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La Lezione di Piazza Tahrir

27 novembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Piazza Tahrir (piazza della Liberazione) è tornata ad essere uno snodo cruciale della cosiddetta “primavera araba”.
Sembra chiaro che, nel protrarsi delle incertezze sul futuro politico dell’Egitto, non incidano (rectius: non incidano esclusivamente) le preoccupazioni dei militari (fino ad oggi un ceto assolutamente privilegiato anche per il grande prestigio di cui questa istituzione ha sempre goduto in quel Paese) per una deriva islamista o, comunque, per un mutamento dello status e del ruolo fino ad oggi ad essi riconosciuto.

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Il Censimento on Line: Piccola Guida e Recensione

Ho appena terminato di compilare il modulo del censimento 2011. Ho scelto di farlo on line perché dopo tanti anni di tastiera ho seri problemi a scrivere a mano. La presbiopia associata alla forte miopia mi obbliga a tenere la faccia attaccata al foglio e i quadratini nel quale dovrebbero ricadere le lettere per la lettura ottica sono troppo piccoli per la punta della penna Bic nera di cui sono dotato.

Ho ricevuto il modulo con la password in basso a destra. E’ scritta in lettere maiuscole e minuscole, ma non è precisato da nessuna parte se la password sia case sensitive. Mi sono collegato al sito e l’ho digitata come è scritta. Immagino sia case sensitive, quindi attenti a maiuscole e minuscole.

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Gola profonda, Carie Meningee

B2B
Mancava, ieri sera a cena, B., un ragazzo pakistano.
Nell’incavo della sua assenza, un po’ guardinga, si è incuneata la signora B.
L’ho sempre osservata da lontano. Anche perché è bianca. Di un bianco flaccido, che quasi sembra flaccidità dell’anima.

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Un Governo in Subappalto

5 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest

Facciamo un brevissimo riepilogo della situation per cercare di capire chi comanda veramente in Italia, che qui si rischia di perdersi in un labirinto di intrallazzi.
La sensazione è che il governo del grande comunicatore sia stato dato in subappalto, visto che chi ha ufficialmente vinto la gara, ormai è evidente, non è assolutamente capace di governare perché qualsiasi cosa tocca la fa fallire neanche fosse affetto dalla maledizione di un Re Mida all’incontrario. Meglio che si dedichi quindi a trombare nel suo patetico casino domestico e a far meno danni possibili. Il gran frullo di passere notturne ad Arcore potrebbe essere un modo, ideato da premurosi amici e amici degli amici, per tenerlo abbastanza rincoglionito di giorno per permettere agli altri, i subappaltatori, di lavorare in pace, visto il disastro in corso. Un giorno magari scopriremo che quella sonnolenza perfino durante le cerimonie di beatificazione dei papi (intesi come pontefici) era dovuta anche a qualche pasticchina di clorpromazina. “Ma cosa hai messo nel caffè?”, diceva una canzoncina degli anni ’60. Leggi il resto

Manovra Finanziaria 2011 – FAQ

29 giugno, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest, Meccanica delle Cose

Il provvedimento relativo alla cosiddetta “finanziaria” è in fase di discussione. Obiettivo di questa manovra sarà il raggiungimento del punto di pareggio di bilancio.
Ieri sulle principali testate nazionali è stata pubblicata una bozza che fornisce un’idea di quali siano le risorse che l’attuale governo metterà in atto per ottenere il suo obiettivo. Vediamole un po’ più nel dettaglio e cerchiamo di capire assieme il contesto.

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150 Anni: Decisamente Troppi. E Troppo Pochi

150 anni dall’unità dell’Italia sono decisamente troppi perché io mi senta emotivamente e idealmente partecipe alla “nostra” storia.

150 anni dall’unità dell’Italia sono troppo pochi per appianare le differenze manifestate dai campanilismi, i rutti leghisti, le mafie bianche e quelle rosse di sangue.
Le pietanze sulla mia tavola assomigliano più a quelle tirolesi, austriache e tedesche, che alle romagnole, laziali o siciliane.
Le mie logiche e le mie etiche, le mie paure e il mio reddito, anche.
Se fossi cittadina in uno stato (realmente) poggiato sul diritto (e sul dovere) – su istruzione, sanità, lavoro, pensioni e sistema fiscale, e laicità, mi sentirei meno orfana.
Vice versa – vivo in uno stato che finanzia la papamobile e scarpini di broccato a chi professa l’esistenza del serpente tentatore. Che paga oltre 10mila euro di stipendio mensile a centinaia di: mafiosi, incompetenti, puttane e clown.
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I Rom Sono Ladri e Non si Lavano

E non solo: chiedono l’elemosina e poi girano su macchinoni, non vogliono lavorare, se gli metti le docce nei campi rubano le tubature e le vendono a peso. Oppure: i Rom sono ladri perché hanno bisogno di sopravvivere, non si lavano perché nei loro campi manca l’acqua corrente, chiedono l’elemosina per un fattore culturale, non lavorano perché nessuno assumerebbe un Rom, eccetera.
Banalità. Le stesse ovvietà che si leggono o si ascoltano ogni volta che un fatto di cronaca, specialmente se tragico, focalizza l’attenzione della gente su questa gente tanto diversa e misteriosa.

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Una Tranquilla Giornata di Protesta

23 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Parto presto, ma arrivo tardi. La pioggerellina è fitta, insistente maledettamente fastidiosa. Ma non dovevamo vederci qui? Alla Piramide?
Niente di niente. Nessun studente . Mi avvicino ad una postazione TV. La presentatrice, tutta bella, linda, truccata col suo cappellino multicolore e il “gelato” stretto nella mano destra. E la
manifestazione? Chiedo. La stiamo aspettando anche noi. ma qui oltre al freddo non c’è nessuno. Mi ha detto un collega che sono a Piazzale Moro.
E vorrà dire che andrò alla Sapienza. Infatti l’assembramento è qui. Nessuna tuta nera, pochi caschi, ma i botti ci sono. Parte il corteo, e la polizia è discreta, nessun travestimento antisommossa, pacifici e tranquilli anche loro. Le assemblee hanno deciso di lasciar nel loro fango i palazzi del potere ed i loro abitanti. Loro consegneranno pacchi dono. Uno è consegnato all’Umberto primo, simbolo della Sanità pubblica.
Un altro lo consegnano alla Camusso. Una delegazione sale , chiedono di allargare la protesta anche al mondo del lavoro, chiedono lo sciopero generale. Ma non ricevono risposta. Il silenzio arriva anche dalla CGIL, l’opposizione sociale ha chiesto passo, come quella politica, d’altronde. Decido di precedere il corteo con lo scooter. Prevedo un lungo itinerario. Il percorso però non è predefinito. La fantasia è al potere.

Immagine anteprima YouTube

Chiedo al vigile, ma dove passerà il corteo? Ma forse andranno verso Porta Maggiore, o forse saliranno su per la Tangenziale. Tiro la monetina e decido per Porta Maggiore. Aspetto. Dall’alto l’elicottero della polizia mi indica, a grandi linee che forse ci ho azzeccato. La classe non è acqua, ah ragà!! Arrivano e sono aumentati. Mi dicono che un pezzo , quello degli studenti medi si è distaccatro ed è andato al Ministero della Pubblica istruzione, a Trastevere. Sfilano tranquilli, passano il sottopassaggio e al chiuso i botti dei petardi si fa assordante. Ma sono colorati, e non fanno sconti. Chiedono lo sciopero generale,  ormai la Gelmini non gli basta più. Vogliono allargare il fronte della protesta costruire una nuova stagione politica e culturale.
Fare fronte Unito con tutti i precari, con tutti i lavoratori. I vigili sono impazziti, precedono il corteo e a sensazione prevedono quale direzione prendera per poter in anticipo dirottare il traffico. E o sono organizzati bene, oppure le auto son poche questa mattina. Grande traffico non si è creato. Quindi, forte della mia previsione precedente, prevedo che andranno a Piazza San Giovanni. Mi reco là.

Stavolta ho atto cilecca. L’elicottero mi indica che son lontani. Poi mi diranno che son andati per le campagne. Addirittura sulla A 24 verso l’Aquila. E che voglion andare a L’Aquila a piedi? Ma son proprio matti.
Decido che per oggi è abbastanza. Stasera ancora assemblee e forse domani sit-in a Piazzale Clodio. Per i l processo ai loro compagni arrestati. Son ritornato verso Piramide e ritrovo un altro pezzo di corteo. La polizia è tanta e tutta in abbigliamento anti sommossa. Mi accingo a scattar foto , ma alcuni giovani mi dicono che non posso, vorrei discutere, ma le mani si avvicinano pericolosamente alla macchina fotografica, Soprassiedo. Mi limiterò solo a guardare. Si fermano presso la stazione della Metro. Penso che tenteranno di occuparla. Ma lo schieramento della polizia è imponente. Si sciolgono, si disperdono. E anch’io decido di andare a Scienza Politiche . C’è assemblea .

Saviano, la Dolce Euchessina

16 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.

Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: “Lettera ai ragazzi del movimento“.

Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.

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Aspettando la Rivoluzione

14 luglio, 2010 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Cazzotti, Meccanica delle Cose

La rivoluzione è un’azione violenta tesa a scardinare un ordine costituito, al fine di sostituirlo con un ordine nuovo.
Ne la “Critica all’economia Politica” Marx sostiene che una costruzione sociale non perisce finché non abbia sviluppato tutte le forze produttive a cui può dare corso.
In altre parole che non vi può essere rivoluzione finché i rapporti di forza, che hanno prodotto l’ordine sociale esistente, non siano mutati tanto da renderlo inattuale, dunque instabile.
La Rivoluzione Francese può considerarsi a buon titolo il paradigma di tutte le rivoluzioni.
Nella Francia dell’epoca la Borghesia deteneva già il potere economico, ma non aveva ancora accesso al potere politico, che restava appannaggio della Nobiltà e del Clero.
Erano le condizioni oggettive per una rivoluzione.
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Abbecedario Italiano

10 marzo, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Prepara i tuoi bambini al loro futuro di cittadini italiani con l’abbecedario di MenteCritica. Per ogni lettera, una parolina ed un disegno che servono per imprimere nella mente dei bimbi il concetto associandolo alla letterina. Stampa l’abbecedario e fai colorare le figurine.
Buon divertimento bambini e dite grazie a mamma e papà per avervi procurato un gioco così bello ed un futuro così splendente.

Non adatto ai bambini di età inferiore a tre anni.

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L’Inganno della Democrazia Italiana: Libertà Sociale

Su Mentecritica abbiamo parlato spesso di libertà. In effetti basta effettuare una veloce ricerca per ottenere diversi articoli che in qualche modo trattano questo argomento. Io stesso qualche tempo fa scrissi un pezzo che, in sostanza, era un atto d’accusa contro coloro che abusano della parola libertà, svilendone il significato.

La libertà è senza ombra di dubbio un diritto a cui nessuno vorrebbe mai rinunciare, tuttavia la domanda che dovremmo davvero porci è: siamo davvero liberi? Quand’è che un uomo può dirsi libero? Abbiamo discusso spesso di libertà di satira, libertà di stampa, libertà di opinione, cercando di giungere ad opinioni condivise su quali sono i limiti oltre i quali la nostra libertà diventa un ostacolo per gli altri. Tuttavia una cosa è certa, tutti questi tipi di libertà sono succedanei alla libertà più importante di tutte: la libertà sociale.

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Avviamento al Lavoro. Di Corsa e per Legge

Due novità nel panorama politico nostrano. Non mi riferisco né al matrimonio notturno della Gelmini né al fiorire di candidature vecchie e nuove per le prossime regionali. Sto invece pensando a quanto è stato detto di recente a proposito dei giovani, o meglio, dei giovanissimi: gli adolescenti.
In primo luogo un ritorno al passato, all’avviamento al lavoro degli anni 40, 50 e 60. Visto che, ci dicono, l’obbligo di istruzione fino a 16 anni tiene sui banchi un numero altissimo di giovani, tanto vale dar loro la possibilità di andare a lavorare,o meglio, fare apprendistato durante l’ultimo anno al posto della frequenza a scuola.

Secondo me i soliti cervelloni avranno fatto due calcoli: visto che ci sono migliaia di insegnanti precari che presto resteranno addirittura senza neanche le supplenze riduciamo ancora il numero dei ragazzi e cioè l’esatto contrario di quanto servirebbe.

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La Politica Senza Progetto

Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.

Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.

Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.

Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto

Prendevo Sempre Nove

7 novembre, 2008 di  
Archiviato in Diritto di Replica, Il Futuro è nei Giovani, Sul Web

Io, in condotta, prendevo nove. Nove, non dieci. Dieci era da supersecchioni mosci: se prendevi dieci i tuoi amici ti consideravano un broccolo. Nove invece era da tipi tranquilli ma ben svegli. Da Otto erano gli scavezzacollo: la trasgressione massima era uno spinello di nascosto. Da Otto erano pure le ragazzette sveglie abbastanza …ma non troppo.
Col Sette in condotta potevi venire bocciato. Era il voto che si dava a quelli proprio tremendi (gli “incorreggibili”), quelli che disturbavano di continuo la lezione facendo gli spiritosi, quelli propensi a menare le mani o che per scandalizzare le ragazzine facevano “cose proibite” in classe.

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L’Autodidatta

25 settembre, 2008 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Con le novità volute dal nuovo ministro che sanno di ritorno al passato (il grembiule, il voto, il maestro unico, la bocciatura per la condotta) e con i problemi di sempre (il caro libri, le promozioni ottenute dietro pagamento, prestazioni e scambi di favori, bulli impuniti e insegnanti demotivati incerti sul loro futuro) anche quest’anno è cominciato l’anno scolastico ma non è di questo che vorrei discutere con voi di Mente Critica bensì di una figura silenziosa tanto da sembrare estinta: l’autodidatta.

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(d)Istruzione Pubblica: l’Italia Privata della Scuola.

Prima di entrare nel merito di quanto intendo sviscerare col presente articolo, ritengo indispensabile porvi alcuni semplici quesiti:

Ritenete importante la formazione delle ‘giovani menti’?

Voi genitori, valutate l’istruzione dei vostri figli come un bene inestimabile?

Pensate sia fondamentale che essi abbiano a disposizione tutti gli strumenti possibili per crescere consapevoli, divenendo adulti responsabili e realizzati, in grado di affrontare e superare i problemi e le difficoltà che inevitabilmente incontreranno?

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