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Non vi parlerò del dito di Bossi. Certe fesserie le lascio a chi di mestiere fa il disinformatore e con queste cose ci si guadagna la pagnotta. Io ho un lavoro vero.
Se c’è qualcuno in questo paese (e sembra che siano tanti) che, grazie a un dito e a una maglietta, ha permesso ad un gruppo di opportunisti di sedere al lauto banchetto del potere per trent’anni senza produrre alcun risultato operativo, dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere.
Poi, se e quando verrà il momento, vedremo se oltre al dito sanno usare tutta la mano. Io poco ci credo. Vedremo. Io sto qua e aspetto.

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Ho 30 anni e non ho mai votato Berlusconi, anzi, non ho mai votato più a destra della Margherita.
Però non riesco ad appassionarmi alle polemiche contro Berlusconi e contro le sue proposte di immunità per le alte cariche e/o sospensione dei processi per le alte cariche.

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Quel che è giusto è giusto: bisogna saper riconoscere la verità, anche quando questa arriva dall’avversario. Silvio ce l’aveva detto che alle elezioni ci sarebbero stati i brogli, ma non gli abbiamo voluto credere, lo abbiamo preso in giro, ci siamo fatti quattro risate delle sue paure.
Roma, 27 marzo 2008: “ho un solo incubo, quello dei brogli“.
Taormina, 29 marzo 2008: “stiamo mettendo in campo un esercito di 120 mila persone contro gli imbrogli della sinistra“.
Chieti, 9 aprile 2008: “sono sicuro che vinceremo che ce la faremo anche se la sinistra metterà in campo la sua abilità nel fare brogli“.
E invece aveva ragione lui: ci sono stati i brogli!

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In attesa che Silvione ci chiami come volontari anche per far volare gli aerei dell’Alitalia installando opportune pedaliere al posto dei motori, mi permetto di rifiutare la mia collaborazione per la rimozione della spazzatura dalle strade di Napoli. Lui ci ha vinto le elezioni con queste stronzate e lui pedala e raccoglie. Noi, da buoni cittadini paghiamo la TARSU (salatissima) e, se la organizzano, facciamo la differenziata cercando anche di ridurre la produzione di monnezza, ma la rumenta se la deve raccogliere lui, Bertolaso, Bassolino e chi è pagato, da anni per farlo.

Ah Silvio, non dimenticare questa:

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Rieccoci, dopo un periodo di quasi totale assenza dalla scena, con “quer fattaccio brutto de l’Alitaja” tutti lì che si aspettano la mitologica cordata di prodi imprenditori senza macchia e senza paura, fieri paladini dell’amor di patria. Silvio, che siede sul sommo scranno del Primo Ministro Italico, l’aveva promessa, data per certa, sicura. A sentirlo, era già lì pronta, timidamente nascosta nell’ombra, ma pronta a balzare fuori non appena Sua Maestà glielo avesse chiesto.

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Confesso chi veramente sono

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Tremonti è un genio. Sì, sto parlando proprio di Giulio Tremonti, ministro dell’economia del nostro devastato paese; il politico più antipatico, arrogante, odioso ed insopportabile che ci sia. Dopo D’Alema, ovviamente.
E non sono impazzito, ma devo onestamente riconoscere che il soggetto ha delle qualità assolutamente fuori dall’ordinario; solo un genio si sarebbe potuto inventare una cosa del genere, renderla di pubblico dominio, e vantarsene come se avesse risolto il cubo di Rubik.
Di cosa sto parlando? Di Alitalia, tanto per cambiare.

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Quakche mattina fa, ascoltando “Prima pagina” di Radio 3 per avere notizie fresche fresche prima di comprare il quotidiano, un ascoltatore ha posto una domanda al giornalista di turno, Costa de “Il giornale”: “Non crede lei che con queste elezioni si sia determinato un “vulnus” (testuale parola) nel nostro sistema democratico con la scomparsa di forze di sinistra, di destra e di centro?” Il giornalista Costa in risposta ha detto: “Certo che si è creato un vulnus, ma, caro ascoltatore, il vulnus non è stato calato dall’alto. Il vulnus l’ha determinato il popolo che non ha rinnovato la fiducia a questi partiti che non hanno raggiunto il quorum sufficiente per sedere negli scranni del Parlamento italiano”.

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Vivendo nella profondissima terronia, praticamente in Africa, permettetemi di spiegarvi che significano le elezioni quaggiù, dove la destra oramai imperante ha guadagnato il 70% dei voti.
Lo faccio con un esempio e per esempio immaginate che domani mattina qualcuno suoni alla vostra porta e che voi siate un amministratore che si ritiene onesto e competente, immaginate di aprire la porta ancora con la tazzina di caffè in mano e però non vi troviate nessuno davanti, troverete invece, adagiata sul vostro zerbino nuovo di zecca, una borsa di plastica sporca e puzzolente, con la punta della vostra pantofolina, a forma di panda, cercherete di capire di che si tratta, poi con aria stupefatta e un po’ spaventata, perché di certo avete capito di che si tratta, vi precipiterete nella vostra cucina dove un marito ancora addormentato starà inutilmente cercando di far bere a due figli recalcitranti il latte mattutino.

albano vitturi

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