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Propaganda verso il Sudamerica

25 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Un giornale di Miami (il Miami Herald) riporta un articolo del Committee to Protect Journalists, una ONG che si occupa appunto della salute dei giornalisti e che monitora le violenze e gli abusi di cui sono vittima in giro per il mondo. Nell’articolo, parlando di Sudamerica, si punta il dito su Nicaragua, Ecuador e Venezuela, che al momento hanno governi non esattamente graditi a Washington.

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Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli

13 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Ci ho pensato un bel po’ stamattina prima di decidermi ad accendere il computer, accedere al back end di MenteCritica, cliccare su “aggiungi un articolo” e mettermi, stancamente, a scrivere queste quattro righe.
Non tanto perché mi dovessi applicare ai concetti, rifinire lo stile, smussare le espressioni. Io usualmente scrivo male cose banali piene di volgarità gratuite.
La demotivazione deriva da una condizione perfettamente espressa da un antico detto cimbro: “a lavà a capa al ciuccio, ci si perde o tiempo e o sapone” che tradotto dall’idioma di origine germanica viene: “tentare di far ragionare gli asini è operazione destituita di alcuna utilità”.

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La Manovra di Monti: Non Fatevi Infinocchiare

Luca, commentando il mio pezzo dall’elegante e forbito titolo “Monti, si Prepara la Grandissima Figura di M…“, scrive:

Credo che forse hai anticipato un pò, come del resto tutti i media, i commenti alla manovra. Ieri sera sentire parlare Monti mi ha reso orgoglioso (e non lo ero più da 20 anni) di essere italiano. La serietà, la competenza, la sincerità e soprattutto l’onestà di quelle persone mi ha sbalordito… non ci ero abituato ad essere governato da qualcuno che ha a cuore solo gli interessi del suo paese e delle generazioni future, da persone serie e non da buffoni!!!
Poi dal punto di vista tecnico certe scelte possono certamente essere migliorate, ma penso in generale che sia un’ottima manovra, concordo con la riforma delle pensioni, con lo scudo, con la tassa sul “lusso”, con l’IMU… credo che l’equità ci sia e credo che in 17gg era molto difficile fare meglio!!!
Penso inoltre che non è finita qui… i politici si stanno cagando sotto e questo mi fa godere un casino!!!

Probabile. Sono irruento per natura, anche se le mie amiche del cuore pensano che io sia dolcissimo (baci mamma).

Eugenio, invece, commentando il sobrio editorialeMenteCritica Dichiara Guerra a Monti” non può fare a meno di affermare:

A questo punto sarebbe stato meglio il default, almeno di ripartiva da zero. Qui viene tolta la speranza.
Ho seguito in diretta la presentazione dei provvedimenti sperando di trovare qualcosa di equo. Vana ed ingenua speranza. Ma quel che e’ peggio e’ che se la “sinistra” vota ‘sta roba, nel 2013 il signor B puo’ passare all’incasso senza neppure fare campagna elettorale. Vergognoso non aumentare l’irpef per i redditi oltre i 70K. Indecorosa la IMU su prima casa.

Bene, bene.

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Mario l’Alieno

22 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Quando ieri mattina Mario Monti, con il suo bravo loden, si è presentato in visita ad una mostra a Roma, ha fatto scalpore il fatto che abbia pagato regolarmente il biglietto d’ingresso. La settimana scorsa tutti avevano parlato della sua Dedra e dei dieci euro di benzina al self-service. Un alieno, insomma. Un alieno che ha preso forma umana e che ha scelto, vista la location prescelta per la sua missione, il nome italiano per eccellenza: Mario.
Monti è talmente alieno che a me ricorda  Klaatu, il messaggero inviato da un impero stellare ad ammonire ed istruire i terrestri alla pace universale, protagonista di uno stracult di fantascienza.
Un essere buono e gentile; pacato e, si, Crozza, anche un po’  robotico, che però, se i terrestri non obbediranno al gentile ma fermo richiamo dell’Impero, sarà costretto ad utilizzare contro di loro un’arma terribile e innominabile, custodita all’interno del suo fido polmone d’acciaio Gorth.
Quando Klaatu, nel film, interagisce con i terrestri, provoca in loro diffidenza e sospetto, non solo perché siamo negli ultraparanoici anni cinquanta americani ma per via della sua aria di sorniona consapevolezza di possedere una conoscenza superiore. Il che lo porta a sembrare colui che ha superato tutte le debolezze umane, compreso il gusto di essere incazzato personalmente.
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Intercettazione Berlusconi Lavitola: La Mediocrità al Potere

Oggi, il Gruppo Editoriale l’Espresso nell’ambito della sua forsennata lotta a Silvio Berlusconi, ci apre un’altra finestra di cinque minuti scarsi sulla disperata mediocrità della classe dirigente italiana, in questo caso particolare del presidente del consiglio e del suo fido collaboratore/segretario Valter Lavitola. Ascoltando la telefonata, emergono elementi del tutto simili a quelli della precedente conversazione che abbiamo già avuto modo di analizzare.

Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. [...]
Da una parte un untoso e strisciante servo [...] Dall’altra un uomo palesemente torpido, poco reattivo, distratto, incapace di concentrarsi anche sulle cose più elementari. Stanchezza? Vecchiaia? Farmaci? Alcol? Droghe? Non è dato saperlo. Qualsiasi cosa è possibile e, sinceramente, inquietante. (citazione)

I due delirano di improbabili milioni di persone che dovrebbero invadere la piazza, assediare il giornale Repubblica e “fare fuori” il Palazzo di Giustizia di Milano. Sembra di ascoltare due vecchietti al bar che, davanti al loro bianchetto, vagheggiano di rivolte e improbabili rivoluzioni di sistema. Non manca nemmeno il riferimento alla salute cagionevole e la minaccia (promessa) di ritirasi a vita privata per godersi la pensione.

Più che le vaghe e, sinceramente, ridicole velleità golpiste, quello che spaventa nella conversazione è la banalità degli argomenti affrontati, la mancanza di approfondimento e la distanza con la vita reale che emerge ancora più drammaticamente in queste ore dopo la manifestazione di Roma dove la gente è veramente scesa per strada, ma certamente non per assaltare “La Repubblica” o i palazzi di giustizia.
I problemi sono altri, ma Berlusconi e Lavitola non lo sanno o fingono di non sapere. Nei loro discorsi la “nazione” esiste solo in funzione dei loro interessi, non concepiscono altro. La loro mente è incapiente. Non solo si comportano da arraffoni, ma anche da cretini, ignoranti e poveracci. Non ho avuto modo di ascoltare altre telefonate, ma sospetto che la profondità di argomentazioni e l’attitudine ad una visione solipsista degli eventi sia condivisa da tutta l’attuale classe dirigente italiana.

In Italia non c’è stato alcun golpe, se non quello coordinato e condiviso da tutti i partiti per la legge elettorale. Quelle persone sono lì per nostra volontà, il che ci lascia pensare che noi non siamo molto migliori di loro. Eppure, il sistema è intasato e in qualche modo si deve sbloccare. La politica è presidiata dai partiti, la piazza dai Black Bloc, l’informazione da giornalisti inevitabilmente collusi con il potere, Internet dal conformismo.

Se pure riuscissimo a migliorare, non avremmo un canale nel quale convogliare le nostre energie e portarle alla luce. E’ per questo che sono pessimista. Il sistema circolatorio italiano è intasato. Viaggiamo verso una grave ischemia che può ucciderci o lasciarci minorati per sempre. Una cura radicale non è più una delle opzioni, ma l’unica speranza di sopravvivere.

Esclusivo: Steve Jobs – Cronaca di una Morte Annunciata (e Gestita ?)

13 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Strange Days

La morte di Steve Jobs è stato un evento mediatico internazionale ignobilmente sfruttato dai media e, in alcuni casi, anche per campagne politiche ridicole e di dubbio gusto. Ma potrebbe esserci dell’altro. Il nostro inviato negli Stati Uniti correla una serie di eventi che portano alla formulazione di un’ipotesi ancora più sconvolgente. Leggere per credere. (N.d.R.)

Pismo Beach (CA) 6 ottobre 2011

La notizia è apparsa sui monitor delle tv mentre m’apprestavo a godermi un bel pomeriggio di sole sulla sabbia di Pismo Beach, alcune decine di miglia a sud di Cupertino.
Steve Jobs era morto da poche ore.

Il mio primo pensiero è stato quantomeno superficiale: diamine, fino a 2 giorni prima mi trovavo a San Francisco e sarebbe stato interessante vedere l’Apple Store di riferimento mondiale che veniva preso d’assalto dai fans del marchio in una delle più interessanti bizzarrie americane, la manifestazione di cordoglio verso una celebrità. Ma tant’è, non riesco a essere romantico in ogni occasione. Talvolta il mio animo è puramente calcolatore, spendibile. Anzi, quando la mia indifferenza verso un evento viaggia parallela al parossismo con cui lo stesso viene presentato al mondo, la mia spendibilità s’accentua e si raffina. Difatti il mio pensiero successivo è risultato, se possibile, ancor più materiale.

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La Carogna di Steve Jobs e gli Sciacalli

Spero di non scatenare altre polemiche. Dopo gli adolescenti foruncolosi, non vorrei inimicarmi anche gli strusciadita (tnx. Roberto). Non ho più il fisico.
Steve Jobs è morto. Come si dice in questi casi, condoglianze. Sinceramente, la cosa non mi scuote. Muoiono milioni di persone al giorno, Steve Jobs era sicuramente una persona in gamba ed un gran lavoratore, ma non avevamo mai scambiato una parola e, quindi, stanotte il mio cuscino rimarrà asciutto.

Uso un Iphone 4 per sperimentazione. Lo trovo uno strumento carino e, se riuscisse anche a telefonare, sarebbe addirittura utile. Però non mi piace il fatto che non si possa sostituire la batteria, che per attivarlo si debba  per forza installare quel terribile ITunes e trovo odioso il fatto che per configurarlo come ti piace sia necessario girare per forum su internet e smanettare a rischio di scassarlo. E’ un giocattolo che a volte diverte, ma caro e pretenzioso. Se avessi dovuto comprarlo, avrei preferito un abbonamento con Natascia.

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No, Non è Pasolini: La telefonata Berlusconi Lavitola

16 settembre, 2011 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Cronache Italiane

Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. Eppure, quei sei minuti ed undici secondi di conversazione ci raccontano del degrado civile e politico di questo paese meglio di qualsiasi trattato sociologico.
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11/9 Chi ha Vinto?

11 settembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Sono un militare e i miei rapporti con la politica sono sempre stati i seguenti: la politica ti chiama quando lo ritiene opportuno e ti mette da parte quando lo ritiene opportuno. Niente di più di uno strumento. Come un pettine, una scopa, un kleenex.
Niente di male. La vita va così e saper stare al proprio posto è una grande virtù professionale oltre che un sistema per vivere più tranquilli.

Ciò detto, mi piacerebbe darvi un punto di vista alternativo dell’11 settembre 2001, tanto a fornirvi l’aspetto politico, sociale e umano ci sono già tanti giornalisti, gente che sa fare il suo mestiere meglio di me.

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Default Italia, 62 Giorni al Fallimento: I Maledetti Sindacati

C’è chi, da centro-destra, da filo-governativo o da servo di Berlusconi, ha bocciato lo sciopero della Cgil e  definito la Camusso una in “crisi d’identità che sciopera per un mondo che non c’è più”.

 

E’ vero. Un certo mondo non c’è più. Ma i lavoratori ci sono. Il mondo del lavoro, c’è. Con buona pace dei berlusconiani.

Si tratta di capire – onestamente  – quale sia oggi il contesto specifico professionale di quel mondo e quello più ampio della società dove gli italiani lavorano, non trovano lavoro, hanno un lavoro precario.

Liquidare lo sciopero del 6 settembre 2011 proclamato dalla Cgil, e al quale hanno aderito anche lavoratori iscritti ad altre sigle sindacali o non iscritti, come il solo tentativo di sopravvivenza di una parte di rappresentanza sindacale significa non capire o, peggio ancora, non voler capire cosa sia il paese reale.

Qualcuno ha anche definito come “demenziale” lo sciopero proclamato dalla Cgil. Per un solo motivo: ne temeva la partecipazione estesa.

Costoro, come coloro che dal centro-destra hanno sminuito in buona o mala fede la scelta di manifestare, non hanno presente quale sia stata l’evoluzione o l’involuzione del lavoro in Italia.

 

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Default Italia, 69 Giorni al Fallimento: Due Metri Sottoterra non si Negano a Nessuno

2 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

69. Un bel numero. Simmetrico, elegante, anche un po’ osé con il suo riferimento ad uno dei tanti modi con i quali le persone possono dimostrarsi affetto.
Eppure, qualcosa mi dice che all’11 novembre 2001, la data entro la quale secondo il Sole 24 Ore, statisticamente l’Italia dovrebbe dichiarare default, non ci si arriverà.

Stamattina le pagine dei giornali sono inondate dall’ennesimo scandalo nel quale è coinvolto Silvio Berlusconi. Nel corso della mia vita mi sono imbattuto spesso in situazioni nelle quali mi sono chiesto: ma come fanno queste persone a vivere così? La risposta è: si fa l’abitudine a tutto.
Noi, per strano che possa sembrare, ci siamo abituati ad avere un presidente del consiglio coinvolto nello sfruttamento della prostituzione (come utilizzatore finale, intendiamoci), nelle estorsioni (come estorto), nella corruzione dei testi (ma è solo colpa di Mills che si è fatto corrompere), nelle società segrete (P2,P3,P4; Pn. Ci siamo abituati agli attacchi del Fatto Quotidiano, ai sermoni di Saviano, alle difese di Sallusti, alle menzogne di Minzolini.

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Gioco di squadra e di compasso

30 agosto, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti

Ho appena scoperto di essere massona. A quanto pare questa sorella ha visto la luce in qualche loggia P3, P4 o P5 con un bel grembiulino corto corto e il cappuccio di raso nero che fa pure fetish ma proprio non se lo ricorda quando. Magari, senza saperlo, sono pure affiliata alla Loggia del Drago.
Eh si perché, secondo la disinteressata ed obiettiva stampa cattolica, mai così inviperita e toccata con il trapano nel nervo vivo come in questi giorni, chi la mena con la questione delle esenzioni ed agevolazioni fiscali alla Chiesa, manifestando un giusto sdegno per questi anacronistici privilegi, mantenuti alla faccia di chi le agevolazioni non le vede nemmeno dal buco della serratura e paga tutto fino all’ultimo centesimo in busta paga, oltre a non essere figlio di Maria, avrebbe dietro di sé nientepopodimeno che il Grande Oriente con uno dei suoi malvagi complotti. Anticlericalismo viscerale, insomma. Mangiapretismo d’antan in divisa da libero muratore.
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Vitalizi Camera e Senato: Nomi e Cifre. Oltre 5000 Euro al Mese Netti Prima dei 50 Anni 1/2

18 agosto, 2011 di  
Archiviato in Storie Italiane

La Casta taglia le pensioni degli italiani, ma non tocca le proprie. Per i parlamentari il diritto al vitalizio scatta dopo soli cinque anni di mandato. Con contributi molto bassi. E con compensi incassati anche prima dei 50 anni. Così 2.307 tra ex deputati ed ex senatori si mettono in tasca ogni mese fino a settemila euro netti.

Giovanotti con un grande avvenire dietro le spalle che si godono la vita dopo gli anni di militanza parlamentare. Come Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi ed ex ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Presente alla Camera dal 1992, nel 2008 non è riuscito a farsi rieleggere e con cinque legislature nel carniere è stato costretto alla pensione anticipata. Ma nessun rimpianto. Da allora, cioè da quando aveva appena 49 anni, Pecoraro Scanio riscuote il vitalizio assicuratogli dalla Camera: ben 5.802 euro netti al mese che gli consentono di girare il mondo in attesa dell’occasione giusta per tornare a fare politica.

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Perché Tremonti Vuole Cambiare l’Articolo 41?

11 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Su MenteCritica ne abbiamo parlato in tempi non sospetti. Esattamente il 9 febbraio del 2011. Sette mesi fa, prima che la crisi entrasse nel vortice del default. Evidentemente il disegno è di lunghissima data.

Così inizia l’articolo di Eduardo Quercia:

Lentamente, quasi  inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che  impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.

Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.

Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.

Perché ci si accanisce contro questo art. 41,  il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?

 

Siamo in presenza di una questione ideologica e valoriale, il cui obiettivo non dichiarato è lo svilimento dei successivi secondo e terzo comma:

2° Non può svolgersi (l’iniziativa privata)  in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.

3° la legge determina  i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Lo snodo è cruciale, non solo per gli assetti economici, ma per gli orizzonti di senso in cui gli italiani debbono collocarsi, perché l’art. 41 delinea, sia pure in via di principio, uno scenario di subordinazione del mercato alle ragioni della politica e dell’umanità, percepiti dalle forze dominanti come oramai intollerabili.

L’obiettivo vero è completare il lavoro già iniziato (dal centro-sinistra alla fine degli anni ‘90 con la legge Treu e continuato dal centrodestra con la legge Biagi) di precarizzazione di ogni forma di vita e di ogni rapporto di lavoro, allo scopo di ribadire il comando capitalistico sulla merce lavoro (come insegna la vicenda FIAT).

Vi preghiamo di continuare la lettura dell’articolo di Eduardo Quercia a questo link perché è giusto ragionare su tutti gli aspetti delle manovre oggi proposte.

Libero, il Primo Quotidiano Pornografico del Mondo

Secondo me, sarà anche per l’età, l’aspetto più interessante della pornografia estrema non sono i registi e gli attori, ma i fruitori. E’ da sempre che la gente fa di tutto per soldi. L’integrità morale è un concetto astratto come tutti gli assolutismi, il che sarebbe una forma un po’ criptica per dire che tutti hanno il loro prezzo.

Per questo, che qualcuno o qualcuna per soldi sia disposto o disposta a farsi orinare in bocca o a mettere alla prova l’elasticità del proprio sfintere facendoci entrare una mano chiusa a pugno mi intristisce, ma non mi inquieta. Mi inquieta chi, pagando, gode nel guardare certe cose. Non giudico, non sta a me, ma certi aspetti della psiche che attingono a connotazioni così profonde dell’animo mi fanno paura. Se ti trovi difronte uno che ti punta una pistola addosso hai pochi dubbi, se ha una divisa del colore diverso dalla tua, ancora meno. Hai davanti un problema, per certi versi, confinato, prevedibile. Ma cosa attendersi dal signor Giancarlo, quello che lavora al catasto, ha la forfora, veste quelle camicie a scacchi fuori moda, è sempre così gentile e poi, sul pc di casa, ha gigabyte e gigabyte di film dove donne si incrociano con equini, altre mangiano la cacca e si vomitano in bocca(1)? Io non lo so e, questo, mi inquieta.

Libero, il quotidiano diretto dal Signor Maurizio Belpietro e dal Signor Vittorio Feltri è, aldilà di ogni dubbio, un giornale pornografico estremo pubblicato con cadenza quotidiana.
Nell’impossibilità materiale di aggirare il sequestro pubblicando alani superdotati che montano giovani olandesi dal sedere brufoloso, Libero si dedica ad una pornografia semantica che titilla il lato oscuro del lettore che, piacevolmente, viene condotto in una sorta di devianza intellettuale dove lo scatting, il bukkake e il fisting si esplicitano nella violenza dei concetti e dei titoli in una semiotica la cui meccanica è del tutto equivalente a quella dell’alano. Per averne un’idea di massima, basta recarsi a questa pagina dove si possono leggere i titoli di prima pagina di Libero delle ultime settimane. Qualche esempio:

  • L’Europa vada all’inferno
  • Porno prefetto anti Silvio
  • Bollito o no, viva Silvio

Quello di oggi “Ucciso a Gaza, lasciatelo là” in riferimento al cadavere di Arrigoni, è nella linea di quel “vacanze intelligenti“, scritto per prendere per il sedere Enzo Baldoni proprio mentre veniva ucciso.

Perché il Signor Maurizio Belpietro e il Signor Vittorio Feltri facciano certe cose mi è chiaro come mi è chiaro perché un efebico giovanotto di Los Angeles partecipi ad un film dove gli tocca di beccare tre falli di ragazzi di colore contemporaneamente nello stesso orifizio. Per soldi, per vantaggio personale, e qui ci siamo. Tutto secondo copione.

Ma chi è il signor Giancarlo della situazione che gode nel leggere il titolo sul cadavere di Arrigoni e compra Libero per gustarlo? Chi sono questi miei connazionali con la camicia fuori moda che godono intellettualmente di questa oscura forma di pornografia? Non lo so e mi fanno paura.

Per la cronaca, la pubblicazione del quotidiano pornografico è possibile anche grazie ai contributi che noi tutti versiamo. Si tratta di cifre importanti, leggere qui.
Ah, per quelli che stanno proprio oltre, Libero ha anche tentato la strada della pedo pornografia pubblicando sette foto esplicite con la scusa della cronaca(2). Quel numero andò esaurito in poche ore.


Note
  1. 2 girls, 1 cup: s the unofficial nickname of the trailer for Hungry Bitches, a 2007 Brazilian scat-fetish pornographic film produced by MFX Media.[1] The trailer features two women conducting themselves in fetishistic intimate relations, including defecating into a cup, taking turns ostensibly consuming the excrement, and vomiting it into each other’s mouths. “Lovers Theme” by Hervé Roy, from the movie Delusions of Grandeur, plays throughout. []
  2. Il 21 novembre 2000Feltri viene radiato dall’albo dei giornalisti con delibera del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia presa (all’unanimità). Il fatto contestato è la «pubblicazione alla pagina 3 dell’edizione del 29 settembre 2000 del quotidiano di sette fotografie impressionanti e raccapriccianti di bambini ricavate da un sito pornografico reso disponibile dai pedofili russi e di una Deontologia – Minori e soggetti deboli 519 ottava fotografia a pagina 4 (raffigurante una scena di violenza tratta dai video di pedofilia sequestrati dalla magistratura), fotografie che appaiono tutte contrarie al buon costume e tali, illustrando particolari raccapriccianti e impressionanti, da poter turbare il comune sentimento della morale e l’ordine familiare».Nel febbraio del 2003 l’Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annulla il provvedimento di radiazione che era stato preso a Milano e lo converte in censura fonte []
Fine delle Note

Bocchino e Carfagna

Finalmente è possibile mettere vicino queste due parole senza correre il rischio di beccarsi una querela. Qualche anno fa, se pur indirettamente, siamo stati testimoni di una triste vicenda di stupidità, ignoranza e malignità efferata che ha colpito un giovane autore di grande intelligenza ed eccezionale talento. Leggiamo un estratto di una sua intervista:

A luglio del 2008 pubblicai sul blog una falsa trascrizione satirica di un’intercettazione in cui raccoglievo tutte le illazioni e indiscrezioni apparse in quel periodo sui giornali su come il ministro delle pari opportunità fosse entrata a far parte del governo(1).

Il giorno dopo il post era su tutto l’internet italiano, fino a quando Dagospia non rilanciò il pezzo (senza linkarlo) sul suo aborto di sito gossipparo, quasi innescando l’emergenza democratica. Passai tutto il pomeriggio a rispondere alle telefonate di giornalisti che mi chiedevano dove avessi preso il documento giudiziario e se facessi parte del Sismi o di ambienti berlusconiani.

Ricevetti anche una telefonata dalla questura di Roma in cui, oltre a rassicurarmi sul fatto che non sarei andato in galera, mi si chiedeva di andare nella capitale per essere interrogato. Non potendo muovermi, si organizzò l’incontro a Verona. Dopo ore di domande, verbali e sequestri di hard disk, la Polpost e la Digos effettuarono una perquisizione a casa mia a Padova per cercare l’intercettazione, che naturalmente non esisteva. Le querele erano state sporte dalla Carfagna e da Confalonieri, e la procura di Roma iscrisse d’ufficio il reato previsto dall’articolo 617-ter (“Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”), di cui ignoravo completamente l’esistenza. La cosa fortunatamente non ebbe pesanti ripercussioni giudiziarie, ma la stampa italiana diede il peggio di sé. In un articolo in prima pagina su Libero (“Falsa intercettazione per uccidere il Cavaliere”, o qualcosa del genere) Paragone mi diede dello stalinista, giacobino, corsaro, giustizialista e altri epiteti piuttosto lusinghieri.

L’agenzia Adnkronos scrisse che il sito era nelle Antille, quando in realtà il mio host era l’italiano Aruba.it (purtroppo), incidentalmente anche il nome di un’isola caraibica. Una giornalista del Corriere della sera edizione Veneto, che evidentemente aveva preso a cuore il mio caso, mise per tre articoli di seguito una foto in cui, piccolo particolare, non ero io: l’aveva presa a caso da Google, cercando il mio nome.

L’ultimo a parlarne è stato Filippo Ceccarelli di Repubblica nel suo ultimo libro, “La suburra”, devo dire in maniera abbastanza equilibrata e veritiera, senza darmi contro o farmi passare per un coglione.

È stato un bel tuffo nell’Unione Sovietica degli anni ’50, non c’è che dire. fonte

Ora, per via di pubblica ammissione non smentita dall’interessata, apprendiamo che l’errore di quello che conoscevamo come Johnpaul/Harlot (oggi passato al lato oscuro della forza come Blicero), fu quello di scrivere di bocchino fatto dalla Carfagna, invece di Carfagna fatta da Bocchino. Un’impercettibile quanto determinate inversione di termini.

C’è da dire che nemmeno la potente vis creativa di Harlot/JohnPaul, (mi perdoni se preferisco continuare a chiamarlo così, almeno non lo immagino fare la pubblicità ai casino on line) era stata in grado di immaginare l’orgia mediatica del bunga bunga. La realtà è la frontiera che il genio non potrà mai attraversare.


Note
  1. si parlò di coito orale N.d.R. []
Fine delle Note

Che Succede in Libia? Meccanica della Disinformazione

26 marzo, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest, Oltre il Confine

Talvolta, anzi spesso, ho l’impressione che l’informazione italiana sia largamente inferiore al suo compito. Che si avvalga di strumenti e di metodi del tutto inadeguati a descrivere ciò che accade, un po’ come faceva la medicina per descrivere il corpo umano prima di Vesalio, o l’astronomia per descrivere il moto dei pianeti prima di Copernico.

Alla cosa non è certamente estranea la qualità degli addetti ai lavori, condizionati da una formazione che li porta a rincorrere un linguaggio letterario, modello quarta ginnasio, piuttosto che la verità effettuale della cosa; quando non i risvolti psicologici ed emotivi degli avvenimenti, che non faranno informazione ma piacciono tanto alla ggente, si ritiene.

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