Rivisto e corretto, atto 2 – S&P’s, a rischio le 6 triple A
6 dicembre, 2011 di serpiko
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Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.
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La notizia è questa:
S&P’s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia
L’agenzia internazionale Standard & Poor’s mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell’area euro). Il rating dell’Italia è di nuovo nel mirino dell’agenzia americana e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l’outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia. S&P’s cita cinque fattori di rischio tra cui quello di «recessione economica» nel 2012 e conclude che l’esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell’8-9 dicembre.
Ministeri al Nord, Processo Lungo e Class Action del PD, Mentre l’Italia Fallisce e Arriva la Patrimoniale
28 luglio, 2011 di dellefragilicose
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La prima pagina del corriere on line di oggi dà tutte le spiegazioni che servono per capire perché, se ci salveremo dal fallimento, sarà solo ed esclusivamente una questione di culo.
Napolitano si preoccupa dei ministeri al Nord, come se credesse veramente che mettere una targa davanti a un ufficio vuoto possa compromettere la situazione politica italiana. I ministeri, con ministri, ministeriali e tutto il gregge di mangiatori a ufo che campa grazie alla superflua burocrazia italiana è saldamente ancorato a Roma e da lì non li sposta nessuno. Secondo me, se venti anni fa qualcuno avesse chiesto a Calderoli cosa era disposto a fare per lasciare la sobria Bergamo per trasferirsi nella Roma caciarona, magnona e puttanona, oggi Roberto potrebbe cantare in un coro di voci bianche. La targhetta a Monza è solo il premio di consolazione per la sciura di Cassano Magnago che il pomeriggio telefona a Radio Padania per dire a Ortelli che non se ne può più di questi negher e della monnezza di Napoli. Siccome, dopo anni di proclami, negher e monnezza se li deve tenere lo stesso, ecco la targhetta. Possibile che Napolitano sia l’unico a non averlo capito? Possibile che un uomo della sua esperienza non sappia che portare la questione a livello nazionale è attribuirle un valore di molto superiore a quello che è? Lo sa, lo sa. E’ che ora anche l’esimio presidente della Repubblica vuole dare una spallata a Silvio, ma in Italia parlare chiaramente non usa ed ecco, in pole position, la questione delle targhette.
Crisi: Quanto Durerà Ancora Questo Sistema?
16 novembre, 2010 di Zag c
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La crisi è finita, anzi non c’è mai stata, ma l’abbiamo superata meglio degli altri. Questo è il motto berlusconianao e tremontiano che ormai passerà alla storia. In realtà tutto il mondo sta galleggiando nel
liquido melmoso fra crolli e timide riprese del mercato borsistico e del crollo dell’occupazione. tanto che è ormai certo, che se ripresa ci sarà, questa sarà accompagnata sicuramente da una non altrettanta
ripresa dell’occupazione. Cioè più produzione, ma più precarietà e aleatorietà della vita delle persone. Non è una bella prospettiva! Quello che ora più preoccupa e che si prevede che questa crisi sarà lunga e che ci presenterà ancora delle sorprese.
Berlusconi fa Male a Frenare i Magistrati? Io non ne Sono Sicuro
24 giugno, 2008 di Fully
Archiviato in La diversa Opinione, Oltre il Confine, Rassegna Stampa
E’ polemica aspra sul che sospende di fatto i procedimenti giudiziari contro reati che destano “minor allarme sociale” e che viene letto come un salvacondotto per il premier, tuttora impigliato nella vicenda Mills.

