Gola profonda, Carie Meningee
9 luglio, 2011 di la Donna Cannone
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B2B
Mancava, ieri sera a cena, B., un ragazzo pakistano.
Nell’incavo della sua assenza, un po’ guardinga, si è incuneata la signora B.
L’ho sempre osservata da lontano. Anche perché è bianca. Di un bianco flaccido, che quasi sembra flaccidità dell’anima.
LA Publicy in Pratica: i Cittadini Privati
6 settembre, 2010 di Gianmario Felicetti
Archiviato in Democrazia e Diritti
Nel post precedente abbiamo visto alcuni principi ispiratori di un ipotetico diritto alla Publicy. Ma esiste veramente questa Publicy? Che cos’è? Dove la troviamo? Perché è importante? Facciamo un esempio concreto.
In USA vige una fatidica legge chiamata “Don’t Ask Don’t Tell”: obbliga i militari a non svelare la propria omosessualità, e addirittura a non parlare di omosessualità in generale. In cambio (in cambio???) nessuno può indagare sulla vita personale delle persone sospette di essere omosessuali. Un apparentemente innocuo “Non chiedere, non dire” cela la minaccia di violazione del diritto alla privacy nel caso in cui un militare omosessuale voglia esercitare il diritto alla publicy. Non è solo una questione teorica: si tratta di minaccia del licenziamento e l’onta di essere radiati dal corpo. La tutela della propria privacy (sacrosanta) è usata come moneta di scambio e al contempo come arma di ricatto per imporre ad alcuni – una minoranza – di non esercitare un diritto altrettanto fondamentale.
Scoop: Il Finale di Lost Anche su MenteCritica
6 maggio, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra, E chi se ne frega?, latest
Se sei arrivato su questa pagina perché non riesci ad accedere per vedere il post originale di MacchiaNera a causa , ma riesci tranquillamente ad accedere a del Corriere dove c’è testualmente scritto che nei prossimi mesi corri il rischio di ritrovarti il Fuoco Greco sotto il culo e il bancomat tirerà fuori solo un bigliettino con scritto: Non hai vinto, ritenta, allora meriti di conoscere il finale di Lost in anticipo su tutti:

Jack riceve un messaggio dal suo ospedale che gli comunica l’avvenuta esternalizzazione del suo reparto. Passerà in una S.r.L. in attesa della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà.
Locke si ritroverà licenziato a cinquantatré anni senza nessuna prospettiva di ricollocazione e sarà talmente incazzato che gli uscirà il fumo nero dal culo.
Kate non troverà mai un lavoro dove il capo non voglia toccarle culo e tette.
Sawyer diventerà un camorrista e girerà per negozi a chiedere il pizzo.
Benjamin Linus si metterà a fare il caporale per gli extracomunitari che raccolgono le pummarole in provincia di Caserta.
A Sayid non rinnoveranno il permesso di soggiorno e sarà costretto a faticare a nero per una ditta di costruzioni a venti euro al giorno per 12 ore di lavoro. Senza caschetto.
Jin e Sun diventeranno due bambole con gli occhi a mandorla e con i nomi ridicoli per le figlie delle signore pernacchie che non adotterebbero mai un bambino nero, ma vogliono far vedere che le loro bimbe amano la diversità.
Hugo parteciperà all’isola dei famosi dicendo di voler perdere peso, poi si bisticcerà con Antonella Elia e finiranno a tirarsi i capelli.
Jacob aprirà un bar dove si può anche giocare al lotto, alle scommesse e ai videopoker. Si farà un sacco di soldi, si comprerà una villetta a Varcaturo, nel giardino metterà un cane feroce e si guarderà i mondiali sul suo plasma da 55 pollici bevendo birra e facendo i rutti.
Contratto a Progetto e Pensioni: Le Bugie che ci Raccontano e il Baratro del Precariato
30 aprile, 2010 di Giacomo
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
“Sai? Ho l’AIDS” … “Beato te, io c’ho l’INPS”
E già. Così recita la spietata barzelletta (quale barzelletta poi non lo è?) dei due impiegati che si incontrano.
Era parecchio tempo che non seguivo Report su RAI3 perché al termine di ogni puntata me ne andavo a dormire con travasi di bile, budella ritorte e voglia di bazooka che notoriamente non è un digestivo.
Domenica scorsa, vuoi l’argomento vuoi la curiosità, mi sono messo ad ascoltare il servizio d’apertura: INPS ed INPDAP così da far contenti sia il sottoscritto che la consorte statale.
Sono anni, più di un decennio ormai, dai tempi della riforma Dini (che fine avrà fatto?), che ci raccontano che le pensioni della nostra generazione e di quelle successive sono a rischio per via della crisi demografica, dell’invecchiamento della popolazione e via discorrendo. Sono anni che sfottiamo i nostri genitori dicendo loro che se ricevono la pensione è perché stiamo lavorando noi. Ebbene, domenica ho traumaticamente scoperto che sono anni che ci prendono per il culo. Ma va?
Contrattisti a Progetto in Pensione
Nè Fiori, nè Opere di Bene
24 novembre, 2009 di fma
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C’é stato un tempo in cui eravamo sicuri, almeno la stragrande maggioranza, che il mondo marciasse verso “magnifiche sorti e progressive”.
Si trattava solo di avere pazienza e aspettare.
Vegnarà Bepi del giazo! si gridava a Nord Est. Addavenì Baffone! si rispondeva da Roma.
Si pensava che l’avvenire sarebbe stato più equo e solidale del presente. E se a qualcuno non stava bene, chissenefrega, tanto il futuro non ha mica bisogno di permessi per venire. Ne erano convinti persino quelli che non votavano PCI, che domandavano guardinghi, scuotendo la testa: ma di questo passo dove andremo a finire?
Eppure, malgrado la povertà e il bisogno fossero assai più diffusi di oggi, o forse proprio per questo, si donava molto di meno. Giusto l’elemosina in chiesa, alla domenica mattina.
Lettera di un Immigrato
20 maggio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Oltre il Confine, Storia e Memoria
Cara madre,perdonami se dalla mia partenza non ho più avuto modo di contattarti, come sai io non so scrivere, per questo mi sto facendo aiutare da un amico che, non ci crederai, abitava proprio in un villaggio vicino al nostro ed è partito insieme a me; per qualche strano paradosso non l’ho mai incontrato se non una volta giunto qui. Lui è uno nobile, ma se c’è una cosa che ho imparato subito dopo la mia partenza è proprio che le caste per noi emigranti non esistono, per gli abitanti di questo paese siamo tutti uguali. Il viaggio è stato lungo e difficile, posso assicurarti che dal nostro villaggio fino al mare il percorso è stato davvero lungo e faticoso, per fortuna l’abito buono e le scarpe le avevo messe in saccoccia, così non si sono rovinate.
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Uguali e Diversi
21 agosto, 2007 di Daniele Bausi
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
Certi luoghi sono depositari di un qualche valore che oltrepassate quelle porte già lo dimentichiamo. Il giro di giostra della quotidianità, con i suoi mostri e parassiti, che inquinano il nostro tanto sospirato e raramente ottenuto quieto vivere, ci inghiotte come un mostro famelico venuto da altri mondi e ci costringe a tirare fuori il peggio di noi stessi.
Repubblica Popolare di San Marino
3 luglio, 2007 di cruman
Archiviato in Oltre il Confine
Qui nel quartiere sanmarinese di Pechino si vive dignitosamente. Siamo perfettamente integrati e in un clima di tolleranza e interscambio culturale, proliferiamo egagri grazie alle attività tipiche della nostra amata terra d’origine: la pastorizia, materie prime, fiumi, monti titanici. Il tutto sfruttando marciapiedi a tre corsie che voi in Italia ve li sognate.
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La Paura delle Diversità
23 giugno, 2007 di Daniele Bausi
Archiviato in Democrazia e Diritti
Già da un po’ di tempo, anzi direi molto, che ci penso e non sempre sono riuscito a darmi una risposta che soddisfacesse del tutto la mia domanda.
Perché gli uomini hanno paura di tutto ciò che è diverso?
Quella più scontata è perché non conoscono la diversità in questione, allora perché non chiedere o informarsi?
Gemme di Saggezza: Il Filosofo in Camicia Verde
3 giugno, 2007 di Silent Enigma
Archiviato in Border Zone

EC 86 Verona PN-Munchen HBF,
ore 17.01: presumibile 40enne similpalestrato di bell’aspetto capello lungo ossigenato e gel intrattiene conversazione con omologa di sesso femminile, a due metri dal mio posto sulla mia carrozza (256).
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Delirio d’Incompetenza
21 aprile, 2007 di mc
Archiviato in MenteCritica
Mentecritica non è un blog. Cerca di essere un posto dove persone ragionevoli, anche di idee opposte, si scambiano opinioni. Siccome non è importante trovarsi d’accordo, è fondamentale condividere almeno il metodo operativo. Per questo abbiamo cercato di darci delle regole, che chiunque può leggere quando ci sottopone un articolo.
Se avete la pazienza di recarvi in quella pagina, subito dopo la dichiarazione d’intenti e le scritte in rosso, leggerete queste testuali parole:”Saranno sicuramente scartati tutti gli articoli violenti, non volti alla discussione pacifica e ragionata, impostati su questioni di principio e caratterizzati da estremismo fondamentalista“.
Io, che sono la persona che sceglie cosa pubblicare su MC, ho anche un’altra regola, non scritta questa volta. Questa regola mi impone di non approfittare delle scivolate di stile o delle stupidaggini dette o scritte da avversari politici sull’onda di una forte emozione, specialmente quando questa emozione è dovuta a fatti tragici.
Proprio in nome di queste due regole ho scartato l’”articolo” che mi è stato proposto un paio di giorni fa dal signore che se ne lagna in maniera piuttosto pittoresca in questo commento.
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Non Passa lo Straniero!
13 aprile, 2007 di Vortexmind
Archiviato in Cronache Italiane
Pur avendo trascorso la giornata a Milano non ho avuto sentore se non una volta giunto a casa, davanti al TG della sera. Peccato: avrei proprio voluto vedere i temibili ghisa manganellatori che infierivano su una madre e sulla sua bambina a randellate. E’in questi casi che mi chiedo: ma perchè andiamo a portare “pace e democrazia” a casa degli altri quando è nelle nostre città che si consuma una partita ben più importante, che sicuramente coinvolgerà tutti noi nell’immediato futuro? Leggi il resto
Bagdad come Saigon
13 aprile, 2007 di mc
Archiviato in Oltre il Confine
Se stamattina andate oltre la prima pagina dei giornali on line che, come tutti, inzuppano il pane a piene mani nella di Milano, dimenticando che episodi di questo genere si verificano a Napoli un giorno si e l’altro pure, troverete la notizia dell’attentato al ristorante del parlamento iracheno a Bagdad. Repubblica in prima pagina, un po’ sotto l’invasione cinese a via Sarpi, la Stampa sceglie simile, il Corriere retrocede rapidamente la notizia di fondo pagina.
La scelta, nell’ottica miope della stampa italiana, è comprensibile. Gli scontri interrazziali milanesi e la polemica sulla relazione alla camera del ministro D’Alema, sono un boccone molto più succulento per la massa di grandifratellisti che leggiucchiano i quotidiani spesso fermandosi ai titoli. E’ da anni, infatti, che la rissa e la piazzata hanno sostituito la discussione e la riflessione nei gusti di gran parte dei nostri compatrioti.
L’Iraq, con la sua quotidiana allitterazione di attentati, è diventato noioso e quindi, non fa più notizia.
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