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Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.


Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave
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Avendo già parlato di cavalieri tricotrapiantati e abbronzati al mordente IKEA, di sorrisi stregatti e canzoni apicelle, palpebre e zampe di galline imbalsamate per sempre con il botulino nel lifting eterno, è necessario rifarsi gli occhi con qualcosa di bello. Per esempio un paio di gran pezzi di gnoccoloni belli vivi e guizzanti che, se non ci aiuteranno a rinfrescarci la serata, almeno ci consoleranno con qualcosa di bello da guardare.

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Le persone che si auguravano clamorosi gesti di protesta da parte degli atleti italiani alle Olimpiadi non saranno rimaste certamente deluse. Oddio, forse il Tibet non c’entra nulla, però la protesta per ridurre le tasse sui premi olimpici e quella per volare in business insieme ai calciatori invece che in economica con quelli che non contano un cazzo ci sono state eccome. Italians do it better. Continua a leggere »

Qual’è oggi, per un uomo degli Anni Duemila, la Donna Ideale?

Per come la vedo io, la donna ideale di oggi è sempre quella che si sognava ai tempi di mio padre e di mio nonno, con solo pochi aggiornamenti legati al mutare dei tempi.

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Che eravamo ripiombati nel Medioevo lo sapevo già, ma non fino a questo punto…

Tutti voi senz’altro conoscete l’immonda censura che ai tempi dell’inquisizione colpì uno dei più grandi Capolavori della nostra Arte, forse uno dei più conosciuti al mondo, nostro Orgoglio Nazionale al pari del Colosseo, della Torre di Pisa, di Piazza San Marco, del Golfo di Napoli e della Pizza Napoletana: il meraviglioso e inimitabile Giudizio Universale dipinto dal Michelangelo nella Cappella Sistina.

In data Il 21 Gennaio 1564 la Congregazione del Concilio di Trento emanò l’ ordine di far “coprire ” qualunque parte “oscena”che compariva nel dipinto.

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E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di excusatio non petita? Perché l’argomento che vado a trattare ben si presta a ferree prese di posizione, a frasi come “ah, se fossi in lei io…”. Nulla è così facile come sembra.

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Ho una fantasia molto sbrigliata, di giorno e di notte, ma di notte quello che la mia fantasia imbastisce non posso tenerlo sotto controllo e spesso mi ritrovo la mattina seguente a interrogarmi su quello che ho sognato, a quali inconsci significati devo attribuire gli arzigogolamenti notturni. Ah, ma non mi sono ancora presentata. Questo è necessario per capire il sogno che ho fatto e i pensieri che mi condizionano in questo periodo, più che in altri. Donna, bianca, e…precaria della scuola da alcuni anni ormai.

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Carfagna inadatta al Ministero, come si blatera in questi giorni? Fate vobis. Io scrissi il seguente articolo l’8 maggio. Senza falsa modestia, non si potrà dire che non sia stata preveggente.
“Sarà quer che sarà, armanco è bello”
: questo l’immediato commento del popolo romano all’elezione di Pio IX (1846). E vorrei fermarmi qui. In fondo l’ironia su Mara Carfagna, neo-Ministro delle Pari Opportunità (niente “popò” dimenoché…) del Berlusconi IV, riesce fin troppo facile e anche fastidiosa. I blog rigurgitano di sue foto nude - tentazione alla quale anch’io cederò - con toni che oscillano dal finto-scandalizzato voyeuristico, allo sconsolato, all’indignato, e chi più ne ha più ne metta. La Carfagna come simbolo della decadenza del Paese.

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Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

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E’ notizia di qualche giorno fa: l’ATM, l’azienda dei trasporti di Milano, ha licenziato 9 tranvieri fannulloni. Uno aveva addirittura adattato un bene dell’azienda in falegnameria per fabbricare cucce per cani. Un altro, in orario di servizio, andava ad ubriacarsi al bar. Altri erano assenti da mesi dal lavoro senza nessuna giustificazione. Queste incredibili scoperte sono state fatte grazie a blitz a sorpresa del presidente ed amministratore delegato Elio Catania. L’input dato dal ministro Brunetta ha trovato sponda facile in un’azienda pubblica dell’efficientissima e filogovernativa Milano. L’efficientismo dell’azienda, sacrosanto nei casi appena descritti, però rischia di travalicare le norme del più banale rispetto della democrazia e parità di diritti. Mi spiego subito.

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