I sindaci con i botti in testa
1 gennaio, 2012 di mazzetta
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ispirati dall’appello di una piccola , numerosi sindaci hanno vietato i fuochi d’artificio a capodanno. Un provvedimento che desta molte perplessità, a partire proprio dalla pretesa dell’associazione animalista, preoccupata del benessere degli animali domestici.
Animali che prima di qualsiasi altra considerazione non dovrebbero passare la vita rinchiusi in appartamenti, pratica che invece non raccoglie alcuna critica o stigmatizzazione da parte della stessa associazione promotrice o di altre, piuttosto inclini invece a celebrare “l’amore per gli animali” che condanna milioni di esemplari a una vita da reclusi tra quattro mura o in una gabbia.
I Bambini Sono di Tutti, i Cani del Padrone
4 aprile, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Il Futuro è nei Giovani, latest
Ho letto con un certo disappunto delle polemiche che si sono sviluppate intorno all dove si descrive, con una certa efficacia, il fatto che in alcuni locali e, più in generale, il alcuni ambienti, gli animali (cani e gatti) siano meglio accolti dei bambini in carrozzella (o a piedi, aggiungerei).
La genitorialità non è necessariamente un valore, nel senso che se uno vuole i figli li fa, se invece non li vuole non è tenuto a farli. Se poi gli piacciono i cani e ne prende uno, due, tre, dieci, ci dorme insieme, gli da i bacini sul musetto e gli prepara la pappa, liberissimo. Ognuno, nei limiti della convivenza civile, fa un po’ quello che vuole.
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I Rom Sono Ladri e Non si Lavano
10 febbraio, 2011 di Giovanni Guariniello
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest
E non solo: chiedono l’elemosina e poi girano su macchinoni, non vogliono lavorare, se gli metti le docce nei campi rubano le tubature e le vendono a peso. Oppure: i Rom sono ladri perché hanno bisogno di sopravvivere, non si lavano perché nei loro campi manca l’acqua corrente, chiedono l’elemosina per un fattore culturale, non lavorano perché nessuno assumerebbe un Rom, eccetera.
Banalità. Le stesse ovvietà che si leggono o si ascoltano ogni volta che un fatto di cronaca, specialmente se tragico, focalizza l’attenzione della gente su questa gente tanto diversa e misteriosa.
I Gatti di Muggia e l’Usignolo di Keats
27 gennaio, 2010 di fma
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Oltre le Righe
Dalla statale, che correva alta sui colli, l’occhio poteva cogliere l’intera città: le vie che l’innervavano, le case dorate, i barbagli delle finestre ferite dal tramonto. Il mare.
Doveva essere una tappa intermedia, un posto per cenare e trascorrervi la notte, ma una volta dentro, lungo il molo, con l’odore di salmastro ci colse l’inquietante sensazione d’essere a un capolinea: un avamposto dimenticato, una Fortezza Bastiani divenuta città. Ogni cosa era sì al suo posto, ma come immobile, sospesa, parte di un evento che non s’é verificato e di cui tuttavia non é ancora morta l’attesa.
Di umano nient’altro che tre figure in controluce, all’estremità di un pontile; meridiana disegnata sull’acqua che s’inanellava muta al piede delle palafitte.
