Democrazia Semplice o Qualificata?
5 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti
La democrazia non è un valore in sé, ma un metodo per scegliere le azioni da intraprendere nell’interesse comune. Da questo punto di vista è assolutamente lecito metterla in discussione, chiedersi se sia o meno il metodo migliore per amministrare la cosa pubblica.
Quelli contrari sostengono che se dalla moltitudine che concorre a formare la maggioranza si espungono gli zotici la qualità delle decisioni comuni ne trae beneficio.
Come si fa a dargli torto? Anche per fare il vino buono, si leva l’uva marcia. Non è neppure un’idea nuova. Il governo dei migliori, scelto dai migliori, gode di sponsor autorevoli dalla notte dei tempi.
Il guaio è che il problema, volendo sostituire la maggioranza di una popolazione così com’è (una testa un voto: Democrazia Semplice), con la maggioranza di una cittadinanza selezionata (votano solo quelli che dimostrano d’esserne degni: Democrazia Qualificata), non riguarda tanto il principio quanto lo strumento per separare gli idonei dagli inadeguati.
Default Italia: 97 Giorni al Fallimento – Berlusconi è la Salvezza degli Italiani
5 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Oggi voglio fare outing (come dicono quelli che conoscono le lingue).
Nel 1994 Berlusconi annuncia il suo ingresso nella politica attiva. Io dico: “Molto bene, così potremo contare con precisione quanti sono gli imbecilli e i disonesti in Italia”. Perché per dare il proprio voto e la propria fiducia ad un soggetto del genere, di cui si capivano perfettamente già allora il carattere e la statura morale, ritenevo si dovesse necessariamente appartenere ad una di queste due categorie. Sbagliavo, ma ci ho messo un bel po’ di tempo per capirlo.
Il risultato dal mio punto di vista fu sconcertante: possibile che oltre metà degli italiani sia imbecille o disonesto? Ma dove sono capitato?
Crack Italia: Meccanica dell’Apocalisse
12 luglio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cuore di Tenebra, latest
Il problema non è più la politica nazionale, dice il buon Peppe, poco può la nostra classe dirigente in un frangente eccezionale come questo, quando si è dimostrata incapace di gestire l’ordinaria amministrazione. Ci dobbiamo rassegnare a subire, noi umili, perché il numero fa potenza, dice Fma, in un passaggio di lucido cinismo, salvo poi auspicare soluzioni che rivelano speranze ed ideali non ancora soffocati dall’esperienza e dalla disillusione.
Io, che la crisi economica l’ho incominciata a vivere con un ricco licenziamento a 50 anni e susseguente trasferimento forzato in uno dei posti più belli ed accoglienti del mondo, ma che non è casa mia, dico che l’acqua scorre dall’altro verso il basso e se trova una pozza la riempie. Questo spiega tutto e non c’è bisogno di aggiungere altro.
La natura è rapace per istinto di conservazione e di perpetuazione. Per questo, nessuna specie dello schizofrenico campionario di vita che si è sviluppato su questo microscopico grumo di fango ha empatia sufficiente per comprendere il dolore che induce su un’altra quando la caccia, la uccide e se ne ciba. Se è mai esistito un animale che soffriva per la sorte dell’uccellino che sgranocchiava o della foglia di insalata che strappava, si è sicuramente estinto. E questo, per quel che vuol dire la parola “giustizia” nel nostro universo, è sommamente giusto. Quando si muore si soffre, quando si mangia e si fa l’amore, ci si sente bene.
Lise – Parte seconda. Sotto il Vestito.
Sulla pista dell’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok il Boeing 777 era in attesa dei passeggeri.
Power755 si trovava in un bunker di Dallas negli USA ad una profondità di 5 piani sotto terra. L’immenso locale C3 della computer farm era illuminato da luci di sicurezza che spandevano una luce flebile. La temperatura fredda del condizionamento garantiva il funzionamento di alcune centinaia di server che ronzavano sommessamente. Cavi inondavano il pavimento.
Lise era nella stanza. Nuda. Il suo corpo era femminile e seducente la sua pelle morbida appena spruzzata da riflessi rossi dava l’impressione di una recente esposizione al sole. Aprì un comparto e cominciò a vestirsi, ogni movimento metteva in risalto la sua grazia e la sua sensualità dolce senza aggressività di una bellezza amichevole e positiva.
Si vestì con una camicetta scollata che metteva in risalto la sua pelle dorata e un paio di jeans. Finì di vestirsi e prese a truccarsi leggermente. Aprì il comparto e prese la borsa da viaggio e si apprestò ad uscire.
Bocchino e Carfagna
28 marzo, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Finalmente è possibile mettere vicino queste due parole senza correre il rischio di beccarsi una querela. Qualche anno fa, se pur indirettamente, siamo stati testimoni di una triste vicenda di stupidità, ignoranza e malignità efferata che ha colpito un giovane autore di grande intelligenza ed eccezionale talento. Leggiamo un estratto di una sua intervista:
A luglio del 2008 pubblicai sul blog una falsa trascrizione satirica di un’intercettazione in cui raccoglievo tutte le illazioni e indiscrezioni apparse in quel periodo sui giornali su come il ministro delle pari opportunità fosse entrata a far parte del governo(1).
Il giorno dopo il post era su tutto l’internet italiano, fino a quando Dagospia non rilanciò il pezzo (senza linkarlo) sul suo aborto di sito gossipparo, quasi innescando l’emergenza democratica. Passai tutto il pomeriggio a rispondere alle telefonate di giornalisti che mi chiedevano dove avessi preso il documento giudiziario e se facessi parte del Sismi o di ambienti berlusconiani.
Ricevetti anche una telefonata dalla questura di Roma in cui, oltre a rassicurarmi sul fatto che non sarei andato in galera, mi si chiedeva di andare nella capitale per essere interrogato. Non potendo muovermi, si organizzò l’incontro a Verona. Dopo ore di domande, verbali e sequestri di hard disk, la Polpost e la Digos effettuarono una perquisizione a casa mia a Padova per cercare l’intercettazione, che naturalmente non esisteva. Le querele erano state sporte dalla Carfagna e da Confalonieri, e la procura di Roma iscrisse d’ufficio il reato previsto dall’articolo 617-ter (“Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”), di cui ignoravo completamente l’esistenza. La cosa fortunatamente non ebbe pesanti ripercussioni giudiziarie, ma la stampa italiana diede il peggio di sé. In un articolo in prima pagina su Libero (“Falsa intercettazione per uccidere il Cavaliere”, o qualcosa del genere) Paragone mi diede dello stalinista, giacobino, corsaro, giustizialista e altri epiteti piuttosto lusinghieri.
L’agenzia Adnkronos scrisse che il sito era nelle Antille, quando in realtà il mio host era l’italiano Aruba.it (purtroppo), incidentalmente anche il nome di un’isola caraibica. Una giornalista del Corriere della sera edizione Veneto, che evidentemente aveva preso a cuore il mio caso, mise per tre articoli di seguito una foto in cui, piccolo particolare, non ero io: l’aveva presa a caso da Google, cercando il mio nome.
L’ultimo a parlarne è stato Filippo Ceccarelli di Repubblica nel suo ultimo libro, “La suburra”, devo dire in maniera abbastanza equilibrata e veritiera, senza darmi contro o farmi passare per un coglione.
È stato un bel tuffo nell’Unione Sovietica degli anni ’50, non c’è che dire. fonte

Ora, , apprendiamo che l’errore di quello che conoscevamo come Johnpaul/Harlot (oggi passato al lato oscuro della forza come . Un’impercettibile quanto determinate inversione di termini.
C’è da dire che nemmeno la potente vis creativa di Harlot/JohnPaul, (mi perdoni se preferisco continuare a chiamarlo così, almeno non lo immagino fare la pubblicità ai casino on line) era stata in grado di immaginare l’orgia mediatica del bunga bunga. La realtà è la frontiera che il genio non potrà mai attraversare.
Note
- si parlò di coito orale N.d.R. [↩]
Il Crollo di Gheddafi: Bruciare il Mondo per far Dispetto a Berlusconi
21 febbraio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, Oltre il Confine
E’ difficile non percepire l’aria di generale soddisfazione, per non dire di compiacimento, che anima la comunità della rete per gli eventi che hanno scosso l’Egitto e che ora stanno sconvolgendo la Libia. Bandiere egiziane e libiche al posto della foto del profilo su Facebook, commenti entusiasti, sostegno incondizionato alla “rivoluzione”.
L’impressione, anche abbastanza forte, è che la valutazione sugli equilibri internazionali sia superficiale, quasi calcistica. Siccome Mubarak e Gheddafi sono (o erano) amici di Berlusconi, il fatto che cadano travolti dalla furia popolare è cosa buona a prescindere, giusto “per far dispetto al nano”.
Arrivederci
20 giugno, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest, MenteCritica
Cari lettori abituali di MenteCritica,
In nome del reciproco rispetto che si è stabilito nel tempo, mi sembra giusto avvisarvi che per un po’ non riuscirò a curare questo sito personalmente. C’è ancora qualche mio pezzo parziale che (forse) provvederò a completare e pubblicare, mentre conto di trovare il tempo di allestire e pubblicare vostri eventuali contributi (da inviare qui) che mi aiutino a tenere vivo questo sito fino a quando ritroverò la concentrazione sufficiente per riportarlo a regime.

L’azienda con la quale collaboravo ha prima esternalizzato il mio settore ad una società del suo stesso gruppo e, un paio di settimane dopo, dichiarato in esubero il 50% del personale e, fra questi, il 100% dei personale direttivo (io sono uno di questi).
Le prospettive locali sono quelle che sono. La Campania non è la Silicon Valley, specialmente per un cinquantenne non disposto a mettere variegate competenze a servizio del crimine organizzato. Inoltre, a me non va di vivacchiare per qualche anno di ammortizzatori sociali con la mia esperienza e la mia intelligenza. Sto cercando una soluzione, anche drastica. Sarebbe stato bello vivere di scrittura, ma evidentemente non sono all’altezza.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà offrirmi qualche suggerimento, anche in privato scrivendomi qui.
Questa occorrenza, in unione al senso di apprensione per la mia famiglia che dipende esclusivamente da me, mi pone in una situazione emotiva inadatta a condividere riflessioni adeguate alla vostre aspettative.
Sono convinto che ci rileggeremo presto. Un arrivederci a tutti.
lello (comandante nebbia-dfc)
Paura in Italia
9 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Di cosa bisogna aver paura oggi? Di una deriva golpista e dittatoriale dell’attuale esecutivo? Di una radicalizzazione violenta dello scontro politico?
No, secondo me, l’unica cosa di cui avere veramente paura è l’incompetenza. E’ più che evidente che l’allegro gruppo di dilettanti allo sbaraglio a cui è affidato il timone della nazione non è in grado di assumere determinazioni utili nemmeno quando si tratta di truccare le regole.
Che senso ha fare una grandissima fesseria, fare un decreto interpretativo per giustificarla, farlo firmare al presidente della repubblica se poi un tribunale amministrativo regionale ?
Non ci sono mezze misure: è una cazzata.
Da questa storia esce ridicolizzato il PDL, il consiglio dei ministri, il presidente della repubblica, tutti noi. Un’incredibile figura da pasticcioni che getta un’ombra oscura sull’intelligenza cognitiva del gruppo dirigente di questa nazione.
In Spagna si chiedono dove va l’Italia. Con questa guida la risposta è semplice: da nessuna parte.
Salve MC, Storia di una Principessa (Poco) Qualunque
17 febbraio, 2009 di Marina Garaventa
Archiviato in latest, Posti Sul Web, Vere Donne
Salve, sono Marina Garaventa, ho 49 anni e quando mi è stato chiesto di scrivere per la mia storia mi è venuto da sorridere: la mia vita ha infatti avuto tali e tanti capovolgimenti che non basterebbe una soap-opera, della lunghezza di Beautiful, per raccontarla. Non abbiate paura: niente storie lacrimevoli e disperate ma, parlando francamente, ora come ora, la mia situazione è una vera schifezza! Per non farla tanto lunga, giacché non amo piangermi addosso, vi riassumo brevemente il mio iter.
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Elogio del Dubbio
23 agosto, 2008 di Fully
Archiviato in Meccanica delle Cose
Credo proprio di essere guarito.
Ho passato i nove decimi della mia vita in preda ad una sindrome perigliosa. Ben più grave della pressione alta (con cui riesco più facilmente a convivere) la malattia di cui ho sofferto così a lungo è la sindrome da carenza di incertezze. Bene, ora mi pare di averla debellata: sono meravigliosamente, deliziosamente pieno di dubbi.
E mi sento infinitamente meglio. Non devo mettere a posto ogni pezzo del puzzle della vita. Mi sono reso conto del meraviglioso proliferare delle infinite tonalità di grigio che si interpongono tra il bianco e il nero. Non devo più lottare con la coerenza. Posso tranquillamente discutere con chiunque e su qualunque tema senza pretendere di avere ragione. Anzi. Quando qualcuno mi dà ragione senza che mi convinca che ne sia convinto lo guardo con un po’ di sospetto: avrà capito che la mia è solo un’opinione e che spero tanto che qualcuno mi dia motivo per migliorarla, anche se dovessi modificarla fino a sovvertirla?
Dunque .

