#Cristo è Ovunque tranne che lì
29 gennaio, 2012 di mc
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Cristo ha l’elmetto in testa e una stella di Davide disegnata sul giubbotto. Tra le mani ha un fucile e guarda una bambina con gli occhi neri ed un pupazzo in braccio. La bambina ha paura ma è curiosa. Cerca di guardarlo ma se lui se ne accorge abbassa gli occhi. Cristo è stanco. Sono ore che è in piedi e ha fumato cento sigarette. La bimba lo guarda di nuovo e lui tira fuori la lingua. La bambina ride e il suo sorriso brilla in quel viso scuro. Cristo la guarda e sente uno strano calore nel petto. Lui nella guerra ci credeva. Ora è sicuro che è una merda assoluta. Vuole solo che finisca il prima possibile.
E’ arrivata la befana
6 dicembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Sembrerebbe che la crisi abbia ristretto tutto, persino la categoria tempo: quest’anno la befana è arrivata con un mese d’anticipo con un bel carico di carbone per i cattivi (soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati) e ricchi doni per i buoni (i più abbienti in genere, a partire dagli evasori). Dalle mie parti si dice: le chiacchiere fanno le chierchie, ma i maccheroni riempiono la pancia (nessuno sa cosa voglia dire esattamente chierchie, ma il concetto resta estremamente chiaro lo stesso).
Ieri sera mi sono ciucciato con l’ingordigia di un affamato bimbo di pochi mesi le copiose chiacchiere di Monti e della sua magnifica, perché magnificata, tecnostruttura, comprese le patetiche lacrimucce della Fornero, una via di mezzo fra libro Cuore e Pinocchio.
Una noia mortale, persino maggiore di quella procurata dai discorsi di fine anno, declinati regolarmente sulla retorica più trita dl Presidente della Repubblica di turno. L’Italia sta per affondare, ecco il decreto salva-Italia. Che l’Italia stesse per affondare lo sapevamo tutti, così come sapevamo che il nostro debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi di euro e che da 10 anni vivacchiamo nella stagnazione a causa di una crescita pressoché ancorata allo zero.
Fenomenologia dell’Opera Lirica
4 settembre, 2011 di Emanuele
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica
Pregherai fino all’alba; io sarò teco.
Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.
Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.
Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.
Insula Utopia
26 luglio, 2011 di fma
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Anders Behring Breivik ha scelto l’isola di Utoya. Mentre Thomas More, a suo tempo, scelse Insula Utopia, ambiguamente sospesa fra ou-topos ed eu-topos. Letteralmente “luogo felice inesistente”.
Un’inquietante casualità che pare messa lì da un caso maligno per suggerire che la prima potrebbe essere l’altra faccia della seconda. Il luogo inesistente in cui trova rifugio il bisogno di trascendenza che ci affligge, talvolta fino a travolgerci. Frutto dell’inesausta incapacità di accettarci per quel che siamo: carne, sangue, connessioni neuronali, spazi sinaptici, e basta. Fino a prova contraria. In grado di fiorire in splendidi fuochi di artificio, ma anche di avvitarsi su se stessi per precipitarci anzitempo nel più profondo del nulla.
Turbe adolescenziali che tralignano, troppo più spesso di quel che dovrebbero, in patologie capaci di durare l’intera vita; talvolta per scaricare i propri frutti avvelenati su chi ha la sventura di trovarsi a passare da quelle parti. Fortunatamente non spessissimo.
Pare che Anders Behring Breivik, all’insaputa dell’interessato, trovasse perfettamente di suo gusto l’assunto di Stuart Mill, l’opposto di un invasato, secondo cui “Una persona dotata di credenza (belief) costituisce una forza sociale pari e novantanove persone dotate solo di interessi”.
Disintossicarsi con l’LSD (Link Siti Disperati)
21 giugno, 2011 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storie Italiane
Le religioni sono l’oppio dei poveri
Sperando in una giustizia divina, terrorizzati dalle pene dell’inferno, credenti hanno vissuto la loro vita giorno dopo giorno permettendo le ingiustizie dei potenti e sopportando le noie quotidiane, con l’unico vantaggio di salvare la famiglia e la credibilità dei paesani spesso solo di facciata, ma qualche volta realmente come se la fortuna avesse voluto favorirli in modo ben più benevolo che con una stupida vincita.
Un Califfo Milanese a Roma
12 febbraio, 2011 di Daniele
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Berlusconi è un uomo solo. Divorziato dalla prima moglie, separato dalla seconda, abbandonato dal cofondatore del Partito, tenuto a distanza da un politico antipatico, ma di “rango” come Tremonti che sembra sorridere compiaciuto ad una sinistra moderata, accusato dal mondo cattolico, perseguitato dai PM milanesi e dalle toghe rosse di ogni nazione, additato dai genitori come orco da cui difendersi, irriso all’estero come pagliaccio volgare e inetto, colpito nella privacy da Santoro.
Stato e Chiesa
7 febbraio, 2011 di Marina Garaventa
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest, Oltre il Confine
Sempre in Italia, molto più che in ogni altro paese a maggioranza cattolica , si dibatte sull’opportunità che il clero esprima le proprie opinioni in merito alle leggi che regolano la vita dello Stato italiano. Le opinioni sia dei cittadini sia dei politici sono, spesso controverse e oppongono, anche in maniera forte, coloro che ritengono l’ingerenza della Chiesa opportuna, ai fini di un contenimento alla deriva dei valori cristiani, contro altri che ritengono la intollerabile, in uno stato sovrano e non confessionale. Tale dibattito ha radici lontane che nascono col nascere del potere temporale della Chiesa ()(1) e che neppure i Patti Lateranensi del 1929, che “pacificarono” i rapporti tra la Chiesa, offesa dalla presa di Roma attraverso la breccia di Porta Pia, e il Regno d’Italia. Con questi Patti si sanciva la nascita dello Stato della Città del Vaticano, unico caso nel mondo nel quale il primate di una religione, il Papa, diventava anche monarca assoluto di uno Stato, situato nel cuore della capitale di un altro Stato.
La distinzione fra i due piani diventa, quindi, indispensabile.
Note
- in realtà un falso conclamato [↩]
Le Foto di Berlusconi Nudo al Bunga Bunga
4 febbraio, 2011 di redazione
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
E’ cominciata la riffa sulle foto senza veli di B. Avvocati e agenzie pronti a vendere lo scoop
Il presidente del Consiglio sa dell’esistenza di queste immagini e trema. È terrorizzato dalla possibilità che questi scatti decisamente compromettenti siano pubblicati. Teme quasi di più le immagini che circolano, incontrollate, che non il processo.
Le foto sono state scattate, in più occasioni, nelle residenze del presidente del Consiglio dai cellulari delle sue tante ospiti. In queste ore sono in corso trattative fra agenzie specializzate e alcuni settimanali per aggiudicarsi lo scoop che è forse destinato a cambiare la storia politica del Paese.
Pellegrino dell’Assoluto
29 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, latest, Leggere
Ricevo e, dopo aver avuto il permesso dell’autore, pubblico l’intero carteggio.
Carissimo Comandante Nebbia,
mi presento. Il mio nome è Bijuu (sostituito con un nickname N.d.R.), studente, affezionato lettore di MC dal lontano 2007, nonché del che è stato l’origine del mio percorso con Dellefragilicose/CN.
Lei ovviamente non può conoscermi direttamente, seppure forse io compaia come numerino nel conteggio degli accessi al sito. Se fosse giunto fino a questo rigo, si starà altrettanto probabilmente chiedendo per quale motivo abbia deciso di scriverle; la ragione è molto semplice eppure non banale: ho finalmente trovato il coraggio e l’occasione di condividere sul suo sito qualcosa che, spero, sia degno dello stesso.
Non a caso però le invio questa piccola lettera-prefazione del pezzo(di per se’ piccolo)…
Ricordo ancora con discreta precisione, 4 anni fa al tempo della maturità, la prima volta che accedetti al suo sito originale. Cercavo qualcosa relativamente ad Einstein ed alla teoria della relatività (non ricordo invece le esatte chiavi), e finii per imbattermi nei suoi disegni con piccoli insetti sui piani curvi. Feci una saporita risata; tra tutte le cose utili per la mia seconda prova in fisica, doveva uscirmi proprio una pagina del genere? Chiusi il tutto con fretta sommaria.
Alla fine dell’atto ministeriale che avrebbe dovuto rendermi magicamente più “maturo” ero al settimo cielo, pronto ad affrontare il mio personale percorso universitario e di vita. Mi tornò in mente, non so come, non tanto il testo sulla curvatura delle spazio e del tempo quanto l’impegno che vi era stato profuso nel redigerlo: chiunque fosse stato il pazzo che si era messo veramente a disegnare insettini per spiegare la teoria relativistica meritava una ricerca su google! Rilessi con piacere l’articolo e pensai all’aforisma: “esistono una stagione ed un tempo per ogni cosa”. Forse perché con la mente libera dall’ansia degli esami, riuscii ad avvicinarmi al suo articolo come prima non mi era riuscito.. Scoprii -a seguire- tutti gli altri post dalla natura così variegata che avevano denominatore comune nell’affascinarmi terribilmente. Risalendo la fonte, arrivai ad MC la quale era(ed è) pervasa da un pluralismo di idee francamente unico. Il mio primo desiderio fu quello di unirmi alla comunità di persone sconosciute che sembravano avere un’aria così familiare fra loro, di scrivere qualcosa: ero così pieno di pensieri da condividere, ansante di rendere lustro al mio personale modo giudicare il mondo che credo mi fosse sfuggito il principale scopo del blog.
Ed infatti leggendo sempre più avidamente ogni commento e testo la voglia sparì rapidamente. Crebbe invece il monito di non fermarmi alla prima occhiata qualsiasi argomento venisse presentato, di capire veramente cosa ci fosse a monte di ogni atto, di immedesimarmi in maniera personale e critica. Più che la voglia di commentare con altri, cominciai dunque quello che a posteriori si potrebbe definire un dialogo intimo, personale. Non so se ciò di cui sopra faccia parte degli obiettivi che si fosse inizialmente prefisso, ma è quello che, ad oggi, mi spinge a scriverle. Provare ad andare oltre all’immediato che avvolge cose in cui siamo immersi, provare a darsi risposte che eludono i toni semplicistici, l’arroganza della supponenza, la questione di principio (se preferisce). Guardare il mondo con occhi non migliori, semplicemente diversi. Per questo, non posso fare a meno di ringraziarla. La ammiro e la stimo molto (e questo forse traspare dal testo che le invio), così come si potrebbe avere piacere di leggere qualcuno che non si conosce fisicamente. Condividendo pensieri, opinioni ed idee per poi tramutandoli in parole, in questi anni lei probabilmente si sarà reso conto di cosa ha creato. MC è un eccezionale sito di divulgazione, un’alternativa necessaria alle fonti di informazioni e confronto classiche. Lo è per me.
Consciamente o meno, lei ha in questi anni impresso una porzione di se considerevolmente ampia su queste pagine. Come ha avuto più volte modo di ripetere, il suo riserbo è frutto del suo carattere ed in quanto tale non voglio intromettermici. Ho appreso, tuttavia, dei suoi recenti problemi lavorativi ( che appaiono quantomeno tamponati)ed il distacco che essi le causano dalla sua famiglia ed i suoi affetti. Non ho mezzo alcuno per sanarli, mi dispiace veramente. Durante le feste mi sono chiesto quindi cosa avrei potuto fare per restituire anche solo un briciola di ciò che ho letto e ricevuto, e mi è venuto in mente un testo letto in prima liceo, così straordinariamente aderente a lei ed alla sua situazione, che non ho potuto fare a meno di condividerlo. E’ la prima volta che sento di avere “realmente ” qualcosa dire, da quando vi seguo. Il testo è dedicato anche ad MC, su cui sembra essersi perso un po’ il fermento che c’era nei primi tempi (se posso permettermi) e non ne capisco la causa. Sono certo che ritornerà.
Il testo che riporto di seguito è stato scritto da L. Bloy, scrittore francese vissuto a cavallo fra il 19° ed il 20° secolo, che in tutto il vasto universo di internet non ha ancora trovato collocazione in nessuna pagina. Lo scritto, come l’autore, è pervaso di una coscienza cristiano-cattolica che so non appartenerle. Non appartiene neppure alle mie personali convinzioni, nel caso se lo stesse chiedendo o lo trovasse importante (anche se l’aforisma sopracitato è biblico). Perché dunque chiederle di vagliarlo per MC? Per quale motivo spero che possa esserle di conforto in questo periodo? Non posso rispondere con adeguatezza a queste due domande; quel che posso dirle esattamente, è che quando mi è tornato in mente ho subito pensato fosse adatto a lei. Con onestà, più probabilmente, mi è tornato in mente per lei. Il modo in cui ha spesso menzionato la “fede” senza accostarvici il concetto di religione è uno dei è uno dei miei motivi di riflessione più ardenti sui suoi scritti.
La prego di voler considerare il seguente testo come una metafora, una osservazione spogliata e laica, del suo percorso personale e del suo blog. Con l’augurio che, alla stregua di Colombo, lei possa portare avanti il suo impegno su MC. Il mio auspicio è quello che lei sappia -a differenza del pellegrino dell’assoluto- che certi viaggi hanno compagni virtuali o reali che non mollano perché, semplicemente, non possono farlo.
I miei più sentiti auguri ed ogni bene a lei Comandante ed a chi le è vicino nei pensieri, quando si addormenta.
Di seguito il testo del pezzo.

I marinai spagnoli che accompagnavano Cristoforo Colombo si ammutinarono più volte, fino a minacciarlo di morte se egli non avesse dato l’ordine di tornare indietro, poco prima di arrivare nelle vicinanze di San Salvador. Soltanto con una meravigliosa fiducia in Dio questo uomo incomparabile riuscì a rassicurare gli increduli: “Concedetemi ancora tre giorni, vi darò un mondo” e l’America fu scoperta.
Ma l’America non era l’assoluto. Era un punto di arrivo estremamente difficile da raggiungere, ma pur sempre un punto di arrivo in cui sostare e da dove alla fine si sarebbe ritornati. L’Assoluto, al contrario, è senza ritorno. Non si ritorna perché è un viaggio senza termine.
Il mistero risiede nel fatto che l’Assoluto non è soltanto un abisso sull’Eternità, è al tempo stesso l’unico punto di partenza, il capolinea. Si parte da Dio per andare a Dio, è il solo spostamento che abbia un vago senso, un’utilità. Tutto il resto, ossia ogni altro viaggio che si crede porti in qualche luogo non vale nulla e, più si va in fretta meno ha senso. Non sono ricco, è noto, ma prometto diecimila franchi, mi avete capito bene, mi impegno a tirar fuori dalla mia tasca vuota una decina di biglietti da mille franchi e a darli alla persona che mi dimostrerà che vi è qualcosa di più cretino di correre a centocinquanta chilometri all’ora con una ridicola maschera da diavolo, in un’orribile macchina molto costosa, che appesta e schiaccia.
Ma ancora una volta l’Assoluto è un viaggio senza ritorno ed ecco perché coloro che lo intraprendono hanno così pochi compagni. Pensate, volere sempre la stessa cosa, andare sempre nella stessa direzione, camminare giorno e notte senza mai girare a destra o a sinistra, neppure per una volta o per un attimo, concepire per tutta la vita ogni pensiero, ogni sentimento, ogni atto, fino alle minime palpitazioni come una specie di successione perpetua di un iniziale decreto della volontà.
Cercate di rappresentarvi un uomo d’azione, una specie di esploratore in partenza. La forza della sua parola ha attirato qualche entusiasta che ha deciso di seguirlo. L’inizio del viaggio è un trionfo. Pioggia di fiori, acclamazioni, delirio della folla. Nelle città e nei villaggi si organizzano imbandieramenti e luminarie, si festeggiano gli audaci. Anche nelle campagne banchettano al loro passaggio.
Poi ben presto l’allegria diminuisce. Si arriva in paesi nuovi che non sanno nulla, che non comprendono nulla e che restano indifferenti. Talvolta i viaggiatori suscitano diffidenza. …. Lentamente i cibi e i vini raffinati sono rimpiazzati dalle bucce, e il contenuto dei vasi da notte prende il posto dei fiori. L’entusiasmo dei compagni si è già completamente spento.
Molti si sono allontanati con i più diversi pretesti. I rari fedeli, a loro volta, cercano il modo di fuggire senza perdere troppo l’onore. Non avevano previsto che c’era da soffrire.
Tuttavia ci si rassegna ancora per pudore e per orgoglio. Finché ci saranno delle abitazioni umane e degli uomini buoni o cattivi, ma con un po’ di coraggio, il viaggio potrà essere sopportato.
Ma ecco che gli uni e gli altri si rarefanno. Si entra nel deserto, nella solitudine. Ecco il Freddo, le Tenebre, la Fame, la Sete, la Fatica immensa, la Tristezza spaventosa, l’Agonia, il Sudore del sangue…
Il temerario cerca i suoi compagni. Capisce a questo punto che per la voluttà di Dio deve restare solo in mezzo ai tormenti e va nell’immensità nera, portando davanti a sé il cuore come una fiaccola.
Tratto da “Le Pèlerin de l’Absolut”, di
Gentile Bijuu,
ho letto immediatamente la sua lettera, ma mi sono preso qualche giorno per risponderle perché l’impegno profuso nel redigerla richiedeva una riflessione adeguata.
Spero che le faccia piacere sapere che leggerla mi ha fatto felice, non tanto per i generosi complimenti ai quali l’età e l’esperienza mi hanno vaccinato, quanto per la consapevolezza che almeno uno dei miei lettori ha recepito in pieno il messaggio che è e resta: io non posso
dirti il perché delle cose, ma posso stimolarti a cercarlo.
Ho iniziato a scrivere perché in questa società io sono un disadattato. Ho seri problemi di identità e relazione. La mia attitudine è troppo personale per poter essere apprezzata. La scrittura mi ha permesso di trasferire parte della mia alienazione a chi legge, alleviando il carico per me ed inducendo uno stimolo alternativo alla grande platea di MC.
MenteCritica come esperimento collettivo è fallito. Purtroppo, non ho imparato abbastanza per essere un buon compagno di strada per chi mi era affianco. Ora continuo con quei pochi che hanno imparato a sopportarmi e con la collaborazione di qualche affezionato lettore al quale, probabilmente, non ho mai espresso gratitudine in termini adeguati.
Pubblico volentieri il suo contributo. Credo che senza la premessa e la mia risposta, sarebbe risultato incomprensibile ai più. Pertanto la ringrazio per avermi consentito la pubblicazione integrale del carteggio.
S’abbia i miei più affettuosi saluti
grp
P.S.Consiglio un approfondimento sulla figura di Leon Bloy, scrittore che non conoscevo. Si può partire da .
Nuove Intercettazioni Minetti, Faggioli e Verbale Maria Makdoum. Rapporti Plurimi, Cocaina e Appartamenti. E Tu Zitto.
27 gennaio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
L’immonda ondata di fango che sta travolgendo Silvio Berlusconi, i suoi prosseneti e le sue puttane, incomincia a diventare uno tsunami. Prostituzione, rapporti con minori, cariche pubbliche utilizzate come marchette, rapporti plurimi, gemelle trombate a doppietta, telefonate alle procure per far rilasciare zoccole minorenni, liste elettorali falsificate per consentire l’elezione sicura di igieniste dentali, feste di compleanno a Casoria con tanto di padri cornuti, elicotteri e scorte, macchine di carabinieri, polizia e guardia di finanza col lampeggiante acceso che portano le puttane al trombatoio come se fossero ambulanze, impresari che si trasformano in ricottari (lenoni per i puristi), direttori di telegiornale che di mattino fanno opinione, di pomeriggio fanno la cresta sui prestiti e di notte si fanno gli scarti del vecchio dal culo flaccido, magari ancora gocciolanti di presidenziale seme, chili di cocaina, macchine intestate a consiglieri regionali utilizzate per spacciare droga, legioni di parlamentari assoldati per alzare il braccio (e magari qualcos’altro) a telecomando, avvocati difensori trasformati in presidenti del senato, una nazione abbandonata a se stessa mentre il debito pubblico e l’evasione fiscale la precipitano verso il default.
E mi fermo perché mi sono stancato ed ho bisogno di respirare. Non posso fare a meno di chiedermi quanto sia profondo il buco del culo di noi italiani e quanto a fondo si debba spingere la presidenziale varra perché si incominci ad avvertire non dico dolore, ci mancherebbe, ma almeno fastidio, bruciore, una lieve irritazione.
Alemanno, Berlusconi, Cosentino, Fede, Mora, Scajola, Verdini, Secondo Me non è Colpa Loro
19 gennaio, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest
Riceviamo e pubblichiamo.
Mi spiace dirlo ma non riesco a dare la colpa agli Alemanno, Berlusconi, Cosentino, Fede, Mora, Scajola, Verdini per tutto lo schifo che questi stanno combinando. Che si tratti di case, tangenti, corruzioni o mignotte.
Il colpevole è l’italiano che non s’indigna perché diciamoci la verità, all’italiano che un politico vada a letto con una minorenne, sia contiguo alla Camorra, si faccia pagare la casa da imprenditori corruttori etc. non frega niente.
Almeno in Tunisia si scende in piazza per l’aumento dei prezzi del pane tanto da far fuggire all’estero l’ex padre padrone del Paese.
Negli USA Edwards, Gingrich e altri politici arrivati a un passo dalla Casa Bianca si sono definitivamente bruciati come politici per semplici storie di tradimento.
E in Inghilterra vari parlamentari sono finiti in carcere (!) per delle truffe su rimborsi spese di qualche migliaio di sterline.Io non riesco a prendermela con Alemanno, Berlusconi, etc, mica è colpa loro, loro non sono altro che espressione del nostro ZeitGeist, anzi PlatzGeist, se questa parola esiste. Se 58 milioni di italiani ti permettono di fare certe cose, se ne fottono o addirittura ti appoggiano perché gli fai simpatia se sei con le tasche piene, affarista e puttaniere, allora possiamo solo aspettare che si estinguano come i Dinosauri, per un meteorite o per un’improvvisa glaciazione e che dopo di loro arrivi qualcuno meno peggio. Ma se accadrà sarà solo per caso, mica per selezione naturale, né per merito degli italiani.

dal nostro lettore Pierluigi
Kant e il Bunga Bunga
19 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
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Nei giorni scorsi ho più volte affermato che un approccio laico alla vita non prevede un giudizio sui comportamenti delle persone quando questi rimangono nei confini della legge.
Un laico, teoricamente, non dovrebbe interessarsi del fatto che una persona paghi o faccia favori ad un’altra per avere un rapporto sessuale o che due persone dello stesso sesso decidano di vivere insieme. A differenza dei cattolici per i quali esiste una morale di riferimento largamente codificata, chi non si ascrive a tale illustre compagnia può riferirsi esclusivamente ad un insieme di valori personali e non può pretendere che essi diventino riferimento per altri. In pratica, per un laico non esiste il peccato, ma, al massimo, il reato.
Se questa sorta di “liberatoria” sia da estendersi indiscriminatamente a tutti, a prescindere dalla funzione svolta, è interessante materia di riflessione. Accettereste un’insegnante omosessuale per i vostri figli? Io sì, perché non ho forme di pregiudizio per gli omosessuali. Invece, se sapessi che l’insegnante di mia figlia è eterosessuale, ma si dedica a pratiche quali sottomissione e bondage, la cosa mi farebbe riflettere. Questo deriva dal fatto che per me la sessualità è in stretta connessione con amore e sentimento, mentre la violenza e l”umiliazione, anche se consenzienti e giocose, sono pericolose deformazioni della relazione affettiva.
Il Bunga Bunga, la Vergogna e la Dignità
18 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, latest
La vergogna e la dignità sono una questione personale, non un fatto di stato. Questo per dire che, messa da parte la tipica ipocrisia beghina per la quale un “uomo in quella posizione certe cose non le fa”, bisogna laicamente attenersi al principio che ognuno, a casa sua, fa un po’ quello che vuole.
E’ evidente che, in certe condizioni, la discrezione e l’understatement sono un requisito essenziale. Il presidente del consiglio dei ministri, volente o nolente, ha un ruolo di rappresentanza che non si può indossare la mattina e togliere la sera come se fosse una tuta da lavoro. In parole povere, se non commette reati, Berlusconi si scopi chi vuole. Gratis o a pagamento è una cosa che riguarda solo lui e la sua “virilità mortificata” (sic). L’importante è che la cosa non diventi una questione pubblica.

Liquidato il capitolo moralistico, rimane la questione professionale. Supponendo che le intercettazioni relative al bunga bunga riportate dai giornali corrispondano a conversazioni realmente verificatesi, il quadro che ne emerge è, sinceramente, aldilà di ogni pessimistica previsione.
Mora: «Certo».
Fede: «Vuol dire che possono diventare uno e mezzo: io ne prendo quattro e tu otto, va bene?».
Mora: «Benissimo, meraviglia, meraviglia, bravo direttore, bravo».
Fede: «Ecco, allora, adesso la cosa è avviata. Eh, dimmi che sono bravo e sono un amico»
Mora: «No bravo, di più».
Il 30 agosto, da una telefonata tra Spinelli e Mora, si capisce che qualche soldo in anticipo già gira. Spinelli: «Scusi eh se la disturbo, è una domanda eh, la mia… eventualmente, se facessimo dei circolari le andrebbero bene oppure…?».
Mora: «Benissimo anche quelli».
Spinelli: «Ecco, allora mi facilita forse, allora tento quella strada lì, eh, dei circolari…?» (assegni).
Mora: «Va benissimo, grazie ragioniere».
E il 2 settembre, a ruota, è contento anche Fede: «Son contanti, no?».
Mora: «No, no, cir… circolari».
Fede: «Senti, casomai la mattina io fossi… posso mandarti uno… busta chiusa a ritirare?».
Mora: «Si! Anche alle 11.00».
Fede: «Eh! Mi fai un regalo, un regalissimo!».
Spinelli, risulta il 27 settembre, ha una sola preoccupazione: e cioè che, quando Mora deve andare ad Arcore, non si faccia vedere troppo. Spinelli: «Per evitare e dare, non ho certo bisogno di spiegare a lei, ma è uno scrupolo che io ho adesso, dato che potrebbe incuriosire qualcuno che può essere lì fuori, capito?, anche se non so, forse non c’è nessuno, anziché entrare nel cortile principale…».
Mora: «…entro da dietro».
Spinelli: «Ecco, ecco, sì ecco».
Mora: «Dalle cucine, va bene».
Spinelli: «Se poi mi chiama…così le vengo incontro io intanto».(1)

In pratica, Fede e Mora utilizzano la “debolezza” di Berlusconi per spillargli denaro e dividerselo. Si può delegare la guida del paese ad un uomo che non è capace nemmeno di guardarsi da certi soggetti?
E ancora
La testimonianza lambicca nel dettaglio. “E ora andiamo al bunga bunga. Io avevo inteso che quel termine si riferisse alla locazione, alle mura in cui tutti i partecipanti alla cena si erano spostati. In questo bunga bunga a luci rosse – e non so se lei intendeva perché c’erano le luci rosse o perché l’atmosfera era tale da essere interpretata come a luci rosse – queste ragazze si sono ulteriormente spogliate, non so a fino a quale punto, e avvicinandosi a turno e anche in gruppi di due o tre al presidente, che stava seduto sul divanetto, si strusciavano e si facevano toccare, assumendo un atteggiamento anche provocante e volgare, baci, strusciamenti. Anche all’interno di questo ambiente denominato bunga bunga erano presenti degli scomparti dove erano allocati degli abiti per dei travestimenti, ovvero divise da poliziotta o infermiera. Anche la Minetti fece uno spogliarello … (non so) fino a che livello, e cioè se lo spogliarello sì è concluso con la nudità totale o parziale. Lo spogliarello fu fatto anche da altre ragazze presenti. Tutta l’atmosfera era molto ridanciana, tutti sembravano divertirsi molto, tranne la M. T., che invece era molto imbarazzata per quello che stava vedendo. Mi disse che era rimasta in disparte sul divanetto e che non aveva partecipato né allo spogliarello né al travestimento, né ovviamente aveva consentito che o il presidente o altre persone la toccassero. In questo stesso contesto, M. T. mi disse che vi erano delle ragazze che durante lo spogliarello ballavano molto vicine, mezze nude, ricordando atteggiamenti lesbici. M. T. mi disse di avere percepito chiaramente che vi fosse un’accesa rivalità tra le ragazze, tanto che lei era mal vista dalle stesse in quanto evidentemente temevano che potesse attirare l’attenzione del presidente a loro scapito; e anche per questo M. T. mi disse di sentirsi molto imbarazzata. Dopo la fine del bunga bunga le ragazze sono salite al piano di sopra, dove il presidente doveva scegliere chi sarebbe potuta rimanere a dormire quella notte. Questo è un momento molto ambito dalle ragazze ed erano tutte in attesa di sapere quale o quali di loro sarebbero state scelte dal presidente del consiglio”.
[...]
“A fine serata (Berlusconi) mi ha anche chiesto: “Ma ti sei divertita?” e io gli ho risposto: “Beh, insomma, non è questo il mio modo”, ma ti dico che anche fisicamente io lo vedevo diverso. Nel senso che, quando tu puoi vedere certi discorsi che ha un tipo di piglio, lascia stare che vedi che s’è rifatto che s’è tirato, però ha un piglio di una persona molto decisa. Anche come parla è un comunicatore, no? Almeno in quello è uno che si vende bene. E invece no. Sembrava un… guarda, ti dico, mi viene bene la figura del “bagaglino” … una caricatura. Una caricatura di se stesso. Guarda, una cosa molto brutta e molto triste. Forse io pensavo che lui mantenesse un contegno e poi facesse i fatti suoi. Invece no. Assolutamente no. Cioè, lui si presenta in un certo modo, ma molto basso e mi dispiace perché non c’è bisogno.. Sulla base di certe cose, (si può) arrivare a dire tipo: “Sei malato”, cioè, sua moglie lo diceva…”.
[...]
“… a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?”Ruby: “E no, papi”.
“… E siamo messi bene, Madonna mia! fai come la napoletana, il papi lo chiamava”
Ruby: ” No, no, la napoletana è un’altra cosa… quella è la pupilla, io sono il culo”.
Quando gli dicono che la ragazza così “consapevole” è in questura, Berlusconi si spaventa. Riesce a tirarla fuori. Quando scoppia l’affaire, corre a ripari con il solo strumento che conosce: paga e la corrompe. Sentite Ruby: “Il mio caso è quello che spaventa più di tutti., e sta superando il caso di (Noemi) Letizia, di (Patrizia) D’Addario, di tutte… il mio avvocato se ne è appena andato, ero con lui… con Lele… loro mi stanno comunque vicini, in effetti… sempre tornando al discorso di prima… gli ho detto… Lele, io ho parlato con Silvio, gli ho detto che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi dai… 5 milioni… però… 5 milioni a confronto del macchiamento del mio nome…”. La bufera mediatica, l’attenzione della magistratura non scuotono o spaventano la ragazza.
Ruby: “… non siamo preoccupati per niente, perché… Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto: cerca di passare per pazza… racconta cazzate… io ti sarò sempre vicino, mi fa, e avrai da me qualsiasi cosa tu vuoi… con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro … in cambio del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate… e lui ha accettato… in effetti seguiremo questa strada…”. Lo ripete nelle conversazioni con i suoi amici fidati. “Lui mi ha chiamato ieri dicendomi: Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti pago… ti metto tutta in oro, ma l’importante è che nascondi il tutto, non dire niente a nessuno … per me può essere quello che vuole, anche un mafioso, l’importante è che a me mi sta riempiendo di soldi… .. sta cambiando la mia vita, guarda… Antonella … rispondimi sincera: se a te Silvio ti mettesse nelle tue mani 6 milioni di euro …”.(2)
Continuando ad escludere giudizi morali, rimane profonda la preoccupazione per gli incarichi e le responsabilità affidate ad una persona che, per un motivo o per un altro, non è più in grado di governare se stessa. Il problema non è l’immagine indubitabilmente deteriorata di Berlusconi, ma la sostanza: l’incapacità di gestire il proprio comportamento è un evidente segnale di malessere (o malattia). L’ex moglie, qualche tempo fa, lo aveva detto pubblicamente prima di scomparire letteralmente dalla scena. Noemi Letizia, Patrizia D’Addario, la candidatura forzata di Nicole Minetti e Ruby non sono il frutto di un’indagine della magistratura, ma questioni emerse per l’incapacità di Berlusconi di tenerle sotto controllo.
I fatti sono sotto gli occhi di tutti, non serve aggiungere altro. Se la maggioranza degli italiani preferisce ignorarli e tenersi un uomo simile alla guida del governo, non si può fare nulla. E’ la deformazione della democrazia: quando si arriva alla conta, ha ragione chi ha più voti, anche se il candidato è una persona come Berlusconi, evidentemente incapace di portare a termine l’incarico.
In questo quadro, assume una particolare valenza l’affermazione del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, la quale sostiene che non è il momento di riaprire il dibattito sulla procreazione assistita (legge 40), perché il governo ha altre priorità(3). Viene immediato chiedersi quali siano queste priorità visto che, probabilmente, si tratta delle stesse che hanno impedito al governo di tentare la sia pur minima mediazione tra Marchionne e gli operai della Fiat , di intervenire con misure contro la crisi, la disoccupazione, l’evasione fiscale e l’abuso di esternalizzazioni e flessibilità nel mercato del lavoro.
Da qualche anno in Italia non si decide più nulla. Berlusconi non governa, il paese fa di testa sua. Forse è quello che tutti volevano: avere una parvenza di legge, ma fare ciascuno i fatti propri. Può anche andare bene così, ma diciamocelo. Almeno, da domani, iniziamo anche noi a farci giustizia da soli.
-/-
La vera fidanzata di Berlusconi sono io, tu e pure tu. Siamo tutti le fidanzatine di Berlusconi, sono anni che ci tromba, era tempo che la cosa divenisse ufficiale. Se anche tu ti senti la fidanzata di Berlusconi, metti il banner nel tuo blog.
Codice da incorporare
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Note
- [↩]
- Repubblica [↩]
- Virgilio Notizie [↩]
Italiani, la Ricreazione è Finita
17 gennaio, 2011 di fma
Archiviato in Appunti Italiani, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest, Storia e Memoria
Se un costume prende piede, anche e soprattutto quand’è negativo, bisognerebbe prenderne atto e domandarsi come sia potuto accadere, piuttosto che lamentarsene.
Un vezzo, quello di lamentarsi, che ha sempre goduto e gode tuttora di larga fortuna nel nostro paese. Una larga parte di italiani, stranamente più tra il ceto medio che tra i poveracci, che pure ne avrebbero più motivi, è convinta d’essere costretta a vivere tra degli zotici che pensano solo al proprio interesse; l’altra parte tra degli scansafatiche buoni solo ad avanzare diritti. Non è raro sentire uno che dice all’altro:
- Te lo dico io, viviamo in mezzo a dei cialtroni. Ogni giorno è peggio.-
Vederli scuotere la testa e salutarsi sollevati, quasi fosse un motivo di conforto.
Ma esiste veramente questo epocale degrado che ci starebbe sommergendo? O piuttosto nel nostro patrimonio culturale non vi è una storica inclinazione a scovare per ogni disincanto una causa e un capro espiatorio altri da sé?
Piccolo Dio
5 gennaio, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine
Ma quant’era bella, Maryam Fekry detta Mariouma (Marietta), anni 22, di Alessandria d’Egitto. Il e ce la mostra raggiante, esplosiva, multiforme, nutrita di sé. Mille Mariouma in una: i capelli trionfanti da Medusa sulle spalle nude, oppure raccolti in un candido velo, attorniata da oggetti in alabastro, giada, colonnine tortili, un artigianato che profuma di prezioso, di lindo e di misterico. Felice; con quel suo incarnato più bello del mondo, schiettamente mediterraneo. Fiera con toga e tocco, il giorno della laurea; e trasognata con amici e amiche, sulla passeggiata a mare della cocente estate egiziana. Vapori aurei; gioventù straziate ma tenaci nel sorriso; la guardo e immagino le descrizioni di Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente. E, anche, Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. La vedo giocare a tennis, in abiti bianchi, ridere e scherzare con amici sbilenchi e allampanati, gentile con tutti, inafferrabile al fondo. La vedo benestante, in una casa di pietra chiara, cosciente della sua appartenenza a una terra e a una storia. Mariouma è diventata il simbolo dello . Cristiani . Ancora una donna che s’incarna nella persecuzione dell’umanità nuova.
Non Spingete quel Pulsante.
26 dicembre, 2010 di ob1kenobi
Archiviato in Border Zone
“Il dubbio è una porta aperta dove chiunque è ben accolto, la certezza è una porta chiusa di cui solo il padrone ha la chiave”
Premessa : quando nel seguito mi riferisco all’”io” intendo come persona generica e non me specificamente. Non ho nessuna qualificazione per parlare di queste cose, tranne il fatto di averci meditato e continuare a farlo da un tempo incredibilmente lungo.
Vorrei cominciare questo discorso descrivendo la scena di un esperimento mentale caro al buon vecchio Albert Einstein.
Consideriamo una tavolo con su una indefinita apparecchiatura munita di un bottone rosso. Consideriamo che due persone eseguono l’esperimento : io e una generica altra persona.
Facciamo l’ipotesi che la macchina collegata al pulsante rosso provochi la morte immediata di chi la aziona.
Cominciamo l’esperimento dalla persona generica che si siede al tavolo preme il pulsante e muore.
Il Crepuscolo del Bunga Bunga
13 novembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre le Righe, Storie Italiane
Il Ventennio e gli Anni del Bunga Bunga
Gli anni del Bunga Bunga stanno per finire. E’ vero, Berlusconi è ancora lì, ma il belrusconismo è morto. Lo si capisce non dall’avanzata degli avversari, ameboidi ed inerti anche nel momento di massima debolezza del loro antagonista, ma dalla fuga disperata ed irriverente dei tanti topi che stanno abbandonando la nave. Per farsene un’idea basta leggere a “Il Fatto Quotidiano” dove il caro Vittorio, in poche righe, non si limita a rinnegare tre volte prima che il gallo canti, ma si offre già candidamente al nuovo padrone di domani, quella Lega Nord con la quale da tempo condivide l’approccio culturale alla vita e l’elegante, misurata dialettica.
E’ probabile che di qui a qualche settimana si assisterà ad una successione di abiure che ricorderà quella che seguì la caduta del fascismo, quando per strada si camminava calpestando “cimici”, il distintivo del PNF che si portava appuntato sul bavero della giacca.
Gli anni del Bunga Bunga non ci lasciano nemmeno un distintivo. Magari si correrà il rischio di sporcarsi le suole con un preservativo usato o con della polvere bianca di incerta natura, ma certamente non ci saranno lasciti culturali da rinnovare con una nuova visione della vita o ambizioni nazionali da sostituire con un rinascimento filosofico e morale. Gli anni del Bunga Bunga sono stati un periodo di vacanza del cuore e della mente che ci lasceremo alle spalle ritrovandoci di colpo più vecchi, più stanchi, con le tasche vuote e con la sensazione di essere stati ingannati ed illusi come dei bambini. Gli anni del Bunga Bunga sono un pezzo della nostra vita, un tributo pesantissimo che abbiamo voluto pagare all’ambizione di un uomo mediocre che, invece di migliorare se stesso, ci ha convinto a diventare come lui, se non peggio.

La colpa è stata e rimane nostra. Non essere stati capaci di espellere il virus dall’organismo del nostro paese è la prova che la nostra democrazia è seriamente ammalata di immunodeficienza e che questa mancanza di anticorpi ci espone a rischi ancora più gravi nel futuro quando la nazione, fortemente debilitata, all’uscita dal lungo sogno ad occhi aperti dovrà affrontare la terribile realtà di un’economia in recessione e di un paese che non sa più creare valore industriale o culturale.
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