Vicende Vissute. Una Partita Iva Racconta
8 marzo, 2010 di Marechiaro
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Ciao! Sono una partita iva, evasore per definizione, single, nel senso di felicemente ditta individuale. Sono stata una società anch’io, fino al 1995, quando ho rilevato i debiti e i crediti e liquidato la quota all’ex socio. Avevo mille problemi e poco tempo e quindi affidai la contabilità alla consulente. A novembre del ‘98 arrivò una bella comunicazione: c’era a mia disposizione il credito Iva della società.
Nell’agenda del ‘99 che può andare benissimo quest’anno, al posto di marcare le entrate e le uscite scrivevo:
Crisi Economica: Lacrime, Sudore e Sangue, ma non per Tutti
5 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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La mia competenza di economia è minima. Non potrei sostenere un discorso serio. Mi limito a chiacchierare come se fossi al bar a prendere un caffè con gli amici. Perdonatemi.
Iniziamo con un racconto, reale.
X ha poco più di cinquant’anni. Suo padre, un contadino lucano si trasferì a Napoli negli anni cinquanta per combattere l’estrema indigenza nella quale versava la sua famiglia. Nella città trovò un lavoro fisso ed ebbe sei figli. Il papà di X, poi, sì ammalò gravemente, perse il lavoro e la famiglia fu sostenuta dalla madre che faceva la sarta. Ciò nonostante, X oggi ha due figli che studiano, è un bravo musicista, ha una importante laurea tecnica ed un lavoro dignitoso equamente retribuito.
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Tornate Indietro Appena Potete
21 giugno, 2008 di Lameduck
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Confermando la loro indole di terroni del Nord, gli irlandesi hanno bocciato il Trattato di Lisbona, la versione reloaded dei principali trattati dell’Unione, ed hanno così causato grave nocumento agli altri paesi europei che non vedevano l’ora di aderire all’unanimità a questa meravigliosa iniziativa, in alcuni casi senza nemmeno averne letto i contenuti. Oltretutto gli irlandesi mangiapatate si sono avvalsi, per esprimere la loro opinione, di un vetusto strumento democratico come il referendum, ohibò. Urge inserire al più presto la verde isola nel novero degli stati canaglia.

Dublino Affonda il Trattato di Lisbona: Europa Sì, Europa No
16 giugno, 2008 di ilBuonPeppe
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Ci risiamo. A dimostrazione del fatto che sono sempre più rari i casi in cui l’esperienza viene messa a frutto, le istituzioni europee ci hanno riprovato: e di nuovo hanno preso legnate. Il lupo perde il pelo ma non il vizio; potremmo anche liquidarla con una battuta, ma a ben vedere c’è poco da ridere.
Nel 2004 a Roma si firmò la Costituzione europea, e l’anno successivo i referendum tenuti in Olanda e Francia ne hanno fatto carta straccia.
L’anno scorso con il trattato di Lisbona si prova nuovamente ad introdurre una carta fondamentale dell’unione europea; e qualche giorno fa è arrivata puntuale la mazzata che ne consacra il fallimento, grazie al referendum irlandese.

Kish Mostly Free Zone
15 aprile, 2008 di Neottolemo
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Due mesi fa è passata in sordina una notizia. Direi anzi che la cosa è stata totalmente ignorata: il 17 febbraio la borsa di Kish è entrata in funzione.
Chi ha seguito le vicende della tormentata borsa iraniana del petrolio (gli inizi si ebbero nel 2006) ricorderà come queste, nei pochi canali in cui vennero discusse, erano viste come l’avvisaglia del declino USA. C’è da dire anche che il 2006 degli Stati Uniti non fu un bel periodo: la guerra in medioriente stava andando un disastro, la crisi immobiliare iniziava a fare i suoi danni, l’Euro diventava sempre più pericoloso verso il Dollaro ma soprattutto non c’erano nemmeno un Keynes o un Roosvelt nei paraggi.

Cavi Sottomarini: Caso, coincidenza, prova
11 febbraio, 2008 di ilBuonPeppe
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Circa il 70% della superficie terrestre è coperta dall’acqua; va da sé che sott’acqua avvengano tante cose, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Per esempio, sapevate che il 90% del traffico telematico intercontinentale passa attraverso cavi posati sul fondo marino? Già mi immagino i fondali ricoperti da una selva di cavi intrecciati in cui i pesci cercano a fatica un varco per procurarsi il cibo, ma per fortuna (dei pesci) stiamo parlando solo delle cosiddette “dorsali”, cioè i cavi principali; come il tronco di un grosso albero, che poi si ramifica e si distende per coprire il terreno con la sua ombra. Internet, la telefonia e tanti altri servizi esistono anche grazie a questi cavi. Anche questo articolo probabilmente è passato su questi cavi.

Petrolio a 100$ al Barile. C’è Qualcosa che non Quadra
10 gennaio, 2008 di Y.Y.
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Dire che il petrolio è a 100 dollari al barile, per noi europei non vuol dire assolutamente niente. Noi non facciamo la spesa al supermercato in dollari. Da un po’ di tempo a questa parte facciamo la spesa in euro. Siccome il rapporto di cambio tra euro e dollaro è variato molto in questi anni, la cosa che ci interessa veramente sapere è: ma di quanto è aumentato un barile di greggio in euro?
Caffè amaro del 09/11/07 – Caro Record
9 novembre, 2007 di diabolicomarco
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Corrono i prezzi del petrolio verso i 100 dollari al barile. Ascolto queste notizie con un vago disinteresse. L’economia mi è ostica, incomprensibile. Immagino questi grossi barili pieni di petrolio denso e appiccicoso mentre vengono battuti all’asta nelle pubbliche piazze dei mercati (azionari). Altre volte si parla del “costo del denaro”. Mi sembra che non possa significare nulla di sensato. Come dire l’odore del profumo, il caldo del calore, il vento dell’aria. E’ dire tutto e niente.
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