Sandbox
20 giugno, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
E’ passata meno di una settimana dalla rivoluzione popolare che avrebbe dovuto stravolgere l’Italia e tutto è ritornato come prima.
Su Facebook, l’avatar dei “4 sì” è stato sostituito dalla faccina sbarazzina della furbetta che provoca facendo vedere e non vedere, dallo stemmino della squadra del cuore o dell’immarcescibile Che Guevara. Sui giornali tornano in prima pagina Mora di bianco vestito e la fascinosa Sara Tommasi in una rivisitazione di grande buon gusto dell’esplosivo incontro tra Bin Laden e Chuck Norris. I libici non ne vogliono sapere di perdere la guerra quando ha deciso Frattini, l’Italia è dilaniata dal dibattito sui ministeri al Nord, a Restivo piaceva Elisa Claps, per Matteo Salvini belli non è un genitivo, ma un semplice aggettivo declinato al plurale.
Una Tranquilla Giornata di Protesta
23 dicembre, 2010 di Zag c
Archiviato in Cronache Italiane
Parto presto, ma arrivo tardi. La pioggerellina è fitta, insistente maledettamente fastidiosa. Ma non dovevamo vederci qui? Alla Piramide?
Niente di niente. Nessun studente . Mi avvicino ad una postazione TV. La presentatrice, tutta bella, linda, truccata col suo cappellino multicolore e il “gelato” stretto nella mano destra. E la
manifestazione? Chiedo. La stiamo aspettando anche noi. ma qui oltre al freddo non c’è nessuno. Mi ha detto un collega che sono a Piazzale Moro.
E vorrà dire che andrò alla Sapienza. Infatti l’assembramento è qui. Nessuna tuta nera, pochi caschi, ma i botti ci sono. Parte il corteo, e la polizia è discreta, nessun travestimento antisommossa, pacifici e tranquilli anche loro. Le assemblee hanno deciso di lasciar nel loro fango i palazzi del potere ed i loro abitanti. Loro consegneranno pacchi dono. Uno è consegnato all’Umberto primo, simbolo della Sanità pubblica.
Un altro lo consegnano alla Camusso. Una delegazione sale , chiedono di allargare la protesta anche al mondo del lavoro, chiedono lo sciopero generale. Ma non ricevono risposta. Il silenzio arriva anche dalla CGIL, l’opposizione sociale ha chiesto passo, come quella politica, d’altronde. Decido di precedere il corteo con lo scooter. Prevedo un lungo itinerario. Il percorso però non è predefinito. La fantasia è al potere.
Chiedo al vigile, ma dove passerà il corteo? Ma forse andranno verso Porta Maggiore, o forse saliranno su per la Tangenziale. Tiro la monetina e decido per Porta Maggiore. Aspetto. Dall’alto l’elicottero della polizia mi indica, a grandi linee che forse ci ho azzeccato. La classe non è acqua, ah ragà!! Arrivano e sono aumentati. Mi dicono che un pezzo , quello degli studenti medi si è distaccatro ed è andato al Ministero della Pubblica istruzione, a Trastevere. Sfilano tranquilli, passano il sottopassaggio e al chiuso i botti dei petardi si fa assordante. Ma sono colorati, e non fanno sconti. Chiedono lo sciopero generale, ormai la Gelmini non gli basta più. Vogliono allargare il fronte della protesta costruire una nuova stagione politica e culturale.
Fare fronte Unito con tutti i precari, con tutti i lavoratori. I vigili sono impazziti, precedono il corteo e a sensazione prevedono quale direzione prendera per poter in anticipo dirottare il traffico. E o sono organizzati bene, oppure le auto son poche questa mattina. Grande traffico non si è creato. Quindi, forte della mia previsione precedente, prevedo che andranno a Piazza San Giovanni. Mi reco là.
Stavolta ho atto cilecca. L’elicottero mi indica che son lontani. Poi mi diranno che son andati per le campagne. Addirittura sulla A 24 verso l’Aquila. E che voglion andare a L’Aquila a piedi? Ma son proprio matti.
Decido che per oggi è abbastanza. Stasera ancora assemblee e forse domani sit-in a Piazzale Clodio. Per i l processo ai loro compagni arrestati. Son ritornato verso Piramide e ritrovo un altro pezzo di corteo. La polizia è tanta e tutta in abbigliamento anti sommossa. Mi accingo a scattar foto , ma alcuni giovani mi dicono che non posso, vorrei discutere, ma le mani si avvicinano pericolosamente alla macchina fotografica, Soprassiedo. Mi limiterò solo a guardare. Si fermano presso la stazione della Metro. Penso che tenteranno di occuparla. Ma lo schieramento della polizia è imponente. Si sciolgono, si disperdono. E anch’io decido di andare a Scienza Politiche . C’è assemblea .
La Telefonata alla Nonna
25 settembre, 2010 di Storie Italiane
Archiviato in Storia e Memoria, Storie Italiane
Anni 50.
Se state bravi domenica andiamo a telefonare alla nonna.
E noi, due fratelli ed una sorella, attendavamo con ansia la domenica, che finalmente arrivava. Vestiti da festa, il pomeriggio ci avviavamo verso gli uffici della allora compagnia telefonica di cui neanche ricordo il nome.
Seduti sulle sedie del salone di attesa ad ogni chiamata il nostro cuore cominciava a battere forte.
Siracusa alla cabina due….Milano alla tre…e gente che si precipitava alla cabina assegnata.
Per fortuna le cabine erano insonorizzate, ma non abbastanza. Perché a quei tempi tutti erano convinti che se la telefonata era lontana, bisognava gridare.
Finalmente,…Torino alla 4!!
Emozionati ci precipitavamo in cabina. La mamma prendeva la cornetta.
Prooontoooo! Si si, come stai?…sisi, bene. Tutti beneeeee….Si, aspetta che ti passo xxxx…
XXX Prontoooo, ciao nonnaaaa, come staiii? (sempre urlando) Si….si…a scuola vado bene….(anche se era sull’orlo di una bocciatura). Si….aspetta che ti passo yyyy…
YYYY (Vedi xxx) si..si…ciao…ti passo zzz…
ZZZ Si…ciao nonna. Sai che abbiamo un gattino? Si….sii…come stai? Va bene…ti passo la mamma.
Prontoooo! Si….va bene domani ti scrivo….;si…Mi raccomando….Vabene…ciao….Si…ciao….si…ciao…
E finalmente agganciava.
Si usciva dalla cabina rossi ed accaldati, oltre che emozionati per aver parlato con la nonna lontana, e meravigliati di come la tecnica fosse avanzata in quei tempi.
E la mamma passava alla cassa.
Si commentava….Sembrava proprio vicina eh?
E si tornava per la strada inondata dal sole di una domenica di agosto.
Mamma, il gelato.
Eh no, abbiamo speso parecchio per telefonare alla nonna. Niente gelato.
Ma noi eravamo felici, perché avevamo parlato con la nonna lontana.
dal nostro affezionato e a noi caro lettore
Ambulanze e Gelati: la Furbizia al Potere
11 giugno, 2007 di Vortexmind
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti
In quanto residente di città in ballottaggio, oggi mi sono fiduciosamente recato alle urne per esprimere la mia preferenza riguardo agli amministratori locali.
