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Notte nel Quadrante Occidentale

5 febbraio, 2012 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Mustafà

Il suo vero nome non è Mustafà. In realtà non è nemmeno musulmano, ma è nero e questo per molti è più che sufficiente.

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Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: L’Orsacchiotto Extracomunitario

MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.

Fluff

Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un’espressione un po’ scema. Tutto bene direte voi? No, purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un orsacchiotto extracomunitario.
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Elezioni in Danimarca: dopo 10 anni si cambia

1 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Vere Donne

Danimarca: I socialdemocratici perdono le elezioni… ma il centro-sinistra vince

Singolare risultato delle elezioni del 15 settembre in Danimarca dove si sono svolte le elezioni parlamentari che hanno decretato la vittoria del centrosinistra con 89 seggi a fronte degli 86 della coalizione di centrodestra.

Le elezioni hanno visto fronteggiarsi due schieramenti:

La coalizione di centro-sinistra, formata da 4 partiti: Socialdemocratici, Partito Popolare Socialista, Sinistra Radicale, questi ultimi più moderati dei Socialdemocratici e l’ Alleanza Rosso-Verde.

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Sandbox

20 giugno, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

E’ passata meno di una settimana dalla rivoluzione popolare che avrebbe dovuto stravolgere l’Italia e tutto è ritornato come prima.
Su Facebook,  l’avatar dei “4 sì” è stato sostituito dalla faccina sbarazzina della furbetta che provoca facendo vedere e non vedere, dallo stemmino della squadra del cuore o dell’immarcescibile Che Guevara. Sui giornali tornano in prima pagina Mora di bianco vestito e la fascinosa Sara Tommasi in una rivisitazione di grande buon gusto dell’esplosivo incontro tra Bin Laden e Chuck Norris. I libici non ne vogliono sapere di perdere la guerra quando ha deciso Frattini, l’Italia è dilaniata dal dibattito sui ministeri al Nord, a Restivo piaceva Elisa Claps, per Matteo Salvini belli non è un genitivo, ma un semplice aggettivo declinato al plurale.

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Quo Usque Tandem, Tunisino, Abutere …

11 aprile, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Quo usque tandem, tunisino, abutere …(1)

Un partito politico solitamente nasce per realizzare un progetto a favore di una parte, contro un’altra. Talvolta anche a favore di uno solo, che però deve avere moltissimi soldi e tre televisioni.
Sotto questo punto di vista l’azione di un partito non può essere informata che alla conquista e al mantenimento del potere, perché senza il potere nessun programma è realizzabile, per quanto bello sia. E siccome in un sistema democratico il potere viene dal consenso, ogni partito democratico dovrà operare per acquisirlo e per mantenerlo e, ove non ci riesca, rimettere in discussione il proprio progetto e la propria classe dirigente, perché è evidente che uno dei due è inadeguato. Probabilmente entrambi, essendo questa che ha generato quello.

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Note
  1. fino a quando, tunisino, abuserai … Mutuata dall’originale di Cicerone, Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? tratto dalle orazioni Catilinarie
    []
Fine delle Note

Questo non è un Paese per Negri

2 aprile, 2011 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Cari negri,
complimenti per la vostra determinazione. Appena è saltato il tappo nordafricano, vi siete riversati in Italia come se fosse crollata una diga. Seimila a Lampedusa in poche ore. Eccezionale.
Non so se sulla vostra decisione abbia influito l’affermazione di Berlusconi alla televisione tunisina secondo il quale in Italia c’è una casa e un lavoro per tutti. Non credo, siete troppo disperati per dare ascolto a un vecchio dal culo flaccido impastato di cerone. Comunque, nel caso ci siate cascati, ho una brutta notizia per voi: sono tutte cazzate.

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E’ Terribile ma Ammettiamolo: Abbiamo il Primo Ministro che ci Meritiamo

5 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storie Italiane

Continuo a sentire strepiti, urla, proteste perché da venti anni continuiamo a mantenerci un governo porcellum con un adeguato presidente del consiglio. Ma se ci pensate bene, queste proteste sono sbagliate.
Noi siamo l’Italia dei compromessi, che ha cancellato il fascismo non con un atto di eroismo, ma con un tradimento di quelli che aveva accettato come alleati, che sbagliati o no, alleati lo erano davvero.

Noi siamo quelli che per il 50 per cento vogliamo un governo egoista bovino e retrivo. In ogni famiglia, in ogni casa, in ogni ufficio, in autobus o al cinema è quasi certo che il vostro vicino pensa che sia giusto che i gli stranieri poveri siano lasciati al loro destino perché noi veniamo prima.

Noi siamo quelli che mai pensiamo di poter avere un lavoro senza una raccomandazione, magari da Papy.

Siamo quelli che per il cinquanta per cento troviamo alla fine non disdicevole mandare le nostre figlie o sorelle o fidanzate a vendersi un tanto a peso con un vecchio porco in cambio di una sistemazione economica per tutta la famiglia.

Siamo quelli che ci facciamo eleggere con in mano una bandiera, ma poi corriamo appena qualcuno ci getta il boccone e lecchiamo per ringraziare.

No, non è strano che abbiamo questo primo ministro, la maggior parte di noi conosce solo il marketing di “c‘à niscuno è fesso” e mai rinunceremmo a nessuna briciola a costo di qualsiasi equilibrismo della coscienza.
No la corruzione non la porta Berlusconi, lui è solo il termometro di quanto ignobile un popolo possa diventare quando proviene da una storia di subalternità secolare senza il riscatto di una rivoluzione.

Italiani e Immigrati: Realtà tra le Righe

12 novembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Mentre leggo il giornale spesso mi capita  di rivedere tra le righe storie vissute da vicino, di sentire parole che se non sono proprio del caso specifico almeno ne possono spiegare il contesto. E’ stato così in questi giorni per gli operai sulla gru. Anche qui è successo una cosa del genere tra l’indifferenza e la mancata risoluzione del problema drammatico dei lavoratori senza stipendio. A dire il vero, non l’avrei notato nemmeno io, presa come sono dalle mie difficoltà, se la sera prima che uscisse l’articolo nel giornale locale in quinta pagina non me ne avesse parlato un giovane lavoratore italiano che, oltre a non poter mandare i soldi alla famiglia a Cuneo, deve pagare  insieme agli altri l’affitto qua.

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Quali Valori?

30 agosto, 2010 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

Il governo francese ha deciso in questi giorni un piano di espulsioni e di rimpatri riguardante le comunità rom illegali. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, entro agosto saranno rimpatriati forzatamente 850 rom.

Sulla questione è intervenuto Benedetto XVI, sostenendo, in francese ove vi fossero dubbi sul destinatario, che:

« … tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È questo anche un invito a saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a riunire gli uomini di ogni nazione e di ogni lingua», invitando i francesi a «educare i giovani alla fraternità universale».

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Roma 2007

13 giugno, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Lunedì mattina, 10.30, suona il citofono. “Sono donna di pulizia scale”, apro. Passano due minuti e suona il campanello di casa, vado alla porta e vedo chi è, senza aprire. Riconosco la signora rumena che da una ventina di giorni pulisce le scale e l’androne del mio condominio.

Una volta ero salita in ascensore con lei, le avevo fatto una domanda e mi aveva detto “non capito, arrivata da poco”.

Apro la porta e la donna mi chiede “hai chiavi cantina?”, è dove tiene scope stracci detersivi. Sì, ma veramente stavo lavorando e non ho voglia di interrompere, penso, scendere al piano terra e aprirle la porta. Il suo sguardo però mi inquieta, sembra inutilmente disperato, i suoi occhi silenziosi mi implorano. Qualcosa mi dice che non posso fare a meno di accompagnarla. Prendo le chiavi e scendo. Quando entriamo in ascensore ha un’incertezza, ma inizia a parlare: “forse perso chiavi, puoi fare copia?”. Sono infastidita, senza ragione. “Non può chiedere all’amministratore?”, le dico. La donna lascia passare qualche secondo e con la stessa intonazione ripete: “puoi fare copia? Io pago”. Rispondo di sì, ma non subito, la prossima volta gliele faccio trovare. “Venerdì”, va bene, venerdì. Posso fare la copia, posso fare le chiavi, posso non farmi pagare, gliele faccio trovare venerdì. Vado dal ferramenta, perdo dieci minuti del mio preziosissimo tempo, spendo due euro del mio preziosissimo denaro. Ora sono qui, è venerdì e aspetto quella donna. Ma torno indietro a pensare, voglio capire cosa mi è successo quella mattina, adesso per me è molto importante. Devo capire cosa è stato, di cosa mi sono sentita derubata, da cosa sono stata violata quando una donna ha bussato alla mia porta. È una persona, non vuole vendere niente, non è un testimone di geova, non deve leggere il gas, non mi consegna multe da pagare. Non reggo quello sguardo, ecco cos’è, non posso tollerare gli occhi della disperazione di una donna che forse ha perso le chiavi di una stupida cantina e per questo rischia di perdere il lavoro.

Una donna che deve decidere bene a chi chiedere di fare copia. C’è sempre qualcuno dietro una porta che non sa che farsene di tanta disperazione, e preferisce spostare lo sguardo quando incontra la paura negli occhi di un altro.

Tram n. 8 – 2 -

16 maggio, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Vere Donne

Sabato mattina. Sono sul tram con i miei due cani.

Una signora sale alla fermata del Ministero. Mi colpisce perché devono piacerle i cani, mi sorride e sceglie il posto vicino a me. Strano, in genere mi evitano.

La signora ha un cappottino verde di taglio piuttosto antico. Mi chiede la razza dei cani, sono cani fantasia le dico sorridendo, belli, ma preferisce i grossi, dice, e intanto accarezza i miei.

Le chiedo di dov’è.

Albanese.

Le chiedo dove ha imparato il suo italiano perfetto.

Snash

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Abbecedario Italiano

10 marzo, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Prepara i tuoi bambini al loro futuro di cittadini italiani con l’abbecedario di MenteCritica. Per ogni lettera, una parolina ed un disegno che servono per imprimere nella mente dei bimbi il concetto associandolo alla letterina. Stampa l’abbecedario e fai colorare le figurine.
Buon divertimento bambini e dite grazie a mamma e papà per avervi procurato un gioco così bello ed un futuro così splendente.

Non adatto ai bambini di età inferiore a tre anni.

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Vendola: l’Alternativa è Possibile?

Puglia, elezioni regionali del 2005. Gennaio. Nichi Vendola vince a sorpresa le primarie del PD contro il suo rivale Francesco Boccia. Il risultato doveva essere scontato, Francesco Boccia, candidato “moderato” sostenuto da Margherita e DS, secondo gli “esperti” avrebbe vinto a mani basse contro il comunista estremista Vendola. Ma le urne diedero un esito diverso: le primarie furono vinte dal comunista. I moderati di DS e Margherita rimasero interdetti dal risultato, dissero che avrebbero sostenuto Vendola ma tra i denti dicevano che non c’era alcuna speranza di vincere le elezioni con un comunista che porta l’orecchino e si dichiara orgogliosamente gay perché la Puglia era una regione conservatrice e gli elettori non l’avrebbero sostenuto. Al tempo in Puglia girava questa voce: quelli del centro-destra, su mandato dei maggiorenti della coalizione, erano andati a votare in massa per Vendola perché in questo modo sarebbero stati sicuri della rielezione di Fitto, che mai avrebbe potuto perdere per un candidato così “estremista” in una regione come la Puglia.
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Immigrazione e Statistiche

L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.

A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.

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Parole

12 gennaio, 2010 di  
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose

Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:

Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.

Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.

Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe  avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.

Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?

Parole che Dicono Poco

Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»

Corriere on Line 11 gennaio 2010

Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?

Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.

Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?

Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.

Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?

Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.

“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”

E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.

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La Croce nel Tricolore. In Esclusiva per MC le Foto delle Proposte della Lega per il Nuovo Tricolore Italiano

30 novembre, 2009 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Gli svizzeri, via referendum proposto dalla destra populista (sic), proibiscono la costruzione di nuovi minareti nel loro paese. Un po’ come proibire la pioggia costruendo un ombrello molto grande.
Roberto Castelli, noto studioso delle gesta del plurisecolare Impero Svizzero, profondo conoscitore dell’antichissimo diritto Svizzero su cui sono fondati i codici civili e penali di tutto l’occidente, grande utente di orologi (lo guarda almeno una ventina di volte al giorno) ed estimatore di cioccolata, recepisce la lezione di civiltà e propone (vedasi definizione di “demagogia” ) la modifica della costituzione per aggiungere una croce al tricolore. In fase di ritocchino alla carta costituzionale per la cosa della croce sulla bandiera, si potrebbero rivedere anche quei fastidiosi articoli che sostengono il vetusto principio secondo il quale ogni cittadino è uguale di fronte alla legge.

Comunque, grazie ad un nostro infiltrato nel direttivo della Lega, vi possiamo anticipare le immagini delle proposte padane per il nuovo tricolore.

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