Fenomenologia dell’Opera Lirica
4 settembre, 2011 di Emanuele
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica
Pregherai fino all’alba; io sarò teco.
Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.
Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.
Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.
Echi
6 febbraio, 2011 di Emanuele
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere
Un lago
Erano seduti sul divano vicino al camino. Al piano di sotto la festa continuava senza di loro.
Alla fine dei soliti discorsi, dopo un attimo di silenzio e girando il capo verso i suoi occhi, lei gli chiese: “sei felice”?
Lui si alzò di scatto e prendendole la mano la trascinò sul balcone.
L’aria gelida non sembrò preoccuparli; il lago si affacciò davanti ai loro giovani sguardi, possente e maestoso, reso brillantemente opaco dall’inverno.
“Guardalo” disse lui “è quasi più bello ora che d’estate; la foschia lo assopisce, culla le foglie morte delle piante che lo difendono; e il cielo così grigio e triste sembra uno specchio che riflette serenità. Questa incantevole desolazione mi rende felice ora ma domani questa splendida emozione sarà solo un bel ricordo; delle volte non restano che gli attimi”.
Strade
30 gennaio, 2011 di Emanuele
Archiviato in Caffè nel Deserto, Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Oltre le Righe
La strada di ogni giorno
Se ne stava li in parte alla carreggiata, tra il fosso e il guard-rail, appoggiato al suo decespugliatore, in un momento di pausa.. chissà; immerso nei residui della nebbia notturna che soffoca la pianura guardava quel fiume di macchine passare, con gli occhi spenti sul vuoto.
Sembra dire “che ci faccio qui?” Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, inizio a pensare la stessa cosa.
Ancora quel ragazzo. L’ho visto in almeno 5 paesi diversi. Vende noci di Sorrento sul ciglio della strada. 5 euro per 2 chili. Cammina avanti e indietro sul marciapiede e si soffia sulle mani per combattere i 4 gradi che mordono la pianura. Ha i pantaloni strappati, ma non quegli strappi fashion che vanno di moda, un giubbotto quasi estivo.
Tra una nuvola di fiato e l’altra sembra dire “che ci faccio qui?” Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, continuo a pensare la stessa cosa.
Guccini – Il Maestro della Porta Accanto
14 giugno, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in latest, Suoni & Musica
Guccini compie 70 anni
Non era né , né L’avvelenata. Il “mio” Francesco Guccini si ritrovava nella e, ancor più, ne e , sua ideale prosecuzione.
Le osterie, al tempo in cui ascoltai il brano per la prima volta, non le avevo mai viste in vita mia, salvo qualche sparuta stamberga sul Ghisallo, e ne conservavo un’immagine alquanto fantasiosa, remota, libresca: da Promessi Sposi, insomma. Eppure le percepivo in qualche modo anche vicine, reali; forse perché le associavo ai colori autunnali, e per me autunno significava ottobre, quindi scuola.
