Liberalizzazioni e Unicredit: Monti e la Ragnatela del Potere
10 gennaio, 2012 di redazione
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Su segnalazione di , riceviamo e pubblichiamo questo pezzo di Giovanni Chiambretto (Lombardia)
Alcuni di un mio precedente intervento ( “Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon” ) ventilano benevolmente una mia tendenza al “complottismo”, forse sposando l’idea che se Monti ha sostituito il cattivo Berlusconi qualcosa di buono lo avrà. Se non altro, per cominciare, si presume che non vada a donne e che peggio del Berlusca è impossibile fare, quindi qualcosa di meglio da qualche parte si otterrà. E’ esattamente il contrario ma anni di disinformazione mediatica (tv e giornali) hanno lavorato ai fianchi il nostro cervello e non c’è da stupirsi.
Quindi dall’accusa di complottismo devo difendermi.
L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali
30 agosto, 2011 di Massimo Marino
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Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.
La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.
Default Italia e Costi della Politica: Bobo? E Perché non Emma?
28 luglio, 2011 di Lameduck
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Cosa ci vorrebbe per guarire dal berlusconismo acuto, una volta che Berlusconi togliesse le tende, magari dopo avergli concesso quel cavolo di salvacondotto ma fuori dall’Italia, con armi, bagagli, bagasce e famiglie al seguito e che a Maronn l’accumpagn?
Non sarà facile guarire da una malattia così perniciosa ma, per l’immediata convalescenza, ho una proposta, per nulla modesta. Sembra un piano di rinascita democratica reloaded e la cosa mi inquieta tanticchia ma non m’importa.
Parliamoci chiaro. Per il nostro paese sarà indispensabile presto un governo autorevole e in grado di gestire la cosa pubblica con serietà e rigore, finalmente senza distrazioni personalistiche, a maggior ragione se ci sarà veramente il default degli Stati Uniti per colpa degli stramaledetti repubblicani, cosa che speriamo non accada, perché vorrebbe dire che tutto il mondo può aspettarsi economicamente momenti bui e sicuramente nuove guerre.
Questo governo dovrà essere, per forza di cose, di unità nazionale, senza bilancini a misurare il peso politico di ciascuna componente, apparire autorevole all’estero e dovrà avere un mandato con scadenza a sei mesi, dopodiché bisognerà indire nuove elezioni politiche per ottenerne la legittimazione democratica a proseguire nel lavoro o lasciare il campo ad un nuovo governo scelto dagli elettori. L’esecutivo potrebbe cominciare a lavorare già da settembre su alcune priorità assolute. Prima di parlare del presdelcons adatto, e capirete perché, secondo me, 2Maroni non lo è, individuiamo le priorità di questo governo.
Ahahahahahahaha (risate registrate)
1 aprile, 2011 di dellefragilicose
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In questi giorni tormentati, tra processi e prescrizioni brevi, verbali della camera approvati a colpi di giornali e lanci di tessere, politiche energetiche modificate sull’onda dell’isteria, attricette assunte al ministero della difesa, invasioni di migranti, guerre combattute in quarta pagina fra l’indifferenza generale, case comprate a Lampedusa e casinò promessi come se fossero università, ospedali o case popolari, ci sarebbe tanto da scrivere, indignarsi, rammaricarsi.
Eppure, non so. La contingenza che viviamo mi fa l’effetto di uno di quei banchetti medievali con il desco imbandito di portate magnificenti dove sui commensali torreggiano interi maiali, pernici e vitelli ricoperti di butirro, ova, zuccaro, zafrano, lardo e brodo grasso. Più che fame, e desiderio di scriverne, questo spettacolo sazia di per sé e mi allontana.
Cronaca di un Giovedì Inutile
17 marzo, 2011 di dellefragilicose
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Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? Leggi qui stronzo, leggi)
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno. Ma La Russa & Co. mi hanno inculato per l’ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.
Oltre il Bunga Bunga: Suggerimenti per un’Alternativa Credibile a Berlusconi
27 gennaio, 2011 di fma
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Dice Bersani che adesso portano in piazza diecimila gazebo, raccolgono diecimilioni di firme, gliele scaricano tutte davanti a palazzo Chigi e lo mandano a casa. Dice che al prossimo giro ribaltano l’ordine dei fattori, vanno oltre Berlusconi, fanno un progetto, lo presentano alle forze politiche e gli fanno: oh, qui non c’è mica da scherzare, chi ci sta ci sta, chi si tira indietro si tira indietro: non siamo mica qui a pettinare le bambole!
Lo ha detto qualche sera fa a le “Invasioni Barbariche”(1).
E tuttavia, secondo i dati Ipsos, pare che Berlusconi possa continuare a dormire sonni tranquilli, a dispetto dei gazebo e delle sue puttane tristi.
Note
- [↩]
C’è già una Dittatura che Vive e Prospera in Mezzo al Caos Istituzionale
24 dicembre, 2010 di ilBuonPeppe
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Il 21 novembre leggevo sulla prima pagina del Fatto , e mi chiedevo che fine avessero fatto gli intellettuali in questo paese. Sì, perché io considero Flores d’Arcais un intellettuale, ma o io sono in errore, oppure abbiamo due diverse concezioni del termine “intellettuale”.
Comunque sia, la sua premessa era (ed è tuttora) indiscutibile: andremo a votare (quando sarà) in condizioni di non-democrazia, perché questo Parlamento non risolverà alcuno dei problemi che vengono posti. Dalla legge elettorale al controllo dei media al conflitto di interessi non c’è dubbio che sia necessario intervenire come non c’è dubbio che dalle parti della maggioranza (ma non solo) nessuno abbia voglia o interesse a farlo. E’ appena il caso di ricordare che chi oggi sta abbandonando il governo ha votato e sostenuto tutte le porcate che negli anni ci hanno rifilato, incluse quelle appena elencate. Pare quindi difficile credere che queste stesse persone ora siano state fulminate sulla via di Damasco e si preoccupino quindi di restituirci una democrazia degna di questo nome.
MenteCritica.net in Vendita
15 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
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Massimo Calearo, Bruno Cesario, Silvano Moffa, Domenico Scilipoti, Maurizio Grassano, Antonio Razzi, Catia Polidori, Giampiero Catone e Maria Grazia Siliquini ci hanno dato l’ennesima lezione di vita. Il mutuo, la ristrutturazione dell’appartamento, l’aziendina, teniamo tutti famiglia, dobbiamo campare. Con l’opposizione al sistema non si vive a meno che non sei un santo laico come Grillo, Santoro, Travaglio e compagnia bella. Per gli sfigati incapaci come me non resta che l’acquiescenza servile verso il padrone pagatore.
Questo sito fa un centinaio di migliaia di contatti al mese, io me la cavo a scrivere tutto e il contrario di tutto. Esempio:
Versione A
“Ieri la democrazia italiana ha raggiunto il livello più basso della sua storia. Nelle aule sorde e grigie di un parlamento ostaggio degli interessi di un satrapo arroccato a difesa dei suoi privilegi si è avuta l’ennesima dimostrazione che non esiste rappresentanza politica popolare, ma solo una battaglia tra oligarchi che, indifferenti ai bisogni della nazione, si battono in nome delle loro fortune personali come soldati di ventura che saccheggiano una città”
Versione B
“Ieri, a dispetto di un’opposizione che continua ad invocare il fantasma di un’inesistente dittatura, il parlamento italiano ha fornito l’ennesima prova della sua indipendenza di fronte ai giochi di potere di uomini interessati esclusivamente alle loro fortune personali ed indifferenti ai bisogni della nazione. In un’aula di Montecitorio insolitamente luminosa e frizzante di allegria, il disegno di un ambiguo figuro che si era proposto di rovesciare la volontà popolare per servire oscuri interessi è stato stroncato dalla coraggiosa azione di pochi singoli che, sfilandogli di fronte, hanno avuto il coraggio di dire “No” senza piegare la schiena e guardandolo dritto negli occhi”.
In qualità di amministratore e principale redattore di Mentecritica.net mi pongo ufficialmente in vendita. Recentemente ho subito pesanti tracolli finanziari, sono reduce da un licenziamento e da un trasloco sulla Luna che mi è costato tre litri e mezzo di sangue. Tengo famiglia.
Chiunque abbia una causa da propagandare, un partito da sostenere, un prodotto da vendere, mi contatti. Posso agevolmente deprecare il gioco d’azzardo o consigliarlo, parlar bene della famiglia cristiana o sostenere il matrimonio omosessuale, fare preconi sulla sobrietà o incoraggiare l’uso di alcol e fumo.
Vista la situazione garantisco lavori rapidi a prezzi bassi. Preventivi gratis. Scrivere qui.
Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil
12 aprile, 2010 di Luca Marcon
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Come ho già scritto in diversi articoli del , sono un ex dipendente di Telecom Italia assunto nel 1984 e dimesso nel 2007. Ma quello che non ho ancora detto, è che dal 2002 al 2005 ho ricoperto il ruolo di RSU ed RLS per la regione Trentino Alto Adige. Sono stato candidato ed eletto in una lista promossa da un sindacato autonomo e per i tre anni del mio mandato ho avuto a che fare quasi quotidianamente con i rappresentanti dei sindacati confederali di settore, ovvero SLC, FISTel e UILCom. Nello stesso periodo, mi sono anche occupato di esternalizzazioni(1).

Del fatto che Telecom Italia utilizzi la tecnica della cessione di ramo d’impresa per “liberarsi” di eccedenze di personale e che questo sia reso possibile da una distorsione operata nel 2003 sulla normativa nazionale (art. 2112 codice civile), credo sia cosa assodata(2). Ma ciò di cui non si è ancora parlato, è il ruolo che i sindacati confederali hanno svolto fino ad oggi in questo processo. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso affermare che la loro è una posizione di sostanziale acquiescenza (quando non di vera e propria connivenza) con le scelte societarie; e in certi casi – dei quali scriverò in seguito – anche qualcosa di peggio. Il 6 ottobre 2004, Alfonso Gianni, deputato di Rifondazione Comunista, rivolge al Ministro Maroni una e riceve la risposta che segue:
Camera dei Deputati Resoconto stenografico dell’Assemblea – Seduta n. 522 del 6/10/2004 (Iniziative per la salvaguardia dei livelli occupazionali della Telecom – n. 3-03789)
PRESIDENTE. L’onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03789.
ALFONSO GIANNI. Signor ministro, solleviamo un problema di carattere nazionale, che riguarda lavoratori di Palermo, di Ancona, di Bari, di Bologna, di Cagliari, di Catanzaro, di Firenze, di Genova, di Milano, di Napoli, di Pescara, di Roma, di Torino, di Trieste e di Venezia. Siamo di fronte ad un’azienda che lavora in un settore di grande espansione tecnologica e che, nonostante la cessione di un ramo dell’azienda, premedita licenziamenti in tempo breve, nel senso che vengono ceduti lavoratori ad altre aziende con commesse per un periodo definito, senza sapere in futuro quale sarà la loro sorte. A Bari sono state inviate le lettere a 430 lavoratori. Riteniamo che il Governo non possa assistere inerte ad un’incomprensibile diminuzione dell’occupazione, delle capacità lavorative che, oltretutto, rappresentano un orgoglio per il nostro paese anche all’estero.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Evidentemente l’esternalizzazione di alcuni servizi del gruppo Telecom e in generale delle imprese viene deciso dalla società nell’ambito dei propri poteri discrezionali e su ciò il Governo, ovviamente, non può e non intende intervenire. Le scelte del gruppo Telecom sono state definite a suo tempo attraverso accordi sindacali con le organizzazioni maggiormente rappresentative; si tratta di accordi sottoscritti presso il Ministero del welfare il 28 marzo 2000, il 27 maggio 2002 e il 10 giugno 2003. In tali intese sono individuati alcuni interventi, finalizzati allo sviluppo e alla revisione dell’assetto organizzativo. Le iniziative di trasferimento di rami di azienda hanno seguito una logica di riorganizzazione che non possiamo contestare. In particolare, l’operazione di terziarizzazione prevista per il prossimo novembre riguarda servizi ambientali di Telecom Italia ed Emsa verso MP Facility, società peraltro partecipata al 50 per cento da Pirelli RE e Manutencoop, e riguarda 450 lavoratori. Certamente, esiste il rischio – evidenziato dall’interrogante – che si tratti di terziarizzazioni ed esternalizzazioni con lo scopo, una volta terminata la commessa, di procedere a licenziamenti collettivi, magari mascherati. Intendiamo verificare che ciò non accada e che questi accordi per l’esternalizzazione siano tali e non consistano in una operazione mascherata per eludere la legge e giungere poi a riduzioni del personale non previste dagli accordi, ma derivanti dal venir meno delle commesse. Condivido tale preoccupazione e intendo verificare, tramite gli ispettorati e gli strumenti di attività ispettiva che verranno adottati dalle direzioni provinciali e regionali, così come fatto in passato, che gli accordi sottoscritti presso il ministero vengano effettivamente rispettati e non vi sia l’elusione della legge per quanto riguarda i rapporti di lavoro esternalizzati.
Purtroppo Maroni, pur condividendo le preoccupazioni del deputato, di controlli non ne farà fare nemmeno uno. Anche perché è suo il merito (si fa per dire) della variazione in pejus dell’Articolo 2112 del Codice Civile che consente questo genere di operazioni. Però la frittata è fatta. Il Ministro ha messo sul tavolo le carte che dimostrano come i sindacati confederali non ostacolino il progetto generale delle esternalizzazioni ma ne siano, con la loro acquiescenza, fiancheggiatori. Le reazioni, vista la gravità dell’accusa, non si fanno attendere. I sindacati confederali, smascherati pubblicamente, tentano di replicare. Ma lo fanno con una toppa che è peggio del buco:
Roma, 15 Ottobre 2004
Egregio Signor Ministro,
le scriventi OO.SS., senza voler entrare nel merito del giudizio espresso dal Governo sulle cessioni di ramo d’azienda del Gruppo Telecom, a seguito dell’interrogazione dell’On. Alfonso Gianni, precisano, però, a tal proposito, che solo l’accordo del 28 Marzo 2000 è stato sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali al Ministero del Lavoro. In questo accordo era prevista la cessione dei rami d’azienda Logistica e Autoparco e la loro conseguente valorizzazione, attraverso l’individuazione di soggetti imprenditoriali di adeguato livello industriale che garantissero ai lavoratori un apprezzabile proseguimento della loro attività. Siamo testimoni, invece, del loro inesorabile declino, a seguito della riduzione delle commesse da parte di Telecom. Gli imprenditori, in particolare la FIAT, attraverso ulteriori scorpori di ramo sono arrivati al licenziamento dei lavoratori. I successivi accordi, del 27 Maggio 2002 e del 10 Giugno 2003, sono stati conclusi in sede sindacale sulle strategie di Gruppo ovvero investimenti, occupazione, relazioni sindacali, linee operative e riorganizzative. La precisazione è doverosa, da parte delle scriventi Segreterie Nazionali, per chiarezza e coerenza nei confronti dei Lavoratori e delle Istituzioni, in quanto, peraltro, il nostro giudizio negativo sulla Legge 428 e sulle successive modificazioni e sulla sua applicazione da parte di Telecom è stato già espresso a tutti i livelli e all’interno delle procedure ex art. 47 che si sono concluse con la non condivisione, da parte nostra, dei progetti di esternalizzazione.Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL/ Rosario Strazzullo
FISTel – CISL/ Raffaella Di Rodi
UILCOM- UIL/ Giorgio Serao
Come dire: aria fritta. E le esternalizzazioni, intanto, continuano. Non una delle cessioni di ramo d’impresa viene bloccata per merito di una qualsiasi azione da parte dei sindacati confederali. Anzi: non paghi di aver firmato tre accordi che danno sostanzialmente via libera alle parti datoriali, il 12 novembre 2004 ne sottoscrivono addirittura un quarto (3). E tanti saluti al loro giudizio negativo contenuto nella lettera al Ministro.
Nel frattempo le prime cause avviate dai lavoratori – e mai dai sindacati confederali che, già dotati di corposi uffici giuridici interni(4), potrebbero appoggiarsi a studi legali anche prestigiosi – cominciano ad arrivare alle sentenze di primo grado. E insieme alle sentenze, le sorprese. Brutte. Come quella di Torino, dove il giudice del tribunale rigetta le istanze degli ex dipendenti della motorizzazione esternalizzati a Savarent Fleet Service Srl scrivendo quanto segue(5):
…inoltre, nell’accordo 28.3.2000, menzionato all’inizio, accordo espressamente richiamato nel verbale testè citato, a pag. 31, si fa riferimento alla “non più coerenza con il “core business aziendale” Telecom dell’Autoparco. E questa prospettiva ricevette il placet sindacale. Le stesse OO.SS., che istituzionalmente hanno il polso del mercato non solo del “lavoro” ma anche dei “lavori” in senso ampio, come già detto, se ne erano ben rese conto nella primavera del 2000 allorquando non manifestarono alcuna contestazione e sostanzialmente accettarono la comunicazione ricevuta da Telecom sul prospettato imminente scorporo…
Alcune delle motivazioni dichiarate nella sentenza del Tribunale di Torino – il placet sindacale sulle esternalizzazioni – vengono riprese anche nelle sentenze di appello(6) e di cassazione(7) le quali confermano quanto stabilito dal Tribunale, e per due volte rigettano i ricorsi dei lavoratori esternalizzati. Di fatto, una brutta sorpresa elevata al cubo. Ma non finisce qui. Come si è scritto all’inizio, lo scopo di tutto è liberarsi delle eccedenze di personale. Telecom Italia cede il ramo e chi lo riceve, dopo un po’ licenzia. Senza clamore, e soprattutto lontano dai riflettori che sono sempre puntati sul colosso italiano delle comunicazioni. Il 15 dicembre 2004 presso il Ministero del Lavoro viene firmato un accordo sindacale sulla mobilità di quota parte del personale ceduto da Telecom a Savarent Fleet Service (che nel frattempo è diventata Targa Fleet Management)(8). Due su tre dei firmatari (FISTel – Raffaella Di Rodi e UILCom – Giorgio Serao) sono gli stessi che hanno scritto al Ministro per protestare contro le sue dichiarazioni alla Camera dei Deputati due mesi prima.
C’è un proverbio catalano citato da Marco Travaglio che si presta alla perfezione a commentare quanto ho scritto: ““; peccato che a farlo siano proprio quelli che dovrebbero preoccuparsi di procurare gli ombrelli.
Note
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Il Leghismo che Avanza, Il Bipolarismo che Muore
1 aprile, 2010 di Gaspare Serra
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Concluso lo spoglio delle ultime schede elettorali quello che sconcerta di più è come tutti i protagonisti della scena politica italiana rivendichino ragioni per cantar vittoria, comparando dati elettorali magari incomparabili (elezioni regionali, politiche ed europee) purché favorevoli alla propria parte.
Tagliando corto sulle fantasiose interpretazioni politiche dei numeri elettorali, l’unico vero dato incontestabile è che queste ultime elezioni regionali (così come le precedenti elezioni Europee ed, ancor prima, Politiche) sono state vinte dal centrodestra, che ha fatto incassare al centrosinistra l’ennesima pesante batosta elettorale.
E’ alquanto surreale che il Pd cerchi ancora caparbiamente di arroccarsi dietro alla fredda somma delle regioni mantenute.
Santi, Papi, Antipapi ed Infedeli
27 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Mi piacerebbe vivere fra persone che sanno giudicare azioni ed opinioni indipendentemente da chi le fa o le esprime. Questo vorrebbe dire che il pregiudizio, la questione di principio, il carisma e l’immagine pubblica avrebbero poco valore. L’unico fattore decisivo sarebbero i fatti, i dati e l’inferenza critica che è possibile attivare su di essi.
Invece, almeno qui, non è così. Le idee e le opinioni, di per se stesse, non hanno sostanza sufficiente per essere sostenute o dibattute. Bisogna forzatamente incarnarle in un sostenitore, in un Cristo che si immoli per la Salvazione. La transustanziazione delle idee in paladini, è l’atto di resa della ragione nei confronti del fideismo, dell’integralismo e della cecità.
In Italia c’è il Papa, non credo che l’informazione vi giunga nuova. Il Papa, per i cattolici, è infallibile. Le sue parole possono essere ascoltate, elaborate, discusse, ma mai contraddette, pena l’apostasia.
Però il Papa non è l’unico a godere di questo privilegio. Una considerazione simile è riservata a Silvio Berlusconi da tutti coloro che hanno fede in lui come persona (e non in ciò che fa). Ecco, per esempio, che un processo non è rivolto a determinare i fatti, ma a perseguitare Silvio Berlusconi. Chi è contro certe riforma, non è contro la violazione dei principi costituzionali, ma contro Berlusconi. Non è una questione politica, ma una guerra di religione.
Il Burattinaio Esiste perché Esistono i Burattini. Ovvero: Beppe Grillo e i suoi Seguaci
12 maggio, 2009 di ChiaraCav
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PREMESSA: quello che posto è una risposta ad (sul blog di albiok, Alberto Schiariti, N.d.R.)
———————
Io non penso per nulla che Grillo sia una brava persona: penso che sia uno sciacallo, che non agisca disinteressatamente e da qualche anno sono veramente furente con lui.
Tengo a precisare che a queste conclusioni sono giunta poco per volta, essendo partita come sostenitrice di Grillo e fiduciosa nel fatto che stava riuscendo a raccogliere attorno a sé una parte molto ampia e variegata della popolazione italiana. E proprio da qui nasce la mia rabbia.Non avessi mai creduto (o almeno sperato!) in lui, non sarei ora così furente. E vedere che c’è ancora chi lo stima, mi fa veramente cadere le braccia. Leggi il resto
Facebook Virtuale?
21 aprile, 2009 di Massimo Marino
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Quando Mark Zuckerberg, studente 19enne della Harvard University, con qualche vocazione informatica, inventò il sistema di “social network” Facebook, l’intenzione era quella di “mettere in rete” gli amici e studenti della sua Università. “Facebook “ era infatti il tradizionale diario annuale dei College con i nomi e le facce dei singoli studenti che componevano le diverse classi.
Partì il 4 febbraio 2004; in poco più di un anno altre Università si collegarono, una dopo l’altra in rete; in due anni tutte le Università degli USA. Poi iniziarono a collegarsi anche aziende e società…..
A fine anno 2008 erano in rete su FBK più di 175 milioni di persone in ogni angolo del mondo. In questo momento siamo sopra i 200 milioni, ( 8,5 milioni solo in Italia, 1ogni 7 italiani). Sono previsti i 300 milioni prima di fine anno.
Secondo una mega inchiesta svolta in USA le cose più “amate “ dai giovani americani sono nell’ordine: Leggi il resto
Terremoti: Prevenzione e Previsione
7 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cronache Italiane, latest
Attenzione: Per la previsione del terremoto in Campania, leggi assolutamente questo link. Grazie
Volevo aggiungere un commento all’ottima proposta di Giacomo che abbiamo pubblicato stamattina, ma man mano che lo scrivevo mi sono reso conto che il ragionamento si faceva articolato ed era meglio aprire un altro canale di discussione.
La Prevenzione
Per un breve periodo della mia vita, giusto per non farmi mancare nulla e proseguire una lunga tradizione familiare, ho fatto il vigile del fuoco.
Durante questa esperienza professionale ho scoperto cose che non conoscevo e che, probabilmente, non conoscono la maggior parte delle persone che leggono.
Grillo, la BioWashBall e la Fede Cieca nel Grande Complotto
8 gennaio, 2009 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Border Zone, latest, Meccanica delle Cose
Scrivo questo appunto perché nella immensa discussione che si è generata su MC intorno ai tragici fatti di Gaza, con l’inferenza tutta olistica che la comunicazione elettronica sembra dispiegare, un cortese lettore mi ha ricordato questa storia e mi ha offerto lo spunto per una riflessione che vorrei condividere con voi.
La BioWashBall
Avevo già letto della cosa sul sito di Paolo Attivismo il cui meritorio lavoro di indagine meriterebbe maggiore riconoscimento. In pratica si tratta di una palla di plastica cava al cui interno sono poste delle sferette di ceramica. La palla, posta in lavatrice consentirebbe di lavare gli abiti senza o con quantità minime di detersivo con grande beneficio per l’ambiente e consistenti risparmi economici. il funzionamento avviene attraverso
Pagliacci Pericolosi e Disinformazione.
31 ottobre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Caffè Amaro
Come era abbastanza intuibile il video pubblicato sul blog di Grillo e spacciato come prova dell’infiltrazione della polizia tra i manifestanti era una cazzata. Avevo espresso dubbi consistenti ieri sera e poco più tardi è venuta la conferma.
Il Video di Grillo e la Disinformazione
30 ottobre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane
Oggi il blog Beppe Grillo pubblica un video che dovrebbe dimostrare che ci sono stati degli infiltrati delle forze dell’ordine tra gli studenti manifestanti.
Stavolta lo schiavetto a progetto di turno sul blog di Grillo l’ha fatta veramente grossa.
e, soprattutto, .

