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Parla Piano Non Ti Sento

Sfogo (immaginario) di un boss del Sistema

Sto incazzato nero, e mò voglio parlà.

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Lodo Alfano: Sarebbe Cosa Buona e Giusta Se…

In un lodo (*) non riesco proprio a trovare nulla di male, e facendo quattro salti su google e sui vari motori di ricerca mi convinco sempre di più di ciò che penso. Infatti, cos’è un lodo? Un premio, un complimento, un vantaggio…. Tutte accezioni positive: quindi è una cosa giusta!
In un Paese perfetto, con un PIL perfetto, con un debito pubblico perfetto, con un numero di morti sul lavoro perfetto, con un numero di rom perfetto, con un numero di precari perfetto, il lodo Alfano sarebbe la legge giusta al momento giusto.
Premiare con un lodo le più alte cariche dello Stato, dei dipendenti pubblici, delle persone elette dal popolo che godano della stima e del rispetto di tutti i cittadini significherebbe grande maturità civica e grande rispetto per le istituzioni.
Parliamoci chiaro: se sono lì è perché – detta in soldoni – tu in teoria dovresti fidarti di loro, dovresti essere orgoglioso di essere rappresentato da loro e ti dovresti rispecchiare facilmente in loro e nelle loro idee. E invece, obiettivamente, il problema sono proprio loro.

Anzi no: è lui.

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Questo Carcere non è un Albergo

8 luglio, 2008 di peppemanga  
Archiviato in Informazione

C’è la volontà di tornare indietro di circa quindici anni. Tutti i passi avanti che sono stati compiuti faticosamente nel campo della lotta alle mafie rischiano di essere cancellati.

A ben 37 boss, tra cui Antonino Madonia che uccise il generale Dalla Chiesa, Giuseppe La Mattina, uno dei responsabili della strage di via D’Amelio, è stato revocato il regime del 41 bis, la norma che prevede il carcere duro per i mafiosi.

Per “carcere duro” si intende un regime di isolamento che risulta necessario per la lotta alla criminalità organizzata in quanto stronca la comunicazione fra i boss e il mondo esterno, non mancano infatti esempi di boss che pur essendo detenuti continuavano a gestire il loro impero da dietro le sbarre.

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L’Esercito nelle Città e il Nuovo Fascismo Italiano

14 giugno, 2008 di mc  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione

Ho sempre guardato con sospetto la dietrologia considerandola una poco utile degenerazione del meccanismo di inferenza. L’esperienza, inoltre, oltre ad attenuare gli entusiasmi, mi ha aiutato a contenere l’indignazione e la reazione in limiti accettabili o comunque funzionali ad un ragionamento utile e non dissennato.
Però certe cose continuano a suscitarmi sospetti perché non le capisco e siccome non sono abituato a non capire, mi indigno.

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Un Bell’applauso per Paolo e Giovanni, se lo Sono Meritati

2 giugno, 2008 di Antonio Pagliaro  
Archiviato in Cazzotti

Il 23 maggio del 2008 in via Notarbartolo a Palermo è il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Ci sono diecimila giovani, ma non sono palermitani: sono arrivati con la nave. Ci sono i maratoneti che arrivano correndo da Corleone. Ci sono alcuni palermitani, sempre le stesse facce, solo un po’ più vecchie. Poche, pochissime. Ci sono le strade chiuse, i vigili, e tutto intorno centinaia di automobilisti infuriati.

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A chi Cannes e a chi le Pallottole. Agiografia di Roberto Saviano

23 maggio, 2008 di mc  
Archiviato in Media Mente Critica, Veri Uomini

E’ difficile fare a meno di notare l’attenzione mediatica che si è concentrata intorno a Roberto Saviano nelle ultime settimane. Proprio quelle che hanno preceduto la presentazione del film tratto dal suo libro.

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Il Dovere e il Coraggio

23 maggio, 2008 di peppemanga  
Archiviato in Storia e Memoria, Veri Uomini

23 maggio 2008

Oggi io non sento il boato scatenato sedici anni fa da cinque quintali di tritolo sull’autostrada Palermo – Capaci. Ma sento ancora fortissima la forza dell’esempio che ci ha lasciato Giovanni Falcone.
Significa che la mafia ha perso. Ha ucciso un uomo. Ne ha uccisi tanti altri. Ma non è ancora riuscita ad uccidere un’idea.
Falcone fu il primo a smascherare veramente i meccanismi di Cosa Nostra. Nel 1983 fu uno degli ideatori e dei membri del “pool antimafia” che portò al grande maxiprocesso del 1987. Fu costretto a vivere sotto scorta dal 1985 in poi, rinunciando anche alla propria vita privata per portare a termine il proprio lavoro, per il profondo senso del dovere che sentiva e per l’amore per la Sicilia. Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1992 alle ore 17.58.

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Un Segreto Svelato: Viviamo Tutti in uno Stato Pietoso

Ogni italiano si porta dietro una croce, ma non crediate, compagni di sventura, che apporla su un simbolo vi liberi del suo peso. Per che Stato andremo a votare? Forse uno stato di facciata. Di sicuro l’ennesima facciata la prenderemo noi rimanendo nel consueto stato pietoso.

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Via dei Georgofili e Stragi Mafiose: Giustizia non è Fatta

14 marzo, 2008 di MattBeck  
Archiviato in Cronache Italiane, Storia e Memoria

Archiviazione è fatta, si chiude bottega senza neanche arrivare al processo: dietro la stagione bombarola di Cosa Nostra nel ‘93 ci sono solo i soliti noti, ossia i boss peracottari ed i loro scherani. Seicento faldoni, centinaia di migliaia di pagine, migliaia di testimonianze, riscontri, acquisizioni, decine di migliaia di ore passate a leggere documenti, ripassarsi i codici, pensare alle migliori strategie da adottare, ai crimini da imputare o da derubricare.
Una terribile domanda però, la più importante, non trova risposta:

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Il Nostro Caro Contrada

6 gennaio, 2008 di harlot  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Contrada costretto a bere la cicuta, come Socrate. Contrada, nuovo caso Tortora. Contrada martire, vittima della malagiustizia politicizzata. Contrada che è l’ennesima vittima della Dia, la direzione investigativa antimafia. Contrada che a settantasette anni è in carcere. Contrada vuole uscire, sette mesi di pena scontata ed è subito libertà. Contrada chiede la grazia, anzi chiede la revisione del processo, anzi chiede grazie per l’interessamento. Contrada che negli anni settanta è stato minacciato dalla cosa nostra. Contrada che temeva per la sua incolumità.
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