Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e… crepa
23 gennaio, 2012 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, Meccanica delle Cose
Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “fase due”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’… meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).
Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci.
La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …
11 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Secondo e , i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l’ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.
Prove di miseria – ASL 13 senza fondi fino a gennaio 2012
13 dicembre, 2011 di serpiko
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
E’ notizia di mercoledì 7 dicembre.
I medici e gli operatori dell’ sono stati informati in via ufficiale che la struttura ha esaurito i fondi a disposizione per il 2011.
Niente più risorse disponibili fino al 12 gennaio, data in cui l’azienda sanitaria potrà disporre dei fondi per il 2012. Da qui ad allora gli operatori dovranno farsi bastare i farmaci e gli equipaggiamenti che già ci sono. Ovviamente questa condizione vale per tutto: dall’acquisto dei più banali “janitorials” a quello dei farmaci salva-vita in uso nel reparto di rianimazione.
La Manovra di Monti: Non Fatevi Infinocchiare
5 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
Luca, commentando il mio pezzo dall’elegante e forbito titolo “Monti, si Prepara la Grandissima Figura di M…“, scrive:
Credo che forse hai anticipato un pò, come del resto tutti i media, i commenti alla manovra. Ieri sera sentire parlare Monti mi ha reso orgoglioso (e non lo ero più da 20 anni) di essere italiano. La serietà, la competenza, la sincerità e soprattutto l’onestà di quelle persone mi ha sbalordito… non ci ero abituato ad essere governato da qualcuno che ha a cuore solo gli interessi del suo paese e delle generazioni future, da persone serie e non da buffoni!!!
Poi dal punto di vista tecnico certe scelte possono certamente essere migliorate, ma penso in generale che sia un’ottima manovra, concordo con la riforma delle pensioni, con lo scudo, con la tassa sul “lusso”, con l’IMU… credo che l’equità ci sia e credo che in 17gg era molto difficile fare meglio!!!
Penso inoltre che non è finita qui… i politici si stanno cagando sotto e questo mi fa godere un casino!!!
Probabile. Sono irruento per natura, anche se le mie amiche del cuore pensano che io sia dolcissimo (baci mamma).
Eugenio, invece, commentando il sobrio editoriale “MenteCritica Dichiara Guerra a Monti” non può fare a meno di affermare:
A questo punto sarebbe stato meglio il default, almeno di ripartiva da zero. Qui viene tolta la speranza.
Ho seguito in diretta la presentazione dei provvedimenti sperando di trovare qualcosa di equo. Vana ed ingenua speranza. Ma quel che e’ peggio e’ che se la “sinistra” vota ‘sta roba, nel 2013 il signor B puo’ passare all’incasso senza neppure fare campagna elettorale. Vergognoso non aumentare l’irpef per i redditi oltre i 70K. Indecorosa la IMU su prima casa.
Bene, bene.
MenteCritica Dichiara Guerra a Monti
3 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Diciamoci la verità, ci eravamo cascati tutti. Compresi quelli come me che dicevano di aver dichiarato guerra all’Italia. Grandi presentazioni, un parterre de roi di lauree, master, incarichi prestigiosi in grandi organizzazioni internazionali, l’eloquio garbato, il loden, le attese ansiose delle persone oneste, le macchine italiane al posto delle tedesche. Poi quasi tre settimane in puro stile democristiano. Incontri con i partititi, i partitini, i gruppuscoli, le scolaresche, le parti sociali, il Papa, la Merkel, Sarkozy, due strani tizi al caffè, mentre tutti aspettavano le “misure impressionanti” tra un misto di timore e di ansia di vedere, finalmente, inculati a sangue quelli che fino ad oggi hanno mangiato, bevuto, ruttato e chiavato alle spalle di un’intera nazione di senza palle.
La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio
18 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Oltre il Confine
In Cina il servizio sanitario è considerato “tra i più inefficienti e iniqui del mondo [...] offre la copertura assicurativa a solo il 40% della popolazione (e che trascina nella povertà migliaia di famiglie ogni anno a causa delle spese sanitarie out-of-pocket), che spende l’80% delle risorse nella sanità delle città, quando il 60% della popolazione vive nelle campagne.” (). In pratica, per chi non se lo può permettere,sono negate anche le cure salvavita.
In Cina, una legge dello stato, impone un’unica gravidanza per coppia. Questo comporta che “l’aborto è imposto alla donna o fortemente raccomandato quando il nascituro non abbia le caratteristiche volute dalla famiglia, prima fra tutte il sesso. Questa condizione sociale privilegia i maschi rispetto alle femmine che vengono, in alcuni stati, sistematicamente abortite. Questa situazione è oggi nota per essere endemica in ampie zone dell’India e della Cina in quest’ultima il numero degli uomini ha superato quello delle donne per oltre 40 milioni di individui” (). Mi chiedo dove siano le nostre femministe più agguerrite, pronte a scattare per uno stupido manifesto, ma del tutto indifferenti a questo abominio.
365 alla pensione
31 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Pare sia stato il - quello con un modello John Holmes per avere la manager di Farmindustria ed essersi occupato allo stesso tempo di Sanità, farmaci, vaccini ed – ad espellere il noduletto emorroidario della misura restrittiva sui ai fini pensionistici in Manovra v. 3.0.
Vessazioni di classe, ovviamente, visto che i soldatini che non riuscivano a sgamare i 12-18 mesi di naja, prima che venisse abolita in favore di un esercito di professionisti, non erano certo i figli di papi che ricevevano la spinta giusta per farsi riformare per un’omosessualità fulminante o altre motivazioni gravi di esonero dal servizio. E chi si faceva tutta la naja fino in fondo, nonni compresi, era di solito qualcuno che magari lavorava già duramente e si vedeva privare di un anno o più di stipendio per servire il paese.
Default Italia: 99 Giorni al Fallimento – Cosa Vuol Dire Fallire per un Paese
3 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, latest
L’Italia è Ufficialmente Fallita oggi Primo Novembre 2011
Leggi Cosa fare qui per proteggerti dal Default
Leggi qui un indice di tutti gli articoli utili per comprendere e proteggersi dal Default
Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, l’ordine, l’assistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e l’affidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.
Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto: iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di un’altra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dell’assistenza sanitaria diretta, abrogazione dell’articolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dell’erogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).
Default Italia: Meno di 100 Giorni al Fallimento
2 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Gli analisti di Credit Suisse () hanno messo a confronto l’andamento dei rendimenti di questi paesi nei 200 giorni che hanno preceduto il loro salvataggio. Nel caso di Atene i tassi hanno toccato per la prima volta la quota del 6% 95 giorni prima del mentre il “punto di non ritorno” del 7% è stato raggiunto esattamente 65 giorni prima del salvataggio. Nel caso dell’Irlanda la soglia del 6% è stata toccata 145 giorni prima del salvataggio, mentre il balzo al 7% c’è stato 32 giorni del piano. Anche nel caso di Lisbona il rendimento al 6% è arrivato 145 giorni prima degli aiuti per poi toccare il punto di non ritorno del 7% 100 giorni dopo. I casi di Irlanda e Portogallo dimostrano che il nostro paese ha ancora almeno 100 giorni di tempo per invertire la tendenza prima che la dinamica dei tassi diventi insostenibile.
Ogni generazione ha la sua guerra. Noi, stiamo vivendo la nostra. Se non fosse irriguardoso paragonare Benito Mussolini a Berlusconi(1) direi che siamo alla fase del Ridotto della Valtellina(2). Domani Berlusconi si presenta alle Camere per prendere in mano la situazione. I soliti politici raccomandati. Loro solo in mano, noi invece ci tocca prenderla nel culo la situazione.
Sono sinceramente curioso di ascoltare quello che dirà questo grande imprenditore, l’invitto condottiero che ha fondato un impero (suo) e che negli ultimi quindici anni ha, con l’approvazione di tutti gli italiani, posto un’intera nazione (la nostra) al suo servizio. In fondo, le contingenze economiche, la grande finanza, le scelte imprenditoriali, sono il suo forte. Non perde occasioni . Questo dovrebbe essere, più della riforma della giustizia, il suo campo.
Note
- non mi riferisco a valori assoluti, ma allo “spread” che c’è tra le due figure [↩]
- Il Ridotto Alpino Repubblicano, conosciuto anche come Ridotto della Valtellina, era il luogo dove i fascisti avrebbero dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica sociale italiana. L’idea emerse undici giorni prima della Liberazione, il 14 aprile 1945, in una riunione nella residenza di Mussolini, presso Villa Feltrinelli a Gargnano, tra i rappresentanti tedeschi e i massimi dirigenti di Salò. Tale incontro fu l’ultimo ad alto livello.fonte [↩]
Il Rebus Mara Carfagna
28 marzo, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Sì, sì. ha gli occhi sbarrati, è ministra di Berlusconi, si è fatta una storiella con uno che si chiama Bocchino e sta sposando uno che si chiama Mezzaroma. Decisamente non ha fortuna con i cognomi dei fidanzati. Sì, sì, prima dice di lasciare la maggioranza, poi si abbocca e ritorna nelle file dei fedelissimi. Sì, sì. è patetico e io se fossi il fidanzato l’avrei cacciata a calci nel culo per paura di passare per mezzo cornuto, ma siccome non mi chiamo Mezzaroma e nemmeno Mezzosalerno, in fin dei conti non capisco un cazzo ed è meglio che mi sto zitto.
Come Mascherare l’Acquisto Massivo di Preservativi: I Consigli di un’Esperta
7 maggio, 2010 di Rita
Archiviato in latest, Oltre le Righe, Vere Donne
Lo chiamo il cappuccetto, il cappellino, il salvagente, il palloncino. Condom o preservativo per i clienti più seriosi. Se non ci fosse lui, credo che molte donne come me non avrebbero cercato questo hobby creativo. Il bello è che tutti hanno i loro gusti ed esigenze anche in fatti di preservativi.
Michelino si porta sempre dietro i suoi perché è allergico, mentre il mio giovane Cherie ogni tanto ne porta di fluorescenti ed è uno spasso giocarci nel buio pesto. Altri hanno portato i loro un po’ perché avevano paura che io fossi così poco professionista da non usarne ed alcuni sono stati sinceri nel dirmi che si fidavano solo dei loro “se non ti offendi “. La frase se non ti offendi mi ha lasciato molto da pensare, chissà forse pensavano che io bucassi i condom per poi richiamarli dopo un mese per andare a scegliere il corredino o per paura che fossi una pazza appestata con manie di pandemie. Meglio così,una spesa in meno.

Costo del Lavoro e Competitività: Sostiene Galbusera…
4 maggio, 2010 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, latest
Sostiene Galbusera che una presa per il culo così, lui, non se la sarebbe mai aspettata. Meno che meno dall’INPS.
Galbusera è un mio vicino di casa, un metalmeccanico in pensione, abituato fin dalla più tenera età a considerare certi doveri come ineludibili. Tra cui, non suoni strano, pagare le tasse. Perché i lombardi non sono tutti piccoli imprenditori, ci sono anche i lavoratori dipendenti e i pensionati. Galbusera lavora all’appuntamento con il fisco lungo tutto l’arco dell’anno.
- Perché, – sostiene – le cose, per farle bene, bisogna farle per tempo.
Così, quando va in farmacia, sempre più spesso, non si scorda mai di mettere sopra il banco, con le ricette, la tessera sanitaria, affinché lo scontrino rechi il suo codice fiscale, condizione indispensabile per fruire della detrazione d’imposta sui ticket. Al netto della franchigia, s’intende.

- Pensano che i primi 129,11 euri li spendiamo per il viagra. – sostiene ridendo.
La stessa cosa la fa col dentista, col cardiologo, perfino col veterinario.
- Per le spese veterinarie, la ragione di un’ulteriore franchigia mi sfugge.- sostiene pensieroso
Da ognuno pretende fattura, col suo bravo bollo da euri 1,81, altrimenti non vale. E mano a mano inserisce i dati nel PC, badando di non mischiare farmaci e parafarmaci, di non sommare all’importo delle fatture il bollo, e via e via e via.
Con l’anno nuovo, passata la Befana, comincia a riordinare le carte. Quelle sue e quelle della moglie; che, ahimè, non usa per le proprie cose la sua stessa acribia. Nei suoi scontrini le creme antirughe e gli scovolini interdentali convivono allegramente con i sartani e le statine:
- Lina, quante volte te lo devo dire che le cose vanno tenute distinte? cosa ci vuole? una laurea?
Sono mali di pancia, ma qualcuno se li deve pure accollare.
- Certo che se lo fai la prima volta, poi sei fottuto. - sostiene Galbusera. Non si capisce se si riferisca alla Lina, o al fisco.
A ogni buon conto, alla fine di gennaio, lui è pronto. Aspetta solo che l’Agenzia delle Entrate metta in rete il Modello Unico e il 730, con le relative Istruzioni.
Perché entrambi? Ma perché solo se avrà studiato bene le Istruzioni del Modello Unico, 126 pagine quest’anno, potrà calcolare quanto il fisco gli deve, cioè verificare, quando sarà il momento, se il CAF, al quale si rivolgerà per il 730, avrà fatto i conti giusti.
I moduli di solito sono disponibili verso la fine di febbraio.
- Vorrei anche vedere, – sostiene Galbusera, – che dovessimo penare per pagare le tasse. –
Li scarica e comincia a compulsarli.
- Cose fastidiose, – sostiene Galbusera – da fare con calma.-
Aspettando che arrivi CUD 2010. Che a dire il vero dovrebbe già essere arrivato. La legge parla chiaro: Il CUD deve essere consegnato al contribuente entro il 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati.
Siamo alla metà di marzo e del CUD ancora nessuna notizia.
Per informarsi telefona alla sede provinciale dell’INPS.
- Signore, – si stupisce l’impiegata – siamo appena alla metà di marzo! –
- Lo so. – fa lui – Ma è previsto che io lo debba ricevere entro la fine di febbraio.-
- Aspetti almeno la fine del mese. Sono in spedizione.
- Che vuol dire che sono in spedizione? che sono stati spediti, o che stanno per essere spediti?
- Signore, gliel’ho già detto, credo di parlare italiano: sono in spedizione! C’è tempo fino a tutto maggio!
A Galbusera i dipendenti dell’Amministrazione dello Stato non sono mai piaciuti fino in fondo, neppure quando se li ritrovava accanto, in corteo, addirittura in prima fila a reggere lo striscione rosso dei CUB Alfa Romeo.
Aspetta un paio di settimane e non succede nulla. Pensa bene di visitare il sito dell’INPS: hai visto mai che il CUD si possa scaricare come il 730. Purtroppo scopre che per saperlo bisognerebbe avere il PIN. La cui prima metà, di 8 cifre, si può avere immediatamente, basta inserire i propri dati personali nel questionario, ma la seconda metà no. La seconda metà sarà recapitata per posta, all’indirizzo di residenza, esperite doverose verifiche per via telefonica.
Per fortuna l’occhio gli cade sul servizio INPS Risponde.
Scrive allora Galbusera:
“Buongiorno. Sono a chiedervi copia del CUD 2010, relativo alla posizione VDCAI N.110X3, il cui originale non mi è mai pervenuto.”
“Gentile utente, – gli risponde l’INPS – alla Sua richiesta del 29/03/2010 19.09.12 è stato assegnato il Protocollo INPS.CCBFF.29/03/2010.0215029 -
Passa qualche altro giorno e dall’INPS gli riscrivono:
“Gentile utente, con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.29/03/2010.0215029 del 29/03/2010 19.09.12, Le comunichiamo quanto segue: i modelli CUD 2010 sono in fase di spedizione. La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPS Risponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.”
- O cazzo! – sostiene d’aver pensato Galbusera.
Stizzito riscrive all’INPS:
“Sono ancora io, il titolare della pensione VDCI N.110X3. Devo fissare l’appuntamento con il CAF. Quando pensate di mandarmi il CUD?
P.S. Non riditemi che è in spedizione. Non saprei che farmene.”
E l’INPS, immediatamente:
“Gentile utente,
alla Sua richiesta del 09/04/2010 18.35.27 è stato assegnato il Protocollo INPS.CCBFF.09/04/2010.0436241”
E di lì a qualche giorno:
“Gentile utente, con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.09/04/2010.0436241 del 09/04/2010 18.35.27, Le comunichiamo quanto segue: riceverà per posta nei prossimi giorni i documenti richiesti. La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPS Risponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.”
Sostiene Galbusera d’aver avuto un attimo di smarrimento e la tentazione fortissima di mandarli affanculo.
Ma la sua natura di vecchio combattente ha presto il sopravvento.
Vorrà dire che lui e la Lina andranno di persona alla sede provinciale dell’INPS, a chiedere soddisfazione.
La sede provinciale dell’INPS, per chi non lo sapesse, è in via Cazzolopone al numero 8, che più in centro di così non si può. Una zona dove il rapporto tra macchine che cercano un posto e posti per parcheggiare, bene che vada, è di dieci a uno. Quel giorno è ancora peggio. Deve esserci un qualche evento in città. Al terzo giro di isolato fa scendere la Lina e la manda a staccare il ticket.
- Non ti preoccupare, tu stacca il numero, io giro finché trovo posto e ti raggiungo.- dice, salutandola con la mano. Di dietro già suonano a distesa.
Sostiene Galbusera d’averci impiegato un’ora e passa a trovare un posto e d’essere stato vittima, nel frattempo, di tre prepotenze grosse così, dei veri e propri scippi di parcheggio che gridano ancora vendetta al cielo. Non i soliti prepotenti dei SUV, come si sarebbe portati a pensare, no: prima due ragazze con la Smart, poi una signora con l’Opel Corsa, per ultima la Ritmo di un marocchino con la marmitta tenuta su dal fil di ferro.
- Terùn! – confessa d’essersi lasciato scappare Galbusera, fuori dalla grazia di Dio.
- A che punto siamo? – domanda accostandosi alla Lina, seduta di sghembo su uno strapuntino, in coabitazione con un giovane rasta.
- Abbiamo il 76 – gli risponde lei serafica
- Che vuol dire?- la guarda, nervoso.
- Che ce n’è trenta davanti.
- Ah! – fa il Galbusera chinando la testa sul petto.
Finalmente, dopo un’ora e passa, sul display prende a lampeggiare il 76, mentre l’altoparlante scandisce col tono ufficiale degli aeroporti:
- Il settantasei si rechi alla postazione sei, il settantasei è atteso alla postazione sei. –
Sostiene Galbusera che per un attimo gli è parso d’essere alla Malpensa, quando chiamarono l’imbarco per Sharm-el- sheikh.
Segue brusco risveglio davanti alla funzionaria dell’INPS, che alla loro richiesta d’avere una copia dei CUD, anziché arrossire, non sa trattenere un gesto di stizza.
- Ma benedetta gente! ma è tutta mattina che stampo CUD! ma non potete aspettare che vi arrivino a casa?
- Quando?- s’inalbera il Galbusera – Siamo al venti di aprile, fin quando dobbiamo aspettare?-
- Ma sono in spedizione! Ma cosa facciamo se tutti i pensionati e i cassintegrati vengono a chiederci la copia del CUD? Ci spariamo?
- Potrebbe essere una soluzione. E perché non li avete spediti quand’era il momento?
Questo l’impiegata non lo sa. Mica è lei che spedisce i CUD.
Sostiene Galbusera che, tornando al parcheggio, s’è divertito a fare quattro conti. Secondo lui, sommando alle sue spese di telefono, benzina, parcheggio, pedaggio autostradale, i costi per gli stipendi degli impiegati INPS che gli hanno dato retta e la relativa quota di spese generali, la copia del CUD che stringe tra le mani non costa meno di 50 euri.
Sostiene Galbusera che un paese in cui una copia di CUD, di cui non ci sarebbe alcun bisogno se l’originale arrivasse nei tempi dovuti, costa 50 euri, è un paese destinato a soccombere. Soprattutto se la maggior parte dei suoi abitanti non lo capisce, oppure non lo ritiene un problema grave. Cioè non capisce che l’unico modo per indurre i capitali a non migrare in Polonia, dove il lavoro costa meno, è quello di far sì che la differenza del costo del lavoro, in negativo, sia compensata da un’equivalente differenza nell’efficienza del sistema paese, in positivo.
Sostiene, il perfido Galbusera, che finché i dipendenti di Eutelia, o chi per loro, continueranno a salire sul tetto pensando in quel modo di indurre il padrone a investire da noi anziché altrove, senza capire che i soldi si muovono non per cattiveria ma per convenienza, non avremo alcuna speranza di cavarcela.
Sostiene Galbusera che s’immagina l’obiezione:
- E cosa dovremmo fare? la guerra tra poveri?
Sostiene che lui la risposta ce l’avrebbe, ma che se la tiene per sé.
Una Buona Notizia per Tutti
22 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Informazione, latest, Oltre il Confine
Gli Stati Uniti . Certo, non è medicine e cure gratis per tutti, ma, finalmente, i poveri, gli emarginati, gli ultimi, si vedranno riconoscere quel minimo di sostegno che gli consentirà di sentirsi parte di una nazione e non degli uomini soli e abbandonati.
Questa scelta americana è una buona notizia per tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono un paese con un grande popolo il cui governo, ultimamente, ha fatto di tutto per farsi odiare. Io sono un fiero avversario della politica statunitense, ma amo sinceramente gli americani perché ne conosco il patriottismo, la buona volontà e il fanciullesco candore che, da uomo della vecchia Europa, mi ha più volte commosso e imbarazzato.
La mancanza di un’assistenza per gli umili era una piaga vergognosa per un paese che è grande, ma che può e deve essere una grande nazione.

Giornata Mondiale dell’Infanzia: Salviamo i Nostri Bambini dal Ritalin!
20 novembre, 2007 di Daniela Tuscano
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Futuro è nei Giovani
“Una volta si diceva: ‘Quel bambino ha l’argento vivo addosso’. Oggi è diventata una patologia e con il test più idiota del mondo si classificano i nostri bambini come malati di “. Non va per il sottile Marta Invernizzi, una delle promotrici della Campagna contro l’uso di psicofarmaci sui bambini promossa dal .
Vatti a Fidare di Google AdSense. Il Dottor Pene e le sue Capsule per Allungare il Pisello Guadagnano la Prima Pagina di OK Notizie.
8 maggio, 2007 di diabolicomarco
Archiviato in Consumo CriticaMente
Oggi la qualità delle news su è un po’ bassa. Forse per noia mi metto a leggere gli annunci di Google AdSense nella parte alta della pagina, che solitamente non vedo proprio.
Mi incuriosisce la pubblicità di un prodotto per l’impotenza che porta ad un sito dal nome veramente spassoso ed incredibile: DOTTORE-PENEpuntoCOM (!). Si capisce subito che si tratta di un prodotto di qualità. E’ stato approvato “dai Medici per il Risalto Sessuale Maschile” ed è diventato presto “la scelta n.º1 per chi è in ricerca di un prodotto sicuro e di risalto sessuale maschile effettivo.” (!?). La traduzione è pessima (traduttori automatici?). Mi ricorda tanto Siamo Affidati per Fare il Vostro Mondo Meglio.
Sanità Italiana -Il Fumo: Come ti riciclo il farmaco sporco – Il caso del Bupropione
6 aprile, 2007 di Lameduck
Archiviato in Informazione
C’era una volta, nel grande paese di BigPharma, una piccola pillola bianca dal nome buffo: . Questa pillola era stata creata per curare la depressione, ma dato che non era sveglia come le sue sorelle e Paroxetina, e anzi sembrava fare più male che bene, era stata dimenticata in un angolo della grande fabbrica di medicinali.
Ma ecco che un bel giorno la buona fata vide la pillolina tutta sola e in lacrime, le si avvicinò e disse: “Pillolina bella, perchè piangi? Non voglio vederti triste, farò di te una grande pillola, ti trasformerò nella “pillola per smettere di fumare!” “Ma mi hanno detto che non servo a nulla…” “Non ti preoccupare, farò una delle mie magie e da domani tutti i grandi scienziati parleranno di te”.
Se leggiamo la storia del bupropione, la “pillola per smettere di fumare” vedremo che non è poi tanto distante da una favola.
Leggi il resto
