Anatema Contro i Gay: la Posta in Gioco
12 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
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Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a un’escalation di anatemi antigay da parte di alti prelati della Chiesa cattolica. La miccia è stata accesa da mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Di fronte alla proposta di una regolamentazione delle coppie di fatto avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha preso carta e penna per scrivere una lettera dai toni apocalittici e perentori (“Dio vi giudicherà, anche se non credete”) tra cui spicca la frase: “E’ ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.
Lo stesso Caffarra, rigido censore dei “sodomiti”, che però, a quanto risulta, non ha mosso un dito (anzi…), per difendere una bambina dagli assalti d’un confratello pedofilo. Stesso comportamento tenuto dal vescovo ausiliario mons. Vecchi, anch’egli distintosi varie volte, in passato, per i suoi strali contro i gay, accusati nientemeno che di alimentare la violenza . Pochi giorni dopo il card. Lozano Barragan, già famigerato per aver dato dell’assassino a Beppino Englaro e per la sua somma indifferenza verso i veri crocifissi della Terra (immigrati, disoccupati ecc.), ha creduto di doverci ricordare, scomodando nientemeno che san Paolo, che “omosessuali e trans non entreranno nel regno di Dio“.

Anno nuovo, mondo vecchio: all’indomani della vittoria di Nichi Vendola alle (inutilmente) sofferte primarie del Pd, mons. Babini, vescovo di Pistoia, ha rincarato la dose, invocando addirittura la scomunica latae sententiae. Dopo aver premesso di “provare ribrezzo a parlare di queste cose” e di considerare “aberrante” la pratica omosessuale, ha dichiarato che “dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. All’omosessuale dichiarato e conclamato non va data mai la comunione”.
Non è forse ozioso sapere cosa pensa Sua Eminenza dell’Islam (“una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso.. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni islamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”: nemmeno Fallaci e Calderoli avrebbero saputo dir meglio), e soprattutto della recente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma: “Il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori [la definizione, come ognuno ricorderà, è di Giovanni Paolo II]. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”.

Qualche giorno fa, stessa musica ancora dalla Toscana, per bocca dell’arcivescovo emerito di Grosseto, mons. Scatizzi: niente comunione ai gay “conclamati” (come una malattia contagiosa?), perché “l’omosessualità è un disordine”. E, contemporaneamente, il Vaticano ha ammonito il governo: guai a finanziare campagne contro l’omofobia (altrimenti potrebbe sgretolarsi l’alleanza d’acciaio che pure i due soggetti hanno siglato).
E’ finita? No; sebbene non intendiamo addentrarci nelle sordide secche del caso Boffo, il bruciante intervento di don Farinella basta e avanza – notiamo come, per diffamare qualcuno, sia Feltri, sia il Vaticano non trovino di peggio che dargli dell’omosessuale. Non dell’assassino, del mafioso, del corrotto; tutto può essere perdonato, tranne l’omosessualità, naturalmente se “conclamata” (giacché, se nascosta, non infastidisce nessuno, non dà scandalo, soprattutto non se ne parla; quindi, il problema non esiste).
La Chiesa cattolica italiana, attualmente, si trova a esser governata da simili pastori. Non si vuol generalizzare, sia chiaro; resta il fatto che si tratta di personaggi potenti, influenti e molto attivi sui mass-media. Anziani “lefebvrizzati”, che nemmeno si accorgono di rasentare il ridicolo quando distinguono gli ebrei dall’ebreo Gesù; vecchi e arcigni custodi d’un inesistente Ordine Costituito, che invocano l’apartheid dei “diversi”; sepolcri imbiancati, teologicamente balbuzienti, i quali, sulla scorta dei fondamentalisti islamici che millantano di disprezzare, decontestualizzano Paolo dimostrando una paurosa ignoranza e superficialità sui testi sacri. Gli esegeti più autorevoli (anche in campo cattolico) da tempo ormai hanno ammesso, senza tema di smentite, che san Paolo non poteva certo riferirsi agli omosessuali come li conosciamo oggi, visto che ai suoi tempi la parola non esisteva nemmeno, per non parlare dei trans, che non mi risulta frequentassero i sacri palazzi nel primo secolo dopo Cristo. A parte che Paolo non può esser sbrigato in due maldestre righe, un dimenticato Yves Congar definì chiaramente grave errore “modernizzare un testo che aveva per contesto il paganesimo antico”. Paolo alludeva non agli omosessuali strutturali, ma a eterosessuali che, per vizio e/o curiosità, si abbandonavano a pratiche diverse da quelle con una donna/uomo senza esservi costretti (ed era il caso di taluni circoli intellettuali pagani, ma non solo, visto che Dante punisce tra i “sodomiti” esclusivamente “cherci e litterati di gran fama”, lasciando intendere che si trattava di una perversione riguardante le annoiate classi ricche).

Che poi Paolo disapprovasse anche l’omosessualità come tale, quando l’avesse conosciuta, è con ogni probabilità vero; come è vero che non tutte le rivendicazioni degli omosessuali sono moralmente accettabili; ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento e siamo noi a provare ribrezzo, e dolore, a dover ribadire queste ovvietà ai principi della Chiesa.
Lozano (e i suoi illustri confratelli) fingono pure di dimenticare sia il documento del ‘75 Persona humana, che già adombrava l’idea di un’omosessualità per dir così innata (oggi si sta tornando a considerarla vizio o malattia da guarire; le pubblicazioni cattoliche dànno molto spazio alle cosiddette “teorie riparative”, miranti a “convertire” gli omosessuali in eterosessuali), sia il Catechismo del ‘92. Lo smemorato del Vaticano smarrisce poi in un cassetto della memoria un libro dell’illustre moralista Xavier Thévenot pubblicato in Italia nel ‘92 con l’imprimatur, Omosessualità maschile e morale cristiana (Elle Di Ci), dove i passaggi su san Paolo sono molto ben analizzati (pur nel rispetto della tradizione più ortodossa). Si tratta di uno dei testi in materia più autorevoli e rigorosi, ancor oggi.
Né gl’importa di quel documento dei vescovi americani Pur sempre nostri figli. Forse perché destinato, appunto, a lontane contrade. La Chiesa universale sembra molto più interessata all’orticello italiano.

I nostri vescovi, dimentichi del Vangelo e dell’umana compassione, dimostrano però un intuito politico assai acuto. Essi sanno perfettamente che gli unici dai quali possano ricavare qualche mondanissimo profitto sono gli atei devoti, cui della religione poco cale, ma sono molto sensibili alle richieste temporali della Chiesa, e a cui non costa nulla sacrificare gli scandalosi “diversi” (se conclamati: gli stessi concetti, del resto, enucleati da Joseph Ratzinger in un documento del ‘92). Tornino nel silenzio, smettano di essere conclamati e di suscitare scandalo; in cambio, il governo continuerà a elargire generose somme di denaro alle scuole cattoliche e a impinguare le tasche degli insegnanti di religione, mentre l’istituzione pubblica, sovversiva e “laicista”, può andare allo sfascio. Da parte sua, l’altra metà del Tevere non smetterà di accordare alle “autorità” la sua paterna benedizione. E le leggi inumane contro gli immigrati, la corruzione diffusa, la disoccupazione, le patenti ingiustizie, i decreti ad personam? E la perdita del senso di fiducia da parte di tanti giovani, privati del sogno di costruirsi una vita prima ancora d’averlo accarezzato?
Dottrinariamente, l’anatema contro gli omosessuali costituisce invece un altro passo (pretestuoso) per il definitivo affossamento del Vaticano II. Se questo è il passato che ci attende, c’è poco da stare allegri.
Uot Uimen Uont (senz’altro vero probabilmente)
28 gennaio, 2010 di la Donna Cannone
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«È senz’altro vero probabilmente – circostanzia una relatrice – che gli uomini hanno la vita facile e una volta ottenuto il posto si soffermano a sfumacchiare in corridoio invece di lavorare».
È senz’altro vero che le mie non basse speranze sulla serata si sono strepitosamente sfracellate al suolo scivolando sul finto broccato del barocco arredamento di un hotel di Trento.
Da giorni aspettavo l’appuntamento, organizzato da Terziario Donna, (Confcommercio) – intitolato Donne e successo professionale a 30, 40, 50 ….. anni

L’immagine sull’invito raffigura una creazione di «Devis Venturelli, che ha vestito i cestini in strada per manifestare una prospettiva diversa», introduce la presidenta di Terziario Donna, annunciando compresa che «la discriminazione (delle donne) rappresentata in modelli e ruoli mediatici si reitera nella vita quotidiana, coltivando stereotipi di genere. Diverso – ci comunica – il tenore nella fiction televisiva, dove primeggiano avvocate rampanti. ..ma come donne, non possiamo accontentarci dei ruoli delle fiction».
Genitori di un Dio Minore
20 novembre, 2009 di Michela
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Esistono tanti tipi di linguaggio: quello burocratico, quello legislativo, quello artistico e così via. Più il linguaggio è complicato, più ama costruire sigle e più diventa linguaggio di potere. Più i responsabili decisionali ai vari livelli si riempiono la testa con informazioni veicolate da sigle, acronimi, incomprensibili solo ai loro accoliti, più incutono deferenza e rispetto nei loro simili che non possono e non riescono ad immagazzinare informazioni e concetti preconfezionati ad uso del potere.
Figli e Figliastri
19 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Luigi P. ha venti anni. E’ alto, ha i capelli scuri, gli occhi luccicanti, le braccia sottili e pesa meno di quaranta chili. Non riesce a stare in piedi, a camminare e non sa parlare. Passa il suo tempo tra il letto della madre e una sedia ortopedica. Viene nutrito con omogeneizzati, succhi di frutta e frullati. Porta il pannolone. Se lo guardi sorride e quando vede una persona che conosce si agita tutto facendo delle strane grida.
Luigi P. deve il suo stato ad una decisione fatale di un medico che non fece la scelta giusta quando si trattò di gestire una lunga ipossia a cui fu sottoposto il nascituro prima del parto.
Purtroppo, questa non è verità giudiziaria. Anche se sono passati due decenni la causa civile è ancora in corso.
Nonostante per l’anagrafe sia un uomo fatto, tutti, quando parliamo di lui, continuiamo a chiamarlo “il bambino”.
Immigrazione, Prostituzione, Evasione, Ipocrisia
11 novembre, 2009 di Storie Italiane
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Perché non esaminare tutti i casi Marrazzo anche dal punto di vista dei Clandestini e delle nuovissime norme che regolano questo argomento?
Ezio Mauro, svestendosi della sua veste di direttore, qualche mese fa, indignato per come l’Italia aveva accolto i pochi superstiti di un barcone rimasto alla deriva un mese, si era sporcato le mani per descrivere quali incredibili prove avessero dovuto superare le persone che venivano in Italia, come erano riusciti a salvare la vita bevendo la propria pipì e come, quelle stesse persone, appena messo piede in Italia, avessero ricevuto l’immediata denuncia del solerte stato italiano per il reato di clandestinità. Erano poveri diavoli, sfuggivano dalla miseria e dalle guerre e cercavano solo lavoro.

Legge o Educazione?
23 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia
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Leggo oggi una nota pubblicata dal Corriere della Sera on Line che, per la sua brevità, è utile riportare per esteso:
Franceschini: «No a donne -oggetto. Una legge per tutelarne la dignità»
PALERMO – «L’uso delle donne è diventato insopportabile. La tv presenta corpi femminili come oggetto di consumo, questo è il modello patinato dell’Italia patinata».
UNA LEGGE – Lo ha detto Dario Franceschini, candidato alla segreteria nazionale del Pd, oggi a Palermo. «Faccia il Parlamento una legge che punisca i comportamenti – ha aggiunto – contro la dignità delle donne». «Mi chiedo se può essere la bellezza – ha osservato Franceschini – il requisito per l’accesso alle istituzioni». «Se chi ha offeso le donne non sente il bisogno – ha detto – di chiedere scusa lo faccio io a nome di tutti gli uomini».
Volendo sorvolare pietosamente sul patetico populismo della chiosa finale, non è tuttavia possibile fare a meno di notare l’enorme errore concettuale del candidato alla segreteria del (per ora) maggiore partito di opposizione italiano.
L’errore è lo stesso che ha caratterizzato il sostanziale fallimento della legge contro l’omofobia respinta dal parlamento un paio di settimane fa.
Zero al Massimo
4 ottobre, 2009 di Daniela Tuscano
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Intervista a Del Papa, autore di Ti vivrò accanto. La favola infinita di Renato Zero
Massimo Del Papa (Milano, 1964), giornalista (“no, sono uno che scrive”, corregge lui), è seduto di fronte a me, spettinatissimo, con un orecchino nuovo fiammante al lobo sinistro. “Di’ che gesticolo molto, rido spesso, mi agito e bevo a piccoli sorsi un misterioso liquido ambrato”, mi suggerisce, sornione. In realtà basta il suo sguardo attento, la sua sagoma dinoccolata e scomposta a catturare l’interesse dell’interlocutore.
Corpi di Ragazza
La Donna e il Sesso nell’Immaginario di un Intellettuale
29 settembre, 2009 di Daniela Tuscano
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Questa volta avrei evitato qualsiasi intervento, lasciando spazio o, meglio, parola alle fotografie e soprattutto ai video. Del resto, blog come Il corpo delle donne (da cui attingo anche per il presente post) e, più modestamente, la mia rubrica DadonnAdonna già svolgono un ruolo. Qualche appunto, però, si rende necessario.
L’estate scorsa giunse a “Repubblica” la lettera piccata di Antonio Ricci, l’ex-preside più giovane d’Italia ormai affermato e spumeggiante autore di moltissimi programmi di enorme successo, da Drive In a Striscia la notizia, da Paperissima a Emilio, a L’Araba Fenice (che destò scandalo per la partecipazione nuda di Moana Pozzi, le cui “gesta” verranno presto celebrate in un film), all’impareggiabile Velone, e via di seguito.
Una Discriminazione Sessuale al Contrario: Il Caso del Nuoto Sincronizzato Maschile
23 maggio, 2009 di staff
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Vi proponiamo l’interessante rivendicazione di un nostro lettore, Gian Mario Felicetti, membro dell’unica squadra di nuoto sincronizzato maschile italiana.
A quanto pare, caso più unico che raro, il nuoto sincronizzato è uno sport che discrimina gli uomini sulla base di una serie di pregiudizi che il nostro Gian Mario si preoccupa di confutare puntualmente.
L’articolo è lungo, ma divertente ed inconsueto. Leggetelo con l’attenzione che merita perché anche questo, purtroppo, è pregiudizio.
staff MC
Alessandra Mussolini Dovrebbe Fare l’Estetista
15 maggio, 2009 di staff
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Rimanendo in tema di sfoghi, riceviamo da una nostra lettrice e pubblichiamo:
Qualche sera fa, nella puntata di Porta a Porta condotta dal “carissimo” Bruno Vespa intitolata “La moglie e il figlio segreto di Mussolini” la cara nipotina Alessandra Mussolini è stata infastidita dai commenti riguardo i presunti flirt e i presunti figli del nonno, in particolar modo si è parlato di Albino Benitino Mussolini, il famoso figlio segreto.
El Disable Unido Jamas Serà Vencido!
27 gennaio, 2009 di buscialacroce
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Italia paese di santi, navigatori e di tanti, troppi, ignoranti!
Il 16 gennaio 2009 e sottolineo 2009 una disabile è stata cacciata da un centro commerciale solo perché guidava uno scooter per disabili (foto qui sotto e Ansa qui), questo fa capire che noi disabili siamo cittadini di serie B anzi di serie D girone H.
Nel Cristo Ho Trovato La Strada
8 gennaio, 2009 di harlot
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Circa due estati fa, al mare, ho assistito ad un comizio di Magdi Allam(1) . La sera prima mi ero preso una sbronza colossale che era scesa a cascata su tutta la giornata, e la nube etilica che mi accompagnava ha fatto maturare l’avventata decisione di ascoltare un’ora di Allam. Madornale errore.
A titolo informativo: all’epoca, nel 2007, non si era ancora aggiunto un nome in mezzo a Madgi e ad Allam e non aveva maturato/trovato/ottenuto la fede in Benny XVI (rigorosamente in diretta televisiva a reti unificate). Ma si capiva benissimo dove sarebbe andato a parare. Comunque, è andata così.

Palle di Natale
24 dicembre, 2008 di la Donna Cannone
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Ieri sera mi è accaduto un fatterello – quasi un nonnulla nella dinamica e nell’economia della serata. Stavo tornando verso la macchina con un paio di amici quando, in senso opposto, ho incrociato una signora che ultimamente ho visto spesso in Piazza Fiera. È – credo – una senza dimora. Circa 60 anni, gira in sandali e senza calze anche in inverno, il viso scuro, sporco e accartocciato, l’espressione arcigna.
Italia, Provincia del Vaticano
13 dicembre, 2008 di Michael Grimaldi
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L’arresto di due marocchini, sospettati di progettare attentati terroristici ai danni dei sacri supermercati italiani, ha risvegliato le coscienze civili ed ha riproposto l’annosa questione delle fedi, diverse da quelle cristiane, professate sul suolo patrio.

Il Coraggio di Essere Puttane
5 dicembre, 2008 di Chiara di Notte
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“Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.”
Ogni persona ha il diritto di fare della propria vita ciò che desidera, se non infrange il minimo diritto altrui, ma la tal cosa non sempre è possibile. A volte ci si deve scontrare con chi ha una strana concezione del significato di “altrui”.

Firmo o non Firmo? Pensò Ratzinger. “Non firmo” si Disse Acconciandosi la Papalina
4 dicembre, 2008 di gunnar
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States Parties reaffirm that every human being has the inherent right to life and shall take all necessary measures to ensure its effective enjoyment by persons with disabilities on an equal basis with others.
Il giorno della firma, quando tutto è ormai deciso, quando la certezza del diritto morale di difendere ogni individuo in stato di bisogno o in difficoltà, quando ogni sforzo possibile fatto negli ultimi sei anni si è finalmente tradotto in un atto univocamente e audacemente voluto da oltre centoottanta stati membri dell’ONU, proprio quando si deve tagliare il nastro, quando si deve decidere per un si definitivo e assoluto proprio in questo momento ecco che l’omino in bianco dal Vaticano fa sentire la sua voce lanciando l’anatema.

Vaticano, Disabili, Gay, Sei Diverso? I Chezzi Son Tuoi!
3 dicembre, 2008 di buscialacroce
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Dopo il no alla depenalizzazione dell’omosessualità da parte dell’Onu, progetto che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea alle Nazioni Unite, il Vaticano esprime il proprio dissenso anche nei confronti della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, entrata in vigore l’8 maggio scorso. Alla vigilia della giornata internazionale delle persone con disabilità, promossa dalle Nazioni Unite sul tema “Dignità e giustizia per tutti noi”, la Santa Sede ha confermato, come aveva già annunciato, che non firmerà il documento, perché il documento non contiene nessun divieto esplicito della pratica dell’aborto.
LA CONVENZIONE.La convenzione ONU sui diritti dei disabili, entrata in vigore l’8 maggio scorso, è il primo trattato sui diritti umani del terzo millennio ed è stato approvato dall’assemblea generale dell’Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni. Per poi non firmarlo perché il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell’aborto. Il Vaticano ritiene infatti “tragico che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l’aborto”, come riconosce una Convenzione il cui obiettivo è “proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti”. L’articolo 10 della Convenzione, però, prevede espressamente il diritto alla vita per le persone disabili e impegna gli Stati a mettere in atto le misure perché questo accada.
(fonte)
Gay e Vaticano: Rispetto, non Princìpi
3 dicembre, 2008 di Daniela Tuscano
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Mi dispiace molto che la notizia dell’ostilità vaticana alla depenalizzazione dell’omosessualità sia giunta proprio nel giorno successivo alla giornata mondiale della lotta all’Aids. Benché infatti il morbo non riguardi i soli omosessuali, è indubbiamente vero che la comunità gay ne è stata duramente colpita e quest’ennesimo schiaffo del Vaticano nei loro confronti risulta pertanto ancor più odioso.

Distanze Siderali
14 novembre, 2008 di Cambiamo Pianeta
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Dottore mi Curi, Sono Frocissimo!
30 ottobre, 2008 di prefe
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Il Giornale di The Voice sotto la nuova veste grafica nasconde ai suoi lettori un quotidiano ancor più schierato nell’attacco frontale alla civiltà.
In figura possiamo vedere la prima pagina di sabato, ho cerchiato un articolo, che secondo la redazione meritava la prima pagina. Tenetevi forte perché stavolta l’hanno fatta grossa, il titolo è:



