Default Italia, la Propaganda di Guerra
5 novembre, 2011 di Comandante Nebbia
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Ho provato a leggere l’ che parla dell’alluvione di Genova di Marco Imarisio e, subito dopo, di Paola Pica sul signore che invita a comprare BTP per salvare l’Italia. Entrambi i pezzi sono sul Corriere di oggi.
Sinceramente, ho provato una certa inquietudine, non tanto per la cattiva letteratura, ché tutti abbiamo tanto da imparare, non tanto per il tono enfatico che alla narrazione dei fatti sostituisce il romanzo come se la realtà non fosse sufficientemente vivida da comunicare di per sé un emozione, ma per un evidente parallelo storico.
Se si prova a sostituire la pioggia con i bombardieri britannici e l’acquisto dei BTP con il versamento dell’oro alla patria, di colpo ci ritroviamo nel 1943, in piena seconda guerra mondiale.
Echi
6 febbraio, 2011 di Emanuele
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Un lago
Erano seduti sul divano vicino al camino. Al piano di sotto la festa continuava senza di loro.
Alla fine dei soliti discorsi, dopo un attimo di silenzio e girando il capo verso i suoi occhi, lei gli chiese: “sei felice”?
Lui si alzò di scatto e prendendole la mano la trascinò sul balcone.
L’aria gelida non sembrò preoccuparli; il lago si affacciò davanti ai loro giovani sguardi, possente e maestoso, reso brillantemente opaco dall’inverno.
“Guardalo” disse lui “è quasi più bello ora che d’estate; la foschia lo assopisce, culla le foglie morte delle piante che lo difendono; e il cielo così grigio e triste sembra uno specchio che riflette serenità. Questa incantevole desolazione mi rende felice ora ma domani questa splendida emozione sarà solo un bel ricordo; delle volte non restano che gli attimi”.
Suca e Melon a la so Stagion
27 dicembre, 2010 di fma
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Dice Aristotele in Etica Nicomachea : “I giovani devono essere pudichi, perché vivendo sotto il dominio della passione sono portati a commettere molti errori e il pudore gli può servire da freno. Per questo si lodano i giovani quando lo sono, mentre nessuno loda un vecchio, perché si pensa che il vecchio non possa compiere cose delle quali si debba in seguito vergognare.”
Quasi che la vecchiaia fosse fisiologicamente vocata al pudore e dunque i vecchi potessero insegnarlo ai giovani. Un’idea non priva di fondamento biologico. Si sa che il testosterone, la vasopressina, la feniletilamina, l’ossitocina e gli altri ormoni non circolano nelle vene della vecchiaia come in quelle della gioventù.
Allora non si sapeva, ma forse Aristotele aveva intuito in anticipo anche questo. O forse la notazione scaturiva dalla semplice osservazione quotidiana. Forse ai suoi tempi i vecchi erano davvero così.
Eutanasia: Il Pensiero di Marina
2 dicembre, 2010 di Marina Garaventa
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Questo è lo spot, censurato dalla tv italiana, sull’eutanasia: è rimasto per 7 giorni nella mia posta perché non avevo il coraggio di guardarlo. L’ho visto lunedì scorso: io non lo sapevo ma, proprio in quelle ore, Monicelli moriva.
Il “bello” di non poter parlare è che si ha più tempo per riflettere: le parole fluiscono, spesso, dalla bocca spinte dall’emozione, senza passare al vaglio del pensiero. Chi non può esprimersi verbalmente e deve mettere su carta pensieri compiuti, deve necessariamente riflettere, limare, pulire. La morte di Monicelli mi ha colpita come uno schiaffo, come l’ultimo irriverente sberleffo del genio, contro una vita che voleva imporgli un finale che, a lui, non piaceva. Io, oggi come da sempre, ho una grande avversione per il suicidio: da lottatrice, quale sono, non ho mai voluto, fin’ora, cedere le armi. Non si tratta di paura o di principi religiosi, è soltanto la caparbia volontà di non cedere, di non darla vinta al fato. Oggi, la penso così ma, comunque, la morte del regista e questo spot, uniti per un imperscrutabile gioco del destino, mi hanno obbligato a pensare.

Ed ecco riaffacciarsi alla mia mente Welby, Eluana e Peppino Englaro, i miei amici malati di SLA, le associazioni pro-vita, quelli che vogliono staccare la spina e quelli che non vogliono. Tutte facce di una stessa medaglia che assomma in sé un solo desiderio: vivere e morire con dignità e, soprattutto, in piena libertà.
Nessuno, io meno di tutti, è pro-morte: ma la morte è cosa solo nostra, e, ciascuno di noi l’affronta in modo diverso e unico, a seconda dei suoi principi e del suo vissuto.
Nessuno ha il diritto di giudicare e di decidere per noi.
Ho Visto Lucrezia
17 ottobre, 2008 di Fabio
Archiviato in Il Pianeta che Ride
Non so per quale motivo la mia compagna abbia deciso di chiamarla cosi’, ma il nome le donava alquanto. Premetto che nessuno dei presenti e’ riuscito a sapere se si trattasse di un lui o di una lei, ma nella nostra ignoranza ornitologica abbiamo voluto pensare che fosse una “signorina”.

Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008
9 settembre, 2008 di Daniela Tuscano
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Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era Come together dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: “La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”. Lo ripetevo tante di quelle volte che tu saresti rimasto, nei miei ricordi, “quello del caffè”.

