Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Chissà perché salta Equitalia

4 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Storie Italiane

Per un momento, vedendomi sola dentro un supermercato, ho pensato: “Devo fare in fretta, forse stanno per chiudere.” Solo dopo ho fatto i conti con l’orario, e non erano nemmeno le sei del pomeriggio.

Forse ci stanno ancora avanzi da scongelare dentro il freezer, o forse s’è fatto tutto quel che si doveva per le feste, quelle che vengono solo una volta all’anno, che ci hanno insegnato, di anno in anno, a vivere in “tono minore” come se fosse elegante fingere di non voler sprecare, e non dover ammettere che abbiamo capito di dover fare a meno.

Leggi il resto

Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire

28 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Mentre il 2011 si avvia a finire, in Italia si inizia a fare i conti con i debiti sottoscritti in passato. Non parlo solo del famoso debito pubblico, dello spread e dell’eventuale default italiano. Parlo dei pendenze aperte con l’attitudine ipocrita del perdonismo. La corruzione in politica, l’enorme evasione fiscale, i trucchi che da una parte hanno arricchito i furbi e dall’altro hanno messo in ginocchio una nazione, meritavano una svolta culturale più che economica.

Quando si è alle strette e mancano le risorse, l’unica alternativa rimane il carattere. Non è possibile comprendere, giustificare, cavillare fino all’ennesimo dettaglio. Carattere vuol dire essere capaci di dire basta pur sapendo che si è ancora lontani dalla verità, remoti rispetto alla soluzione perfetta. Carattere è avere il coraggio di compiere quell’atto di presunzione estrema che consiste nel ritenersi nel giusto perché non c’è più il tempo per discutere, perché serve reprimere, oltre che prevenire.

Leggi il resto

Articolo 18, una Presa per il Culo

Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.

Leggi il resto

L’equità della manovra e l’irresponsabilità delle opinioni

17 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, La diversa Opinione, Storia e Memoria

 

Sembra che la libertà d’opinione sia solennemente sancita dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino:

     Nul ne doit être inquiété pour ses opinions, même religieuses,

pourvu que leur manifestation ne trouble pas l’ordre public établi par la Loi.

acceptée par le roi le 5 octobre 1789

Tuttavia il principio di responsabilità, Das Prinzip Verantwortung, un cardine dell’etica razionalista, prevede che l’uomo sociale debba ponderare le conseguenze delle sue scelte e dei suoi atti, dunque che debba risponderne, se non ad altri almeno al tribunale del tempo.

In effetti Luigi XVI, malgrado fosse vietato dalla Dichiarazione, fu malamente ghigliottinato di lì a qualche anno: probabilmente si pensò che la sua “opinione” monarchica potesse in qualche modo turbare l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Del resto, se si accetta il principio di responsabilità, che impone all’uomo sociale di valutare le conseguenze delle proprie scelte, perché non si dovrebbe applicarlo anche alle opinioni, ove queste possano produrre conseguenze altrettanto rimarchevoli?

Leggi il resto

ICI IMU: Bagnasco è Disposto a Discutere. Ma Quanto è Buono Lei …

9 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

MILANO – La Chiesa sarebbe disponibile a rivedere gli accordi che esentano dal pagamento dell’Ici i luoghi appartenenti ad enti o autorità religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali. Lo ha dichiarato il cardinal Angelo Bagnasco presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana.

LEGGE – «Se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra» ha detto Bagnasco, rispondendo a una domanda sull’applicazione dell’Ici agli immobili della Chiesa a margine di un convegno dell’Ucid a Genova. «Come è noto – ha detto il porporato – la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere sociale, culturale, educativo. Bisogna aggiungere – ha proseguito il cardinale Bagnasco – che, laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l’accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo nè luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c’è qualche punto che deve essere precisato – ha concluso il porporato – si precisi». fonte

Secondo il Corriere (citato) e La Repubblica, Bagnasco e i suoi colleghi sarebbero “disponibili a rivedere legge sull’Ici” e “pronti a discutere dell’Imu”. La notizia è così bella e sorprendente che entrambi i giornali ci fanno un titolone a 9 colonne.

Apperò, come è buono Bagnasco e come sono buoni i suoi colleghi. E noi, come siamo stati cattivi a lanciare una campagna per fargli pagare l’ICI come tutti gli altri.
Quindi, se ci sono delle violazioni alla legge se ne occupi la Guardia di Finanza. Ma ancora grazie sua Eminenza, ora oltre a rendersi disponibile a trattare con lo stato per una legge, Lei si rende anche disponibile a farsi controllare, come un essere umano qualunque.

Che bello essere cardinali. Si ha diritto a un bel vestitino col cappellino rosso, si può trattare con lo stato per discutere se pagare le tasse o no e si può concedere all’agenzia dell’entrate di fare controlli. Se non fosse troppo tardi vorrei diventare anche io cardinale. Che si fa una domandina? Un concorso? A chi si deve mandare il curriculum? Ci vuole la raccomandazione?

Certo è che in Italia si è persa la ragione e i giornalisti sono delle vere e proprie carogne, senza mezzi termini. Nessuno che abbia scritto chiaro e tondo che Bagnasco non ha nessun cazzo di diritto di trattare su una legge, che l’agenzia delle entrate non ha bisogno del suo cazzo di permesso per fare accertamenti e che gli alberghetti del cazzo gestiti dalle suorine invece di assistere gli ammalati in ospedale non sono delle anomalie, ma un’esplicita regalia di un decreto a firma Bersani-Visco che esenta dal pagamento dell’imposta tutte le strutture “non esclusivamente commerciali”. Una merda assoluta che estrae dalle nostre cazzo di tasche due miliardi di euro all’anno.

L’altro ieri il gasolio stava a 1,49, prima della guerra in Libia a 1,29, ieri a 1,63. Non c’entrerà un cazzo, ma a me il culo brucia da morire.

E’ arrivata la befana

Sembrerebbe che la crisi abbia ristretto tutto, persino la categoria tempo: quest’anno la befana è arrivata con un mese d’anticipo con un bel carico di carbone per i cattivi (soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati) e ricchi doni per i buoni (i più abbienti in genere, a partire dagli evasori). Dalle mie parti si dice: le chiacchiere fanno le chierchie, ma i maccheroni riempiono la pancia (nessuno sa cosa voglia dire esattamente chierchie, ma il concetto resta estremamente chiaro lo stesso).

Ieri sera mi sono ciucciato con l’ingordigia di un affamato bimbo di pochi mesi le copiose chiacchiere di Monti e della sua magnifica, perché magnificata, tecnostruttura, comprese le patetiche lacrimucce della Fornero, una via di mezzo fra libro Cuore e Pinocchio.
Una noia mortale, persino maggiore di quella procurata dai discorsi di fine anno, declinati regolarmente sulla retorica più trita dl Presidente della Repubblica di turno. L’Italia sta per affondare, ecco il decreto salva-Italia. Che l’Italia stesse per affondare lo sapevamo tutti, così come sapevamo che il nostro debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi di euro e che da 10 anni vivacchiamo nella stagnazione a causa di una crescita pressoché ancorata allo zero.

Leggi il resto

L’ICI la Pago se la Paga Anche Lui

1 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

A ore sono attese le misure impressionanti (come le ha definite la Merkel) tramite le quali il governo Monti intende affrontare la crisi economica internazionale.
Nell’anticipare i provvedimenti che si presumono molto duri, Monti ha spesso invocato l’equità, facendo intendere che se c’è da soffrire è più facile se il sacrificio viene diviso tra tutti.

Una delle misure anticipate è la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa. E’ da tenere presente che lo stato già tassa il denaro guadagnato per comprare una casa, tassa l’acquisto di una casa, ne tariffa attraverso i comuni l’impatto ambientale, esige un’ulteriore tassa ad ogni passaggio di proprietà.

Leggi il resto

Default Italia: La Soluzione Zeta

Il bluff Monti è durato poche ore. Quando si gioca a poker è un rischio che si corre, specialmente se al tavolo ci si è fatta fama di coglioni sparaballe.
Ora si rincorrono tutte le interpretazioni possibili: Monti è l’incaricato della BCE per confinare all’Italia il disastro dell’Euro e pagare i debiti dei crucchi con le lacrime e sangue degli italiani, la democrazia è commissariata dalla finanza, se non si paga il debito non succede nulla.
Bene, bene. Anni di cazzate sulle scie chimiche hanno prodotto una forma di inferenza basata sulla dietrologia, sul segreto di Fatima dei poveri, sulla Grande Cospirazione. Proviamo a mettere un attimo da parte le “deduzioni” e guardiamo i fatti.

L’Italia è, per sua scelta, inserita in un sistema capitalista dove il liberismo non è un’opzione, ma un indispensabile strumento. Da vent’anni questa nazione, che riferita all’aspetto economico/finanziario è solo un sistema produttivo, non riesce a migliorare la sua potenzialità produttiva. Se si voleva il socialismo, bisognava mettersi d’accordo con Fidel, non con la Merkel.

Leggi il resto

Intercettazione Berlusconi Lavitola: La Mediocrità al Potere

Oggi, il Gruppo Editoriale l’Espresso nell’ambito della sua forsennata lotta a Silvio Berlusconi, ci apre un’altra finestra di cinque minuti scarsi sulla disperata mediocrità della classe dirigente italiana, in questo caso particolare del presidente del consiglio e del suo fido collaboratore/segretario Valter Lavitola. Ascoltando la telefonata, emergono elementi del tutto simili a quelli della precedente conversazione che abbiamo già avuto modo di analizzare.

Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. [...]
Da una parte un untoso e strisciante servo [...] Dall’altra un uomo palesemente torpido, poco reattivo, distratto, incapace di concentrarsi anche sulle cose più elementari. Stanchezza? Vecchiaia? Farmaci? Alcol? Droghe? Non è dato saperlo. Qualsiasi cosa è possibile e, sinceramente, inquietante. (citazione)

I due delirano di improbabili milioni di persone che dovrebbero invadere la piazza, assediare il giornale Repubblica e “fare fuori” il Palazzo di Giustizia di Milano. Sembra di ascoltare due vecchietti al bar che, davanti al loro bianchetto, vagheggiano di rivolte e improbabili rivoluzioni di sistema. Non manca nemmeno il riferimento alla salute cagionevole e la minaccia (promessa) di ritirasi a vita privata per godersi la pensione.

Più che le vaghe e, sinceramente, ridicole velleità golpiste, quello che spaventa nella conversazione è la banalità degli argomenti affrontati, la mancanza di approfondimento e la distanza con la vita reale che emerge ancora più drammaticamente in queste ore dopo la manifestazione di Roma dove la gente è veramente scesa per strada, ma certamente non per assaltare “La Repubblica” o i palazzi di giustizia.
I problemi sono altri, ma Berlusconi e Lavitola non lo sanno o fingono di non sapere. Nei loro discorsi la “nazione” esiste solo in funzione dei loro interessi, non concepiscono altro. La loro mente è incapiente. Non solo si comportano da arraffoni, ma anche da cretini, ignoranti e poveracci. Non ho avuto modo di ascoltare altre telefonate, ma sospetto che la profondità di argomentazioni e l’attitudine ad una visione solipsista degli eventi sia condivisa da tutta l’attuale classe dirigente italiana.

In Italia non c’è stato alcun golpe, se non quello coordinato e condiviso da tutti i partiti per la legge elettorale. Quelle persone sono lì per nostra volontà, il che ci lascia pensare che noi non siamo molto migliori di loro. Eppure, il sistema è intasato e in qualche modo si deve sbloccare. La politica è presidiata dai partiti, la piazza dai Black Bloc, l’informazione da giornalisti inevitabilmente collusi con il potere, Internet dal conformismo.

Se pure riuscissimo a migliorare, non avremmo un canale nel quale convogliare le nostre energie e portarle alla luce. E’ per questo che sono pessimista. Il sistema circolatorio italiano è intasato. Viaggiamo verso una grave ischemia che può ucciderci o lasciarci minorati per sempre. Una cura radicale non è più una delle opzioni, ma l’unica speranza di sopravvivere.

Default Italia, 66 Giorni al Fallimento. Non ci Resta che la Dittatura dei Migliori?

5 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

L’idea che Giustizia e Solidarietà siano ingredienti indispensabili alla convivenza sociale fa parte della cultura del mondo occidentale. Sia pure coniugate in modi diversi, perché Giustizia e Solidarietà non sono la stessa cosa. Un’azione può essere giusta e solidale, o il suo contrario, ma anche giusta e non solidale, oppure solidale ma ingiusta. Se due uomini, uno con prole e l’altro senza, fanno lo stesso lavoro e vengono retribuiti allo stesso modo è sicuramente giusto, ma non solidale. Mentre se il secondo viene retribuito meno del primo, è sicuramente solidale, ma non giusto.

La Giustizia risponde all’esigenza di avere secondo i propri meriti, la Solidarietà di avere secondo i propri bisogni.

Le due cose non sono antitetiche, aut-aut, ma neppure indifferenti, et-et; se mai, ove si debbano fare i conti con la scarsità delle risorse, che è la condizione più probabile nella realtà, complementari. Se ti allarghi con l’una ti resta meno spazio per l’altra e viceversa. Per convivere devono essere coniugate e regolate. Dev’essere stabilito quale delle due prevarrà sull’altra in caso di conflitto e fin dove e fino a quando. Un’iniziativa politica onesta deve indicare l’ordine in cui intende perseguirle e, ove s’imponga una scelta, se darà priorità alla Giustizia, oppure alla Solidarietà, e in che modo.

Leggi il resto

Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Sono passate da poco le 18 e qui, nel profondo Nord Est italiano, piove e c’è la nebbia. E’ un pomeriggio che sa già di autunno. Sole, caldo e vita distano migliaia di giorni e migliaia di chilometri.

Leggo, più per masochismo che per necessità, la pagina del corriere on line dove, per l’ennesima volta, si riassumono i punti salienti della manovra 3.0 o 4.0 (cit.), non ricordo più.
Più o meno a metà, non mi sembra più di leggere, ma di assistere ad una puzzolente e nauseabonda evacuazione corporale. Come pezzi di merda che cascano nel cesso, la deiezione fecale travestita da manovra finanziaria si compone di stronzi grandi e piccoli. Carnosi, morbidi, pesanti. Si vede che chi li sta cacando sono anni che mangia bello grasso.

Leggi il resto

Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Beppe Grillo ha Ragione

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Beppe Grillo, con grande coerenza, nonostante l’atmosfera di feroce giustizialismo che anche MenteCritica sta scientemente contribuendo a creare, ribadisce la sua posizione esplicitamente contraria alla pubblicazione dei redditi dei contribuenti on line. Diversi i motivi (nel 2008, fra l’altro, la sicurezza personale), ma stessa l’opinione.

Grillo ha ragione. L’eventuale pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi, se sarà approvata, se i comuni se ne prenderanno carico, se ci saranno risorse sufficienti, se e quando sarà on line, tirerà fuori il peggio da tutti noi: la propensione alla delazione (rigorosamente anonima) e al ricatto.

Leggi il resto

365 alla pensione

Pare sia stato il ministro Sacconi - quello con un conflitto d’interessi modello John Holmes per avere la moglie manager di Farmindustria ed essersi occupato allo stesso tempo di Sanità, farmaci, vaccini ed Agenzie del Farmaco – ad espellere il noduletto emorroidario della misura restrittiva sui riscatti di naja e anni universitari ai fini pensionistici in Manovra v. 3.0.
Vessazioni di classe, ovviamente, visto che i soldatini che non riuscivano a sgamare i 12-18 mesi di naja, prima che venisse abolita in favore di un esercito di professionisti, non erano certo i figli di papi che ricevevano la spinta giusta per farsi riformare per un’omosessualità fulminante o altre motivazioni gravi di esonero dal servizio. E chi si faceva tutta la naja fino in fondo, nonni compresi, era di solito qualcuno che magari lavorava già duramente e si vedeva privare di un anno o più di stipendio per servire il paese.

Leggi il resto

Default Italia 92 Giorni al Fallimento: Feroci o Coglioni?

10 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Come ho scritto diverse volte su queste pagine, non sono uomo di progetto. Un teorico ed idealista come me non è adatto a formulare proposte concrete al di fuori dei propri ambiti di competenza (che sono diversi, alcuni dei quali non auspicabili in queste contingenze). Al massimo posso raccontare qualche sogno, più spesso qualche incubo.
E’ per questo che mi sono astenuto dal formulare proposte concrete sulla soluzione del problema default.  C’è gente più preparata e volenterosa di me in giro. Non parlo solo dei soliti soloni strapagati per scrivere quello che decide il governo, confindustria o i sindacati, ma anche di “semplici” tecnici (si legga ad esempio questo interessante articolo) o uomini di buona volontà che hanno generosamente provato a dare il loro contributo anche su queste modestissime pagine (vedi, ad esempio,  qui, qui e anche qui).

Comunque, non voglio astenermi dal prendere una posizione. Quella che esporrò non può definirsi una proposta. Più propriamente rientra in un quadro onirico. Sogno o incubo, lo lascio decidere a chi leggerà.

Leggi il resto

Default Italia: 99 Giorni al Fallimento – Cosa Vuol Dire Fallire per un Paese

3 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

L’Italia è Ufficialmente Fallita oggi Primo Novembre 2011
Leggi Cosa fare qui per proteggerti dal Default


Leggi qui un indice di tutti gli articoli utili per comprendere e proteggersi dal Default

Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, l’ordine, l’assistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e l’affidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.

Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto: iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di un’altra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dell’assistenza sanitaria diretta, abrogazione dell’articolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dell’erogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).

Leggi il resto

Default Italia: Meno di 100 Giorni al Fallimento

Gli analisti di Credit Suisse (vedi grafico) hanno messo a confronto l’andamento dei rendimenti di questi paesi nei 200 giorni che hanno preceduto il loro salvataggio. Nel caso di Atene i tassi hanno toccato per la prima volta la quota del 6% 95 giorni prima del piano da 110 miliardi di euro mentre il “punto di non ritorno” del 7% è stato raggiunto esattamente 65 giorni prima del salvataggio. Nel caso dell’Irlanda la soglia del 6% è stata toccata 145 giorni prima del salvataggio, mentre il balzo al 7% c’è stato 32 giorni del piano. Anche nel caso di Lisbona il rendimento al 6% è arrivato 145 giorni prima degli aiuti per poi toccare il punto di non ritorno del 7% 100 giorni dopo. I casi di Irlanda e Portogallo dimostrano che il nostro paese ha ancora almeno 100 giorni di tempo per invertire la tendenza prima che la dinamica dei tassi diventi insostenibile.
fonte Il Sole 24 Ore on line del 2 agosto 2011

Ogni generazione ha la sua guerra. Noi, stiamo vivendo la nostra. Se non fosse irriguardoso paragonare Benito Mussolini a Berlusconi(1) direi che siamo alla fase del Ridotto della Valtellina(2). Domani Berlusconi si presenta alle Camere per prendere in mano la situazione. I soliti politici raccomandati. Loro solo in mano, noi invece ci tocca prenderla nel culo la situazione.

Sono sinceramente curioso di ascoltare quello che dirà questo grande imprenditore, l’invitto condottiero che ha fondato un impero (suo) e che negli ultimi quindici anni ha, con l’approvazione di tutti gli italiani, posto un’intera nazione (la nostra) al suo servizio. In fondo, le contingenze economiche, la grande finanza, le scelte imprenditoriali, sono il suo forte. Non perde occasioni per definirsi un tycoon. Questo dovrebbe essere, più della riforma della giustizia, il suo campo.

Leggi il resto


Note
  1. non mi riferisco a valori assoluti, ma allo “spread” che c’è tra le due figure []
  2. Il Ridotto Alpino Repubblicano, conosciuto anche come Ridotto della Valtellina, era il luogo dove i fascisti avrebbero dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica sociale italiana. L’idea emerse undici giorni prima della Liberazione, il 14 aprile 1945, in una riunione nella residenza di Mussolini, presso Villa Feltrinelli a Gargnano, tra i rappresentanti tedeschi e i massimi dirigenti di Salò. Tale incontro fu l’ultimo ad alto livello.fonte []
Fine delle Note

Default Italia e Costi della Politica: Bobo? E Perché non Emma?

28 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest

Cosa ci vorrebbe per guarire dal berlusconismo acuto, una volta che Berlusconi togliesse le tende, magari dopo avergli concesso quel cavolo di salvacondotto ma fuori dall’Italia, con armi, bagagli, bagasce e famiglie al seguito e che a Maronn l’accumpagn?
Non sarà facile guarire da una malattia così perniciosa ma, per l’immediata convalescenza, ho una proposta, per nulla modesta. Sembra un piano di rinascita democratica reloaded e la cosa mi inquieta tanticchia ma non m’importa.

Parliamoci chiaro. Per il nostro paese sarà indispensabile presto un governo autorevole e in grado di gestire la cosa pubblica con serietà e rigore, finalmente senza distrazioni personalistiche, a maggior ragione se ci sarà veramente il default degli Stati Uniti per colpa degli stramaledetti repubblicani, cosa che speriamo non accada, perché vorrebbe dire che tutto il mondo può aspettarsi economicamente momenti bui e sicuramente nuove guerre.
Questo governo dovrà essere, per forza di cose, di unità nazionale, senza bilancini a misurare il peso politico di ciascuna componente, apparire autorevole all’estero e dovrà avere un mandato con scadenza a sei mesi, dopodiché bisognerà indire nuove elezioni politiche per ottenerne la legittimazione democratica a proseguire nel lavoro o lasciare il campo ad un nuovo governo scelto dagli elettori. L’esecutivo potrebbe cominciare a lavorare già da settembre su alcune priorità assolute. Prima di parlare del presdelcons adatto, e capirete perché, secondo me, 2Maroni non lo è, individuiamo le priorità di questo governo.

Leggi il resto

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Pagina successiva »