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Mala tempora collant

5 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Sempre a margine della vicenda OMSA, ripresa anche da Debora Billi, vorrei segnalare su Facebook  l’iniziativa di boicottaggio Mai più OMSA, ma soprattutto l’intervista ad un responsabile di produzione di Calzedonia Group, altro colosso dell’intimo made in Italy, pardon, Sri Lanka, che ho trovato per caso sul blog Bottleneck
E’ particolarmente significativo, per capire il perché questi imprenditori amino tanto delocalizzare le produzioni, questo passaggio dell’intervista, che vi consiglio per altro di leggere per intero:
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Il Socialismo non si fa in un Paese Solo

29 novembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine, Storia e Memoria

Per curare la nostra malattia qualcuno propone di tornare al socialismo. Ma il socialismo, così com’è, è ancora un progetto politico, o soltanto una bandiera sotto la quale raccogliersi per esorcizzare l’uragano?
Se dovessi puntare un copeco, guardando al numero e alla novità delle proposte, delle iniziative e dei risultati degli ultimi vent’anni, lo punterei sulla seconda. Naturalmente mi sentirei molto più tranquillo, per la mia stessa sorte, se i socialisti mi dimostrassero che ho torto.

L’idea base del socialismo si fonda sull’assunto che tra Giustizia e Libertà, dovendo scegliere, si debba premiare la prima. Che non sia ammissibile che un uomo si appropri del plusvalore generato dal pluslavoro di un altro uomo. Di conseguenza che la proprietà privata dei mezzi di produzione vada abolita.
Su questa dorsale etica sono stati elaborati numerosi progetti di convivenza sociale e sono stati compiuti diversi tentativi di dargli pratica attuazione. Nessun andato a buon fine, per i più svariati motivi.

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La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio

18 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Oltre il Confine

In Cina il servizio sanitario è considerato “tra i più inefficienti e iniqui del mondo [...] offre la copertura assicurativa a solo il 40% della popolazione (e che trascina nella povertà migliaia di famiglie ogni anno a causa delle spese sanitarie out-of-pocket), che spende l’80% delle risorse nella sanità delle città, quando il 60% della popolazione vive nelle campagne.” (fonte). In pratica, per chi non se lo può permettere,sono negate anche le cure salvavita.

In Cina, una legge dello stato, impone un’unica gravidanza per coppia. Questo comporta che “l’aborto è imposto alla donna o fortemente raccomandato quando il nascituro non abbia le caratteristiche volute dalla famiglia, prima fra tutte il sesso. Questa condizione sociale privilegia i maschi rispetto alle femmine che vengono, in alcuni stati, sistematicamente abortite. Questa situazione è oggi nota per essere endemica in ampie zone dell’India e della Cina in quest’ultima il numero degli uomini ha superato quello delle donne per oltre 40 milioni di individui” (fonte).  Mi chiedo dove siano le nostre femministe più agguerrite, pronte a scattare per uno stupido manifesto, ma del tutto indifferenti a questo abominio.

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Trenabbestia

24 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Capita che, una domenica d’estate, per evitare l’imbottigliamento sull’Adriatica e la difficoltà di parcheggio a destinazione, si scelga di andare al mare in treno.
All’andata tutto bene. Treno in ordine, climatizzato, posto a sedere, parte e arriva puntuale. Troppo bello però, doveva essere un sogno svizzero perché, nel pomeriggio, si ripiomba in Italia, dove i viaggiatori, da esseri umani, possono trasformarsi all’improvviso in trenabbestia, ovvero in esseri scalmanati, maleodoranti ed incazzatissimi atti a riempire ogni spazio disponibile delle carrozze perché Trenitalia ‘gna fa.

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Berlusconismo: Apologia del Male Assoluto

28 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest

I giorni che precedono la fine dell’anno sono spesso dedicati ai bilanci, motivo scatenante della “sindrome depressiva natalizia”. Provo anche io a dare un contributo a questa allegra fenomenologia con un breve intervento scaturito dalla lettura di questo eccellente contributo e del commento di un affezionato lettore delle nostre pagine.

Ho l’impressione che in una parte del paese, quella che non si riconosce nel governo e, più in generale, nell’attuale clima culturale italiano, prevalga la convinzione che l’enzima degenerativo del tessuto sociale italiano sia riconducibile quasi esclusivamente all’ingresso in politica di Berlusconi e all’azione devastatrice delle sue televisioni. Un po’ come credere che Berlusconi abbia inventato corruzione e puttane e che “Ok il prezzo è giusto” abbia impedito la nascita di un altro Giorgio Gaber.

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LA Publicy in Pratica: i Cittadini Privati

6 settembre, 2010 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Nel post precedente abbiamo visto alcuni principi ispiratori di un ipotetico diritto alla Publicy. Ma esiste veramente questa Publicy? Che cos’è? Dove la troviamo? Perché è importante? Facciamo un esempio concreto.

In USA vige una fatidica legge chiamata “Don’t Ask Don’t Tell”: obbliga i militari a non svelare la propria omosessualità, e addirittura a non parlare di omosessualità in generale. In cambio (in cambio???) nessuno può indagare sulla vita personale delle persone sospette di essere omosessuali. Un apparentemente innocuo “Non chiedere, non dire” cela la minaccia di violazione del diritto alla privacy nel caso in cui un militare omosessuale voglia esercitare il diritto alla publicy. Non è solo una questione teorica: si tratta di minaccia del licenziamento e l’onta di essere radiati dal corpo. La tutela della propria privacy (sacrosanta) è usata come moneta di scambio e al contempo come arma di ricatto per imporre ad alcuni – una minoranza – di non esercitare un diritto altrettanto fondamentale.

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Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente

Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali

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La Politica Senza Progetto

Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.

Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.

Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.

Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto

Le Nuove Strade dell’Acqua

18 settembre, 2008 di  
Archiviato in Il Pianeta che Ride, Informazione

Parlando ai delegati del “Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile” di Johannesburg nel 2002, Nelson Mandela ha sostenuto che «l’accesso all’acqua deve essere un obiettivo comune. E’ un bisogno vitale a livello sociale, economico e politico d’ogni paese in Africa come in qualunque altro paese». Intorno a quella che appare a tutti ormai come un’emergenza planetaria, Mandela auspica appunto una «cooperazione planetaria». Anche le Nazioni Unite confermano che « la mancanza d’acqua potabile e di installazioni sanitarie sono gli ostacoli maggiori allo sviluppo sostenibile e rappresenta il simbolo tragico delle disparità tra ricchi e poveri. Più di un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile e questa situazione è intollerabile per l’insieme della comunità internazionale ».

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L’Orso Russo ha Mai Dormito?

19 agosto, 2008 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.

Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c’è. A mio avviso, da quando c’è stata la dissoluzione dell’URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell’evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n’è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla “ferraglia” presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.

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