Vigor mortis
15 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
La Libertà di Stampa e la Buona Informazione
2 novembre, 2010 di fma
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione, latest
La libertà di stampa è un tabù che l’inconscio collettivo tende a far coincidere con la buona informazione.
“That’s the press, baby. The press! And there’s nothing you can do about it. Nothing!”, come diceva il vecchio.
Ebbene, dopo cinquant’anni passati a leggere i giornali, considerato il punto in cui siamo, può nascere il dubbio che la libertà di stampa senza buoni giornalisti non basti affatto a fare una buona informazione.
Almeno per due motivi.
Il primo.
Siccome non tutti i fatti diventano notizie e siccome le notizie non possono avere tutte lo stesso rilievo, è evidente che qualcuno le sceglie e le classifica in ordine di importanza. Che nel farlo sia libero va bene, ma non garantisce che il risultato sarà oggettivo ed equilibrato.
Il secondo.
Siccome i fatti diventano notizie attraverso la mediazione del linguaggio e siccome il linguaggio è l’espressione di un retroterra culturale, la libertà d’informazione garantisce soltanto che la notizia rifletterà la visione del mondo del narratore.
Alcuni giorni fa il Corriere della Sera riportava su mezza colonnina a pagina 45: .
Mentre in prima titolava: La nuova legge elettorale, Il rapporto che accusa Verdini, La Nato e i caduti italiani, Berlusconi fermo 7 giorni dopo l’intervento alla mano, Tassista ridotto in coma.

Siccome qualcuno potrebbe obiettarmi: ne sutor ultra crepidam!(1), io da semplice ciabattino chiedo: cosa spinge il direttore del maggior quotidiano italiano a mettere la mano di Berlusconi in prima pagina e il niet dell’Europa in 45esima?
Il calcolo economico, la consapevolezza che Berlusconi farà vendere e le bacchettate alla Chiesa no?
Ne dubito. Sono pronto a scommettere i miei ultimi dieci copechi che agli italiani interessa di più sapere che la Chiesa, oggi esentata, domani potrebbe essere chiamata a versare il suo nelle casse dello stato, piuttosto che la mano di Berlusconi guarirà in sette giorni.
Oppure è calcolo politico, volontà di non dispiacere un potente, desiderio ingraziarselo? Chissà! Ma, se così fosse, di che libertà staremmo parlando?
Dunque, se scartiamo il calcolo economico e quello politico, non ci restano che le convinzioni del direttore. Che è sicuramente una condizione di forza, ma anche un limite, perché nulla osta che le convinzioni, anche le migliori, siano sbagliate. Come il caso citato parrebbe dimostrare.
Certo che ognuno di noi, se costretto a scegliere tra un giornale squilibrato, debordante, partigiano, e uno regolato dal Minculpop, sceglierebbe il primo. Ma forse, potendo contare su più opzioni, ne preferirebbe un terzo, più fedele ai fatti che alle convinzioni del direttore.
È irrealistico chiedere una stampa più rispettosa dei fatti?
È illiberale chiedere che l’ego del cronista trovi un limite nel diritto del lettore di non essere disinformato?
Alla prima questione, su cosa determini il rilievo dato alle notizie, si allaccia direttamente la seconda, che riguarda il modo in cui le notizie vengono raccontate. Ogni giornalista e ogni giornale hanno il loro modo di raccontare le cose. Tanto che lo stesso fatto diventa una notizia diversa, passando da un giornale a un altro.
Per esempio:
Berlusconi: “Amo le donne e non cambio” Niente pressioni, il giudice fece uscire Ruby., .
Mentre : Ecco i falsi della Questura dopo le pressioni del premier.
Stiamo parlando della stessa cosa, vista da due diverse percezioni del mondo e del potere. Probabilmente libere entrambe. Ci metto il probabilmente, per non fare la parte dell’ingenuo.
La stessa cosa se parliamo di televisione.
Poniamo che io mi creda di sinistra e scelga il TG3, ma sarebbe lo stesso se mi credessi di destra e scegliessi il TG4.
Avrò la mia razione quotidiana di chiacchiericcio politico, di lavoratori sui tetti, di vicende pruriginose, di crimini efferati. La nostra inviata col suo microfono ogni giorno davanti al luogo del misfatto. Sullo sfondo paesani alla rinfusa che si spingono per entrare nell’inquadratura. Costernata esposizione del crimine in forma di tema scolastico con finale edificante, fitta di aggettivi, trapunta di condizionali. Da una parte i cattivi, criminali o industriali, dall’altra il popolo, anziani indifesi, giovani mamme, sfortunati papà, bimbi inermi, migranti offesi. I nativi, richiesti di un’impressione, confermano che assolutamente non se lo sarebbero mai aspettato.
Stessa cosa da Bruxelles, solo che la nostra inviata Giuseppina P. è in collo di volpe e sullo sfondo non ci sono i cavoletti ma un festoso garrir di bandiere. Si vede che i Belgi non hanno tempo da perdere. Eloquio concitato, inquadratura stretta che non si vedano troppo le mani, perché con quelle, di qualsiasi cosa parli, non smette un momento di fare le fiche. Distratti, si finisce per perdere il filo del discorso.
Il Roberto T. che vi parla è quello di qua, quello sullo sfondo è Montecitorio. Cosa sia successo non si sa, probabilmente niente, ma si viene a sapere cosa ne pensano Gasparri e Franceschini.
Qui non ci si può difendere col non comprare il giornale. A chi non paga il canone, la multa gli arriva direttamente a casa.
Cosa si può fare per migliorare una simile Informazione, in attesa che nascano giornalisti migliori?

Non ho un piano preciso, ma due o tre cose si potrebbero fare, secondo me, senza rischi e senza spendere un soldo:
- Innanzitutto metterla a dieta. Smettere, assolutamente smettere, di finanziarla col denaro pubblico (Si veda a questo proposito l’inchiesta pubblicata su MenteCritica con i nomi delle testate e l’entità del finanziamento). Chi non incontra l’interesse dei lettori si dedichi ad altre attività. Perderemmo anche qualcosa di buono, ma soprattutto tante schifezze. Non si può avere tutto. I risparmi potrebbero essere devoluti alla ricerca, che dice che ne ha bisogno.
- Ridurre drasticamente il numero delle pagine dei quotidiani. Trenta al massimo, di cui non più del 20% dedicato alla pubblicità e vinca il migliore. Senza inserti di nessun tipo. Mai. Affinché gli addetti ai lavori imparino a fare economia di parole. La necessità di sintesi affina il linguaggio. La concisione è nemica dell’enfasi e della retorica. I lettori tornerebbero ad apprezzare l’arte di leggere e scrivere. E magari il prezzo dei quotidiani potrebbe scendere a un euro.
- Privatizzare la Rai, subito, domani mattina. Tanto peggio di così non può diventare. Oltre al canone ci risparmieremmo l’incazzatura di sapere che in quel modo paghiamo uno stipendio di due milioni all’anno ad Antonella Clerici.
Il tema è vasto. Si accettano contributi.
Note
- ciabattino non andare oltre le scarpe, vedi [↩]
Legge o Educazione?
23 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia
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Leggo oggi una nota pubblicata dal Corriere della Sera on Line che, per la sua brevità, è utile riportare per esteso:
Franceschini: «No a donne -oggetto. Una legge per tutelarne la dignità»
PALERMO – «L’uso delle donne è diventato insopportabile. La tv presenta corpi femminili come oggetto di consumo, questo è il modello patinato dell’Italia patinata».
UNA LEGGE – Lo ha detto Dario Franceschini, candidato alla segreteria nazionale del Pd, oggi a Palermo. «Faccia il Parlamento una legge che punisca i comportamenti – ha aggiunto – contro la dignità delle donne». «Mi chiedo se può essere la bellezza – ha osservato Franceschini – il requisito per l’accesso alle istituzioni». «Se chi ha offeso le donne non sente il bisogno – ha detto – di chiedere scusa lo faccio io a nome di tutti gli uomini».
Volendo sorvolare pietosamente sul patetico populismo della chiosa finale, non è tuttavia possibile fare a meno di notare l’enorme errore concettuale del candidato alla segreteria del (per ora) maggiore partito di opposizione italiano.
L’errore è lo stesso che ha caratterizzato il sostanziale fallimento della legge contro l’omofobia un paio di settimane fa.
Elezioni Europee: Analisi e Pronostico di un Voto dai Possibili Risvolti Nazionali
3 giugno, 2009 di Alessio in Asia
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Tra qualche giorno gli italiani voteranno per le elezioni europee. Come nella provinciale Italia le elezioni europee saranno solo una sorta di test di gradimento per il governo e, di conseguenza, un’occasione di riscatto per i partiti d’opposizione. Dell’Europa nessuno parla e gli elettori non sono a conoscenza delle questioni comunitarie.
Dunque, paradossalmente e a differenza di quanto accade negli altri paesi europei, si tratterà di elezioni dai possibili risvolti nazionali.
Sapremo che fine farà il PD, ad esempio.
L’Appello di Eugenio Scalfari: il Senso
28 maggio, 2009 di eppursimuove
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Scriveva, tra l’altro:
“Il problema dei democratici è quello di mobilitare gli elettori che hanno lasciato il Partito democratico e si sono rifugiati nell’area dell’astensione. Se c’è un momento in cui non ha senso astenersi è questo. Non ha senso criticare Berlusconi e astenersi. Non ha senso proclamarsi di sinistra e astenersi. Non ha senso avvertire sulla propria pelle l’imbarbarimento sociale e astenersi. Non ha senso temere una svolta autoritaria che è sotto gli occhi di tutti e astenersi.
…L’altra sera, in una trasmissione televisiva, mi sono imbattuto prima di cambiar canale in Borghezio e nella Santanché. Dico la verità: dopo averli ascoltati m’è venuta la voglia di espatriare.
Poiché Scalfari usa una parola a me molto cara: senso, e da persona che non si proclama di sinistra ma crede nel libero pensiero e nella virtù profonda e unica dell’esercizio del spirito critico, andiamo di senso.
Tralascio di discernere sul concetto di sinistra. Mi limiterò a due banali domande: c’è ancora la sinistra? cos’è la sinistra?
Aspettative Laiche di un Elettore di Sinistra (Tradite)
30 marzo, 2009 di Mat
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So che avrei dovuto studiare, ma proprio non ce l’ho fatta. Dovevo farlo. Ho scritto a Franceschini.
Sì, ok, d’accordo, lo so, lo so, lo so!, ma non guardatemi così. Ero disperato! Avevo appena letto . Il PD è patetico, ma intanto è l’unico partito che possa vincere le elezioni al posto del PdL. Votare qualcun altro non risolve la situazione. Certo non la risolve neanche turarsi il naso e votare PD.
Ho fatto l’unica cosa che un insignificante (ai loro occhi) elettore potesse fare: dirgli che se non cambiano registro, il mio voto se lo scordano. Certo di un solo voto non gli importa nulla, ma se gli si scrive in tanti, forse ci ascoltano.
Forse.
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Berlusconi: Gioco di Rimessa su Franceschini
16 marzo, 2009 di eppursimuove
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Berlusconi ha risfoderato l’unico slogan che poteva far riemergere contro Franceschini: è un cattocomunista. Appellativo che qualifica qualcuno di più orticante, puzzolente, ecc..nella testa dell’unto dal Signore. Insomma: peggio di un lebbroso.
Come mai ha riesumato questo pezzo “originale” del suo repertorio “classico”? Perché si è immediatamente reso conto che due recenti proposte di Franceschini avevano una connotazione che lui ben conosce: hanno presa negli italiani.
E allora, l’unto dal Signore, è corso ai ripari.
Democrazia Truffata anche alle Elezioni Europee. Vi Spieghiamo Perché
27 febbraio, 2009 di Alessio in Asia
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Disapprovo con forza la legge elettorale per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo votata da berluscones e dei piddini il 3 febbraio scorso. In quella triste giornata, per la prima volta in questa legislatura, il Partito Democratico prima si è accordato e poi ha votato sullo stesso testo, articolo per articolo, con la maggioranza di Berlusconi. Un caso? Assolutamente no. Andiamo per ordine e ve lo spiego.
Franceschini, Ascolta un Cretino.
24 febbraio, 2009 di Alessio in Asia
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Un consiglio, a gratis, al Sig. Franceschini.
Ecco quelli che a mio avviso dovrebbero essere quattro semplicissimi e possibilissimi punti di partenza, inderogabili e indiscutibili, per il PD che tanti italiani sperano nascerà dalle ceneri dell’inconsistente baraccone veltroniano.
Per far contenti i cattolici piddini, vi ho inserito anche una celebre frase dell’unico presidente cattolico che gli SUA abbiano mai avuto: Kennedy.
Lo so, lo so, sembrano quattro cosette scontate, ma in Italia, soprattutto nel clima surreale del Berlusconismo dilagante, niente è piu’ scontato.
I 4 punti:
