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Manuela Arcuri non l’ha Data a Berlusconi

15 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Manuela Arcuri figura tra le donne che Tarantini voler far prostituire, come si legge nell’avviso di conclusione delle indagini sulle escort: l’imprenditore chiese all’attrice di prostituirsi con Berlusconi promettendole che il premier l’avrebbe favorita nella conduzione del Festival di Sanremo, ma lei rifiutò. Della Arcuri si parla in due capi di imputazione. Uno riguarda il solo Tarantini per un episodio del 10 dicembre 2008: secondo gli investigatori, avrebbe cercato di indurre l’attrice «a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che egli l’avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa». fonte

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Il Cachet di Benigni a Sanremo e l’Effetto Serra

In Italia si fa politica ovunque tranne che in parlamento: Porta a Porta, Ballarò, Annozero, le segreterie dei partiti, le camere da letto, il palco di Sanremo. E la politica la fanno tutti, tranne che i parlamentari: i conduttori televisivi, i giornalisti, Saviano, quella meringa ammuffita di Fabio Fazio (la fenomenologia relativa è qui), le puttane tristi, Beppe Grillo, Roberto Benigni.

A questo punto, non dovrebbe scandalizzare il fatto che il cachet di Benigni a Sanremo sia stato di 250.000 euro, in fondo ha fatto un doppio lavoro. A quanto pare, oltre a far ridere, grazie a Benigni, gli taliani hanno capito che siamo in Italia, che non esiste più il Regno delle Due Sicilie, che 2011-1861=150 e che Gelmini, Calderoli e Bossi, pur di coccolare le ambizioni separatiste del geometra Brambilla di Bergamo, sono disposti a sfoderare il rigore economico messo da parte in occasione della vicenda quote latte nel milleproroghe.

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Sanremo e Isola dei famosi: Finalmente! E’ Questa la tv Pubblica che Vogliamo!

Ieri dalla Venturi ha telefonato il dg della Rai pubblica. Ma ha subito messo le mani avanti! Io non mi dissocio ne’ dal modo con cui stai conducendo il programma, ne’ dai contenuti . Questa è la tv che voglio!. Non virgoletto perché questo più o meno il succo del discorso. La tv pubblica che vogliamo è L’Isola dei Famosi. La tv che vogliamo è quella in cui ogni argomento politico o di cronaca lo si può commentare o approfondire solo ogni otto giorni, come il pagamento delle pizza fritte a Napoli: “mangi oggi e paghi fra otto giorni”. E non basta! La tv che vogliamo è quella in cui per ogni argomento devono esserci le due tesi contrapposte (e poi perché solo due? e se ve ne sono più di due di tesi quale fra le tante scegliere? Non si capisce!) e addirittura per alcune trasmissioni vi devono essere due conduttori che per cultura (uno studi classici ed uno tecnici…) devono essere diversi e contrapposti.

Anche qui vale l’obiezione della dualità come unicità del contraddittorio. E qualcuno ha obiettato “ma perché tanto casino! Non è meglio dire, e facciamo prima, che trasmissioni di approfondimento e di cronaca politica in una televisione pubblica non ci devono essere?” Gad Lerner si frega le mani. Più va avanti in Rai questa cultura più il mio programma raccoglie ascoltatori! Fanno miglior figura coloro che si arzigogolano in argomentazioni e intrecci dialettici ed ingarbugliati e facciamo prima.
Presto e subito.
Togliamo ogni velo e diciamola la verità Ma dov’è il problema? Perché non dire apertamente, francamente che il modello di tv pubblica è quella rappresentata dal Grande Fratello, da L’isola dei Famosi e sopratutto dall’ evento degli eventi il “Festival di Sanremo!” In fondo la tesi non è “è questo che vuole il pubblico”?
E allora dov’è il problema! Quest’anno poi è al passo con i tempi! Conduce Gianni Morandi che voleva come sigla Faccetta Nera, ma accanto a Bella Ciao! Vi sono poi le veline Belen che alla conferenza stampa non sapeva che milioni di donne e uomini in Italia e in vari paesi del mondo avevano manifestato per la dignità della donna (mentre Luca e Paolo suggerivano sottovoce) accompagnata dalla Canalis (non eccezionale come attrice, conduttrice, come testimonial di spot, ecc ecc ) la quale ha candidamente detto che lei non aveva partecipato e non condivideva la manifestazione. Per lei è giusto che le donne siano trattate e considerate solo come corpo e sopratutto se lo mettono in vendita. Il talento, le capacità intellettive è meglio non averle.

Lei è un esempio su misura! D’altro canto si sa. le donne belle non hanno e non devono avere cervello! Di Paolo e Luca sorvolo. Mercenari nel mondo dello spettacolo, ma bravi perché appunto sanno interpretare con piena convinzione tutti i ruoli da quelli più impegnati dal punto di vista culturale a quelli più impegnativi del culturame nazional-popolare. Alcuni si sono ribellati a questo ciarpame (http://sanremochiuso.com). ma è poca cosa! La tv che noi vogliamo è questa. E poi ci stupiamo del degrado civile, morale, politico in cui ci troviamo! Diciamo che i politici sono altro rispetto alla maggioranza degli italiani?
O ne sono lo specchio, il riflesso del paese?

Dal Corriere, il botta e risposta di Masi e Aldo Grasso sulla telefonata all’Isola dei Famosi

Masi
Ho già espresso in più occasioni la stima e il rispetto che nutro nei confronti di Aldo Grasso, ma questa volta sono in totale disaccordo con il suo commento sull’Isola dei famosi. Non perché mi riguarda personalmente, ma perché – a mio avviso – è ingiustificatamente miope. La telefonata che ho fatto in diretta a Simona Ventura, peraltro durata meno di un minuto, è stata dettata da due motivi:
1) da una ovvia cortesia aziendale sollecitata in questo caso, nella mia visione, da una serie di attacchi ingiusti e faziosi ricevuti a priori dalla conduttrice del programma per le scelte fatte,
2) per evidenziare le procedure della Rai in tema di trasparenza del televoto; tema particolarmente delicato, in quanto al centro di polemiche anche per quanto riguarda il Festival di Sanremo; il mio intervento si era reso infatti obbligatorio – e sottolineo obbligatorio – da un provvedimento dell’Autorità Antitrust comunicatoci formalmente pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione e chiaramente evidenziato dalle agenzie di stampa nella stessa serata e il giorno successivo.

Mi consenta poi due considerazioni finali. La prima è che non credo che l’episodio in sé meriti particolare attenzione, ma se lo si fa forse sarebbe stato meglio vedere la questione nella sua interezza. La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij) mi hanno insegnato, quando si è convinti e in buona fede, a metterci la faccia anche per sostenere qualcosa molto lontano dalle proprie radici culturali e professionali. Anzi forse proprio per questo. So che non è molto politically correct ma tant’è…

Mauro Masi (direttore generale Rai)

La risposta di Aldo Grasso
Gentile dottor Masi, spero che lei si renda conto che, grazie alla sua telefonata, L’isola dei famosi è la prima trasmissione a ricevere in diretta la benedizione della direzione generale. Il servizio pubblico non aveva altri programmi da indicare come modello virtuoso? (a.g.)

Al Festival di San Silvio Nuovo Trionfo di Maria De Filippi

Malika Ayane vince il premio “Mia Martini”, la consolazione (si fa per dire) di tutti i trombati. Perché a lei, a Cristicchi e a Irene Grandi è stato preferito il trio Pupo-Filiberto-Canonici, e a nulla sono serviti gli spartiti volati sul palco, i fischi, le plateali contestazioni. Anzi, i destinatari se ne sono probabilmente gloriati. Il loro secondo posto è stato ben più significativo d’una vittoria. Troppo spudorata quest’ultima, momento topico, ma anche logico, essersi invece piazzati dietro un vecchio camuffato da giovane. Nel frattempo, per quattro giorni consecutivi ci hanno martellati con gli annunci delle loro prossime apparizioni tv, grazie anche al decisivo appoggio di Marcello Lippi, perfetta incarnazione (plasticata) di un’Italia pizza-mandolino-patria-famiglia cara all’iconografia fascista riverniciata per l’occasione, e oggi ammannita dai calciatori-intellettuali da Grande Fratello, da Lele Mora (che si aggirava per il festival dichiarandosi “fascista, anzi, mussoliniano”) e Fabrizio Corona. Tutti “anime nere” (in ogni senso) del Festival, tutti ad aggirarsi vistosi e squillanti dietro le quinte.

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Perché Sanremo non è solo Sanremo

20 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, latest, Meccanica delle Cose

E’ iniziato Sanremo e come ogni anno le polemiche hanno preceduto di mesi la gara vera e propria: prima i cantanti in gara, poi i temi delle canzoni, quindi presentatore e vallette.
Quest’anno però il chiacchiericcio da rotocalco di costume e spettacolo si è alzato di tono e negli ultimi giorni è divampata una polemica in cui tutti hanno voluto dire la loro, in fondo sono fedeli al motto: perché Sanremo è Sanremo.

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Siamo Fuori dall’Europa. Perché Sanremo è Sanremo

1 marzo, 2008 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Suoni & Musica

E per fortuna anche questo Festival di Sanremo è andato. Non voglio parlare di questo come fanno tutti. Voglio raccontarvi di un altro festival. Un festival che è tra i programmi più longevi della televisione andando in onda dal 1956 regolarmente ogni anno. Uno degli eventi non sportivi più visto al mondo con un audience minima di 100 milioni di telespettatori fino ad un massimo di 600 milioni. All’edizione di quest’anno parteciperanno 43 cantanti in rappresentanza di altrettanti Stati. Ma l’Italia non ci sarà.

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Perché San Remo è a San Remo! E Tenco è al cimitero

26 febbraio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre le Righe, Suoni & Musica

Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi
( fonte Wikipedia )

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