Immigrazione e Statistiche
30 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.
A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.
Parole
12 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:
Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.
Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.
Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.
Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?

Parole che Dicono Poco
Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»
Corriere on Line 11 gennaio 2010
Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?
Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.
Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?
Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.
Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?
11 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.
“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”
E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.
La Croce nel Tricolore. In Esclusiva per MC le Foto delle Proposte della Lega per il Nuovo Tricolore Italiano
30 novembre, 2009 di dellefragilicose
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Gli svizzeri, via referendum proposto dalla destra populista (sic), proibiscono la costruzione di nuovi minareti nel loro paese. Un po’ come proibire la pioggia costruendo un ombrello molto grande.
Roberto Castelli, noto studioso delle gesta del plurisecolare Impero Svizzero, profondo conoscitore dell’antichissimo diritto Svizzero su cui sono fondati i codici civili e penali di tutto l’occidente, grande utente di orologi (lo guarda almeno una ventina di volte al giorno) ed estimatore di cioccolata, recepisce la lezione di civiltà e propone (vedasi definizione di “demagogia” ) la modifica della costituzione per aggiungere una croce al tricolore. In fase di ritocchino alla carta costituzionale per la cosa della croce sulla bandiera, si potrebbero rivedere anche quei fastidiosi articoli che sostengono il vetusto principio secondo il quale ogni cittadino è uguale di fronte alla legge.
Comunque, grazie ad un nostro infiltrato nel direttivo della Lega, vi possiamo anticipare le immagini delle proposte padane per il nuovo tricolore.
Una Tromba d’Aria e un Barcone
10 giugno, 2009 di eppursimuove
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Guardavo alcune delle persone intervistate dopo la tromba d’aria che ha colpito sabato alcune zone del trevigiano e mi venivano in mente gli immigrati che cercano di sbarcare sulle nostre coste. I barconi respinti.
Che c’entra? C’entra eccome..
La Nostra Idea dell’Italia non è Multietnica
11 maggio, 2009 di Comandante Nebbia
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La nostra idea dell’Italia non è multietnica. E’ chi se ne frega, verrebbe da dire. E’ un po’ come affermare “la mia idea è che oggi non piove” mentre intorno infuria il temporale.
Quel noi è plurale maiestatis o indica un gruppo, una coalizione, un’associazione dopolavoristica, un partito? No perché vorrei dire a lui o a loro che qualcuno ci ha provato già in passato a cercare di imporre apartheid o eugenetica sociale. Ed era gente che aveva a disposizione milioni di uomini armati e dispostissima a usarli (si è visto). Gente che ha tentato in ogni modo di opporsi a processi che, al massimo, si può tentare di governare, ma che solo i fanatici, gli illusi e, soprattutto gli opportunisti, possono tentare di arrestare, o meglio, dire di cercare di farlo.
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Italia, Provincia del Vaticano
13 dicembre, 2008 di Michael Grimaldi
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L’arresto di due marocchini, sospettati di progettare attentati terroristici ai danni dei sacri supermercati italiani, ha risvegliato le coscienze civili ed ha riproposto l’annosa questione delle fedi, diverse da quelle cristiane, professate sul suolo patrio.

I Soldi Sono Nulla
7 dicembre, 2008 di osvitol
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“I soldi sono nulla” dice il Papa aprendo il sinodo sulla Bibbia Lunedì 6 Ottobre.
Sessanta Milioni di Dorian Gray
24 ottobre, 2008 di dellefragilicose
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Aprire la pagina bianca e scrivere di qualcosa che abbia significato diventa ogni giorno più difficile. Per la prima volta, stamattina, questo spazio lattiginoso mi ha fatto paura perché ogni cosa che avrei potuto usare per riempirlo mi sembrava inutile, superflua, noiosa.
La verità è che la gran parte degli uomini nasce idealista, convinta di poter dare un fattivo contributo al cambiamento delle cose, gravida di quel desiderio di fecondità del bene che ogni anima giovane o almeno la gran parte delle anime giovani, detiene come gioioso patrimonio naturale.
Poi, la vita e soprattutto l’esperienza, impongono drastici ridimensionamenti e, se un uomo non riesce a trattenerne almeno una piccola parte, questo spirito svanisce dolorosamente lasciando corpo e mente per la prima volta veramente vecchi e abbandonati ad una rancorosa e cinica solitudine per la quale l’unica vera cura è la dipartita.
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Niente Benedizioni a Scuola: Il Caso del Preside del ISIS Marconi di Pavullo
7 ottobre, 2008 di Maricrizzi
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Cari amici di “MenteCritica”, ricompaio dopo molto silenzio: le vicende personali e il lavoro mi hanno reso impossibile godere della vostra compagnia. Oggi, però, mi sono concessa un po’ di tempo per segnalarvi il caso apparso sul “Resto del Carlino” di Modena che porta più o meno il titolo di questa mia riflessione.
In sintesi il Dirigente Scolastico di questa Istituto all’inaugurazione della nuova sede ha vietato al parroco locale di benedire i locali. Il divieto è stato motivato non da una visione personale del Dirigente ma da precisi atti normativi. Il caso è finito in Parlamento.
Vi allego anche il percorso (link n.d.r.), nel caso vogliate leggerlo e votare per il sondaggio.
La mi riflessione

Raccontino Nero
4 ottobre, 2008 di settantasette
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(sottotitolo: il biondo, lo smilzo, il ciccio)
Il biondo correva. Correva veloce, con l’energia che viene dalla paura. Nel fianco un dolore pulsante, la gamba dei jeans intrisa di sangue. Finchè le fitte non cominciano a togliere il respiro. Meglio fermarsi un attimo, ecco, ormai sono lontano, mi appoggio qui e chiamo qualcuno. Porcocazzo, ma perché non riesco a sbloccare la tastiera, non vedo più tanto bene, ho freddo, dai merda che è facile, invio più asterisco, cazzo cazzo che male, invio più asterisco, gli occhi si chiudono, invio più asterisco, ho come sonno, invio più ast…
Chi è più Forte Vuole Avere Tutto, anche Ragione
2 ottobre, 2008 di Assunta Altieri
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Lunedì sera, su La7 nel corso della trasmissione L’infedele, Gad Lerner ha proiettato un video che già mi aveva indignata alla sua prima diffusione su youtube che, al solito, ha preceduto i Media (che, comunque, non hanno speso molte parole, se si escludono i soliti noti).
Si tratta di una delle performance di Gentilini (il giullaresco primo cittadino della città di Treviso) a proposito degli immigrati. Ma al di là del video in sé (inquietante, oltre che per l’evidente e impunita posizione razzista anche per una neppure troppo velata apologia del fascismo), credo che una riflessione vada fatta in merito a queste sue parole:
“Quello che io dico è la somma di quello che mi dicono i cittadini. Io sono un grande megafono. Non ho paura di nessuno e dico quello che voglio.”

La Rivoluzione di Gentilini
1 ottobre, 2008 di prefe
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Immagine- Gentilini in World of Warcraft.
Ho finito, è stato un lavoraccio!
Ragazzi,
so che mi vorrete bene per questo:
ho sottotitolato parte dell’intervento di Gentilini alla festa della Lega a Venezia! (Quello che ho trovato…)
L’anno scorso questo bizzarro personaggio, nei rituali giorni di festa a Venezia aveva stupito l’opinione pubblica con la sobria affermazione qui sotto
“A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre“.
Quest’anno il pensatore Trvigiano invece si è prodotto in una serie di farneticazioni degne di ricovero forzato.
Avrei voluto trovare il discorso intero, ma sono solo parti. Sotto posterò un titolo per ogni video (che varrà da link), il video stesso, il copione recitato dal vicesindaco di Treviso, dattilografato dal buon vecchio e paziente Prefe, e un breve commento puntualizzatore del sempreverde Prefe.
Buona lettura.
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Il velo, il nemico, il controllo
9 settembre, 2008 di Il Gobb
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Questo post fa parte delle mie “Lezioni di comunicazione“.
Oggi mi ha colpito molto l’articolo (firmato Massimo de’ Manzoni) su Il Giornale intitolato “Se indossi il velo la legge non vale più“. Mi ha colpito perché, come spesso accade, rivela il sapiente uso di tecniche comunicative per distorcere i fatti fino a inculcare nel lettore una precisissima visione della notizia. Strumentale, di solito, alle politiche dei vari governi Berlusconi, essendo Il Giornale pura e semplice “house organ” di Forza Italia prima e del PDL poi.
Prima il fatto nudo e crudo.

Intervista a Pino Petruzzelli
4 settembre, 2008 di Chiara Lalli
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
Pino Petruzzelli dirige il Centro Teatro Ipotesi ed è autore di Non chiamarmi zingaro (2008, Milano, Chiarelettere, con la prefazione di Predrag Matvejević).
«Continuo a dividere la mia vita con la paura. Devo nascondermi sempre perché qualche rom ha rubato. Ma se ha sbagliato lui cosa c’entro io? È lui che deve pagare, non io. Se lui finisce in galera, perché ci dovrei finire pure io?»
(Doro, rom rumeno, vive con la moglie e i due figli in una cascina in periferia di Milano).

Perché c’è tanto astio verso i rom? Quanto gioca l’ignoranza nella diffusa ostilità e nella perpetuazione di luoghi comuni quali “abbandonano i figli” o “sono dediti al furto”?
Luigi e la Fortezza
22 agosto, 2008 di Pierluigi
Archiviato in Cronache Italiane, Il Futuro è nei Giovani, Meccanica delle Cose
Mercoledì 30 luglio 2008. Vado di primo mattino all’Ufficio Anagrafe di Milano; ho bisogno di autenticare una foto per rinnovare un documento. Arrivo presto, alle 7.45, sperando di evitare la fila e non fare tardi al lavoro. Ma prima di me c’è già una trentina di persone in attesa. Tuttavia, complice l’Ipod, l’aria fresca e (stranamente) il buon umore, mi metto in coda senza fiatare.
Mi guardo intorno: ci sono persone venute, come me, per sbrigare qualche normale pratica prima di partire per le ferie.

Pezzo Superficiale Portatore di Diversità Politicamente Scorrette
9 agosto, 2008 di la Donna Cannone
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Tornando dal lavoro ho sentito un pezzo struggente di Battisti. Ho ricordato la mia ex suocera, con cui condividevo questa passione. Battisti ha cambiato l’Italia; lei, parte della mia vita.
Battisti non aveva un blog, ma la sua musica è immortale.
A. aveva un blog. Mi rattrista sapere che è morto senza vedere un’Italia più civile. Ma le sue idee, le sue parole, le sue denunce e aspirazioni fluttuano nel web.

Ragionando su un’Identità Europea
17 giugno, 2008 di Fully
Archiviato in Border Zone, Meccanica delle Cose, Oltre il Confine, Storia e Memoria
Quando si ragiona di Europa Unita si parla spesso di “identità europea”. Ho voluto analizzare un po’ questo concetto, sia mai che serva a capire cos’è e se esista davvero. Ma se cercate una mia risposta a questo interrogativo, passate pure oltre, perché alla fine di questo pezzo leggerete ancora soltanto domande.

L’Esercito nelle Città e il Nuovo Fascismo Italiano
14 giugno, 2008 di mc
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione
Ho sempre guardato con sospetto la dietrologia considerandola una poco utile degenerazione del meccanismo di inferenza. L’esperienza, inoltre, oltre ad attenuare gli entusiasmi, mi ha aiutato a contenere l’indignazione e la reazione in limiti accettabili o comunque funzionali ad un ragionamento utile e non dissennato.
Però certe cose continuano a suscitarmi sospetti perché non le capisco e siccome non sono abituato a non capire, mi indigno.

Razzista io? Ma vaffanculo!
29 maggio, 2008 di Fully
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, Storia e Memoria
Premessa della redazione: questo pezzo è stato concepito e scritto circa una settimana prima di questa notizia. Buona lettura.
Io? Dici a me? Cheeee….? Un’intervista? A me?
Ah ah ah… ma che sei, der Messaggero? E che vòi sapé?
Com’ho votato pe’r sindaco? Veramente sarebbero cazzi mia…
Vabbé, te lo dico. Tanto ormai…
Però mettete comodo, che me devi da sta’ a sentì.



