Pensioni e Maggioranza: Non fatemi vedere il tricolore, che mi viene da ridere.
24 ottobre, 2011 di dellefragilicose
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Da qualche secolo a questa parte, i grandi condottieri italiani hanno la capacità di liquefarsi come neve al sole appena le contingenze li mettono seriamente alla prova. Non sono passati ancora 70 anni da quando l’intera classe dirigente italiana si è letteralmente dissolta di fronte alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, mentre le strutture di stato germanica e giapponese rimanevano intatte fino all’arrivo dei russi a Berlino e anche dopo due città distrutte da un bombardamento nucleare.
Il Default dell’Occidente, 83 Giorni all’Apocalisse
19 agosto, 2011 di grp
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ci abbiamo provato, ma a giocare con il fuoco alla fine ci si scotta. Quando si prende una strada si deve avere lo stomaco di percorrerla fino in fondo. Il tentativo di conciliare il Capitalismo con il Cristianesimo, l’accezione Calvinista che vede la ricchezza ed il benessere come un premio che Dio attribuisce all’uomo virtuoso e laborioso, non ha funzionato.
Non si può perseguire il profitto “eticamente” se non si hanno dei valori condivisi. Un prodotto che costa di più solo perché è realizzato rispettando la natura ed i diritti di chi lo produce è destinato al mercato di nicchia delle madame dal mignolo alzato. Vende chi produce cose che funzionano a prezzi bassi. L’acquirente, la massa degli acquirenti non le madame, se ne fottono di come è fatto, dove e da chi. Guardano solo il cartellino del prezzo.
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Italiani: Vivere e Morire Senza capire una Mazza
16 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Un dirigente di un’industria locale, una di quelle del Nord Est che fanno fatturati grandi come il PIL della Grecia, un capitalista puro, geneticamente di centrodestra, mi racconta scandalizzato, a voce bassa,quasi che si trattasse di una di quelle storielle imbarazzanti, di quando qualche mese fa si è recato in visita dal ministro Brunetta. Durante la lunga anticamera ha modo di osservare il corridoio, sontuosamente arredato, dove ogni paio di metri in corrispondenza di alte e decorate porte chiuse di legno antico, lungo la parete, c’è un usciere o un commesso, non saprei come definirlo. In piedi, sull’attenti, con una sontuosa divisa decorata da bottoni dorati e cordoncini, come un ussaro. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, un uscio degli uffici si schiude, ne sortisce un segretario che consegna un biglietto al commesso di competenza. Costui prende il biglietto, fa pochi metri, lo consegna all’altro commesso che bussa alla porta dell’ufficio che sovrintende, lo consegna al segretario e ritorna in posizione di riposo. Quattro sontuosi stipendi al posto di un email o, se proprio era necessario trasferire un cartaceo, al posto di un culo che si alza e fa sei passi. Nell’ufficio di Brunetta, il ministro dei certificati medici elettronici e dei tornelli.
Il Terremoto in Giappone e le Centrali Nucleari in Italia
12 marzo, 2011 di dellefragilicose
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In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa.
Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è diventato una sorta di sondaggio permanente su quello che turba, preoccupa, entusiasma, arrapa, incazza l’opinione pubblica. Se sei uno di quelli che ancora si ciba dei sondaggi di Mannheimer & Co. facci un pensierino) qualche settimana fa è stata molto popolare la scena di Berlusconi che baciava la mano a Gheddafi. I commenti erano i più disparati: che umiliazione, che vergogna, che schifo, ecc. ecc.
Ora sembra che Gheddafi non sia tanto vicino alla fine, anzi, uno dei suoi figli ha detto che dopo il ritorno della pace in Libia, l’Italia ( i figli di Gheddafi hanno un debole per l’italiano medioevale) con la negazione ad perpetuum delle forniture di petrolio e gas.
Ovviamente, se Berlusconi ribaciasse la mano a Gheddafi per ottenere il suo perdono, su facebook ci sarebbe la rivoluzione (a chiacchiere, sempre a chiacchiere).
Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?
23 novembre, 2010 di Giovanni Grobo
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La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.
Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).
Note
- si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da [↩]
- vedi nostro articolo a proposito [↩]
- AdnKronos [↩]
Bunga Bunga Facts
6 novembre, 2010 di Storie Italiane
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- Berlusconi conosce tutte le cifre di pi greco dopo la virgola.
- Berlusconi può dare fuoco alle formiche con una lente d’ingrandimento. Di notte.
- Berlusconi sente squillare il telefono con la suoneria staccata.
- Berlusconi trasmetteva in diretta anche quando era vietato.
- Berlusconi sconfiggerà il cancro in tre anni.
- Berlusconi è capace di far piangere un Happy Meal.
J’accuse! (Troppi Clementi)
30 gennaio, 2008 di serpiko
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Si presenta al pubblico con sorriso materno, modi rassicuranti, calma serafica, fortezza quasi religiosa e grande sicurezza interiore. Almeno in apparenza. Il tutto è disegnato sul suo volto con tratti alla Velasquez mentre lei sorregge il microfono con mani giunte in gesto di preghiera, come se fosse un rosario. Accanto a sè ha il sostegno della famiglia intera, alla sua sinistra il marito sfoggia un’espressione nervosa e indignata al contempo ma i suoi occhi spiritati tradiscono il vero stato d’animo e sembrano cercare un particolare cui attaccarsi per dare sfogo alla sua ira.
Eppure in questo presepe tutto italiano non sono quegli occhiacci a darmi da pensare, avverto una sensazione di lucida freddezza che m’infonde totale disagio.

