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Le Cosce e gli X Men

24 giugno, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione, latest

Cosce
A quanto pare cose come il debito pubblico, ritardo tecnologico, competitività, previdenza, crescita, risparmio energetico e politica estera a suon di bombe sono argomenti pallosi. La Rete, dopo l’”orgasmo democratico” dei referendum è in sonnolenza post coitale. Niente di meglio di una bella polemica sulle cosce al vento sul manifesto della dell’Unità di Roma.

Può piacere o non piacere, dicono. Appunto, non piace. Inutile cercare di rigirare le frittata. Un paio di gambe usate in quel modo sono offensive, punto e basta.
Chiedere scusa e ritirare i manifesti, grazie.

Scrive Caterina Soffici sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”. A pioggia segue il consenso di tante signore su Facebook e l’appiccicosa solidarietà di numerosi maschietti che, probabilmente, sperano in questo modo di passare dalla modalità sbirciata a quella palpata.
A rischio di apparire insensibile e benaltrista, la polemica mi appare stupida, superflua e del tutto inadeguata al clima nel quale i nostri culi sono immersi nella totale inconsapevolezza della bocca che continua ad agitarsi a cazzo di cane. Poi, vorrei aggiungere una cosa per le signore, una specie di regola d’oro:  diffidate dei maschi comprensivi e solidali, di quelli che, se portate una seconda per esempio, si dicono amanti della tettina a coppa di champagne  o di quelli che fanno i super femministi. La loro è solo voglia di trombarvi alla prima occasione. Provare per credere (in luogo pubblico possibilmente e con una 44 magnum a portata di mano).
Ovviamente, la regola ha eccezioni. Il mio ideale di fisicità femminea, ad esempio, non prevede gli air bag.

cosce eccellenti

Figli e Figliastri
Sembra che il fulcro della lotta al malaffare italiano sia il passaggio di Miche Santoro, Fabio Fazio e San Roberto Saviano dalla RAI a La7. Alla fine, se uno ci riflettesse, capirebbe che mentre la RAI è controllata da Berlusconi, almeno per ora, La7 è proprietà di Telecomitalia, società che ha un grande debito di riconoscenza con la sinistra italiana, ed in particolar modo con D’Alema, l’oscuro promotore di un’indegna speculazione al cui confronto l’affaire Alitalia è una fesseria.
D’altra parte, questo giornalismo da “red carpet”, questa lotta anti sistema i cui covi sono occultati nelle stanze d’albergo a cinque stelle e nelle ville a picco sulle rocce della costiera Amalfitana, questa azione sediziosa alimentata a ostriche e champagne, servita da macchine blindate che sfrecciano a sirene spiegate e confortata da modelle longilinee dai fulvi capelli, è una sorta di grandefratellismo dell’informazione dove al posto della realtà si proietta un modello astratto e teorico della stessa. Saviano, Fazio, Benigni e Santoro, non sono uomini qualsiasi, sono X Men.
Gli uomini normali, quelli senza superpoteri, scrivono per 1300 euro al mese, senza scorta, con i boss di mafia, camorra e ndrangheta seduti allo stesso caffè dove fanno colazione così che per minacciarli non serve nemmeno il fax. Ma questo è banale, noioso, demagogico e non interessa nessuno.

Santino di San Roberto Saviano

Il Cachet di Benigni a Sanremo e l’Effetto Serra

In Italia si fa politica ovunque tranne che in parlamento: Porta a Porta, Ballarò, Annozero, le segreterie dei partiti, le camere da letto, il palco di Sanremo. E la politica la fanno tutti, tranne che i parlamentari: i conduttori televisivi, i giornalisti, Saviano, quella meringa ammuffita di Fabio Fazio (la fenomenologia relativa è qui), le puttane tristi, Beppe Grillo, Roberto Benigni.

A questo punto, non dovrebbe scandalizzare il fatto che il cachet di Benigni a Sanremo sia stato di 250.000 euro, in fondo ha fatto un doppio lavoro. A quanto pare, oltre a far ridere, grazie a Benigni, gli taliani hanno capito che siamo in Italia, che non esiste più il Regno delle Due Sicilie, che 2011-1861=150 e che Gelmini, Calderoli e Bossi, pur di coccolare le ambizioni separatiste del geometra Brambilla di Bergamo, sono disposti a sfoderare il rigore economico messo da parte in occasione della vicenda quote latte nel milleproroghe.

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Il Lato Oscuro del Calcio: Si fa Presto a Nascondere le Ceneri

Sabato scorso(1) su sport.repubblica.it (a proposito un gran bel restyling e buoni contenuti) in home page c’era questo articolo.
In breve, chi vuole saperne di più può cliccare il link: 4 portieri titolari della serie B hanno denunciato di aver ricevuto minacce di morte se la loro squadra non dovesse perdere la prossima partita, minacce dovute alle decine di migliaia di euro persi con le scommesse.

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Note
  1. 14 febbraio N.d.R. []
Fine delle Note

Caffè Amaro del 20 Ottobre 2008: Vieni Avanti Cretino

20 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Ieri sera nella cuccia di fazio c’era don walter l’arciprete. Che duetto. Vale la pena di parlarne solo perché, tutto sommato, anche l’orrido quando raggiunge i vertici è arte.

la tazza del caffè di fabio fazio

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Il clima è Cambiato. Silvione è Ritornato o è Solo una mia Percezione?

2 luglio, 2008 di  
Archiviato in Informazione

Il clima è cambiato, è ritornato o è solo una mia percezione? Ultimamente due conduttori televisivi e il vertice RAI, Santoro, Fazio e Cappon, hanno dovuto recitare il “mea culpa” davanti ai telespettatori italiani, dichiarandosi non responsabili di quello che è stato detto ad “Annozero” e a “Che tempo che fa”. Il vero responsabile, oltre a Grillo, è quel Marco Travaglio che le cose non le manda a dire, le dice in diretta, anzi le scrive. Nel suo ultimo libro “Se li conosci, li eviti” ha scritto “qualche cosettina” che ha infastidito il neopresidente del Senato. Come si chiama? Ah, sì! Renato Schifani. Anche il nome è tutto un programma a sentire Plauto che di certe cose era un maestro: “Nomen atque omen!”

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Fenomenologia di Fabio Fazio

12 maggio, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Media Mente Critica

Fabio Fazio è buono e ci tiene a farlo sapere. Sorride sempre, ha il collo della camicia slacciato, porta quelle sottili cravatte anni 80 e, da come è conciato, ci si aspetterebbe che sotto la giacca abbia la camicia fuori dai pantaloni.
Tutti i suoi ospiti sono “eccezionali”. Le domande che Fazio fa sono congegnate per consentire all’ospite di mettere in mostra arguzia, bellezza, generosità, grande carriera internazionale. Ogni ospite ha un prodotto da vendere. Un libro, un film, un tour, la sua vita. E Fazio, mielosamente, ne decanta le virtù, ne mostra la copertina, ne incoraggia la fruizione in una profusione di glucosio puro che, per essere sostenuta senza andare in coma diabetico, richiede un’overdose di insulina.

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