Italianate
5 febbraio, 2012 di Lameduck
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MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere… una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?
(dal )
Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga
4 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
Sono passate da poco le 18 e qui, nel profondo Nord Est italiano, piove e c’è la nebbia. E’ un pomeriggio che sa già di autunno. Sole, caldo e vita distano migliaia di giorni e migliaia di chilometri.
Leggo, più per masochismo che per necessità, dove, per l’ennesima volta, si riassumono i punti salienti della manovra 3.0 o 4.0 (cit.), non ricordo più.
Più o meno a metà, non mi sembra più di leggere, ma di assistere ad una puzzolente e nauseabonda evacuazione corporale. Come pezzi di merda che cascano nel cesso, la deiezione fecale travestita da manovra finanziaria si compone di stronzi grandi e piccoli. Carnosi, morbidi, pesanti. Si vede che chi li sta cacando sono anni che mangia bello grasso.
Dell’Utri Crede Molto nel Giudizio della Corte di Cassazione
20 novembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Secondo me è vero. Nel senso che sono convinto che non si tratti di una frase buttata lì, ma che Marcello Dell’Utri sia davvero pienamente confidente nel sistema giudiziario italiano(1).
Anche io, al suo posto, sarei sereno. Il corso degli ultimi anni ha ampiamente dimostrato che, non solo la legge non è uguale per tutti, ma che molti sono al di sopra della legge e, di fatto, intangibili.
Non è solo una questione di possibilità economiche che avvantaggiano chi può procurarsi difese più efficaci, ma, ed è sicuramente peggio, una questione di casta. Facendo parte di un certo gruppo si è al riparo, se uno ne è fuori è in balia dell’alea.
Note
- [↩]
Da Cogne Ad Avetrana: Sciacallaggio Mediatico o Diritto di Cronaca?
15 novembre, 2010 di Gaspare Serra
Archiviato in Informazione, latest
La mala televisione, Sarah Scazzi: uccisa una volta, violentata ripetutamente dalla tv.
Eravamo convinti che il limite della decenza fosse stato già abbondantemente raggiunto col trattamento mediatico riservato all’infanticidio di Cogne e superato in occasione dei delitti di Garlasco e Perugia. Stando alle cronache che giungono da Avetrana, invece, occorre ammettere di essersi clamorosamente sbagliati.
Di fronte l’altare del voyeurismo pubblico (e la cassa privata dello share.) stiamo assistendo all’ennesima messa in scena di un orrore senza fine, ad un’informazione urlata che nega ogni forma di rispetto nei confronti del dramma di una quindicenne ammazzata.
Quando, quel caldo pomeriggio del 26 agosto, Sarah Scazzi è scomparsa nel nulla, nessuno si sarebbe immaginato che il suo caso avrebbe suscitato tanto clamore.
Si Facci gli Affari Suoi
7 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Ieri sera, più o meno verso le 20.30, mi trovavo ad ascoltare, come accade spesso, Radio24 e nello specifico “La Zanzara”, la versione confindustria(1) di “Zapping“, lo storico programma serale di Radio1.
“” è condotta da Giuseppe Cruciani. Personaggio interessante questo Cruciani. Per certi versi indefinibile. L’unica caratterizzazione che mi sento di attribuirgli è “minimizzatore“. Il compito di Cruciani sembra essere quello di smorzare ogni forma di stupore o di indignazione. Qualsiasi cosa accada, dal presidente del consiglio che si intrattiene con una prostituta, al responsabile della protezione civile che prenota una seduta massaggi per “farsi dare una ripassata da Francesca“, per Cruciani, in nome del garantismo, è tutto normale. Non fa notizia. Così, con un ampio ricorso alla ““, qualsiasi ascoltatore che telefoni per dirsi indignato o semplicemente preoccupato per quello che accade oggi in Italia, è destinato a passare per paranoico.
Non nego che, nella gran parte dei casi, Cruciani ha anche un po’ ragione. Sospetto che il merito sia in gran parte della sua redazione che ha la capacità di approvvigionarlo di esagitati con ammirevole continuità.

Note
- Radio24 è del gruppo IL Sole 24 Ore [↩]
Neghiamoci Giustizia in Nome del Principio
17 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Nella notte tra il 26 ed il 27 ottobre 1991, il teatro Petruzzelli di Bari fu completamente distrutto da un incendio. Il rogo, dopo le prime indagini, apparve doloso e partirono le indagini della magistratura. Indagini che, dopo un percorso tortuoso, conducono all’istruttoria di un processo contro Ferdinando Pinto, il gestore del teatro che, secondo l’accusa, avrebbe ordinato l’incendio dello stabile per coprire una pesante situazione debitoria personale.
L’8 aprile del 1998, Pinto viene condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il 6 aprile del 2001, in appello, la condanna viene ridotta di due anni. Nel secondo processo di appello, disposto dalla Corte di Cassazione e conclusosi il 14 luglio del 2005, Pinto viene assolto. La sentenza diventa definitiva nel gennaio 2007 con la decisione della Suprema Corte. Tra l’incendio e la sentenza definitiva passano sedici anni. A settembre del 2007, il difensore di Pinto, l’ avvocato Michele Laforgia, , competente per territorio a trattare i procedimenti che riguardano la magistratura di Bari, un ricorso per la «non ragionevole durata del processo».
Intervistato a “La Storia Siamo noi” Pinto “Se avessi immaginato di stare 16 anni intorno a questa vicenda mi sarei suicidato. La mia vita maciullata, l’impossibilità di lavorare, l’impossibilità di sentirmi un uomo, vivo.”
Bolzaneto Del Turco
15 luglio, 2008 di mc
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La cronaca alterna lenti periodi di stanca ad accelerate improvvise e compulsive. Appena consumato il fero pasto dello sfruttatissimo delitto estivo con tanto di foto e particolari scabrosi, ci propone due altri argomenti, ma ce li sovrappone. Li fonde e li integra al punto di farcene percepire uno solo.
