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Rivisto e corretto, atto 7 – Carceri, governo pone la questione di fiducia

9 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Meccanica delle Cose

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

 

La notizia è questa.

Carceri, governo pone la questione di fiducia alla Camera. Proteste di Lega e Idv
Severino: «Fiducia necessaria per ostruzionismo». (…)

MILANO – Il governo ha posto in Aula alla Camera la questione di fiducia per la conversione del decreto legge «svuota-carceri». Lo ha annunciato, tra le proteste dei deputati leghisti e di Idv, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che è riuscito a fatica a parlare: dai banchi della Lega si sono levati gli urli «Vergogna! Vergogna!». Il decreto, su cui pendevano circa 500 emendamenti della Lega, che praticava l’ostruzionismo in discussione generale, scade il 20 febbraio. Il voto di fiducia si terrà giovedì a mezzogiorno, le dichiarazioni di voto cominceranno domani mattina alle 10,15. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha fissato per martedì prossimo il voto finale sul provvedimento. Intanto anche l’Italia dei Valori ha già fatto sapere che voterà contro.

URGENZA – La richiesta del voto di fiducia per la conversione dello «svuota-carceri» «è una necessità alla quale non ci si poteva sottrarre», ha affermato il ministro della Giustizia, Paola Severino, interpellata dai cronisti in Transatlantico sulla decisione assunta dal Governo. Severino ha chiarito subito che l’unica motivazione che ha spinto l’Esecutivo è stata «esclusivamente quella dei tempi, di fronte al rischio» dell’ostruzionismo «preannunciato e già messo in atto» dalla Lega. «Comprendo le ragioni, dal loro punto di vista politico, della Lega – continua il ministro – ma credo che chiunque sia in grado di fare i conti circa i tempi di conversione, ci sono già circa 100 emendamenti con la Lega che aveva preannunciato attività ostili». Circa la scelta di intervenire con un decreto che «di fronte all’emergenza carceraria chiunque può comprendere» Severino ha osservato inoltre che esistono «i presupposti di necessità e urgenza». Il ministro ha spiegato che, attraverso il provvedimento all’esame della Camera per voto definitivo, il Governo ha inteso «contemperare l’esigenza di difesa sociale con quella di alleggerire il sistema carcerario». Comunque, ha assicurato, «nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di camminare per strada».

ASTENSIONE RADICALI- Nel frattempo i radicali hanno fatto sapere che si asterranno alla Camera «per non negare esplicitamente la fiducia al Governo, come sarebbe necessario visto che il decreto sulle carceri conferma e prolunga il comportamento di uno Stato letteralmente criminale che viola costantemente leggi italiane ed europee e la nostra Costituzione repubblicana». E ancora: «Sarà astensione anche perché non vogliamo confonderci con le motivazioni veramente ripugnanti di chi, in primo luogo i deputati di Lega e Idv, negherà la fiducia».
(…)
8 febbraio 2012 | 21:23

Fonte: Corriere.it

Interessante.
Ma poco chiaro.
Proviamo a fare la parafrasi.

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S&P, un Rating Tutto Nuovo per l’Italia: BBB, Come la Bulgaria e Peggio della Colombia

13 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte

Sarò maligno, ma a me questa storia del rating BBB mi piace assai. Ci godo, perché sono un vecchio pazzo sociopatico e immaginare che il nostro paese, la terza economia europea, l’ottava potenza mondiale, con 10.000 soldati sparsi a buffonare per il mondo, 130 caccia F35 in lista di acquisto, tre cellulari a testa, gli abiti firmati, il vino da 200 euro a bottiglia, il parmigiano e la Ferrari abbia da Standard e Poor’s un rating peggiore della Colombia mi fa oggettivamente drizzare.

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Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire

28 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Mentre il 2011 si avvia a finire, in Italia si inizia a fare i conti con i debiti sottoscritti in passato. Non parlo solo del famoso debito pubblico, dello spread e dell’eventuale default italiano. Parlo dei pendenze aperte con l’attitudine ipocrita del perdonismo. La corruzione in politica, l’enorme evasione fiscale, i trucchi che da una parte hanno arricchito i furbi e dall’altro hanno messo in ginocchio una nazione, meritavano una svolta culturale più che economica.

Quando si è alle strette e mancano le risorse, l’unica alternativa rimane il carattere. Non è possibile comprendere, giustificare, cavillare fino all’ennesimo dettaglio. Carattere vuol dire essere capaci di dire basta pur sapendo che si è ancora lontani dalla verità, remoti rispetto alla soluzione perfetta. Carattere è avere il coraggio di compiere quell’atto di presunzione estrema che consiste nel ritenersi nel giusto perché non c’è più il tempo per discutere, perché serve reprimere, oltre che prevenire.

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L’equità della manovra e l’irresponsabilità delle opinioni

17 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, La diversa Opinione, Storia e Memoria

 

Sembra che la libertà d’opinione sia solennemente sancita dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino:

     Nul ne doit être inquiété pour ses opinions, même religieuses,

pourvu que leur manifestation ne trouble pas l’ordre public établi par la Loi.

acceptée par le roi le 5 octobre 1789

Tuttavia il principio di responsabilità, Das Prinzip Verantwortung, un cardine dell’etica razionalista, prevede che l’uomo sociale debba ponderare le conseguenze delle sue scelte e dei suoi atti, dunque che debba risponderne, se non ad altri almeno al tribunale del tempo.

In effetti Luigi XVI, malgrado fosse vietato dalla Dichiarazione, fu malamente ghigliottinato di lì a qualche anno: probabilmente si pensò che la sua “opinione” monarchica potesse in qualche modo turbare l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Del resto, se si accetta il principio di responsabilità, che impone all’uomo sociale di valutare le conseguenze delle proprie scelte, perché non si dovrebbe applicarlo anche alle opinioni, ove queste possano produrre conseguenze altrettanto rimarchevoli?

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Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B

Ve lo ricordate Gianni? Quello con gli occhiali e i capelli sempre pettinati. Stava in seconda fila al liceo che, diceva lui, in classe è la posizione migliore: non sei immediatamente sotto gli occhi dei professori e resti a debita distanza dal casino che fanno quelli delle ultime file. Non era un secchione ma riusciva sempre a rispondere; anche se, per dirla tutta, spesso faceva discorsi che c’entravano poco con la domanda. Però ai prof  andava bene comunque, che lui almeno partecipava.
Come? Non si chiamava Gianni? Magari nella vostra classe aveva un altro nome, però il soggetto avete capito qual è. Quello che studia poco ma riesce sempre bene, non raggiunge il massimo ma ci va vicino. E tutto questo grazie al solo fatto di saper parlare. In effetti faceva anche un po’ rabbia…
Ecco, Mario Monti mi ricorda Gianni. Uno che sa parlare, si presenta bene, fa colpo per lo stile. Poi magari se vai a guardare i suoi compiti non è che siano il massimo, però è uno che mostra di impegnarsi ed è capace di conquistare tutti.

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La manovra quantistica

14 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Non è meraviglioso? Abbiamo il primo governo probabilistico al mondo, metodologicamente guidato dai principi della meccanica quantistica. Sarà l’influenza di Angela, dottoratasi con una tesi sulla chimica quantistica e sempre indecisa, anzi indeterminata, sul da farsi? Secondo il paradosso di Merkel, l’euro è al tempo stesso vivo e morto, come il gatto di Schrödinger. Capisco che sia snervante ma è la fisica modevna che si applica alla politica ed all’economia, bisogna adeguarvisi. Altro che il Newton del “o così o Pomì”.
Probabilmente nessuno l’aveva capito ma quando Veltroni affermava che si poteva agire in un modo ma anche nell’altro, non era ambiguo, era quantistico.
Così, quantisticamente, probabilmente ed indeterminabilmente, la manovra del Prof. Monti è al tempo stesso equa e ingiusta. Soprattutto, questa manovra riuscirà probabilmente a risolvere la crisi che probabilmente c’è veramente e allo stesso tempo non c’è. Che bellezza!
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Beauty contest

Sapete cos’è il Beauty Contest? No, non è un concorso di bellezza per bèle tusette come questa qui sopra. E’ l’ennesima legge truffa ad personam atta a preservare e sviluppare l’enorme conflitto di interessi  di chi sapete voi. Un’assegnazione praticamente gratuita di frequenze TV al mostro bifronte Raiset voluta dal precedente troiaio di governo, quando le stesse potrebbero essere messe all’asta per la cifretta di 2-4 miliardi – qualcuno dice addirittura di più – di euro. Un po’ di vaselina per i culi dei pensionati e dei pensionandi quarantini in quarantena ci salterebbe fuori. Magari in confezione famiglia.
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Ci sta venendo uno spread così

10 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

OK, abbiamo scherzato. Eravate sulla Candid Camera del Truman Show. Vi abbiamo presentato una bella commissione di professori, come quella di quando vi siete laureati; con il presidente tanto autorevole che, alla fine della discussione, vi ha stretto la mano comunicandovi il trenta e lode con voce metallica e la Prof. al suo fianco che si è commossa. Siete usciti dall’aula con il vostro bel diploma, orgogliosi del risultato e pronti ad indossare la corona d’alloro d’ordinanza per andare a festeggiare con i compagni di università.
Tempo una settimana e vi state già accorgendo che la vostra laurea non conta una mazza, con in più quella leggera ma dolorosissima sensazione di essere stati presi per i proverbiali fondelli per aver studiato tanto, per averci creduto, forse per niente.
Insomma, vuoi vedere che la Grande Manovra è solo un bluff e che, spulciando spulciando, c’è solo da restarne delusi, a meno di non essere banchieri con l’acqua alla gola?
Avevano parlato tanto di equità ma, leggendo i commenti più autorevoli sulla manovra, le sue varie esegesi sui giornali, sembra di ritrovare descritti i soliti vecchi papocchi all’italiana che finiscono per creare ulteriori iniquità e mantenere tutte le precedenti incrostazioni di privilegio se non aggiungerne addirittura altre. Queste, si, di dimensioni veramente impressionanti.
Si fa più notare ciò che non c’è di buono, rispetto a quello che c’è. Ripensandoci e riflettendo, con il cervello tenuto bene al fresco grazie alle rigide temperature di questi giorni, ci accorgiamo che mancano cose fondamentali, proprio quelle che avrebbero potuto confermare l’avvenuto cambio di direzione del governo.
Inoltre, ciò che fa tucca’ e nierv, come dicono a Napoli, è la formula della scusa magra, che viene addotta a giustificazione del mancato provvedimento sulle cose che avrebbero fatto equità.
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Misure impressionanti? Ma chi ti credi di essere, Rocco Siffredi?

7 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Aumento dell’IVA, reintroduzione dell’ICI, tagli alle pensioni, aumento delle accise, riduzione del numero dei consiglieri provinciali, defiscalizzazione degli utili reinvestiti, tassazione dei capitali rientrati in Italia, aumento delle addizionali IRPEF regionali, imposta di bollo sui titoli, sostegno alla ricapitalizzazione delle imprese, promessa di accorpare gli istituti previdenziali.
Davvero delle idee originali, non c’è che dire. Eppure mi sembrano cose già sentite: non sarà che per caso erano anche nell’ultima manovra di Berlusconi? E in quella precedente? E in quella precedente ancora? E in ogni cazzo di manovra che si fa in Italia da decenni a questa parte?
Già. Magari con nomi e modalità diverse, ma la sostanza è la stessa di sempre. E allora qualcuno mi deve spiegare perché, per fare la solita manovra, c’è stato bisogno di un colpo di stato. Perché dobbiamo sorbirci un governo illegittimo per avere sempre le stesse ricette?
Sto esagerando? Può darsi. In effetti qualcosa di nuovo c’è, anche se non nei contenuti.

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Europa in Marcia a Sovranità limitata

2 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Quello che penso del governo Monti e di come è nato l’ho già detto e ad oggi non vedo motivi per rivedere la mia posizione: il precedente governo era la cosa più indecente e vergognosa che potessimo immaginare, ma quello attuale è un governo illegittimo costruito con un colpo di stato. Come se la cosa non fosse già abbastanza grave così, i partiti italiani presenti in Parlamento (con la sola eccezione della Lega a caccia di un recupero di consensi) hanno fatto ponti d’oro a questa operazione, spacciandola per un alto senso di responsabilità da parte loro, necessario per il bene dell’Italia.
Cazzate!
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Mario l’Alieno -2-

1 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Cronache Italiane

Credo che il marchio FIAT non stia troppo simpatico agli italiani. Per tante (buone) ragioni, che vanno dall’abuso perpetrato da decenni nell’utilizzo della cassa integrazione, ormai diventata parte integrante delle voci di profitto dell’azienda (e altrettanto parte integrante delle voci di debito dello stato), all’immagine dei rampolli succedutisi nei decenni al vertice della casata che ne controlla le quote.
Nondimeno si tratta, nostro malgrado, dell’unico gruppo produttore di automobili di massa su suolo italico. Naturale, quindi, che ogni ordine passato alla casa torinese si traduca in un aumento del prodotto della nazione, che ogni Fiat/Alfa/Lancia in più sulle strade significhi ore di lavoro per la catena italiana che le produce(1).

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Note
  1. Eccezion fatta per la 500. Il simbolo della casa italiana, quello pubblicizzato con la poesia dell’amministratore delegato sui valori nazionali e sul futuro, con la colonna sonora romantica di Allevi, viene prodotto in Polonia. []
Fine delle Note

Suffragio demenziale

30 novembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Presidente Berlusconi,prenda la chiave e apra quella porta,restituisca a noi, suoi elettori,la libertà di andare al voto e rivincere,su questo non ci sono dubbi.
Siete sicuri che l’aver concesso il diritto di voto a tutti, cani e porci, a partire dai diciotto anni d’età, senza controllare che le scatole craniche degli elettori fossero tutte fornite di apposito cervello funzionante anche nella parte delle funzioni superiori e non soltanto in quelle rettiliane, sia stato un bene? Secondo me no. Il suffragio universale è una sciagura. E’ ciò che permette la dittatura della maggioranza ignorante, la spettacolarizzazione della politica, il trionfo dell’incoscienza e del pressapochismo. E’ il viatico per ogni tipo di delinquente, profittatore ed illusionista che volesse farsi una carriera politica per avvantaggiarsene.
Perché il popolo, come entità collettiva, è idiota, è intrinsecamente popolaccio e lo voterà entusiasta, fregandosene delle conseguenze, anzi, felice di poter giocare con una cosa così preziosa come la democrazia, sporcandola e riducendola a cosa immonda.
Come se non bastasse, il sistema bipolare, che sembrava andar così bene per i paesi anglosassoni, una volta importato alle latitudini italiane ha ridotto la politica a puro tifo da stadio, a guelfoghibellinismo di ritorno, dove non contano le idee e i programmi dei partiti ma vincere, vincere mussolinianamente per vedere la faccia di coloro che perdono e godere. Vincere per poter gridare, sbracare e sentirsi parte di un grande fans club.

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R per realismo

19 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

A vent’anni si scende in piazza per protestare contro i banchieri cattivi, forti di quell’entusiasmo che ti illude di poter cambiare il mondo solo cacciando un urlo un po’ più forte.
A cinquanta invece ci si domanda se, per evitare di ritrovarsi con i risparmi di una vita tramutati in carta straccia, con la prospettiva di dover rinunciare ad una vecchiaia serena e magari dover ricorrere in extremis alla cartuccia da cinghiale per porre fine alle proprie sofferenze, non sia il caso di lasciar fare ai banchieri. Che anche loro, in fondo, se perdono i clienti rimangono fregati.
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Attenti al paese di Sorcaverde e Bisciondoro

Quanti processi ha in corso Mario Monti? Nessuno. Quanto tempo si perderà in Parlamento, mentre la paziente Italia si aggrava, per cercare di far evitare al Premier i processi e la galera? Nemmeno un minuto. Questo è già un motivo per rallegrarsi del cambio di governo, anche se i troppo depressi italiani, dolenti per la dipartita del nanerottolo bunga bunga, non riescono a consolarsene in alcun modo.

§ Intermezzo §  - I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:
“OSCENO mettere un banchiere ministro dello sviluppo!!! Conflitto di interessi mostruoso! Silvio guarda cosa fanno questi!!!! Ritorna tu a governarci con braccio mite e giusto! Tu sei l’eletto del popolo non questa gente di bassa lega e moralità discutibile! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio!”

Tra lauree, attestati, master, onorificenze, medaglie, coccarde e premi, dieci piani di curricula e dottorati, il nuovo esecutivo sembra la società dei capoccioni, il governo dei Secchioni. Senza Pupe, ovviamente.
Nel governo Monti, il più borghese degli ultimi 150 anni ed anche il meno italiano, non potevano che esserci manager, banchieri, professoroni coi controcazzi accademici, avvocati femmina, perfino un ammiraglio. Che, per questo Titanic in procinto di affondare, è una scelta quasi scontata ed un poco ironica. Non capisco lo sconcerto per “l’ammiraglio della NATO!” al governo. Noi siamo nella NATO, volenti o nolenti. I padani non so. Si trovi un DeGaulle in grado di farcene uscire, magari.

Default Italia: La Soluzione Zeta

Il bluff Monti è durato poche ore. Quando si gioca a poker è un rischio che si corre, specialmente se al tavolo ci si è fatta fama di coglioni sparaballe.
Ora si rincorrono tutte le interpretazioni possibili: Monti è l’incaricato della BCE per confinare all’Italia il disastro dell’Euro e pagare i debiti dei crucchi con le lacrime e sangue degli italiani, la democrazia è commissariata dalla finanza, se non si paga il debito non succede nulla.
Bene, bene. Anni di cazzate sulle scie chimiche hanno prodotto una forma di inferenza basata sulla dietrologia, sul segreto di Fatima dei poveri, sulla Grande Cospirazione. Proviamo a mettere un attimo da parte le “deduzioni” e guardiamo i fatti.

L’Italia è, per sua scelta, inserita in un sistema capitalista dove il liberismo non è un’opzione, ma un indispensabile strumento. Da vent’anni questa nazione, che riferita all’aspetto economico/finanziario è solo un sistema produttivo, non riesce a migliorare la sua potenzialità produttiva. Se si voleva il socialismo, bisognava mettersi d’accordo con Fidel, non con la Merkel.

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Default Italia: Lo Spread Governa Dove Latita la Politica

Monti è salito sul Colle ed ha ricevuto un incarico annunciato da tanto tempo da potersi chiamare ormai d’argento, come le nozze di una vecchia canzone di De André.
In queste ultime ore mi è venuto in mente il remoto ricordo scolastico sulle contraddizioni dialettiche e su quelle reali, Hegel e Kant, insomma.
In sostanza, è vero che i mercati e gli stranieri ci hanno imposto un nuovo governo in violazione del dettato elettorale, ma è vero che quello del Cavaliere ha fatto di tutto per giungere a tale risultato (specialmente per la disistima unanime guadagnatasi dal Nostro).
Siamo una bomba ad orologeria per i mercati e per l’area dell’Euro, ma è anche vero che questa bomba reca molto esplosivo fabbricato all’estero, da banche irresponsabili e governi compiacenti.

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Monti Premier, Buon mercato a tutti

Il teatrino domestico della politica sta rappresentando una sceneggiata piuttosto stravagante alla quale non viene prestata la giusta attenzione da parte dei media e, quindi, dell’opinione pubblica che ha smarrito da anni qualunque capacità critica autonoma. Com’è del tutto evidente, anche i cittadini più informati delle cose della politica hanno rinunziato ad utilizzare la categoria informazione come necessario presupposto per una successiva elaborazione: guardano le trasmissioni televisive (preferibilmente quelle vicine al loro individuale orientamento politico) al solo scopo di acquisire elementi, dati e ragionamenti, anche palesemente sofistici, per poi ripeterli da onesti pappagalli nei giorni successivi al bar, in famiglia, sul posto di lavoro o sui treni che frequentano ogni giorno da bravi pendolari.

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