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Sandbox

20 giugno, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

E’ passata meno di una settimana dalla rivoluzione popolare che avrebbe dovuto stravolgere l’Italia e tutto è ritornato come prima.
Su Facebook,  l’avatar dei “4 sì” è stato sostituito dalla faccina sbarazzina della furbetta che provoca facendo vedere e non vedere, dallo stemmino della squadra del cuore o dell’immarcescibile Che Guevara. Sui giornali tornano in prima pagina Mora di bianco vestito e la fascinosa Sara Tommasi in una rivisitazione di grande buon gusto dell’esplosivo incontro tra Bin Laden e Chuck Norris. I libici non ne vogliono sapere di perdere la guerra quando ha deciso Frattini, l’Italia è dilaniata dal dibattito sui ministeri al Nord, a Restivo piaceva Elisa Claps, per Matteo Salvini belli non è un genitivo, ma un semplice aggettivo declinato al plurale.

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Osceni Pensieri

15 giugno, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Mi ritrovo a cercare una scusa per illustrare quello che scrivo con la foto di una bella ragazza. Quando qualcuno condivide un pezzo di MenteCritica su Facebook, se l’anteprima rappresenta una donna, magari carina e scollacciata, le letture crescono, il verbo si diffonde e le conversioni sulla via per Damasco aumentano vertiginosamente. L’apostolato del terzo millennio ha i suoi compromessi. Ai campioni del passato bastavano  pani e pesci. Gli sfigati bipolari si devono arrangiare con le tette.

Alla fine ho deciso di fregarmene e di barare spudoratamente.

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Guerra alla Libia: ma che Succede Davvero? E Quale è la Posizione dell’Italia?

22 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Fra aerei ripresi in controluce e immagini patinate, il racconto della guerra moderna cambia e somiglia sempre di più a un film. Come al solito, però, la prima vittima è la verità.
Che sta succedendo veramente in Libia? E’ una rivolta dove un regime sanguinario fa strage di innocenti o una guerra civile fra fazioni dove quella minoritaria stava soccombendo prima dell’intervento militare francese? Qual’è la posizione dell’Italia? I nostri caccia sparano o no? Esiste una coalizione che agisce nell’ambito di un mandato ONU o si tratta di un’azione unilaterale alla quale si è fornita la copertura di una risoluzione?

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Guerra alla Libia: l’Ennesima Figura di Merda Tricolore

20 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Nei confronti della questione libica gli atteggiamenti possibili erano solo due, diametralmente opposti, ma due:

  1. Tener fede al trattato di partenariato sottoscritto solo qualche mese prima e cercare di assumere un ruolo privilegiato di mediazione tra la comunità internazionale e Gheddafi per raggiungere una soluzione pacifica. Gheddafi era già Gheddafi quando Berlusconi gli baciava la mano e gli faceva fare campeggio a villa Pamphili, quindi non ‘cera nessuna motivazione per violare il trattato se non le cazzate sulle fosse comuni che fanno presumere che in Italia i servizi segreti non fanno un cazzo come tutti i dipendenti pubblici.
  2. Fare la parte della moglie tradita che scopre all’improvviso che il marito è un grandissimo figlio di puttana e, “anche in virtù degli innegabili legami storici con il popolo libico”  porsi a capo di un corpo di spedizione internazionale per bombardare Gheddafi e tutti i suoi accoliti a tappeto e senza pietà. Portaerei, Tornado, Eurofighter, missili, quello che serviva. Fino a che morte non sopravvenga.

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Voglio Fare il Mercenario!

La rivolta popolare in Libia, argomento ampiamente trattato dagli organi d’informazione nelle ultime settimane, oltre ad offrire l’occasione per l’ennesima operazione di disinformazione (si veda a tal proposito la nostra indagine “Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!“), ha risvegliato l’interesse dell’opinione pubblica per una figura fra il misterioso ed il romantico: il mercenario o, come si definisce ora in gergo tecnico, il “private contractor”.

Giornali e TV hanno sottolineato più volte che Gheddafi utilizza mercenari (o private contractor) per difendere il suo regime. Probabilmente, il messaggio che si vuol far passare è che non esiste una fazione autoctona che difende Gheddafi per motivi ideali, ma solo stranieri disposti a farlo esclusivamente per danaro. La cosa, sul campo, sta avendo effetti drammatici che vanno aldilà della semplice manipolazione dell’opinione pubblica in funzione di possibili azioni militari occidentali. Decine di persone di colore stanno rischiando la vita in Libia perché vengono considerati dei mercenari, anche se magari si tratta semplicemente di operai. Evidentemente anche in Libia si naviga su Internet e si guarda la CNN.

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Per Fortuna che c’è WikiLeaks

Per fortuna che c’è WikiLeaks altrimenti non avremmo mai saputo che:

Gheddafi si fa il botox
Putin è un dittatore
Berlusconi e Putin fanno affari insieme
Medvedev non conta un cazzo
Berlusconi si stronca a puttane
La Cina ha cercato di attaccare Google
Berlusconi, come leader, è un incapace (perché a fare i cazzi suoi è capacissimo)
Frattini non conta un cazzo
Israele non è fiduciosa sull’esito dei negoziati con l’Iran
L’Iran è una dittatura
Ahmadinejad è un fanatico
Gli USA spiano i vertici ONU

Nelle prossime ore usciranno il seguito delle “rivelazioni”. Speriamo bene, sennò sarà come uno di quei casi nel quale il trailer è meglio del film che si rivela scontato e banale. A questo punto le vite in pericolo sono di quelli che rischiano di morire di noia.

Italiani all’Estero Arrestati-Rapiti e Liberati: Come Funziona.

20 aprile, 2010 di  
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Oltre il Confine

Funziona così.

Sei uno di quelli che la crisi economica manco sa cosa sia. Anzi. Ti annoia questo parlottio sullo zerovirgolazerozerozero1 del prodotto interno o esterno che sparisce o non cresce o cresce solo dello zerovirgolaeccetera per non ripetere.

Sei uno di quelli che mentre slalomi nel traffico con il tuo suv da vero s.u.c.a.b.s (sono un coglione a bordo suv) clicchi su è giù nel web per cercare il nuovo modello del tuo prossimo fuoristrada (che guiderai sempre da sucabs) e delle “idee” per il tuo prossimo viaggio vacanza.Sì. Perché è ora di concedersi una pausa. Insieme alla tua compagna. Lasciando a casa il resto della famiglia allargata che durante i week-end torna al genitore biologico, ma, più spesso, veleggia al mare o fa una grigliata in montagna.

E poi, se rimangono qui ti potrebbero servire…

Hai già esplorato il mondo. Sei stato a Sharm El Sheik nel 1973 quando i rapporti tra egiziani e israeliani erano turbolenti.

Sei stato a Los Roques quando ancora i trasferimenti interni avvenivano con le liane di Tarzan. Certo. L’hai vista brutta; ma era proprio ciò che volevi.

Sei stato a fare un safari nel Botswana quando il tuo salumiere e l’estetista di tua moglie (la prima) andavano allo zoosafari di Fasano.

Sei stato in ogni dove e quando a rompere i coglioni agli indigeni locali che hanno ben altro a cui pensare che organizzare “percorsi insoliti e inesplorati”, e che quando vedono arrivare quelli come te pensano: ecco il solito coglione occidentale in cerca di avventura, facciamogli venire il tremor di culo.

Se sei uno di questi, e trovi qualche indigeno che ha superato l’era del cannibalismo ma gli rimane la voglia di spiegarti che gli stai rompendo i coglioni e insieme al suo gruppo Facebook (fisico non virtuale) ti rapisce, avrai ciò che cercavi: una “vacanza diversa, nuova, eccitante”.

A casa tua, nel paese occidentale, i tuoi figli e i figli della tua compagna ma anche la tua ex moglie se con lei hai rapporti civili e perché no, l’ex marito della tua attuale compagna se ha mantenuto rapporti civili con la sua ex moglie, faranno un appello in tv e ai giornali (capito adesso perché è sempre meglio che parte della famiglia allargata stia a casa) per la tua liberazione.

Appello al quale non rimarrà insensibile il tuo ministro degli Esteri, che per sottrarre un coglione come te dal ritorno del cannibalismo pagherà un riscatto con i soldi di quelli che hanno visto diminuire il potere d’acquisto del loro reddito in misura maggiore dello zerovirgolazerozerozero1. Sai, quelli che si vedono ogni tanto in tv sopra un tetto, fuori da qualche cancello di un’azienda, in mezzo ad una tangenziale e che ti costringono a fermarti mentre slalomi a centocinquanta all’ora in culo al codice stradale.

Quelli che..nella migliore delle ipotesi, vanno in vacanza a Cesenatico.

Se invece sei un medico…

Di quelli che anziché lavorare in un ospedale milanese o lombardo, anche perché non sei ciellino, decide di mettere a compimento il giuramento di Ippocrate andando a esercitare la sua professione in Afghanistan. Per guarire, per salvare la vita a una popolazione che vive in povertà tra il fuoco degli ‘esportatori’ di democrazia e quello talebano.

Se sei uno di questi medici, ti potrebbero arrestare da un momento all’altro e accusarti di nulla. Il tuo ministro degli Esteri, tra una raccolta fondi per liberare il sucabs rapito dagli indigeni in lotta con i governativi o dai pirati a corto di contratti cinematografici, si “raccoglierà in preghiera” sperando che tu, medico di Emergency in Afghanistan, non sia colluso con il terrorismo talebano. Perché lui non ti conosce, non sai chi sei. Per lui sei uno che sta con un’organizzazione di “sinistra” che non vuole la presenza dei soldati italiani in Afghanistan.
Chissà di quale atto criminale ti potrai essere macchiato.

Se sei uno di questi medici dovrai solo sperare di avere, personalmente o tramite l’organizzazione con la quale lavori, qualche conoscente internazionale e una società civile italiana che crede che tu sei là non per girare una fiction, ma per salvare vite umane; per ridare alle persone – soldati e civili – dignità fisica e psichica.
Potrai solo contare su queste persone che faranno sentire la loro voce così forte che, guarda quanto è buffa la vita, il ministro degli Esteri potrebbe “riconsiderare” la sua inazione e rivedere i suoi piani.
E, magari, non attingere ai fondi per i sucabs.

Rassegna Stampa: Il Gioco del Silenzio

18 agosto, 2008 di  
Archiviato in Rassegna Stampa

Sottotitolo: i manganelli sono fuori moda

Ho letto tre notizie tramite il servizio di aggregazione delle notizie di un famoso sito, sito a Mountain View. Due agghiaccianti, la terza mi fa sperare.

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Ferragosto: Italia mia Finalmente ti Riconosco

14 agosto, 2008 di  
Archiviato in Rassegna Stampa

Ossezia

Mi sono convinto che la questione Ossezia è una gran palla giornalistica. Qualche immagine di repertorio, le solite esagerazioni, i consueti reportage allarmistici. Vi sembra che se ci fosse stata veramente una crisi, il nostro ministro degli esteri se ne sarebbe rimasto in vacanza invece di partecipare al vertice d’urgenza dei ministri europei?

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