Storie di Merda
2 settembre, 2011 di ilBuonPeppe
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Parola dell’Onorevole Presidente del Consiglio Dott. Cav. Silvio Berlusconi: “vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta” ().
E se lo dice lui, che ha un osservatorio sicuramente privilegiato, c’è da crederci. Invece no, tutti a fare gli stupiti, gli indignati, gli offesi… fino a stasera. Poi domani è sabato e chi se ne ricorda più?
Il punto è che, ancora una volta, ha ragione lui. Che ci piaccia o no, l’Italia è un paese di merda. Se così non fosse ci sarebbe già qualcuno ad aspettarlo all’aeroporto per condurlo premurosamente a piazzale Loreto. Oppure, visto che il nostro ometto sta a Parigi, potrebbe raggiungerlo, che anche dalla torre Eiffel farebbe la sua porca figura.
Una Guerra Civile per l’Italia
20 luglio, 2011 di dellefragilicose
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SpiderTruman ha la mascherina bianca e la voce di uno che ha bisogno di una pastiglia per la gola. Già quando dice “19 luglio dùemilaeundeci” mi convinco che non è di Bergamo e che, probabilmente, oggi per pranzo ha mangiato i rigatoni con la pajata. E’ seduto dietro una scrivania dove come tovaglia è stesa una bandiera italiana, forse per far capire subito che a tavola a mangiare si vuole sedere pure lui e che è meglio che gli facciano spazio. Più che la bandiera/tovaglia o l’accento da Rugantino, a farne un perfetto italiano è il telecomando che brandisce con la destra e le banalità con le quali è capaci di pompare il vuoto pneumatico in 01:08 minuti di tempo irrimediabilmente consegnati al decadimento energetico dell’universo.
SpiderTruman buffoneggia, fa proclami di onestà ed incorruttibilità, sventola dossier e minaccia. Praticamente è già un segretario di partito. Conclude la sua televendita con il dito puntato come una pistola, un vero e proprio banditore di aste televisive, passato dalle batterie di pentole alla disinformazione. Gli israeliani hanno lo Shin Bet, gli americani l’FBI, gli inglesi l’MI5, noi SpiderTruman. Ognuno ha i servizi segreti che merita.
Berlusconi: Il 6 Aprile Giudicato da Tre Signore. Ora Vedremo se è Vero che Piace Tanto alle Donne
15 febbraio, 2011 di Giovanni Grobo
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È fissata per il prossimo 6 aprile l’udienza del processo a carico del premier Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Lo ha stabilito il gip di Milano Cristina Di Censo, disponendo il rito immediato nei confronti del premier. A giudicare il capo del governo sarà un collegio composto da tre donne, i giudici della quarta sezione penale Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri. [...]
Dal decreto del gip si evince inoltre che Ruby «Rubacuori» e il ministero dell’Interno sono parti lese nel processo. Karima El Mahroug, in arte Ruby, è persona offesa nel procedimento in relazione al reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi in quanto il premier avrebbe commesso atti sessuali con la giovane in cambio di denaro o altre utilità dal febbraio al maggio dello scorso anno, quando la ragazza non aveva ancora 18 anni. Il ministero dell’Interno, invece, è parte offesa in relazione al reato di concussione ipotizzato nei confronti del presidente del Consiglio in relazione alla telefonata che il premier fece nella notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso in questura a Milano per ottenere il «rilascio» di Ruby che era stata portata negli uffici della polizia in seguito alla denuncia di un furto. Figurano come parti lese anche tre funzionari della Questura di Milano, il capo di gabinetto Pietro Ostuni, e i funzionari Giorgia Iafrate e Ivo Morelli, i quali, secondo l’ accusa, avrebbero subito pressioni dal premier. In linea teorica, la presidenza del Consiglio potrebbe costituirsi parte civile in rappresentanza del ministero dell’Interno che a sua volta è parte lesa in relazione sempre al reato di concussione contestato a Berlusconi.

A processo, e perlopiù giudicato da tre donne. “Una nemesi”, secondo Famiglia Cristiana, una coincidenza, secondo i magistrati, visto che il collegio giudicante è estratto per mezzo di un sistema automatico. Per caso, o per volontà divina, come sembra insinuare il settimanale cristiano, Silvio Berlusconi dovrebbe presentarsi al cospetto di tre signore per essere giudicato.
Se volessimo dar credito alle dichiarazioni dell’anziano bon viveur e alle convinzioni dei suoi sagaci sostenitori, di cui un’idea si può avere leggendo questo florilegio di opinioni, si tratta di una favorevole occorrenza, in quanto Silvio Berlusconi ha fascino a sufficienza per stendere qualsiasi donna. Se con le sue arti seduttive è in grado di incantare una superba puledra di vent’anni, alta un metro e ottanta e con la settima di seno, quale sarà l’effetto su tre secchione di cui una si chiama pure, con tutto il rispetto, Orsolina?
Sarà sicuramente una strage di cuori. Al primo apparire dell’imbellettato cicisbeo, l’intero collegio giudicante cadrà in preda a virginali tremori. Scoppierà l’amore e tutto finirà in gloria con disappunto e scorno delle rancorose opposizioni.
Ancora una volta Silvio ha fortuna. Gli basterà sfoderare il suo sorriso, mettere in vista i bicipiti e raccontare una barzelletta per assicurarsi una conclusione favorevole del dibattimento. Certo, magari poi si tratterà di dover invitare a cena le signore, ma al nostro presidente non mancano i mezzi e la vigoria per sostenere una simile sfida.
Oltre il Bunga Bunga: Suggerimenti per un’Alternativa Credibile a Berlusconi
27 gennaio, 2011 di fma
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Dice Bersani che adesso portano in piazza diecimila gazebo, raccolgono diecimilioni di firme, gliele scaricano tutte davanti a palazzo Chigi e lo mandano a casa. Dice che al prossimo giro ribaltano l’ordine dei fattori, vanno oltre Berlusconi, fanno un progetto, lo presentano alle forze politiche e gli fanno: oh, qui non c’è mica da scherzare, chi ci sta ci sta, chi si tira indietro si tira indietro: non siamo mica qui a pettinare le bambole!
Lo ha detto qualche sera fa a le “Invasioni Barbariche”(1).
E tuttavia, secondo i dati Ipsos, pare che Berlusconi possa continuare a dormire sonni tranquilli, a dispetto dei gazebo e delle sue puttane tristi.
Note
- [↩]
Emiliano: Viaggio fra gli Epigoni del Berlusconismo Oltre i Confini di Partito
23 gennaio, 2011 di Zag c
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Emiliano, non Zapata, ma Emiliano di cognome e Michele di nome, ha incominciato da tempo la sua campagna elettorale per diventare il sostituto di Vendola in Puglia. E’ il simbolo del berlusconismo che dilaga oltre i confini partitici per impersonare la perfetta sintonia con la “società civile” . Da perfetto servitore dalemiano, prima magistrato poi datosi alla politica per merito proprio del mentore pugliese a Roma, si era prestato a fare da contraltare al poeta pasoliniano Vendola. La realpolitik contro il sognatore dalla erre moscia e arrotondata. Tonfo clamoroso!. Resosi conto che la barca, quella barca aveva la falla, da perfetto uomo politico dalle mille sfaccettature e dai mille volti, ha preso come suo riferimento il “popolo” , vestendo i panni dell’antipolitico e contro i vertici del suo partito.
L’ipocrisia di Chiamarsi Giorgio
8 luglio, 2010 di ilBuonPeppe
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Diciamo la verità: nessuno si è sorpreso di vedere i rappresentanti del governo e i suoi sostenitori applaudire alle dimissioni di Aldo Brancher, come se avesse fatto chissà quale nobile gesto. Certo, le dimissioni in Italia sono un evento di tale rarità da risultare sempre e comunque eccezionale; ma le dimissioni di Brancher dalla carica di “ministro per l’attuazione di un pezzetto del programma”, ben lungi dall’essere l’atto di eroismo che qualche anima bella gli attribuisce, sono solo il sigillo dell’ennesimo fallimento di questo governo.
La fanfara, tanto ipocrita quanto scontata, che ha accompagnato le dimissioni del non-ministro ha però ottenuto un risultato non da poco: far dimenticare ai più il nome del vero responsabile di questa vergogna. Giorgio Napolitano.
Magistrati in Rete
In Italia ci sentiamo un po’ tutti giudici. Se c’è una cosa che ho notato navigando in internet, è proprio questa. Gran parte dei blog e dei forum sembrano convegni di magistrati-criminali alle prime armi che si rinfacciano errori e accuse, che si sentono i paladini della giustizia o i detentori della furbizia mondiale. Basta un piccolo errore nel riportare un dato, e le dita si alzano tutte a condannare l’ignoranza, l’errore umano. Abbiamo tutti il diritto di giudicare tutto al primo sguardo, di tirare le conclusioni alla prima frase o di imbottirci di pregiudizi maturati leggendo alcune affermazioni buttate qua e là.
