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Una Diciottenne: “Votare? No Grazie!”

Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so se si può parlare propriamente di disgusto: se lo fosse davvero, probabilmente il mio voto andrebbe a qualcuno. Si tratta più di indifferenza, delusione, stanchezza.

E’ triste che questa stanchezza arrivi così presto, prima ancora di aver ottenuto il mio diritto di cittadina. Vi chiederete dove andremo a finire, se a questa giovane età le persone si sono già stufate, già disilluse, già rammaricate. Forse qualcuno mi appellerà come una di quelle tante persone a cui non gliene frega niente, che non vogliono scegliere. La mia, invece, è proprio una scelta: la scelta di non scegliere.

Io, sinceramente, tra i politici di adesso non vedo distinzioni concrete. Che li apprezzi o che li disprezzi, non ha importanza alcuna (o almeno non per il voto): per me, semplicemente, non fa differenza. Qualcuno si è arrabbiato di fronte alla mia scelta. “E’ un tuo dovere votare! Se non voti, poi, non hai diritto di lamentarti!”, “Pensa che ci sono valanghe di italiani che fanno come te; ed è per colpa loro se adesso siamo in questa situazione!”, oppure ancora, la migliore di tutte: “Ma perché devi far vincere Berlusconi o chi per lui?”

Ora, premesso che votare è un diritto e non un dovere e che nessuno ha diritto a dirmi cosa devo o non devo fare; chi l’ha detto che se io non voto poi non mi posso lamentare? Se io non voto, anzi, ho doppiamente diritto a far sentire il mio dissenso. Un dissenso verso una classe politica che non mi soddisfa e non mi rappresenta, fino a farmi arrivare al punto di rinunciare al mio diritto primario di cittadina. Il mio non è un non-voto, ma è proprio un voto per il nulla… altrimenti non mi prenderei nemmeno la briga di presentarmi ai seggi elettorali. In realtà penso che si dovrebbe dare maggiore importanza alle schede bianche e nulle, sono e saranno sempre sottovalutate.

In secondo luogo, se adesso siamo in questa situazione certo non è per colpa dei non-votanti. E’ colpa dei politici in primis, visto che sono loro che amministrano lo Stato. Sono loro che fanno le leggi, che decidono come organizzare la distribuzione del denaro, che si litigano il Parlamento e il Senato. E sono sempre loro che si prendono (o meglio: che dovrebbero prendersi) le responsabilità, ma che invece sempre più spesso si prendono il denaro e basta. Che colpa avrei io? La colpa di non dare la fiducia ai maggiori ladri dello Stato? Grazie, se questa è la mia colpa me la prendo molto volentieri, e ci metto anche una controfirma. Poi, sinceramente, se si deve proprio dare la colpa a qualcuno che non sia un politico, si desse a chi invece a votare ci va, visto che sono loro che decidono per le sorti del nostro paese. E’ vero o no? I politici vengono eletti dai votanti, non da chi imbratta la schedina per esprimere il suo dissenso. Semmai loro sono quelli che sempre infliggono il male minore.

E con Berlusconi, come la mettiamo? Dovrei votare la sinistra per non avere Berlusconi? E in base a quale criterio? Perché la sinistra è migliore? E chi l’ha detto? Veltroni, Prodi, Di Pietro… e grazie graziella e grazie al ca***! Anche Berlusconi si ritiene migliore, ma questo non basta a rendere reale la sua opinione. Poi la gente dà per scontato che uno debba votare a sinistra, ma perché? Perché la sinistra ha sempre fatto la parte dei “buoni”, di quelli corretti e non corrotti, di quelli gentili ed educati. Ma fare la parte di qualcuno non significa esserlo realmente. Sono tutti corrotti, sono tutti egoisti, sono tutti umani… o forse più precisamente italiani. Tutti a lamentarci della corruzione e delle raccomandazioni… e poi siamo i primi a mettere una buona parola per i nostri amici, parenti, anche solo conoscenti. Siamo i primi a farci corrompere da un ideale e da un partito, che ci rivolgono promesse mai mantenute, che sperano di illuminarci o strumentalizzarci. Sì, strumentalizzarci, e la sinistra è la prima a fare ciò, con la sua persistenza ad andare “contro” a prescindere, nemmeno fosse un adolescente alle prime armi. Che tristezza che mi fa… banalizzare così la politica, distruggerla fino a farla diventare una negazione e basta: “tutto tranne Berlusconi!”. Non ce l’hanno una loro idea, una loro unione, un’alternativa. Vanno semplicemente contro, e basta. Ma come sperano di vincere? Per avere il mio voto mi devono come minimo dare un’alternativa, non solo un’opposizione a qualcuno. Non mi basta che sono contro, voglio di più. Esigo di più.

Abbiamo una sinistra che non è sinistra, una destra che non è destra, una maggioranza che non vuole nessuno e una minoranza che vogliono tutti: il paese dei contro-sensi.
Vedo tanti ragazzi della mia età, poi, fermi su un ideale comunista. Un ideale sorpassato, direi. Non tanto per il fatto che non funziona, ma più perché è un ideale ereditato: votano a sinistra perché lo fanno i genitori, perchè sono stati educati così. Votano a sinistra perché nel loro ambiente lo fanno tutti, e se facessero altrimenti diventerebbero la pecora nera, quelli sempre incompresi, insultati, annientati. Votano a sinistra, per partito preso, puntando al conservatorismo di un ideale che non hanno mai nemmeno conosciuto. Come se votare a destra significasse distruggere una democrazia, essere anti-costituzionali. Solo perché è destra, e perché la destra è legata al fascismo, e il fascismo fa venire in mente le camicie nere e gli stermini razzisti e i grandi dittatori.

Ma io inviterei quelli che definiscono “fascista” Berlusconi a farsi solo qualche giorno degli anni ’20, che io non ho mai vissuto ma che avendoli studiati non mi verrebbe mai di fare paragoni con Berlusconi. Perché ti può stare antipatico, lo puoi ritenere un pessimo politico, un ladro, uno stronzo, un egoista… ma non puoi fare il paragone con il fascismo, nemmeno alla lontana. Non puoi paragonare le leggiucce che si fa per i suoi comodi alle leggi razziali che il fascismo ha portato con sé, non puoi paragonare la sua brama di potere, la sua convinzione di “essere Dio” al regime totalitario dei primi del novecento. Io un paragone del genere non lo sopporto, non posso nemmeno concepirlo. Forse studiare un po’ di storia e far lavorare un po’ il cervello aiuterebbe a non fare un errore madornale come questo.

Poi, quelli che votano a sinistra, sono quelli che ad Annozero si lamentano perché, poverini, i cittadini dell’Aquila “hanno le case tutte uguali, con i balconi tutti uguali, le pentole tutte uguali”. Ma almeno hanno una casa, no? Se preferiscono, possono anche andare in tenda, almeno ognuno se ne fa una diversa, personalizzata. Roba che gli sfollati dell’Irpinia, dopo vent’anni, ancora non ce l’hanno una casa. E allora, è anche vero che adesso si deve pensare al centro storico, alla ricostruzione. Si deve organizzare una commissione che decida come muoversi e non si sta facendo, ridare un’anima alla città. Ma da qui a dire che non si è fatto niente, o a lamentarsi per le case tutte uguali… è ridicolo, davvero ridicolo. Se è questa la sinistra italiana, grazie tante ma io il mio voto me lo tengo per me.

Io non voto, questo turno passo, e non so se e per chi voterò alle prossime elezioni. A queste faccio decidere a chi si sente in grado di scegliere, a chi vede una differenza, a chi è illuminato da una rivelazione. Siccome a me l’una o l’altra non cambia, sceglierà il resto degli italiani:
il mio voto è troppo prezioso per gettarlo via così.

La Sigaretta Come un Fallo: Fumare è una Violenza Sessuale?

Una nuova campagna francese contro il fumo che gioca su un doppiosenso pornografico ha ottenuto un’attenzione largamente superiore a quella prevista dai suoi stessi ideatori. Chi la contesta sostiene che offende il comune senso del pudore e che crea una falsa analogia tra sesso orale e fumo.

La Francia(1) ha vietato da tempo il fumo nei caffè, nei bar e nei ristoranti. Ciò nonostante, secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, il vizio è ancora in aumento tra i giovani in Francia, cosa che, secondo la l’organizzazione anti fumo Droits des non-fumeurs(2), giustifica pienamente la campagna.

Lo slogan è abbastanza blando: “Fumare è essere schiavi del tabacco”, ma è accompagnato dalla foto di un uomo adulto visto di lato, mentre spinge verso di sé la testa di una ragazza adolescente. Gli occhi della ragazza sono a livello della cintura e guardano verso l’alto con paura. La sigaretta sembra emergere dai pantaloni dell’adulto come un fallo. Due altri annunci mostrano ragazzi nella stessa posizione. L’adulto, in questo caso, indossa giacca e orologio.

Marco de la Fuente, vice presidente della BDDP & Fils, la società pubblicitaria che ha creato la campagna, ha detto che gli annunci non sono stati progettati “per piacere o per scioccare la gente, ma per indurre un cambiamento, per riportare in evidenza un fatto di cui non si parla abbastanza e che minaccia i giovani.”.

Secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, tra il 2004 e il 2007 e il 2008 e il 2009, la percentuale di fumatori tra i quattordicenni francesi è salita dal 5 all’8 per cento: tra i sedicenni dal 14 al 18 per cento. Un quarto dei diciottenni fuma ogni giorno.

Il signor de la Fuente ha dichiarato: “Prima si inizia a fumare e maggiore è la dipendenza, ma i giovani pensano di essere invincibili. A loro piace flirtare con il pericolo.” Ha poi aggiunto che i giovani vedono il fumo come un simbolo di emancipazione, un passaggio verso l’età adulta e un atto “trasgressivo “. Gli annunci, ha detto, cercano di convincerli che il fumo è “un atto di ingenuità e di sottomissione.” Ha continuato: “Non possiamo essere tiepidi su questo argomento, dobbiamo colpire duramente. Stiamo lavorando contro anni di mito, basato sul cinema e le star hollywoodiane, e lottiamo con zero euro”.

La reazione sul sito web della Droits des fumeurs non è stata univoca. Ad esempio, un commento recita:”La campagna banalizza gli abusi sessuali – peggio ancora, implica senso di colpa da parte dell’abusato”.

Florence Montreynaud, presidente di La Meute des Chiennes de Garde(3) che si oppone al simbolismo di violenza sessuale nei film e nella pubblicità, ha definito l’annuncio “insopportabile” e ha detto “ciò che più sconvolge è la banalizzazione della violenza sessuale “.

Montreynaud ha affermato di essere una femminista e membro di lunga data di Droits des Non-fumeurs. “Ma è terribile rappresentare in pubblico questo tipo di immagine limitata alla pornografia”, ha aggiunto. “Sono costernata. Si tratta di mancanza di fantasia. Quando le persone non hanno idee usano corpi femminili.”

Nadine Morano, segretario di stato per la famiglia, nel corso di un’intervista a Radio Monte Carlo, ha affermato che è sua intenzione arrestare la campagna avendo trovato il simbolismo intollerabile. “Si può tentare di scioccare parlando di fumo, non mi dà fastidio, ma ci sono altri modi per impostare una campagna”.

Il presidente della Droits des non-fumeurs, Gérard Audureau, ha detto che la campagna è stata avviata dopo che un campione di studenti delle scuole superiori a cui era stata mostrata l’aveva accolta favorevolmente. Per diciotto anni, ha detto, “ne abbiamo parlato gentilmente, riferendoci all’aspetto sanitario dei danni polmonari, ma i giovani si sentono invincibili, immortali.” Il quotidiano Le Parisien riferisce una sua affermazione: “Utilizzare il sesso è un modo per ottenere la loro attenzione. E se è necessario scioccarli, sciocchiamoli. ”

Bertrand Dautzenberg, presidente dell’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, ha messo in dubbio la validità della campagna. Secondo Le Parisien, avrebbe affermato: “Questa campagna spaventa gli adulti, non i ragazzi.”

Traduzione ed adattamento dell’articolo di Steven Erlanger

French Ad Shocks, but Will It Stop Young Smokers?

pubblicato sul New York Times del 24 febbraio 2010

Note
  1. come l’Italia N.d.T. []
  2. diritti dei non fumatori []
  3. la Muta dei Cani da Guardia []
Fine delle Note

L’Inganno della Democrazia Italiana: Libertà Sociale

Su Mentecritica abbiamo parlato spesso di libertà. In effetti basta effettuare una veloce ricerca per ottenere diversi articoli che in qualche modo trattano questo argomento. Io stesso qualche tempo fa scrissi un pezzo che, in sostanza, era un atto d’accusa contro coloro che abusano della parola libertà, svilendone il significato.

La libertà è senza ombra di dubbio un diritto a cui nessuno vorrebbe mai rinunciare, tuttavia la domanda che dovremmo davvero porci è: siamo davvero liberi? Quand’è che un uomo può dirsi libero? Abbiamo discusso spesso di libertà di satira, libertà di stampa, libertà di opinione, cercando di giungere ad opinioni condivise su quali sono i limiti oltre i quali la nostra libertà diventa un ostacolo per gli altri. Tuttavia una cosa è certa, tutti questi tipi di libertà sono succedanei alla libertà più importante di tutte: la libertà sociale.

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Mattina in Italia

2 dicembre, 2009 di Gilda  
Archiviato in Caffè Amaro, Il Futuro è nei Giovani, latest

Io la mattina ho dei tempi che devo rispettare. Mi sveglio presto, devo svegliarmi con la musica e rimanere sdraiata almeno per il tempo di una canzone. Un caffè con calma, seguito da una dovuta sigaretta. Alle 7 e mezza sono per strada, a osservare la poca gente che è in giro. Ci sono quelli che vedo sempre, quelli che come me hanno degli orari. Poi ci sono i passanti, gli anonimi… i senza volto. Ci sono i barboni, i mendicanti. I negozianti.
Io la mattina ho dei tempi, se non ho una pausa per stare rilassata al bar impazzisco. C’è il cappuccino, ci sono gli amici e i compiti da fare all’ultimo minuto… perché quelli sì, ci sono sempre. E poi c’è il giornale.
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Gli Italici Sospetti

30 maggio, 2009 di Darsch  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Mi spiegate perché in Italia c’è il culto del “sospetto”? Ogni azione che si compie, ogni pensiero, ogni opinione, deve sempre essere presa per quello che, nella grande maggioranza dei casi, non è. Perché si pensa che ci sia “qualcosa dietro”, che senza dubbio “quello è in malafede”, “quel tizio è falso”. Tutto questo A PRIORI, basandosi solo su fatti superficiali, su opinioni formate da una rapidissimo volo radente. Perché l’italiano medio è fatto così? Io alle volte mi sento un pesce fuori dall’acqua, perché non metto subito in discussione la buona fede della gente, non me lo sognerei mai, e credo che dovrebbe essere sempre così, in qualsiasi ambito. E’ rischioso, è vero, perché a volte ci rimedi solo brutte esperienze, ma per quanto mi riguarda ne è sempre valsa la pena.

Invece no… mi guardo intorno e:

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Degrado: Televisivo o Popolare?

29 maggio, 2009 di Gilda  
Archiviato in Media Mente Critica, latest

Qualche giorno fa ho visto un video in cui Luciano Ligabue parlava del degrado della televisione, e diceva esattamente quello che penso io:

Se la televisione non ci piace… beh, cazzo, ci sarà qualcuno che la guarda quella televisione lì! Perché se nessuno la guardasse non verrebbero fatti quei programmi lì. Quindi, tanti dicono “la televisione fa schifo” ma nel frattempo la accendono e fanno in modo che comunque vada avanti questo meccanismo perverso. Quindi, cominciate a scioperare: scioperate dalle schifezze, dite “questo mi fa schifo, non lo accetto”. Se qualcuno lo fa vedrai che alcune cose cambiano, per un discorso molto semplice: che economicamente loro vorranno semplicemente soddisfare i tuoi nuovi bisogni, perché gli conviene economicamente. Quindi tu, economicamente, chiedigli soltanto il meglio. Vedrai che forse qualcosina cambierà.

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Le Difficoltà di Crearsi Un’Opinione

6 maggio, 2009 di Gilda  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest

Oggi mi sono sentita ostacolata su tutti i piani.

Avevamo da fare una ricerca per casa (su cui poi impostare un saggio breve) sulla democrazia. Io ho pensato subito di incentrarla sui difetti di quest’ultima, visto che parlare delle origini e degli ideali mi sembrava banale e scontato. Uno degli unici due articoli decenti che ho trovato su quest’argomento, si trova proprio su questo sito.

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Mai Sfidare un Sociologo in Erba

Ieri si è concluso quello che, con ogni probabilità, finirà per essere il corso più pregevole della mia carriera universitaria. Sono triste, ma se non altro ho un quaderno pieno di appunti e divagazioni degne di nota, su cui tornerò nei momenti di sconforto.
In un oceano di spunti capaci di mettere in crisi chiunque, ieri il mio professore ci ha indicato una pista per certi versi meno spettacolare, che a qualcuno non suonerà nuova.

Molti si domandano perché l’Italia sia piena di bifolchi che, in risposta alla domanda -”Perché non legge neanche un libro all’anno?”, se ne escono con delle scuse pietose quali “Non ho tempo” e “Ho problemi di vista”.

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The Lazy Sunbathers

Talvolta mi fermo a riflettere e ricerco nella mia memoria il preciso istante in cui gettai le basi di quello che sono ora. Il momento di radicale mutamento in cui inconsapevolmente scelsi di martoriare il mio spirito fuori di casa e di nutrirlo di ambrosia entro i confini della mia collezione di libri e dischi.
Quando mi imbatto in una qualche giovine berica dallo sguardo brioso e osservo frasi di disprezzo per i libri e per la musica articolarsi sulle sue labbra provo smarrimento, terrore. In terra vicentina, come ben saprete, c’è ben poco da fare. Si può guardare la tv, andare a Sant’Andrea a non fare nulla, ascoltare cinquecento volte di seguito la stessa canzone di Rihanna e poco altro. D’estate poi, se non si è muniti di patente, è la morte.
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Verbal Terminator

Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.


Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave
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Lavoro: Sono Passati Sei anni. E’ Cambiato Qualcosa?

Sei anni fa il quotidiano “Il Mattino” del 20.07.2002 pubblicava la seguente lettera:

“E va via anche il sogno di una vita normale. Chi non c’è dentro non lo può capire. Può sforzarsi forse. Questo si. Ma senza arrivarci. Vedo volar via gli anni migliori della mia vita…e con essi anche quei piccolissimi sogni di pezzi di una vita di cui assaggiamo solo qualche briciola. Questa maledetta mancanza di un lavoro certo, che faccia da faro, da guida, da punto di riferimento, da volano per far girare una vita che di vita non ha più niente. Vedo andar via anche la possibilità di costruire una storia vera con una donna…, con una donna che potrei amare…, ma che non riesco a fare. No, perchè la testa è sempre, costantemente altrove. Perchè sai, dentro di te, che darle solo dell’affetto non serve a niente. A niente. Anzi è peggio. La illudi. E continui a pensare…”vabbè, ma domani…” e intanto i tuoi “domani” stanno riempiendo il tuo cielo di speranze senza stelle. Cammini su di un tappeto fatto di illusioni amare, che ti inaridiscono anche l’anima. Chi non c’è dentro non può saperlo. No. Svegliarsi e non trovare un senso. Avere come certezza le proprie lacrime ormai asciutte. Sta andando via tutto così. E come per me purtroppo per tanti. Tantissimi. Ma che ne sapete. E non ti va di parlarne. Anzi. Ti nascondi dietro ad un’apparenza di sottile soddisfazione. Ma ingoi. Ingoi gli ultimi sorsi secchi di una dignità morale che fa a pugni con la realtà. E domani…chissà se avrò ancora una volta voglia di riaprire questi occhi per guardare al nulla…”(Massimiliano Giovine).

Il giornalista, cui era diretta la lettera, scrisse di non saper rispondere. Gli disse solo di non disperare e “continui, continui a darsi da fare. Non può andare sempre così”.

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Gli Esami di Stato Hanno Rotto le Balle

25 giugno, 2008 di mc  
Archiviato in Media Mente Critica

L’informazione di regime italiana, quella che ha il compito di produrre la morbida ovatta nella quale avvolgere il nostro povero cervello affinché non corra il rischio di rompersi per il troppo stress, ha i suoi grandi cavalli di battaglia.

A Natale i regali, ad agosto l’esodo, in primavera i saldi, in questo periodo l’esame di stato.
Diciamo la verità, sentire ogni anno sempre le stesse cose annoia a morte, ma la faccenda degli esami di stato, in particolare, ha francamente e civilmente rotto le balle.

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La Paura è Sempre più Forte della Verità

5 giugno, 2008 di redazione  
Archiviato in Meccanica delle Cose

Buona giornata a tutti voi,
Ecco un vero problema. Se non fosse tra i più dibattuti del momento, il che lo fa sembrare tanto alla moda, direi che i posteri potranno dire con divertimento che la prima decade del XXI secolo era dominata dalla paura. E si sono nascosti, direbbero per concludere.
E’ quello che si fa oggi, ci si nasconde.

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Nino

25 aprile, 2008 di mc  
Archiviato in Storia e Memoria

Piove. Nino è di guardia. Il Capitano gli ha dato la postazione più esposta, quella che guarda sul vallone. Da quella parte non può salire nessuno, ma il masso dietro il quale Nino si nasconde è spazzato dal vento e dal nevischio.

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Qual è la Differenza tra Flessibilità e Precariato? Lo Stipendio!

11 aprile, 2008 di luigibio  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Qualche giorno fa un amico mi raccontava del cugino.. questo ragazzo, sembra sia un portento nel campo della sicurezza informatica, avrebbe preso una stanza in un appartamento a Roma a 700 euro al mese. Ho chiesto perché pagare tanto, quando si trovano soluzioni ben più economiche. Mi è stato risposto che preferisce stare comodo “Tanto guadagna bene, si parla di oltre 3000 euro/mese”. Ho fatto qualche altra domanda ed il ragazzo sembra che non lavori da libero professionista, ma da dipendente con contratti di pochi mesi, scaduto il periodo contrattuale in alcuni casi ricontratta con la stessa ditta se necessario, o altrimenti cambia ditta, visto che il settore tira tanto.

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Marianna Madia, il “Nuovo” che è Avanzato

“L’aborto è il fallimento della politica, un fallimento etico, economico, sociale e culturale. Sono certa che se si offrisse loro il giusto sostegno, le donne sceglierebbero tutte per la vita.Non sottoscrivo la moratoria, ma non perché non condivida le analisi di Giuliano Ferrara, anzi: mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso quella riumanizzazione della vita disumanizzata che ritengo necessaria oggi.Sono cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Quindi dico no all’eutanasia.Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita. “

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Humana Troppo Humana, il Lato Oscuro delle ONG

La tecnica dello “Specchietto per le Allodole” è il metodo secondo cui, per arrivare al raggiungimento di un obiettivo principale, poco attraente e non totalmente onesto, si inventa un obiettivo alternativo definitivamente più affascinante e popolare, che ci permetta di canalizzare più risorse possibili nella direzione a noi gradita
Per la mia personale esperienza, l’Organizzazione Humana People To People potrebbe rappresentare un lucido esempio. Vi parlo del mio caso personale. Non posso affermare con certezza che ciò che è accaduto a me rappresenti il modus operandi ufficiale di Humana. L’organizzazione, comunque, già in passato non è stata esente da sospetti ed esiste anche un sito che cerca di raccogliere informazioni e storie allo scopo di portare alla luce la natura “nascosta” di Humana People to People.

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Professione Informatica? Clicca a Cacchio, Qualcosa Succederà. Alla Peggio Facciamo Reboot

10 gennaio, 2008 di Johnny  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani

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Mi capita di leggere su Napolux un post amaro e allo stesso tempo divertente sulla sorte degli informatici costretti a fare assistenza ad amici, parenti, e conoscenti, rigorosamente gratis. Quel post mi ha dato uno spunto per fare una riflessione di carattere più generale sul mercato della consulenza informatica in Italia. E’ un mercato che un po’ conosco (anche se ormai sono sempre più lontano dall’ambiente), visto che diversi anni fa ho lavorato nel settore per qualche tempo subito dopo il diploma, prima di decidere – anche grazie a quell’esperienza – di prendere una strada completamente diversa.

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Contro L’”Assoluto Relativo” – I “Giovani”, Moni Ovadia e la vita integra

27 dicembre, 2007 di Daniela Tuscano  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

pasolini1.jpgMi chiamo Federico e ho 18 anni: sono dunque un giovane. Uno di quei tanti ragazzi che le testate nazionali giornalistiche e i media in generale descrivono come drogati, violenti, che si fanno le cosiddette “canne” o invadono uno stadio. No, non è così, questa è una descrizione inappropriata che i giornali e le tv ci propinano tutti i giorni, ma che non corrisponde per nulla alla realtà. La maggior parte di noi invece, e lo posso dire con cognizione di causa in quanto frequento la classe quinta di un liceo scientifico, sono proprio l’opposto, persone che non si sono mai “sballate” una volta, educate, rispettose della vita propria e altrui.

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La Scuola e la Notte della Repubblica

21 dicembre, 2007 di Adetrax  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

pinocchioasino.gifDai primi giorni di dicembre 2007 è disponibile il rapporto PISAOCSE, con i risultati ottenuti dai test 2006 su studenti di 15 anni appartenenti ai vari paesi membri ocse.
I test incentrati sulle competenze degli studenti prevedono parecchie domande destinate a sondare il livello e la qualità delle conoscenze acquisite in vari campi; i risultati sono classificati per categorie secondo 6 livelli di bravura / accuratezza (7 se includiamo il livello 0), dal primo (il più scarso) al sesto (ottimale).

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