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Quando una persona che ha subito una laringectomia dimostra la forza e la disponibilità necessarie ad esporsi davanti a una telecamera che trasmette al pubblico di internet, e di parlare per oltre due ore, io credo sia il caso di stare ad ascoltare. L’iniziativa riguardante il video Arrakis mi è giunta per caso, tramite passaparola (Ringrazio Elena per la segnalazione).

Arrakis è un video molto duro che lascia il segno, come le parole che lo accompagnano. Sono immagini forti: si vedono macchinari fuori uso e capannoni abbandonati. Una durissima ed eloquente metafora per gli esseri umani che hanno speso lì dentro la vita, a guadagnarsi il pane.

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Nel 1954, quando l’energia nucleare era ancora ai suoi inizi, Lewis Strauss, allora Presidente della Commissione per l’Energia Atomica, affermò che il mondo stava per entrare in un’epoca in cui la produzione di energia elettrica sarebbe stata “too cheap to meter”, ovvero così a buon mercato che non sarebbe nemmeno valsa la pena farla pagare agli utenti. A quel tempo la costruzione di reattori nucleari era in grande espansione ed il momento di entusiasmo aveva spinto Lewis Strauss a rilasciare una dichiarazione che, alla fine, risultò un po’ troppo avventata.

Ma cosa sarebbe successo se l’energia elettrica fosse diventata davvero così diffusa e così economica da risultare virtualmente gratuita per tutta la popolazione?
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Vivere gomito a gomito con la morte. Salutare la propria famiglia al mattino e trascorrere la giornata nel terrore di non riuscire a tornare a casa con le proprie gambe. E’ questa la realtà con cui sono costretti a fare i conti ogni giorno i lavoratori della Repubblica Popolare Cinese, un Paese in cui termini come “sicurezza sul lavoro”, purtroppo, non rientrano ancora nel vocabolario di uso comune.

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La fragranza inodore delle banconote invase l’ampio ufficio del parlamentare di turno. La leggera fiammata desiosa nei suoi occhi, il tremolio appena accennato delle mani: doveva essere la sua prima volta. O forse no. Il brivido dei comportamenti contra legem faceva breccia anche nelle coscienze dei peggiori tangentari. Stava seduto, forse asserragliato dietro la scrivania in piuma di mogano, quasi uno schermo protettivo ideale tra la rispettabilità dell’onorevole e la squallida bassezza del reale. Ne avevo viste molte, di reazioni simili; davanti allo sterco del demonio siamo tutti uguali, in fondo. Altro che davanti alla legge. “Sa - abbozzò tremulo il rappresentante del popolo italiano – veramente ci sarebbero tremila euro in più, vuole che?” Sorrisi. Caricai il sorriso di crudele compassione, sicuro che chi avevo di fronte non fosse stato in grado di cogliere la lieve finezza del mio gesto: “Non si preoccupi, lo consideri un regalo. Come si suol dire, a Natale si è tutti più buoni, no?” “Già, forse è davvero così.”

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Visto che, ieri, il signor Rocco Marzo è spirato,mentre scrivo, il numero di morti per lavoro in quest’anno è di milleotto persone. Oggi è il diciassette dicembre 2007, il trecentocinquantunesimo giorno dell’anno. Questo vuol dire che quasi tre persone al giorno, in media, rischiano di lasciarci la pelle mentre fanno il loro maledetto dovere.
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Da disoccupato professionista - e sono pure bravo - spesso perdo tempo a cercare offerte di lavoro e sempre più spesso mi ritrovo a leggere inserzioni come questa: Continua a leggere »

orwell.jpgIn tempi di sistemi elettorali indiretti dove a scegliere sono i partiti stessi, di voto elettronico con tanto di brogli nazionali ed oltremanica, di notizie pilotate ai limiti della sfida all’intelligenza, mi chiedo come sia possibile parlare ancora di Democrazia. Per come la vedo io, viviamo solo un’illusione di ciò che dovrebbe essere la democrazia: ad esempio possiamo scegliere cosa vedere in TV perché abbiamo tot canali da selezionare con il telecomando, potremmo addirittura tenerla spenta.

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pollomalato.jpgChe succede da Amadori , il fiore all’occhiello dell’avicoltura italiana? Gola secca, stanchezza, mal di testa, vomito e svenimenti non colpiscono i polli (che pure avrebbero ogni ragione per sentirsi a disagio in un ambiente che li trasforma a tradimento in crocchette) ma le operaie che lavorano nei vari reparti.

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lllenin.jpgLa legge 30 del 2003, universalmente ed inopportunamente conosciuta come legge Biagi è un mio vecchio e doloroso tormento. Mi ci rodo il fegato pubblicamente dal novembre del 2006, quando con il titolo estremamente provocatorio di questo pezzo, scatenai le ira di centinaia di “prenditori (la versione all’italiana di imprenditore), che grazie all’uso spregiudicato di questa legge, sfruttano senza ritegno centinaia di migliaia di persone.

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saint-gaudensdoubleeagle.jpgDa molti anni si parla del problema dell’evasione fiscale, da pochi anni si parla seriamente di lotta all’evasione fiscale, da qualche tempo sembra quasi un problema passato.

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