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Chi Sono i Black Bloc?

16 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “farle fallire” come scrive il Corriere.

I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?

E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?

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Il Default dell’Occidente, 83 Giorni all’Apocalisse

19 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Ci abbiamo provato, ma a giocare con il fuoco alla fine ci si scotta. Quando si prende una strada si deve avere lo stomaco di percorrerla fino in fondo. Il tentativo di conciliare il Capitalismo con il Cristianesimo, l’accezione Calvinista che vede la ricchezza ed il benessere come un premio che Dio attribuisce all’uomo virtuoso e laborioso, non ha funzionato.
Non si può perseguire il profitto “eticamente” se non si hanno dei valori condivisi. Un prodotto che costa di più solo perché è realizzato rispettando la natura ed i diritti di chi lo produce è destinato al mercato di nicchia delle madame dal mignolo alzato. Vende chi produce cose che funzionano a prezzi bassi. L’acquirente, la massa degli acquirenti non le madame, se ne fottono di come è fatto, dove e da chi. Guardano solo il cartellino del prezzo.
Vedi il caso Zara.

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Libertà di licenziare il fallito e il suo fiscalista

13 agosto, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

Per una volta sono d’accordo con Tremonti. Bisogna avere le mani più libere nel licenziare in questo paese. Soprattutto e, per primi, vanno licenziati il fallito ed il suo fiscalista.

Come premessa bisogna dire che il fallito ed il fiscalista di cui sopra sono solo dei volonterosi carnefici, i sonderkommando della situazione. Stanno solo eseguendo gli ordini di un’oligarchia sovranazionale con caratteristiche di associazione per delinquere di stampo mafioso e terroristico che, rifiutandosi di accettare che il capitalismo per come lo conosciamo è ormai un cadavere gonfio e puzzolente che butta fuori da tutti i buchi, assassinato da quella neoplasia maligna che si chiama neoliberismo, crede di salvare il proprio potere corrotto cancellando tutto ciò che di diritti dei lavoratori e walfare state è rimasto nei nostri paesi.

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G8? No Bunga Bunga

Queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer. Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l’esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia.

Una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata reazione.

fonte

Leggendo o ascoltando queste parole cariche di disappunto e dignità civile, il cuore freme di sdegno perché l’immagine che compare alla mente è quella delle violenze perpetrate dalle forze dell’ordine nei confronti di centinaia di manifestanti pacifici, mentre il black bloc scorrazzavano indisturbati mettendo a ferro e fuoco Genova durante il G8 del 2001. La famosa “macelleria messicana” che rimane una ferita insanabile della democrazia italiana. Per chi si fosse perso la cosa o l’avesse rimossa dalla memoria, sarebbe utile un ripasso sui fatti della scuola Diaz (su wikipedia) e di quelli della caserma Bolzaneto (a questo link).

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Scontri di Piazza, Lettera di un Poliziotto e Risposta del Comandante Nebbia

22 dicembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Ricevo e pubblico per sottoporre a pubblica discussione:

Ciao mi chiamo Fabrizio sono un appartenente alle Forze dell’Ordine. Non sono di destra, mio padre e mio nonno erano comunisti e mi hanno trasmesso la “malattia”. Ti dico questo con tutte le complicazioni per l’animo. Come saprai non è facile essere di sinistra se tutti quelli che ti sono attorno sono di destra, ma io non mi sono mai curato di nasconderlo pur spiegando che il mio ideale di sinistra non è quella “estrema”, ma quella democratica ed avanzata presente in tanti paesi (esempio la Spagna).
Ti scrivo diciamo un po’ per provocarti e vedere quanto sei aperto ad accogliere le idee “diverse” ed un po’ per renderti consapevole dell’altra faccia della medaglia. Tu dici tante cose sulle quali non posso non essere d’accordo(1), ma su alcune mi dispiace non sono d’accordo. La prima mi interessa particolarmente visto che fino ad un anno fa anche io mi prendevo i sanpietrini in testa. Adesso ho delle mansioni pienamente burocratiche ma non me ne pento perché difendere questo Stato e credimi anche alcune tipologie di cittadini Italiani per quattro soldi non ne vale proprio la pena. Cosa volevo inizialmente dirti, da dove cominciare?

1) E’ facile dire a Saviano ead altri Tu c’eri? Io non c’ero ma spessisimo ero presente tra quelli “CHE CI VANNO DI SERVIZIO DI ORDINE PUBBLICO E NON SCELGONO SE ANDARCI O NO, CI DEVONO ANDARE E BASTA”.
2) Non sono d’accordo mai con quelli che dicono ingenuamente che i Poliziotti dovrebbero ribellarsi allo stesso Stato che difendono, ma ti rendi conto che questa è una frase fatta da repubblica delle banane, se fossimo un paese dove basterebbero quattro scontri di piazza per far assaltare le istituzioni si potrebbe farlo OGNI VOLTA CHE NON CI PIACE IL GOVERNO IN CARICO O NO!!!!!!
3) L’esasperazione in questo momento è totale ma secondo te’ dove viviamo noi sulla luna? O pensi che non ce ne siamo accorti. Adesso ti racconto una mia curiosita’ personale ho una figlia di 15 anni che faceva occupazione in una scuola superiore mentre succedevano gli scontri e sai cosa gli ho detto , che se potevo avrei fatto l’occupazione con lei oppure sarei andato anche io a manifestare MA FACENDO ATTENZIONE PRIMA A SCUOLA A NON DANNEGGIARE NULLA E POI NELLA MANIFESTAZIONE A NON LASCIARSI COINVOLGERE DAI VIOLENTI. In pratica non gli ho mai detto che non è importante dissentire e manifestare ma semplicemente che si può fare tutto con la testa.
4)Hai fatto caso al circo mediatico dei primi giorni sulla foto del ragazzo “infiltrato” perchè aveva in mano le manette il manganello e altro. Prima tutti i giornali erano convinti che era un infiltrato anzi qualche zelante deputato aveva detto che avrebbe presentato un’interrogazione parlamentare, poi identificato e denunciato il giovane NESSUNO si è vergognato abbastanza da dire ci siamo sbagliati. Tu pensa se il giovane non veniva identificato.
5)Io ci sono stato in quel tipo di bolgia. Tu pensi che sia facile inseguire soltanto chi lancia le pietre o sfonda le vetrine e far passare coloro che vogliono manifestare? Se ci credi veramente mi dispiace dirtelo sei ingenuo. Tu pensi veramente che ci sia la possibilita’ di affrontare i violenti nella bolgia di una manifestazione senza far del male ad innocenti. Credimi non è cosi’ facile. Poi se vogliamo parlare di appartenenti alle Forze di Polizia esaltati ti diro’ che ce ne sono ci mancherebbe i fuori di testa sono dappertutto ” ma tu pensi davvero che i poliziotti e carabinieri escano di O.P. per rompere la testa ai giovani. NON si esce sperando che tutto vada bene e che quelle idee e quel malcontento si possa diffondere anche tra i nostri cari politicanti.
6) Credi che noi non si sappia che il discorso è complesso e che non puo’ essere ridotto a secondo dei punti vista?
7) Ultima considerazione, se tu fossi il proprietario di un’auto danneggiata o di un negozio danneggiato forse saresti un tantienello incazzato non credi?
8 ) Tieni presente che Ti stimo molto e leggo con attenzione i tuoi scritti ma debbo dire che in piccolo forse anche tu hai fatto l’errore di Saviano nella misura in cui hai elencato tutto il male da una parte e tutto il bene dall’altra.
9) Quando si parla di un processo da fare a quelli arrestati durante gli scontri sappi che è tutta una farsa il processo si fara’ tra mesi e verranno condannati ad una multa che non pagheranno. Noi questa cose le sappiamo da sempre, quindi ti diro’ in un modo che sicuramente non apprezzerai, che certe volte l’unica legge che va a finire sul violento è la manganellata è un’estremizzazione lo so’ ma certe volte è cosi. Anche perché se vai a sfidare i poliziotti perché vuoi essere quello piu’ in gamba degli altri, certamente non sei uscito per raccogliere le margherite.
10) Ultima considerazione non voglio tediarti ma non ti sembra strano che dopo le manifestazioni tutti quelli identificati sono bravi ragazzi, ma che dico degli angioletti dei santi. U saluto cordiale ( ao’ nu me cancella’ dai destinatari dei tuoi scritti!!!!!!) scherzo lo so’ che non lo farai.

Risposta del Comandante Nebbia
Fabrizio,
risolto già privatamente l’equivoco sulle affermazioni che mi attribuivi pur non essendo mie, ti dirò che su quello che sta accadendo in questi giorni mi sto ancora formando un’opinione, mentre sulla gestione dell’ordine pubblico ho idee molto chiare visto che in una delle mie precedenti vite me ne sono occupato in condizioni estreme. Te le espongo.

La legge dà autorità alla polizia, ma l’autorevolezza va conquistata sul campo. L’autorevolezza discende dalle procedure applicate con professionalità ed imparzialità. Quando si ha a che fare con la polizia si deve sapere esattamente cosa ci si attende. Questo in Italia non accade per i seguenti motivi:

  • troppe forze di polizia, ognuna con il suo percorso di formazione, ciascuna con i suoi metodi.
  • formazione professionale superficiale, inaccurata e senza aggiornamenti periodici.
  • nessun controllo sull’abuso di alcol e sostanze stupefacenti da parte degli operatori.
  • complicità da parte dei comandanti e della politica nel coprire l’abuso di potere.
  • scarso senso civico nelle forze dell’ordine.

Come cittadino non mi sta bene che la punizione venga impartita a manganellate. Non credo che prima di sferrarla l’operatore di ordine pubblico svolga un’indagine, accumuli prove e poi impartisca il castigo. La manganellata o il colpo di pistola partono e beccano chi si trova sulla traiettoria, non necessariamente il colpevole. L’operatore di ordine pubblico che commette abusi non è identificabile, allo stesso modo di un malfattore visto che i caschi non recano un identificativo.

Dopo i fatti del G8 di Genova, giusto per usare le tue parole, nessuno si è vergognato abbastanza da scusarsi. I colpevoli sono ancora lì e indossano ancora le divise, non hanno nemmeno pagato la multa.
Che una testa calda vada via impunito dopo una manifestazione violenta mi fa incazzare a morte, ma che la polizia del mio paese possa massacrare persone nelle scuole, esporle nude a perquisizione corporale o fabbricare false prove mi terrorizza.
Mi spiace, ma da chi tutela la legge è richiesto qualcosa in più di chi la vìola. Non siete sullo stesso piano di chi fa casino e se vi ci mettete,  per me siete la stessa cosa.

In bocca al lupo per tua figlia. Spera che non trovi un disgraziato che le faccia del male. Che indossi il passamontagna o la divisa, gli effetti sarebbero gli stessi su di lei e su di te.


Note
  1. Il lettore si riferisce al pezzo su Saviano leggibile a questo link dove attribuisce erroneamente a Comandante Nebbia una serie di commenti fatti dai lettori di Saviano a Saviano stesso []
Fine delle Note

Se ci Bloccate il Futuro noi Bloccheremo le Città

Appuntamento ore dieci piazza antistante Montecitorio. Motivo? Presidio degli studenti contro il decreto in approvazione alla camera. Puntuale mi presento con casco, scooter e macchina fotografica. Benché in anticipo, la piazza è già occupata dagli studenti medi. Ragazzini che sanno bene cosa gli aspetta, che sanno cosa vogliono o perlomeno sanno ciò che non vogliono. La musica a pompa, una che urla al microfono, alcuni seduti in cerchio che fanno lezione, molti che ascoltano con partecipazione ciò che ha da dire. Un ragazzo di un liceo , non so quale, giura che lui farà tutto quello che Napolitano gli chiederà ,
basta che lui non faccia passare quella legge infame. Si alza un urlo, uno slogan : “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le città”.

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Ad reprimendam audauciam aquilanorum

9 luglio, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Nel 1527, sotto la dominazione spagnola degli Aragonesi, gli aquilani osarono ribellarsi agli invasori, per rappresaglia il viceré Filiberto d’Orange devastò la città la separò dal suo contado ed inflisse una multa pesantissima ai suoi abitanti. Gli Aragonesi usarono quei soldi per contribuire alla costruzione dell’immenso Forte spagnolo sul cui portale, per scoraggiare ogni possibile futura ribellione fecero mettere la scritta Ad reprimendam audaciam aquilanorum, cioè “per reprimere l’audacia degli aquilani”.

L’altro giorno, 7 luglio 2010, a 483 anni di distanza, gli aquilani finalmente hanno osato ribellarsi di nuovo e Silvio I da Arcore chiuso nel suo palazzo ha fatto finta di nulla del tipo: “sire il popolo non ha più pane… beh che mangino brioche”. Contro i “ribelli” sua bassezza ha mandato poliziotti, carabinieri, finanzieri, giornalisti leccaculo e qualche mazzata tanto per gradire è partita.

Hanno tentato di scatenare la violenza per poter avere la scusa, come al g8 di Genova, per picchiare tutto e tutti senza scrupoli, ma anche se hanno ferito 3 persone e spintonato e scetteccato il sindaco de L’Aquila gli aquilani non hanno abboccato come trote non fornendogli alibi. Le alte sfere della polizia per coprire le malefatte hanno detto che le violenze sono state causate da componenti dei centri sociali, certo che poi a L’Aquila non ci siano centri sociali tipo leoncavallo chissene frega. Poi scusate se uno vuole andare a devastare tutto e a picchiarsi con gli sbirri che fa ci va a mani nude, con bandiere, gonfaloni o si porta caschi, passamontagna, spranghe, bastoni e bombe molotov? Siamo seri…. A pochi metri dai manifestanti aquilani davanti al parlamento manifestavano i disabili contro il governo, bene signori miei anche L’Aquila può essere considerata disabile e i governanti vogliono staccargli la spina contro il suo consenso, mettendo in luce tutta l’arroganza di Berlusconi e la sua banda del buco forti con i deboli, ma deboli con i forti. Come direbbe il buon Vasco:

“Se siete “quelli comodi” che “state bene voi”… Se altri vivono per niente perché i “furbi” siete voi….vedrai che questo posto, questo posto… IS BEAUTIFUL! […] Voi abili a tenere sempre un piede qua e uno là avrete un avvenire certo in questo mondo qua però la DIGNITÀ! Dove l’avete persa! E se per sopravvivere….. qualunque porcheria lasciate che succeda… e dite non è colpa mia”.

Concludo con il dire che noi aquilani non pretendiamo favoritismi, ma non siamo i figli della serva e vogliamo essere trattati come tutte le altre vittime di catastrofi: vogliamo pagare, come avvenuto per il terremoto in Umbria e Marche, il 40% delle tasse arretrate spalmate su 10 anni e non il 100% ed infine come si è fatto in tutte le catastrofi precedenti vogliamo che il governo metta una tassa di scopo che faccia arrivare soldi in maniera certa e renda possibile la RICOSTRUZIONE di una delle 20 città d’arte italiane e non mandi a puttane 781 anni di storia. La lotta è appena cominciata, come insegna il rugby quando cadi e prendi le mazzate ti rialzi e continui a giocare e anche se hai la certezza di perdere una cazzo di meta la vuoi segnare lo stesso.

Al Peggio non c’è Mai Fine

24 aprile, 2009 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Non bastava il terremoto. Non era sufficiente lo sciacallaggio televisivo a cui sono sottoposti gli abruzzesi dal 6 aprile. Non era abbastanza neanche avere riunito il consiglio dei ministri all’Aquila. Adesso anche il G8. E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai da sole.
Il consiglio dei ministri ha deciso che il vertice del G8, previsto per luglio alla Maddalena, si terrà all’Aquila. Una città devastata dal terremoto, con i cittadini che vivono in tendopoli e il personale che li aiuta impegnato giorno e notte tra mille difficoltà.

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A Proposito di Emergenza Nazionale: Ecco come gli Inglesi del The Guardian hanno Ricostruito la Vicenda di Genova 2001

Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.

Così comincia l’interessante articolo sulla sanguinosa battaglia di Genova pubblicato il 17/07/2008 dal Guardian in occasione della sentenza al processo sui soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto. Qui di seguito ne trovate la traduzione completa.
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