Italia


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I francesi, quelli che sono stati capaci di vincere due guerre mondiali prendendo sempre un sacco di legnate, ma trovandosi, alla fine, dalla parte giusta. Per costruirsi la “grandeur” e riempire un po’ di musei hanno dovuto comprarsi la Corsica e schierare lo straniero come centravanti. L’unica parte dell’esercito che vale qualcosa si chiama, non a caso, “Legione Straniera”. Comunque, sempre meglio dei tedeschi che, nonostante industria, organizzazione e disciplina, le guerre le hanno perse tutte e due facendo pure una figura di merda storica. Per non parlare degli austriaci, quelli che sono stati capaci di far passare Mozart per […]

Unione Europea   Aggiornato recentemente!


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Marx ha detto pochissimo su come avrebbe dovuto essere la società comunista dopo la dittatura del proletariato. E quel poco, talvolta, non è neppure farina del suo sacco. Come quando scrive, su “Critica del programma di Gotha”: “In una fase più elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro … dopo che …, dopo che …, solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni!” Una cosa che ha ispirato milioni di […]

Vorrei vivere in un paese con la p minuscola.


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L’Europa finanziaria resiste. Troppa gente che conta ha in ballo soldi e prima che le cose si mettano male questi tizi devono riposizionarsi per incassare, trasferire e, inevitabilmente, trarre comunque profitto dalla tempesta che si prepara. Qualcuno potrebbe pensare che è una cosa da sciacalli. Invece è una cosa lecita e per bene. Si chiama “Finanza”. Quello che resta dell’Europa politica è solo il pallido simulacro del sogno con cui hanno fregato milioni di fessi come me. La manfrina resta in piedi solo grazie alla stabilità politica della Germania che, ieri sera tardi, si è, almeno temporaneamente, ricomposta con un […]

La Grande Germania



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L’Europa di questi giorni è un composto instabile e potenzialmente esplosivo. Si va dagli europeisti al guinzaglio (Tsipras) ai falsi europeisti (Macron) passando per gli europeisti indeboliti (Merkel) e gli europeisti sabotatori (Salvini). Su tutto dominano i temi centrali: l’unità monetaria accoppiata alla disomogeneità fiscale e bancaria, le disparità inconciliabili sui livelli di produttività e retribuzione e, ultima e sicuramente più importante, la bomba ad orologeria della gestione dei migranti, profughi, transitanti, immigrati, insomma quelle persone a cui sono stati dati decine di nomi per cercare di inquadrarne il movimento in una dimensione accettabile, ma la cui unica cosa certa […]

Il Pacco di Macron


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Da tempo esiste una moda sui social. Qualcuno produce un contenuto apparentemente razzista, ma che in realtà serve a dimostrare l’ignoranza di quelli che lo approvano e lo commentano. Esempio: foto in primo piano di un arabo in tenuta tradizionale con la seguente scritta: “questo è Mohamed Abdul e sta chiedendo che in Italia si adottino i numeri arabi”. Poi si attende quelli che non sanno che noi già usiamo i numeri arabi commentino indignati “i numeri arabi li usi a casa tua”, “torna a pascolare cammelli”, ecc. si mette insieme la foto del sedicente Mohamed con la selezione dei […]

Morire dal Ridere


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Facciamo qualche riflessione e facciamola basandoci sui fatti di cronaca e sui numeri piuttosto che sulle generiche affermazioni di principio alle quali, poi, spesso non segue altro che il compiacimento per averle espresse. 1) La cronaca di questi giorni ci dice chiaramente che, in Europa, nessuno vuole gli immigrati. Si va dalle posizioni più oltranziste dei paesi del Gruppo di Visegrád (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria) fino a quelle possibiliste della Germania a cui, però, interessa solo materiale umano formato, selezionato ed in grado di essere inserito rapidamente nel ciclo produttivo, possibilmente a costi bassissimi. Nel mezzo ci sono le […]

Cinque Pezzi Facili



Dico quello che, in questa situazione, mi sarei aspettato accadesse, che non è successo e che sono sicuro che non succederà. Mi sarei aspettato che una qualsiasi forza politica, una qualsiasi, si fosse affacciata al proscenio pubblico dicendo: “Visto che questa legge non era fatta per designare un vincitore, noi proponiamo cinque punti da portare a termine nei prossimi cinque anni. I punti sono i seguenti (è solo un esempio, metteteci quello che vi pare): Una legge elettorale che garantisca un ragionevole rapporto tra rappresentanza e governabilità. La definizione di una politica chiara e trasparente sull’immigrazione che concili i principi […]

Il Futuro Prossimo Venturo


Ho maturato una convinzione personale molto solida e voglio discuterla con quelli, tra voi, che vorranno farlo. Secondo ciò che vedo, l’idea di Europa come soggetto politico, se pure mai esistita realmente, è prossima alla fine. E quando parlo di prossima alla fine immagino un orizzonte temporale che non supera i cinque/sette anni perché il fenomeno diventi completamente evidente ed operativo. So che dovrei giustificare un’affermazione come questa, esporre dati, teorie socio economiche a supporto, riferirmi a fatti concreti, ma questa non è una “lucida analisi” di quelle che si possono leggere sul Financial Times o su Il Sole Ventiquattr’ore. […]

A Long Cold Winter


In genere cerco di non dare giudizi sull’aspetto fisico di uomini e donne. Non sono buono, sono solo parte in causa. Sono stato giudicato per tutta la mia vita. Rumorosamente, silenziosamente, sardonicamente o platealmente, tanti, tante, anzi tantissime, hanno avuto da ridire sul mio aspetto fisico per il quale ho subito anche concreta discriminazione. Per questo, spesso taccio ciò che i miei occhi vedono, cerco di andare oltre la prima impressione e non incoraggio e non condivido socials basati sull’aspetto dei soggetti coinvolti. Tutto questo per dire che ciò che scriverò sulla foto che allego non è un commento estetico. […]

Il Volto Nuovo della Politica Italiana