Lucrecia, 35 anni, nel giugno 2007 lascia il suo piccolo paese di Sombrerete nello stato di Zacatecas (Messico), assieme al figlio Abraham di 15 anni e sua figlia Nora di 7. Il suo obiettivo è raggiungere il marito, Jesús Buenrostro che li sta aspettando a Fort Worth (Texas). Contatta dei “coyotes” (trafficanti di immigranti), paga il “passaggio” (1.000 dollari) e viaggia in un gruppo di 22 persone verso gli Stati Uniti. Dopo tre giorni di cammino nel deserto dell’Arizona, Lucrecia si sente male, ha dei dolori di testa. I trafficanti decidono di portare via la bambina e consigliano al figlio di restare con la madre e cercare aiuto. Loro devono continuare. Li lasciano li, nel mezzo del nulla. Il figlio resta accanto alla madre aspettando che arrivi qualcuno che possa aiutarli. Passano le ore. Dopo un giorno, Abraham si rende conto che sua madre e’ morta. La copre con una coperta e se ne va in cerca di aiuto. Dopo tre giorni di cammino, alimentato dalla forza del suo cuore e dall’acqua di un cactus “cholla“, viene trovato in pessime condizioni dalla Border Patrol americana che lo aiutano e lo rimpatriano in Messico il 26 giugno. Per fortuna, almeno la piccola e’ riuscita a raggiungere il padre.

Tijuana - Sbarramento USA-Messico
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