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Fenomenologia dell’Opera Lirica

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica

Pregherai fino all’alba; io sarò teco.

Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.

Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.

Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.

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Fenomenologia dell’Intellettuale di Sinistra

4 aprile, 2010 di  
Archiviato in Accademia DFC, latest

L’intellettuale di sinistra si evolve come specie a se nei tardi anni settanta, quando definirsi comunista incominciava ad assumere un significato sinistro a causa dei “compagni che sbagliano” e della sgradevole abitudine sovietica di fare propaganda all’estero con i carrarmati.

L’intellettuale di sinistra, ad esclusione di qualche caso sporadico, incomincia immediatamente a prendere le distanze dalla realtà dei fatti e dalle esigenze sociali, rifugiandosi nella elaborazione dell’iperuranio platonico in una straordinaria anticipazione del pallogramma che avrebbe trovato la sua definitiva consacrazione solo con l’avvento di Power Point.

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Cinematica della Statica

6 giugno, 2008 di  
Archiviato in Accademia DFC

Una volta superata la fase effervescente della giovinezza, la maturità e la vecchiaia con le loro serene consuetudini possono offrire un confortante viatico per coloro che percorrono la strada che porta al tramonto. Il segreto per percorrerla serenamente è saper comprendere il messaggio delle piccole che cose che si rincorrono uguali di giorno in giorno.

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Apologia di Rete4

28 maggio, 2008 di  
Archiviato in Media Mente Critica

Rete4 non ha le pretese di una testata ammiraglia come Canale5 o RAI1 con i loro film in prima visione, i programmi di approfondimento e i grandi show del sabato sera. Né pretende di essere intellettuale come La7 e RAI3 o giovane, sincopata e a la page come Italia1. Rete4 è fiera del suo nullismo, del suo essere sospesa in un non spazio sonnacchioso e atemporale come quello di una foto dove tutti, vivi e morti, sorridono in eterno.

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Fenomenologia della Monnezza

26 maggio, 2008 di  
Archiviato in Il Pianeta che Ride

La Monnezza ha composizione variegata ed umorosa, odori forti, ricca fauna vegetale ed animale. Come una foresta amazzonica. Eppure, a differenza della foresta amazzonica, non piace e nessuno si batte per la sua salvaguardia.

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Cavaliere dell’Apocalisse di Marian Kolodziej

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Ha due Ecoballe Grosse Così: Fenomenologia di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca è il sindaco, o meglio, il Re di Salerno, questo per quei pochi che non lo sapessero ancora. Vincenzo De Luca, causa la latitanza di buona amministrazione politica in Italia e grande successo popolare, viene esibito in ogni show televisivo come una specie di deviazione nella linea evolutiva della fauna degenerata dei politici nazionali.

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Fenomenologia di Fabio Fazio

12 maggio, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Media Mente Critica

Fabio Fazio è buono e ci tiene a farlo sapere. Sorride sempre, ha il collo della camicia slacciato, porta quelle sottili cravatte anni 80 e, da come è conciato, ci si aspetterebbe che sotto la giacca abbia la camicia fuori dai pantaloni.
Tutti i suoi ospiti sono “eccezionali”. Le domande che Fazio fa sono congegnate per consentire all’ospite di mettere in mostra arguzia, bellezza, generosità, grande carriera internazionale. Ogni ospite ha un prodotto da vendere. Un libro, un film, un tour, la sua vita. E Fazio, mielosamente, ne decanta le virtù, ne mostra la copertina, ne incoraggia la fruizione in una profusione di glucosio puro che, per essere sostenuta senza andare in coma diabetico, richiede un’overdose di insulina.

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