L’intellettuale di sinistra si evolve come specie a se nei tardi anni settanta, quando definirsi comunista incominciava ad assumere un significato sinistro a causa dei “compagni che sbagliano” e della sgradevole abitudine sovietica di fare propaganda all’estero con i carrarmati.
L’intellettuale di sinistra, ad esclusione di qualche caso sporadico, incomincia immediatamente a prendere le distanze dalla realtà dei fatti e dalle esigenze sociali, rifugiandosi nella elaborazione dell’iperuranio platonico in una straordinaria anticipazione del pallogramma che avrebbe trovato la sua definitiva consacrazione solo con l’avvento di Power Point.













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