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Pensioni e Maggioranza: Non fatemi vedere il tricolore, che mi viene da ridere.

24 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Da qualche secolo a questa parte, i grandi condottieri italiani hanno la capacità di liquefarsi come neve al sole appena le contingenze li mettono seriamente alla prova. Non sono passati ancora 70 anni da quando l’intera classe dirigente italiana si è letteralmente dissolta di fronte alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, mentre le strutture di stato germanica e giapponese rimanevano intatte fino all’arrivo dei russi a Berlino e anche dopo due città distrutte da un bombardamento nucleare.

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Nostalgia e Rabbia: Una Classe Dirigente di M.

25 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Storia e Memoria

“Come si dice à Urzulina?”

Urzulina allargò le lunghe gambe con la pacata naturalezza delle donne anziane e prese a fissare la linea d’ombra sul muro bianco che delimitava il lungo cortile in quell’ultimo scorcio d’estate. Dietro di lei il carro contadino che tutta la famiglia utilizzava per andare e tornare dalla campagna sembrava riposarsi adagiato con la parte posteriore a terra e le stanghe proiettate verso l’alto, quasi a replicare la simmetria delle corna del bue che le abitava di giorno. Lentamente un piccolo rivolo giallastro si fece strada col favore di una leggera pendenza, aggirò il piccolo cumulo di sterco e si dileguò nella sentina. Avevo tre o quattro anni, ma mi furono sufficienti per convincermi che Urzulina non indossava le mutande.

Questa scoperta dovette evidentemente colpirmi significativamente, giacché quando mi spingo il più indietro possibile con la memoria è una delle prime e più nitide immagini che mi torna alla mente. Capisco che non è uno sport praticato dai giovani, ma quando si ha la sensazione che la clessidra si stia necessariamente svuotando si tenta con inconscia malizia di accrescere il tempo passato. E’ uno sport dolcissimo quello della nostalgia da praticare in perfetta solitudine, perché a coinvolgere, fosse anche le persone più care, si rischia inesorabilmente di scivolare nel patetico. Diceva Oscar Wilde che la sigaretta è il tipo perfetto del perfetto piacere: è squisita e lascia insoddisfatti. Ecco, la nostalgia procura il piacere della sigaretta e ne incorpora anche la straordinaria caratteristica della facile reiterazione. Leggi il resto

La Lega Centralista Difende l’Evasione e Attacca le Autonomie

31 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Fonte notizia: l’adige.it

Si sa che le regioni e province a statuto speciale hanno agevolazioni per quanto riguarda il flusso di soldi dallo stato. Si sa anche che queste regioni hanno anche maggiori competenze in termini di gestione dei servizi. Eppure, continuano a subire attacchi da parte della lega, quella lega che, a suo dire, opera a favore delle autonomie.

È di questi giorni l’affondo portato alle province di Trento e Bolzano da parte del presidente leghista della provincia di Vicenza, Attilio Schneck. L’affondo parte dai tagli agli enti locali e dall’indagine della finanza che ha scoperto una colossale evasione fiscale, in provincia di Vicenza, di 106 milioni di euro.

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Bossi: Solo il Potere

22 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

La padania è una semplice affermazione lessicale!

Fonte notizia: la repubblica.

“L’Italia finisce male”, dice Bossi in un comizio a Schio, “bisogna essere pronti per il dopo e, per noi il dopo è la padania. I popoli del nord uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa”. E ancora, “la gente ha capito nel profondo del cuore che il progetto è passato e che l’idea di vincere insieme è partita”. E ancora, “la padania vuol dire unito e libero mentre il centro sud munge il nord”. Che l’Italia stia finendo male è sotto gli occhi del mondo. Con un corpo politico che da decenni pensa solo al suo benessere c’è poco da sperare in tempi migliori. Però, una delle cause dello sfascio dell’Italia è proprio la lega. Bossi dice “meno male che siamo partiti tanti anni fa”, si, vero, e in questi anni non ha fatto che operare, appunto, per la disgregazione dell’Italia. Quello che Bossi imputa alla crisi attuale, in realtà è da imputare al suo gruppo politico. Partendo dal federalismo, cavallo di battaglia della lega.

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Italiani: Vivere e Morire Senza capire una Mazza

16 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Un dirigente di un’industria locale, una di quelle del Nord Est che fanno fatturati grandi come il PIL della Grecia, un capitalista puro, geneticamente di centrodestra, mi racconta scandalizzato, a voce bassa,quasi che si trattasse di una di quelle storielle imbarazzanti, di quando qualche mese fa si è recato in visita dal ministro Brunetta. Durante la lunga anticamera ha modo di osservare il corridoio, sontuosamente arredato, dove ogni paio di metri in corrispondenza di alte e decorate porte chiuse di legno antico, lungo la parete, c’è un usciere o un commesso, non saprei come definirlo. In piedi, sull’attenti, con una sontuosa divisa decorata da bottoni dorati e cordoncini, come un ussaro. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, un uscio degli uffici si schiude, ne sortisce un segretario che consegna un biglietto al commesso di competenza. Costui prende il biglietto, fa pochi metri, lo consegna all’altro commesso che bussa alla porta dell’ufficio che sovrintende, lo consegna al segretario e ritorna in posizione di riposo. Quattro sontuosi stipendi al posto di un email o, se proprio era necessario trasferire un cartaceo, al posto di un culo che si alza e fa sei passi. Nell’ufficio di Brunetta, il ministro dei certificati medici elettronici e dei tornelli.

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Oltre il Patriottismo di una Sera: Federalismo Fiscale e Unità d’Italia

22 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Non essendo un massmediologo ed abitando una casa iperdotata di televisori, ho potuto concedermi il lusso, vagamente snobistico, di non seguire il festival, salvo, opportunamente e puntualmente allertato da mia moglie, come convenuto, l’intervento di Benigni. Non essendo, inoltre, un critico cinematografico, né televisivo, mi concederò un altro lusso: la performance mi è sembrata “non memorabile” (spendo, con qualche malizia, proprio un aggettivo largamente utilizzato nella circostanza dal geniale comico toscano). Resta inteso che sono un suo inossidabile fan e non mi sognerei mai di metterne in discussione la magia istrionica, ma, in tutta sincerità, ho trovato un po’ troppo retorico (e lungo) il testo, ancorché impreziosito qua e là da frizzanti evasioni  (la repubblica minorenne, le mie prigioni di Silvio, la vittoria schiava di Roma e così via).

Sarà certo colpa mia e del mio disperato tentativo di non affogare nell’onda del conformismo dilagante, ma neanche per un attimo sono riuscito ad abbandonarmi all’emozioni dell’epopea risorgimentale e, men che meno, all’enfasi melodrammatica dei versi del giovane e valoroso Mameli. Caro Benigni, ma davvero pensi che sia ragionevole proporsi di rintuzzare le spinte centrifughe leghiste, gridando “stringiamoci a coorte” o richiamando le magnifiche gesta di Scipione l’africano, che vinse a Zama nel 202 a.C., offuscando per sempre, ed in un colpo solo, la fama di Annibale ed anche  quella del povero ed incolpevole Scipione l’emiliano?

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Se non si Morirà di Berlusconismo, si Potrà Morire di Federalismo

Il fetore è immensamente acuto. Un effluvio puteolente di smisurata grandezza si diffonde con imperturbabile e inarrestabile clangore. Mani sudaticce applaudono, fischi da stadio erompono e fanno ala al passaggio di un’auspicata legge di riforma. La legge che dovrà sancire la nascita del federalismo, fiscale e sociale.

Come se se ne sentisse il bisogno. Come se fosse davvero la panacea per i mali strutturali dell’economia nazionale e locale.

Stiamo tutti morendo. Ma qualcuno chiede ancora, tra uno spasmo e l’altro, a che ora usciremo per andare al cinema. Ecco è questa l’immagine che mi sono fatto del federalismo.

Non certo edificante e neppure tanto furba. Leggi il resto

Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?

La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.

Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).

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Note
  1. si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da Il Corriere del Mezzogiorno []
  2. vedi nostro articolo a proposito []
  3. AdnKronos []
Fine delle Note

Basta

16 giugno, 2010 di  
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Italiani (per ora). Questo invito è rivolto a quelli tra voi che usano “Va Pensiero” al posto dell’inno nazionale, che bruciano il tricolore, che gufano contro la nazionale ai mondiali, che non partecipano alla festa del due giugno, che godono quando il sindaco toglie la refezione ai bambini di chi non paga la retta e che dicono “federalismo”, ma pensano “secessione”.

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Se Fossi Berlusconi

23 aprile, 2010 di  
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Se fossi Berlusconi andrei dal presidente della Repubblica Napolitano, gli scuoterei un po’ la spalla per svegliarlo e gli consegnerei le mie dimissioni.
Poi, tomo tomo chiatto chiatto, dopo aver rifiutato il mandato esplorativo, mi siederei al mio posto in parlamento (o al senato, mo non mi ricordo) e mi farei due risate a vedere se quei quattro stronzi sono in grado di fare un mezzo governo.

Subito dopo, appena sciolte le camere e indette le nuove elezioni, incomincerei una di quelle campagne elettorali alla Armaggedon: “io, l’innovatore, l’imprenditore, il benefattore, osteggiato dai comunisti, picchiato a sangue, colpito alle spalle e tradito dai rappresentanti della vecchia partitocrazia che mi hanno impedito in quindici anni (no, i quindici anni no. Tagliare, tagliare) di portare a termine le riforme istituzionali, il federalismo, la riduzione delle tasse e il progetto segreto “figa depilata just turned eighteen per tutti”, ora vi chiedo di scegliere tra me e la vecchia politica dei Fini e dei Bersani, una scelta definitiva, totale e senza compromessi”.

E l’Italia sceglierebbe, sceglierebbe. Al Nord sceglierebbe la Lega, perché sono tempi di crisi, si prospetta un futuro greco e nessuno vuole avere un paio di napoletani sulle spalle da dare a mangiare anche perché i napoletani magnano, magnano molto e fanno casino. Al Sud sceglierebbero Berlusconi perché fa pena, poveretto, e soprattutto perché si è saputo fare gli amici giusti dalle parti di Casal di Principe e di Palermo. Gente che sa riconoscere i perdenti, specialmente se hanno la faccia lunga da cavallo, e li molla subito.

Al centro, quei quattro fessi che sono rimasti si dividerebbero tra i nostalgici pippamentali della sinistra antagonista, i sostenitori della biowashball a cinque stelle, quelli che “Vendola è il futuro” e quelli che votano PD perché il padre era iscritto alla sezione del partito comunista sotto casa dove già da vent’anni hanno aperto una lavanderia a gettone.

Se fossi Berlusconi vincerei le elezioni, ma le vincerei a sangue, senza remissione e insieme al papà della trota mi tromberei l’Italia fino alla gola, una volta e per sempre.
Federalismo, secessione, presidenzialismo, abolizioni dell’articolo 18 e pure del 17 e del 19, se ci sono. Senza pietà.

Se fossi Berlusconi darei una mazziata a questo paese che Mussolini con le sue leggi razziali e una guerra mondiale persa sembrerebbe un dilettante del cazzo. Scaraventerei l’Italia e gli italiani un un cesso profondissimo e puzzolente e passerei finalmente alla storia, in un modo o nell’altro.

Se fossi Berlusconi morirei non prima dei 97 anni, di overdose di Viagra/Cialis e iniezioni di ormoni africani nei testicoli. Felice, soddisfatto e consapevole di aver dato a un gregge di pecoroni la lisciata di pelo che meritava.

Invece non sono Berlusconi. Stanotte ho fatto una lunga telefonata a Katy Perry. Io le parlavo in inglese e facevo un sacco di battute spiritose. Lei cercava di rispondermi in un italiano stentato che faceva ridere entrambi. Ci siamo messi d’accordo che l’avrei raggiunta oggi, vulcano permettendo, per fare colazione insieme a Los Angeles.

Alle sei mi sono svegliato. Pioveva e avevo la pressione bassa. Mi sono pentito di aver smesso di fumare, perché prima di iniziare questa cazzo di giornata, una sigaretta ci sarebbe stata benissimo.
Amen.

Cosentino e l’Acqua Calda

11 novembre, 2009 di  
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Stamattina i giornali aprono ancora una volta parlando del caso Cosentino. Incominciano a spuntare altri nomi (Landolfi e Bocchino, secondo il Corriere della Sera on Line), ci viene proposta una copia dell’ordinanza cautelare (per quei pochi che non ne hanno ancora ricevuta una, incominciate a familiarizzarvi) , La Repubblica on Line, forse in attesa dell’inevitabile intervento dell’immarcescibile Saviano, si mantiene più defilata.

Io non entro in merito. Non so nulla di questa specifica cosa. Non ho notizia di fatti precisi. Non conosco Cosentino. Landolfi e Bocchino sono solo dei nomi per me. Uno dei due nomi mi fa anche un po’ ridere. Mi diverto con poco.

Un po’ mi fa ridere anche questa generale discesa dal pero di giornalisti e politici.
Ammettiamo pure che io sia avvantaggiato. Ho passato in Campania una consistente aliquota della mia vita. Parlo la lingua, conosco gli usi e riconosco il sistema, ma a Roma, a quanto pare, è tutta una segnata novità.

Allora,  per chi ignora, forse è il caso di scrivere giusto due righe per dire, senza troppi giri di parole, quale è la situazione attuale in Campania. Lo dico da cittadino campano che ha contezza di questa realtà per percezione diretta.

pulcinella-j

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Storie d’Altri Tempi: il Golpe del 2009

Un sabato pomeriggio di quelli piovosi, quando la cosa migliore da fare è starsene tranquilli davanti al fuoco. Naturalmente con i nipoti da coccolare. C’è quello piccolo che è un portento: ha sì e no undici anni, ma ti tira fuori dei ragionamenti che ti lasciano senza parole per la loro maturità. E delle domande alla quali spesso non sai cosa rispondere.
“Sai nonno Peppe, oggi a scuola ci hanno parlato del colpo di stato.”
“Di quale colpo di stato?”
“No, no. Dei colpi di stato in generale. Poi però la professoressa ci ha fatto degli esempi, e c’è una cosa che non ho capito.”

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Società Miste di Stampo Mafioso

21 novembre, 2008 di  
Archiviato in Cazzotti, Democrazia e Diritti, Informazione

Il mezzo che deve utilizzarsi per qualificare come mafiosa una associazione è la forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di soggezione e di omertà che ne deriva.

Gli obiettivi sono:

  • il compimento di delitti;
  • acquisire il controllo o la gestione di
    o attività economiche
    o concessioni
    o autorizzazioni
    o appalti o altri servizi pubblici;
  • procurare profitto o vantaggio a se o a altri;
  • limitare il libero esercizio del diritto di voto;
  • procurare a se o ad altri voti durante le consultazioni elettorali;

Fonte: Wikipedia

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