé insufficiente a prefigurarne il riscatto, ma necessaria per mantenere almeno una linea di galleggiamento, cioè per non affondare definitivamente.
Intervista a un Sottufficiale dell’Esercito Italiano
24 settembre, 2011 di la Donna Cannone
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Nasce su Mente Critica nella pubblicazione del cannonico l’incontro – scontro virtuale e ideologico con Max, Sottufficiale dell’Esercito Italiano. Gli abbiamo proposto di farsi intervistare. Ecco la prima parte dell’intervista
Presentazione
Sono Max, ho 38 anni e sono un Sottufficiale dell’Esercito. Sono nato e vivo a Salerno, ma lavoro a Napoli dal 2005. Prima di allora ho svolto servizio a Persano (SA) e a Livorno. Sono sposato in seconde nozze da circa un anno e non ho figli.
In uno dei suoi commenti, ha citato Berlusconi, tradendo l’iniziale senso del termine “disadattato”, che Lei attribuiva ai “reduci” dai teatri di guerra e non quindi ad una questione politica. Comunque, io non sono certamente vicino all’ambiente di centrodestra, come potrebbe sembrare scontato per un militare; anzi, le mie frequentazioni e l’ambiente in cui mi piace muovermi vanno decisamente in un’altra direzione.
le domande di Comandante Nebbia
CN: in che teatri è stato impegnato?
Max: Sono stato in Bosnia nel ’96, quattro volte in Kosovo tra il 2000 e il 2003 e in Iraq nel 2004.
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Default Italia, 49 Giorni al Fallimento. L’Ideologia dell’Ineluttabile
22 settembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose
La grande crisi va modificando in maniera sempre più sensibile molti comportamenti nella vita quotidiana della maggior parte degli Italiani, soprattutto per quanto riguarda la costante contrazione dei consumi, in quanto strettamente relazionati al reddito e, quindi, alla capacità di spesa. Ma la naturale indisponibilità dei cittadini ad abbassare il proprio tenore di vita può essere derubricata a mera ritrosia (evitando una significativa sensibile reazione contraria) solo attraverso una paziente azione di convincimento, cioè dispiegando una sorta di ideologia dell’ineluttabile, fondata su pilastri concettuali semplici e facilmente assimilabili. Mi soffermerò su due di essi particolarmente interessanti.
Siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità.
In genere, quest’affermazione viene argomentata facendo riferimento allo sconcio delle pensioni d’anzianità ed, in particolare, alla legge vigente per lunghi anni in Italia che consentiva di percepire una sia pur modesta pensione a fronte di un tempo di lavoro insopportabilmente contenuto (15 anni 6 mesi ed 1 giorno). Ci sono, ovviamente, altri esempi di strampalate incongruenze che hanno prodotto un qualche aggravio sui conti dello Stato, ma si preferisce concentrare l’attenzione su questo argomento, perché, oltre ad essere oggettivamente di forte impatto, richiama una straordinaria carica d’ingiustizia, avendo cura di scaricarne implicitamente vantaggi e responsabilità sui lavoratori, intesi come classe sociale.

