Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e… crepa

Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “fase due”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’… meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).

Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci. (fonte)

Leggi il resto

Spider Truman alias Francesco Saverio Caruso, una Conoscenza di Vecchia Data

21 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Articolo originale del 10 agosto 2007

Oggi dalle mie parti la giornata è molto calda. C’è un vento caldo, bizzoso e molto forte. Tempo perfetto per gli incendiari. Infatti dai monti boscosi che coprono le spalle della mia città salgono grosse volute di fumo che proiettano ombre sinistre sulle strade spaccate dal sole. Gli aerei e gli elicotteri della protezione civile sfiorano i tetti dei palazzi nel loro rombante percorso che li porta da un mare scuro ed indifferente alle montagne devastate dalla fiamma.

Leggi il resto

Spider Truman è Francesco Saverio Caruso ex PRC?

21 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Spider Truman è Francesco Saverio Caruso ex PRC? Sembrerebbe di sì. Almeno secondo questi due siti dove, in maniera indipendente, due ricerche hanno condotto allo stesso risultato.

Fonte 1 Fonte 1a Fonte 1b

Fonte 2

Leggetele per farvi la vostra opinione.

Ringrazio il mio amico Emanuele per la cortese segnalazione di una notizia che, se confermata, sarebbe un mix tra ridicolo e pietoso.
Caruso è un ex parlamentare e, se è Spider Truman, o è stato testimone dei fatti che racconta e non li ha denunciati o è un millantatore. In entrambi i casi, la persona che si è fatta beccare così facilmente, è un pollo, come dice Emanuele. La rivoluzione digitale, facciamola fare a chi la sa fare. Attendiamo conferme ufficiali.
Di Caruso demmo la nostra modesta opinione (dopo i 50 usare il plurale maiestatis è consentito) in tempi non sospetti in questo articolo quando definirlo “caminetto” (piromane e venditore di fumo) non era politicamente corretto.

Il Bicchiere Mezzo Vuoto

27 marzo, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest

Ho scritto e pubblicato questi appunti nel 2006, cinque anni fa ormai. Non lo so per gli altri, ma per me è sempre imbarazzante confrontarmi con quello che ho scritto in passato.  A volte mi appare sgrammaticato, inutilmente volgare, ingenuo, melenso, confuso o retorico. In questo caso specifico, l’impressione derivante è un poco gradevole mix delle sensazioni precedenti unite ad un inatteso disagio per la grande differenza che misuro tra la percezione di allora e quella di oggi. La patologia che mi rende continuamente estraneo a me stesso è inguaribile. Lo sapevo, ma constatarlo è sempre doloroso.
Da allora ad oggi la mia vita fisica mi ha riservato gradi cambiamenti. Ho scoperto che una vecchia guerra mi lasciato ferite più profonde delle cicatrici che ho sul corpo e dei sogni che, di tanto in tanto, faccio ancora, ho perso tutto quello che possedevo in un’impresa sfortunata, ho seppellito persone carissime, ho perso il mio lavoro e cambiato città, ho avuto una bambina che, in questo momento, siede sulle mie ginocchia e mi obbliga a scrivere con una mano sola.
Ci vuole un grande impegno per sfuggire alla vita. Io, fino ad oggi, non ci sono riuscito. Buona fortuna a chiunque legga queste righe.

Leggi il resto

2010: Odissea per l’Italia

In questi giorni in Italia (ma anche in altri paesi del mondo) si respira un’aria tremendamente pesante. La crisi del governo, la crisi economica,  la chiusura totale al dialogo da parte dello Stato, sono tutte cose che hanno portato a un malcontento generale che non toccava questi picchi da anni. La divisione politica che si è inasprita da circa quindici anni e che negli ultimi tempi si è andata ad accentuare è diventata insostenibile e completamente controproducente. Il nostro Parlamento, formato da una maggioranza chiusa in se stessa e da un’opposizione incapace di dare un’alternativa concreta, è spaccato da tempo immemorabile, composto da un andirivieni di onorevoli da una sponda all’altra dettato da fragili alleanze momentanee che puntano alla mera sopravvivenza dei partiti.

Leggi il resto

Bungabungati a Sangue: Una Giornata di Sfiducia

15 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest, Storie Italiane

I gas lacrimogeni bruciano alla gola, gli occhi piangono. Anche i gas lacrimogeni non sono pìù quelli di una volta!. Prima con il limone ed un po’ d’acqua avevi un po’ di respiro. Oggi non più. Ma andiamo con ordine.
Il corteo lo raggiungo su via Imperiale. E’ un fiume di giovani. Sono a Piazza Venezia e fino al Colosseo è tutto un fiume di giovani per tutta la larghezza della strada . La zona che comprende tutte le traverse che portano al Parlamento è dichiarata Zona Rossa. E’ tutto sbarrato da gipponi e poliziotti in tenuta antisommossa. Ma dopo Piazza Venezia, all’angolo con Via degli Astalli chiuso da gipponi della polizia, questi vengono fatti oggetto di lanci di buste della spazzatura, di oggetti e poi bombe carta: I gipponi vengono presi a sprangate, lancio di pietre e bastonati. I poliziotti riparati dietro gli stessi incominciano a lanciare lacrimogeni. Ed è già qui che mi accorgo che la giornata non sarà facile e che assaggiato il gas questo non ha il sapore di una volta.

Il corteo si ricompone e prosegue. Gli unici malconci sono i gipponi! Davanti al corteo si forma un gruppo di più decisi. I volti coperti, non gridano slogan, non portano striscioni, ma accelerano il passo. Io con loro. Tento di fotografare questo spezzone, ma un pischello, si avvicina e con fare deciso , mi dice che non posso fotografare. Un piccolo diverbio, l’importante è che non riprendo i volti. Promessa fatta. Arriviamo a Piazza del Popolo. Al centro vi sono camion con gli altoparlanti che partono a bomba. Il corteo entra nella piazza. Non può finire così. Mi tengo alla larga. Via del Corso è una tentazione forte, Infatti dopo un po’ vedo il gruppo di prima che si ricompone, e partono di corsa. Prendono via del Corso, io dietro di loro, cerco, arrancando, di stare al passo. Ma io ho sessant’anni e loro venti. E’ partita persa! Però ho il teleobiettivo.

Un drappello di poliziotti si forma a sbarrare il passo. I due schieramenti si fronteggiano. Partono le pietre, i bastoni, i lacrimogeni, le bombe carta. Un gippone della finanza rimane incastrato e viene preso d’assalto dai manifestanti, Si incendia. Il finanziere viene tirato di peso fuori, malmenato dai giovani tratto in salvo dai suoi commilitoni. Via del Corso è tutto un fumo,fiamme dei candelotti fumogeni, occhi che bruciano, incomincio a vomitare, mi passano del limone, dell’acqua, ma non mi fanno niente. Sono al riparo con altri fotografi in una via di traverso, ma le pietre e le manganellate arrivano lo stesso. Siamo tra due fuochi. I manifestanti non vogliono essere ripresi, i poliziotti non vogliono che li riprendiamo quando incominciano a prendere alcuni manifestanti è giù botte senza pietà. L’asfalto si macchia di sangue.

La loro rabbia si scatena su quei pochi giovani che riescono a prendere. Sono proprio vicino, quando un carabiniere prende una ragazzina, la trascina per i capelli. Si avvicina un suo camerata e incomincia a tirare calci al ventre, ed insieme picchiano col manganello. Urlo, grido e scatto foto. “Lasciatela andare, è una ragazzina! Ora basta!”. Si avvicina un loro collega e mi strattona la macchina. Io non mollo, una piccola colluttazione, poi mi invita a dargli la scheda di memoria. Io acconsento, ma voglio che si verbalizzi. L’ufficiale si avvicina, mi prende la scheda, la schiaccia sotto gli stivaloni e poi mi dice” ora vai dai tuoi compagni bastardi comunisti e denunciami”! E’ fatto di coca! Me ne accorgo dal suo fare saltellante, energizzante, spiritato.

Lascio perdere. Ho un’altra scheda. Mi allontano Intanto le cariche si susseguono, I manifestanti hanno fatto una barriera con tutto quello che hanno trovato, ma i gipponi partono alla grande e sfondano tutto. Ora lo scontro si sposta nella piazza. I gipponi incominciano a fare carosello senza tener conto di chi sta davanti. Alcuni giovani si sono rifugiati sulla salita che porta al Pincio. ma scendono di corsa, accerchiano un gippone della polizia su via del Babbuino, lanciano candelotti fumogeni contro il gippone e questo prende fuoco e con lui anche le macchine a fianco. Gli scoppi degli airbag si susseguono. Le Tv straniere riprendono incredule. I giovani ora sono rifugiati su Piazzale Flaminio.

I poliziotti sbarrano le porta d’accesso alla piazza con i gipponi, e ricomincia il lancio di oggetti, gas lacrimogeni . Tutta la zona circostante e le vie parallele è un blocco di giovani e sono tanti, non sono solo pochi facinorosi, non sono solo black blok che accendono falò, fuochi, sbarrano e bloccano le strade adiacenti. I poliziotti sono asserragliati su Piazza del Popolo. I lacrimogeni lanciati ritornano indietro dal vento contrario. I tagli di Tremonti gli si ritorcono contro. Che paradosso! I proiettili dei gas non si aprono. Sono vecchi, forse bagnati. Occorreva approvvigionarsi , ma non vi sono i soldi.

Mi ritrovo dietro ai poliziotti , sento i loro discorsi. Sono anche loro incazzati. Li stanno mandando avanti senza coordinamento e con armi avariate. Si fa buio, i poliziotti stanno avendo la meglio, i giovani si sparpagliano. Decido di ritornare. Mi ferma un posto di blocco. Non si può passare, mi fa il poliziotto, devi fare il giro. Ma io devo prendere lo scooter, ti faccio vedere i documenti. Sei un giornalista? mi fa lui. Ed io. No sono un blogger e gli faccio vedere, non so perché, una tessera avuta da una associazione di camperisti con su scritto Press, ma che serve solo a certificare che sono abilitato a mandare foto e articoli di denuncia per gli abusi contro i divieti ingiustificati ai camper. Ah va bene, puoi passare, mi fa il poliziotto. La strada è lunga a piedi. I resti della guerriglia sono evidenti. Il Nerone ed i suoi accoliti sono rifugiati nel loro palazzo d’oro e di privilegi, difesi da poveri cristi a mille euro al mese che picchiano a sangue i loro figli, figlie e fratelli , per proteggere chi li offende e li umilia, negando loro il futuro.

Del Mondo che Verrà

23 agosto, 2010 di  
Archiviato in Cazzotti, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe, Strange Days

“Buongiorno. Sono le ore otto e quarant’uno minuti. Secondo le proiezioni dell’US Census Bureau, questa mattina la popolazione del pianeta ammonta a vent’uno miliardi ottocentocinquant’otto milioni novantasettemila trecentotrentanove individui. Ricordiamo ai nostri ascoltatori che oggi potranno uscire di casa e circolare soltanto i cognomi che iniziano con le lettere C,D,F. Buona giornata a tutti!”

Galbusera, scuro in volto, guardò la moglie seduta all’altro capo del tavolo:

- Quattrocentomila più di ieri, quattrocentomila meno di domani.– sospirò.

Lei allargò le braccia.

- Lo so cosa vuoi dire, – disse Galbusera, – che c’entriamo noi? Ma insomma, cazzo, se cento o duecento anni fa avessimo dato retta alla demografia, anziché all’etica, magari avremmo contravvenuto alla volontà di Dio, magari non ci sarebbero stati i soldi per pagare la pensione ai vecchi, ma almeno, adesso, potremmo uscire di casa quando ci pare … -

Lo interruppe una nenia che saliva dal giardino. Scostò la tenda, guardò giù. In mezzo al prato, all’ombra dell’unico albero superstite, una famiglia di migranti si preparava la colazione.

La donna rimestava in un paiolo appeso a un trespolo fatto con dei rami stretti in cima con un pezzo di corda. Due bambini, acculati, cagavano poco discosto dal fuoco. L’uomo, seduto con le spalle all’albero, cantava, percuotendo un piccolo bongo.

Galbusera lasciò ricadere la tenda.

- Dovrò tornare dal maresciallo.- sospirò

- Mangia qualcosa. –

- Mi andrebbe di traverso. – poi, dopo una pausa, – Credi che si chiamino Caganovic, con la ci? Capaci di chiamarsi Kaganovic con la kappa: Signur che repüblica! -

Tornò a guardare giù. Quel che restava del prato condominiale era uno spiazzo polveroso, maculato di fuochi spenti, ingombro di cartacce, di lattine, di bottiglie di plastica.

- Lo so già cosa mi dirà il maresciallo Morales: Querido, debe considerarse afortunado quiénes no entran en su casa! Fanculo! Non lo dice, ma ci gode!-

Martedì, mentre era di strada, recandosi dai carabinieri, si fermò al “Circolo degli Insubri”.

Nel vasto stanzone regnava una luce fioca. La gran parte dei soci (lettere G,H,I) stava attorno al fuoco, dal quale le ombre si partivano a raggiera per salire poi verticalmente lungo le pareti.

La caverna delle idee archetipe doveva essere così, quando Platone se l’immaginò, pensò Galbusera.

In compenso adesso faceva un freddo cane.

Gli Insubri, stretti in cerchio, sembravano fissare il fuoco con apprensione, come se quello dovesse spegnersi da un momento all’altro, tant’era fioco. Tuttavia non c’era un cane che buttasse legna sul fuoco. L’occupazione principale pareva essere quella di spingersi l’un l’altro, cercando di non darlo a vedere, per guadagnare di soppiatto la prima fila, quelli di dietro; per restarci, quelli davanti. Senza smettere un attimo di lamentarsi e di recriminare contro chi avrebbe dovuto provvedere e non aveva provveduto.

Non si capiva bene chi potesse essere.

Soprattutto non si vedeva legna in giro.

- El Comun l’ha minga fada giò la rubinia, quest’an? – domandò Galbusera, cercando di allungare le mani verso il fuoco.

- L’han fada giò sì… – borbottò quello davanti, senza spostarsi di un millimetro.

- E se n’han fa cusè?

L’han baratada cui cinès de Venegono Superiore!

- E i cinès s’han dàa in cambi?

- Han fàa l’iluminasiun del stadi!

- Uh Signur! Nüm serum minga bun?

- Serum bun una volta! Da quand che ‘l scandio e l’ittrio ghi han dumà i cinès, ciao ninèta!

- E i sindacaat s’han dì? Sciopero generale?

- Do han firmàa, vün no.(1)

- Me l’aspettavo! – impettì Galbusera, per dire che dei sindacati non ci si può fidare.

Salutò la compagnia, si rialzò il bavero, uscì in strada.

Malgrado fosse Agosto la giornata era fredda.

Le mezze stagioni erano sparite da un pezzo e ora mancavano pure quelle intere. Nevicava a ferragosto e i cocomeri si mangiavano a Natale, da quando la Corrente del Golfo aveva invertito la rotta alle Azzorre, lasciando a bocca aperta i climatologi dell’Intergovernmental Panel on Climate Change. Che pure, quanto a predizioni catastrofiche, non s’erano mai fatti mancare nulla.

In strada il solito spettacolo.

I marciapiedi pullulavano di ragazze che parevano androidi e di androidi che parevano ragazze. Gli androidi costavano la metà, ma si rompevano subito Moltissimi i giovani in cerca di prima occupazione. Tutti col doppio GCD al collo, uno davanti, l’altro dietro, su cui scorrevano ininterrottamente i curriculum personali: laurea in Scienza della Comunicazione, in Sociologia Sperimentale Comparata, in Filologia Medioevale e Romanza, in Glottologia Afro-sannitica … master in Realtà Mediatica Polimorfica a Grottaferrata … stage di quarto livello quale aggiunto di secondo rango nello staff dell’onorevole Cazzolopone …

Mancavano gli idraulici. Nessuno sapeva riparare un rubinetto, nessuno sapeva costruirlo. Da quando gli esperti avevano stabilito che l’epoca industriale cedesse il passo al terziario avanzato, i rubinetti si facevano solamente in Cina. Un fatto altamente positivo, un’opportunità, avevano spiegato gli esperti a destra e a manca. Purtroppo s’erano sbagliati.

Ora è facile riderci su, ma allora pareva l’uovo di Colombo, la panacea di tutti i mali.

Metti che io venga nel tuo centro estetico e mi faccia fare tre lampade, pagandoti mille renmimbi, l’equivalente di cento euro d’allora. Coi mille renmimbi tu vai dalla parrucchiera e quella ci paga la rata dell’intervento alle chiappe, che s’è dovuta fare per poter andare a una di quelle trasmissioni che vede tutto il pianeta e dunque ti fanno sentire qualcuno. Il chirurgo dal canto suo ci può pagare l’avvocato, che lo difende nella causa che gli ha intentato la signora Alba … In questo modo il nostro PIL è già lievitato di quattromila renmimbi. A dimostrazione che si può far girare l’economia solo rendendoci dei servizi tra di noi, senza faticare troppo. Si troverà sempre qualcuno meno evoluto che produrrà il tondino, gli aeroplani, le patate al posto nostro. Lavori che si suda solo a pensarci. Gli daremo in cambio bozzetti, reggipetti, pagherò, voucher, Bot, Boc, cds. La finanza creativa servirà pure a qualcosa. Questa era la tesi.

Come si poteva pensare che quelli del tondino sarebbero stati così cafoni e ingrati da rifiutarsi di barattare un rubinetto con un CCT?

- È esattamente ciò che successe.- si disse Galbusera.

Era fermo a un crocicchio.

Una piccola folla seguiva col naso per aria le immagini sullo schermo che attraversava la strada, da un lato all’altro, sopra il semaforo.

Il novantasettesimo tentativo cinese di teletrasporto su Proxima Centauri era fallito, così come tutti quelli che l’avevano preceduto.

Altri tremilasettecento volontari italiani spariti nel nulla. Questa volta, tuttavia, lasciando dietro di sé una debolissima traccia di fumo.

Un passo avanti, secondo la scuola di pensiero che si rifaceva alla relatività generale. Un passo indietro, secondo i seguaci della fisica quantistica. Un atto dovuto secondo gli epigoni di Elon Lindenstrauss, medaglia Fields nel lontano 2010, propugnatore della teoria ergodica secondo cui tutto ciò che può accadere prima o poi accade.

Mentre secondo l’eminente sinologo Bordeson de Soto, si trattava di un evidente tentativo politico per screditare la presidenza dell’Illuminato. I politici di sinistra, sia pure con molti eleganti distinguo, erano d’accordo. Contrari quelli di destra. Possibilista l’UDC.

Quanto alle loro eminenze, i cardinali di Roma, secondo costoro a non rispettare la volontà di Dio, i cinesi sono atei confessi, non poteva finire altrimenti.

Non ci sono prove, ma qualcuno giura d’aver sentito Galbusera mormorare:

Uh Signur, se gh’avessen dà a trà a la demografia!(2)


Note
  1. Il Comune non l’ha tagliata la robinia, quest’anno?
    - Certo che l’hanno tagliata…
    - E cosa ne hanno fatto?
    - L’hanno barattata coi cinesi di Venegono Superiore!
    - E i cinesi cos’hanno dato in cambio?
    - Hanno fatto l’illuminazione dello stadio!
    - Uh Signore! Noi non eravamo capaci?
    - Eravamo capaci una volta! Da quando lo scandio e l’ittrio li hanno solamente i cinesi, ti saluto ninetta!
    - E i sindacati cos’hanno detto? Sciopero generale?
    - Due hanno firmato, uno no. []
  2. Oh Signore, se avessero dato retto alla demografia! []
Fine delle Note

Scoop: Il Finale di Lost Anche su MenteCritica

Se sei arrivato su questa pagina perché  non riesci ad accedere a questo link per vedere il post originale di MacchiaNera a causa dello spropositato numero di tentativi di accesso, ma riesci tranquillamente ad accedere a questa pagina del  Corriere dove c’è testualmente scritto che nei prossimi mesi corri il rischio di ritrovarti il Fuoco Greco sotto il culo e il bancomat tirerà fuori solo un bigliettino con scritto: Non hai vinto, ritenta, allora meriti di conoscere il finale di Lost in anticipo su tutti:

Jack riceve un messaggio dal suo ospedale che gli comunica l’avvenuta esternalizzazione del suo reparto. Passerà in una S.r.L. in attesa della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà.

Locke si ritroverà licenziato a cinquantatré anni senza nessuna prospettiva di ricollocazione e sarà talmente incazzato che gli uscirà il fumo nero dal culo.

Kate non troverà mai un lavoro dove il capo non voglia toccarle culo e tette.

Sawyer diventerà un camorrista e girerà per negozi a chiedere il pizzo.

Benjamin Linus si metterà a fare il caporale per gli extracomunitari che raccolgono le pummarole in provincia di Caserta.

A Sayid non rinnoveranno il permesso di soggiorno e sarà costretto a faticare a nero per una ditta di costruzioni a venti euro al giorno per 12 ore di lavoro. Senza caschetto.

Jin e Sun diventeranno due bambole con gli occhi a mandorla e con i nomi ridicoli per le figlie delle signore pernacchie che non adotterebbero mai un bambino nero, ma vogliono far vedere che le loro bimbe amano la diversità.

Hugo parteciperà all’isola dei famosi dicendo di voler perdere peso, poi si bisticcerà con Antonella Elia e finiranno a tirarsi i capelli.

Jacob aprirà un bar dove si può anche giocare al lotto, alle scommesse e ai videopoker. Si farà un sacco di soldi, si comprerà una villetta a Varcaturo, nel giardino metterà un cane feroce e si guarderà i mondiali sul suo plasma da 55 pollici bevendo birra e facendo i rutti.

La Sigaretta Come un Fallo: Fumare è una Violenza Sessuale?

Una nuova campagna francese contro il fumo che gioca su un doppiosenso pornografico ha ottenuto un’attenzione largamente superiore a quella prevista dai suoi stessi ideatori. Chi la contesta sostiene che offende il comune senso del pudore e che crea una falsa analogia tra sesso orale e fumo.

La Francia(1) ha vietato da tempo il fumo nei caffè, nei bar e nei ristoranti. Ciò nonostante, secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, il vizio è ancora in aumento tra i giovani in Francia, cosa che, secondo la l’organizzazione anti fumo Droits des non-fumeurs(2), giustifica pienamente la campagna.

Lo slogan è abbastanza blando: “Fumare è essere schiavi del tabacco”, ma è accompagnato dalla foto di un uomo adulto visto di lato, mentre spinge verso di sé la testa di una ragazza adolescente. Gli occhi della ragazza sono a livello della cintura e guardano verso l’alto con paura. La sigaretta sembra emergere dai pantaloni dell’adulto come un fallo. Due altri annunci mostrano ragazzi nella stessa posizione. L’adulto, in questo caso, indossa giacca e orologio.

Marco de la Fuente, vice presidente della BDDP & Fils, la società pubblicitaria che ha creato la campagna, ha detto che gli annunci non sono stati progettati “per piacere o per scioccare la gente, ma per indurre un cambiamento, per riportare in evidenza un fatto di cui non si parla abbastanza e che minaccia i giovani.”.

Secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, tra il 2004 e il 2007 e il 2008 e il 2009, la percentuale di fumatori tra i quattordicenni francesi è salita dal 5 all’8 per cento: tra i sedicenni dal 14 al 18 per cento. Un quarto dei diciottenni fuma ogni giorno.

Il signor de la Fuente ha dichiarato: “Prima si inizia a fumare e maggiore è la dipendenza, ma i giovani pensano di essere invincibili. A loro piace flirtare con il pericolo.” Ha poi aggiunto che i giovani vedono il fumo come un simbolo di emancipazione, un passaggio verso l’età adulta e un atto “trasgressivo “. Gli annunci, ha detto, cercano di convincerli che il fumo è “un atto di ingenuità e di sottomissione.” Ha continuato: “Non possiamo essere tiepidi su questo argomento, dobbiamo colpire duramente. Stiamo lavorando contro anni di mito, basato sul cinema e le star hollywoodiane, e lottiamo con zero euro”.

La reazione sul sito web della Droits des fumeurs non è stata univoca. Ad esempio, un commento recita:”La campagna banalizza gli abusi sessuali – peggio ancora, implica senso di colpa da parte dell’abusato”.

Florence Montreynaud, presidente di La Meute des Chiennes de Garde(3) che si oppone al simbolismo di violenza sessuale nei film e nella pubblicità, ha definito l’annuncio “insopportabile” e ha detto “ciò che più sconvolge è la banalizzazione della violenza sessuale “.

Montreynaud ha affermato di essere una femminista e membro di lunga data di Droits des Non-fumeurs. “Ma è terribile rappresentare in pubblico questo tipo di immagine limitata alla pornografia”, ha aggiunto. “Sono costernata. Si tratta di mancanza di fantasia. Quando le persone non hanno idee usano corpi femminili.”

Nadine Morano, segretario di stato per la famiglia, nel corso di un’intervista a Radio Monte Carlo, ha affermato che è sua intenzione arrestare la campagna avendo trovato il simbolismo intollerabile. “Si può tentare di scioccare parlando di fumo, non mi dà fastidio, ma ci sono altri modi per impostare una campagna”.

Il presidente della Droits des non-fumeurs, Gérard Audureau, ha detto che la campagna è stata avviata dopo che un campione di studenti delle scuole superiori a cui era stata mostrata l’aveva accolta favorevolmente. Per diciotto anni, ha detto, “ne abbiamo parlato gentilmente, riferendoci all’aspetto sanitario dei danni polmonari, ma i giovani si sentono invincibili, immortali.” Il quotidiano Le Parisien riferisce una sua affermazione: “Utilizzare il sesso è un modo per ottenere la loro attenzione. E se è necessario scioccarli, sciocchiamoli. ”

Bertrand Dautzenberg, presidente dell’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, ha messo in dubbio la validità della campagna. Secondo Le Parisien, avrebbe affermato: “Questa campagna spaventa gli adulti, non i ragazzi.”

Traduzione ed adattamento dell’articolo di Steven Erlanger

French Ad Shocks, but Will It Stop Young Smokers?

pubblicato sul New York Times del 24 febbraio 2010


Note
  1. come l’Italia N.d.T. []
  2. diritti dei non fumatori []
  3. la Muta dei Cani da Guardia []
Fine delle Note

Sigarette: L’Ipocrisia che Puzza di Cadavere

Leggo con divertito disappunto che commissione Sanità del Senato si appresta a varare una legge bipartisan allo scopo di impartire un “giro di vite” al vizio del fumo.

Provvedimento cardine di questa manovra dovrebbe essere l’ “obbligo per i produttori di inserire nei pacchetti un bugiardino dove saranno elencate le sostanze cancerogene che attualmente non vengono dichiarate“. (fonte)

Apperò, il bugiardino. Vedo già i quadri dirigenti della Philip Morris entrare nel panico e vendere le azioni ricevute con il meccanismo delle stock option.

Leggi il resto

…Potrei Sempre Incominciare, Però…

20 agosto, 2008 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte

Agosto se ne sta andando, è passato il periodo delle stelle cadenti. Per me quest’anno nulla da fare: nessuna stella cadente avvistata, ergo nessun desiderio da poter esaudire.

Accidenti, ora dovrò aspettare un anno intero. E il brutto è che non posso neanche accendermi una sigaretta per ingannare l’attesa, perché non ho mai fumato.

…. potrei sempre incominciare, però.

Leggi il resto

Guerra ai Ciccioni: Anche i Francesi Sparano Cazzate

6 agosto, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Meccanica delle Cose

Giusto per fare dispetto a Fully, stamattina leggendo il Corriere on line, ho accuratamente evitato le notizie più lette, anche perché sono uno snob asociale. Ho scoperto che i francesi hanno dichiarato guerra al cibo spazzatura, il che considerando che la loro cucina familiare non ha niente a che fare con quella della loro famosissima ristorazione, li mette contro il 90% di quello che mangiano.

Leggi il resto

A Chi Interessa Veramente la Nostra Salute: Storia di Zio T e delle Balle che ci Raccontano

Delle Fragili Cose

Per quanto delle volte mi risulti impossibile crederlo, anche io, un tempo, sono stato un bambino.
I ricordi di allora si fondono spesso con i sogni e, talvolta, mi è difficile distinguere ciò che accadde da ciò che ho solo immaginato o temuto.
Zio T era il marito della sorella di mia madre. Allora mi appariva altissimo e magro come uno stecco. Con gli anni la sua altezza ha smesso di farmi impressione, ma la sua magrezza nervosa l’ha conservata fino ad oggi.
Leggi il resto

Il Fumo Tiene Lontano…

25 ottobre, 2007 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, La diversa Opinione

Vietato fumareSono nata negli anni 60, quando la sigaretta era uno status symbol, chiaro segno di emancipazione per le donne e di machismo per l’uomo. Si fumava dappertutto, negli uffici pubblici, nei locali di ritrovo, al cinema, sugli autobus e perfino negli ospedali. Non c’era nessun rispetto per i non fumatori, gli studi sul fumo attivo e passivo erano di là da venire e, cosa ancor più grave, non c’era rispetto neanche per la salute dei bambini. Le bionde venivano celebrate sui giornali, nelle pubblicità, al cinema…. chi di noi può dimenticare il grande Bogart?

Leggi il resto

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...