Tutte a Casa
3 gennaio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
In questo Natale di crisi globale è capitato che un piccolo imprenditore catanese i suoi operai causa fallimento.
Nerino Rossi invece, il patron della Golden Lady, ha scelto , quindi un bel giorno di vacanza tra il Santo Natale e Capodanno, per comunicare la sua decisione definitiva riguardo al destino dello stabilimento OMSA di Faenza, da mesi in lotta per la difesa dei posti di lavoro. A mezzo fax ha annunciato il per 239 operaie alla data di scadenza della cassa integrazione, il 14 marzo 2012.
Gheddafi, un Mese dalla Morte
24 novembre, 2011 di rosso malpelo
Archiviato in Caffè Amaro, Oltre il Confine
N.d.R. Ad un mese circa dalla morte di Gheddafi, vi proponiamo questo breve contributo. Rosso Malpelo è nato a Tripoli ed ha subito l’esilio imposto da Gheddafi.
Le immagini che arrivano da Sirte sono sconvolgenti ma non nuove.
I mass media ci hanno abituato a questo ed altro (da ultimo, quelle del povero giovane motociclista italiano quasi decapitato da altre moto durante una gara in Malesia).
In ogni caso, vedere il Colonnello nel momento in cui veniva tirato fuori dal tombino, con lo sguardo quasi inebetito dal terrore, già ferito (bombe inglesi o francesi?) , vedere poi il corpo inerte, è una scena forte.
Forte come quella di tutti i cosiddetti “rivoluzionari” che ridono, fanno il segno della “V” con le dita , infieriscono sul cadavere di chi, a sua volta, aveva infierito per anni su tanti altri poveracci.
La plebe è plebe a qualunque latitudine. Erano plebe i sanfedisti che uccidevano brutalmente l’intellighenzia della Repubblica Partenopea del 1799, erano plebe anche quei partigiani che, disonorando la loro giusta e sacrosanta lotta, commisero analogo scempio sui corpi del dittatore Mussolini e della sua amante ( non priva, quest’ultima” di una sua dignità essendo sostanzialmente estranea ai drammi del momento e rimanendo “fedele” al suo amato sino alla fine ed oltre. A conferma che le donne, il più delle volte, sono migliori degli uomini).
Hic Rhodus, hic salta.
13 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani
Una delle nostre peculiarità, come popolo, è di confondere le parole con i fatti; i desideri con la realtà; le pretese con i diritti. Ci auto convinciamo facilmente che dire sia come fare. Se andiamo a sbattere siamo portati a pensare che sia stato per caso, ma soprattutto che il muro l’abbia messo lì qualcuno che ci vuole male.
Il nostro spirito critico si esercita prevalentemente sugli altri: se una cosa è fatta male è perché l’hanno fatta loro; se è fatta bene si poteva fare meglio e di più; se è venuta benissimo o l’abbiamo fatta noi, o era troppo facile. Se qualcuno ci frega Dio lo punirà, se si comporta bene ha in mente di fregarci. Siamo quelli che non guardano il grande fratello, né le partite di pallone; che da piccoli non si sono mai fatti le pippe e da grandi le donne non le hanno pagate mai. Sono gli altri che votano Berlusconi, che non usano il congiuntivo, che non hanno mai letto un libro, che credono che Le Corbusier sia una marca di cognac.
Noi siamo quelli che le rivendicazioni o sono ideali, o non sono; che essere pragmatici e non chiedere la luna è una cosa da ragionieri.
Finché morte non ci separi
10 novembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
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Morire da Stronzi
22 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Quando sarà finita questa storia, quando tutte le carte di questi magistrati che agiscono fuori dalla legge saranno sul tavolo allora si saprà chi ha avuto torto e ragione, allora sarà il momento di dire la verità al Paese e alla stampa internazionale, farò una serie di comunicazioni e mi sto preparando
Per quelli che amano un certo tipo di storia, questi giorni hanno il sapore amaro di un deja vu. Da una parte i russi che ormai sono entrati a Berlino e la saccheggiano, (banche declassate, che i tecnici associano al fallimento di fatto di una nazione, ), dall’altra un leader decaduto e decadente, ancora che rinchiuso nel bunker sotterraneo della cancelleria, in grado di mutare l’epilogo della guerra che, ai più, appare inevitabilmente segnato.
Il declino di un popolo o di una nazione può pervenire secondo le più differenti modalità. Si può cedere alla mollezza, abbandonarsi al godere della ricchezza e perdere la spina dorsale, come successe a Roma. Si può uscire dalla storia sommessamente, per pura consunzione, come accadde all’Unione Sovietica. Si può perire sotto il maglio di potenti nemici, perdendo milioni di vite, come accadde a Prussia e Austria nella prima guerra mondiale. Oppure, si può lentamente affogare nel ridicolo, perdere non solo i beni, ma anche la dignità, che in certi casi confina largamente con l’onore e la vita. Si può morire, insomma, da stronzi.
Il deserto dei Tarantini
21 settembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cuore di Tenebra
“L’esistenza di Drogo invece si era come fermata. La stessa giornata, con le identiche cose, si era ripetuta centinaia di volte senza fare un passo innanzi. Il fiume del tempo passava sopra la fortezza, screpolava le mura, trascinava in basso polvere e frammenti di pietra, limava gli scalinie le catene, ma su Drogo passava invano; non era ancora riuscito ad agganciarlo nella sua fuga.”(Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”)
Intercettazioni Berlusconi. Che ne dicono le Donne?
18 settembre, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Vere Donne
“Noi siamo messi così, come uomini. Tu, io, poi Carlo Rossella, presidente di Medusa e Fabrizio Del Noce, direttore di Rai1 e responsabile di tutta la fiction Rai. Sono persone che possono far lavorare chi vogliono. Quindi le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino”.
Lo stralcio della conversazione tra Silvio Berlusconi “premier a tempo perso” e il prosseneta Gianpaolo Tarantini, con cui si spartisce le “patonze” come merce-premio, è rivelatore di quanto da tempo affermiamo: non è questione di sesso, ma di politica. E, ancor prima, di potere.
La prosa berlusconide è d’abitudine sfilacciata, miseranda, greve e pneumaticamente vuota, il vuoto asettico del piazzismo televisivo. Negli ultimi tempi s’è trasformata in gergo e il vuoto asettico ha assunto un odore mefitico e pestoso. E, tuttavia, mantiene intatta la sua espressività, staremmo per dire il suo espressionismo. Nella comunicazione, nulla avviene per caso.
Default Italia, 62 Giorni al Fallimento: I Maledetti Sindacati
9 settembre, 2011 di eppursimuove
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
C’è chi, da centro-destra, da filo-governativo o da servo di Berlusconi, ha bocciato lo sciopero della Cgil e definito la Camusso una in “crisi d’identità che sciopera per un mondo che non c’è più”.
E’ vero. Un certo mondo non c’è più. Ma i lavoratori ci sono. Il mondo del lavoro, c’è. Con buona pace dei berlusconiani.
Si tratta di capire – onestamente – quale sia oggi il contesto specifico professionale di quel mondo e quello più ampio della società dove gli italiani lavorano, non trovano lavoro, hanno un lavoro precario.
Liquidare lo sciopero del 6 settembre 2011 proclamato dalla Cgil, e al quale hanno aderito anche lavoratori iscritti ad altre sigle sindacali o non iscritti, come il solo tentativo di sopravvivenza di una parte di rappresentanza sindacale significa non capire o, peggio ancora, non voler capire cosa sia il paese reale.
Qualcuno ha anche definito come “demenziale” lo sciopero proclamato dalla Cgil. Per un solo motivo: ne temeva la partecipazione estesa.
Costoro, come coloro che dal centro-destra hanno sminuito in buona o mala fede la scelta di manifestare, non hanno presente quale sia stata l’evoluzione o l’involuzione del lavoro in Italia.
Perché Tremonti Vuole Cambiare l’Articolo 41?
11 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Su MenteCritica ne abbiamo parlato in tempi non sospetti. Esattamente il 9 febbraio del 2011. Sette mesi fa, prima che la crisi entrasse nel vortice del default. Evidentemente il disegno è di lunghissima data.
Così inizia l’articolo di Eduardo Quercia:
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Siamo in presenza di una questione ideologica e valoriale, il cui obiettivo non dichiarato è lo svilimento dei successivi secondo e terzo comma:
2° Non può svolgersi (l’iniziativa privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
3° la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Lo snodo è cruciale, non solo per gli assetti economici, ma per gli orizzonti di senso in cui gli italiani debbono collocarsi, perché l’art. 41 delinea, sia pure in via di principio, uno scenario di subordinazione del mercato alle ragioni della politica e dell’umanità, percepiti dalle forze dominanti come oramai intollerabili.
L’obiettivo vero è completare il lavoro già iniziato (dal centro-sinistra alla fine degli anni ‘90 con la legge Treu e continuato dal centrodestra con la legge Biagi) di precarizzazione di ogni forma di vita e di ogni rapporto di lavoro, allo scopo di ribadire il comando capitalistico sulla merce lavoro (come insegna la vicenda FIAT).
Vi preghiamo di continuare la lettura dell’articolo di Eduardo Quercia a questo link perché è giusto ragionare su tutti gli aspetti delle manovre oggi proposte.
Amyfobia ed Altri Nazismi
29 luglio, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre il Confine
Todos Indignados
23 maggio, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest, Oltre il Confine
Secondo l’Asian Development Bank nel 2050 il Pil asiatico raggiungerà la cifra di 148 trilioni di dollari, pari al 51% del prodotto planetario, in Asia si concentrerà la metà del commercio e degli investimenti globali. Sempre quell’anno il Pil pro-capite sarà di 38.600 dollari, duemila in più della media del resto del mondo. Entro la metà di questo secolo circa tre miliardi di asiatici godranno di un tenore di vita più alto. (1)
E per l’immediato? Per il 2015 si prevede che il costo del lavoro in Cina sarà pari al 17% di quello negli Stati Uniti: nel 2000 era del 2%. Le conseguenze saranno un incremento dei consumi interni e un decremento della quota di produzione destinata all’export, che produrranno a loro volta un’impennata dei prezzi delle merci sui mercati internazionali, che porterà inflazione laddove non sarà compensata da un corrispondente aumento di produttività.
Già oggi alcune multinazionali prevedono di spostare la propria produzione dalla Cina nei paesi limitrofi. Addirittura un ritorno negli USA, per i quali sono previsti un robusto incremento della produttività e una significativa svalutazione del dollaro rispetto allo yuan.
Per l’Europa nessuno prevede aumenti di produttività significativi, salvo che per la Germania. Dunque i capitali continueranno ad andarsene dalla maggior parte dei paesi d’Europa, con l’effetto di ridurre ulteriormente i posti di lavoro.
La cosa non piacerà ai lavoratori, che protesteranno.
Note
- [↩]
Il Vero Bunga Bunga lo Fanno nei Call Center
23 febbraio, 2011 di Zag c
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Nei giorni di venerdì e sabato 18 e 19/2 si è tenuto a Roma la conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center organizzata da SLC CGIL, il principale sindacato del settore, dal titolo ‘Salario, diritti, futuro. Quadriamo i conti’.
Ho ascoltato da osservatore estraneo quel mondo di cui tanto si parla, ma di cui poco si sa. Un mondo del lavoro che ha subito una profonda trasformazione.
Da occasione per giovani studenti universitari che cercavano di occupare con profittoi ritagli di tempo, è diventato sempre più una occasione di lavoro per chi non ha più venticinque, trent’anni, che ha famiglia, che in precedenza ha perso un altro lavoro e che trova in questo settore un modo per tirare avanti.
Sanremo e Isola dei famosi: Finalmente! E’ Questa la tv Pubblica che Vogliamo!
17 febbraio, 2011 di Zag c
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Ieri dalla Venturi ha telefonato il dg della Rai pubblica. Ma ha subito messo le mani avanti! Io non mi dissocio ne’ dal modo con cui stai conducendo il programma, ne’ dai contenuti . Questa è la tv che voglio!. Non virgoletto perché questo più o meno il succo del discorso. La tv pubblica che vogliamo è L’Isola dei Famosi. La tv che vogliamo è quella in cui ogni argomento politico o di cronaca lo si può commentare o approfondire solo ogni otto giorni, come il pagamento delle pizza fritte a Napoli: “mangi oggi e paghi fra otto giorni”. E non basta! La tv che vogliamo è quella in cui per ogni argomento devono esserci le due tesi contrapposte (e poi perché solo due? e se ve ne sono più di due di tesi quale fra le tante scegliere? Non si capisce!) e addirittura per alcune trasmissioni vi devono essere due conduttori che per cultura (uno studi classici ed uno tecnici…) devono essere diversi e contrapposti.
Anche qui vale l’obiezione della dualità come unicità del contraddittorio. E qualcuno ha obiettato “ma perché tanto casino! Non è meglio dire, e facciamo prima, che trasmissioni di approfondimento e di cronaca politica in una televisione pubblica non ci devono essere?” Gad Lerner si frega le mani. Più va avanti in Rai questa cultura più il mio programma raccoglie ascoltatori! Fanno miglior figura coloro che si arzigogolano in argomentazioni e intrecci dialettici ed ingarbugliati e facciamo prima.
Presto e subito.
Togliamo ogni velo e diciamola la verità Ma dov’è il problema? Perché non dire apertamente, francamente che il modello di tv pubblica è quella rappresentata dal Grande Fratello, da L’isola dei Famosi e sopratutto dall’ evento degli eventi il “Festival di Sanremo!” In fondo la tesi non è “è questo che vuole il pubblico”?
E allora dov’è il problema! Quest’anno poi è al passo con i tempi! Conduce Gianni Morandi che voleva come sigla Faccetta Nera, ma accanto a Bella Ciao! Vi sono poi le veline Belen che alla conferenza stampa non sapeva che milioni di donne e uomini in Italia e in vari paesi del mondo avevano manifestato per la dignità della donna (mentre Luca e Paolo suggerivano sottovoce) accompagnata dalla Canalis (non eccezionale come attrice, conduttrice, come testimonial di spot, ecc ecc ) la quale ha candidamente detto che lei non aveva partecipato e non condivideva la manifestazione. Per lei è giusto che le donne siano trattate e considerate solo come corpo e sopratutto se lo mettono in vendita. Il talento, le capacità intellettive è meglio non averle.
Lei è un esempio su misura! D’altro canto si sa. le donne belle non hanno e non devono avere cervello! Di Paolo e Luca sorvolo. Mercenari nel mondo dello spettacolo, ma bravi perché appunto sanno interpretare con piena convinzione tutti i ruoli da quelli più impegnati dal punto di vista culturale a quelli più impegnativi del culturame nazional-popolare. Alcuni si sono ribellati a questo ciarpame (). ma è poca cosa! La tv che noi vogliamo è questa. E poi ci stupiamo del degrado civile, morale, politico in cui ci troviamo! Diciamo che i politici sono altro rispetto alla maggioranza degli italiani?
O ne sono lo specchio, il riflesso del paese?
, il botta e risposta di Masi e Aldo Grasso sulla telefonata all’Isola dei Famosi
Masi
Ho già espresso in più occasioni la stima e il rispetto che nutro nei confronti di Aldo Grasso, ma questa volta sono in totale disaccordo con il suo commento sull’Isola dei famosi. Non perché mi riguarda personalmente, ma perché – a mio avviso – è ingiustificatamente miope. La telefonata che ho fatto in diretta a Simona Ventura, peraltro durata meno di un minuto, è stata dettata da due motivi:
1) da una ovvia cortesia aziendale sollecitata in questo caso, nella mia visione, da una serie di attacchi ingiusti e faziosi ricevuti a priori dalla conduttrice del programma per le scelte fatte,
2) per evidenziare le procedure della Rai in tema di trasparenza del televoto; tema particolarmente delicato, in quanto al centro di polemiche anche per quanto riguarda il Festival di Sanremo; il mio intervento si era reso infatti obbligatorio – e sottolineo obbligatorio – da un provvedimento dell’Autorità Antitrust comunicatoci formalmente pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione e chiaramente evidenziato dalle agenzie di stampa nella stessa serata e il giorno successivo.Mi consenta poi due considerazioni finali. La prima è che non credo che l’episodio in sé meriti particolare attenzione, ma se lo si fa forse sarebbe stato meglio vedere la questione nella sua interezza. La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij) mi hanno insegnato, quando si è convinti e in buona fede, a metterci la faccia anche per sostenere qualcosa molto lontano dalle proprie radici culturali e professionali. Anzi forse proprio per questo. So che non è molto politically correct ma tant’è…
Mauro Masi (direttore generale Rai)
La risposta di Aldo Grasso
Gentile dottor Masi, spero che lei si renda conto che, grazie alla sua telefonata, L’isola dei famosi è la prima trasmissione a ricevere in diretta la benedizione della direzione generale. Il servizio pubblico non aveva altri programmi da indicare come modello virtuoso? (a.g.)
Giuliano Ferrara: Mutatis Mutandis
15 febbraio, 2011 di Daniele
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Era tempo che non ascoltavo Big Giuliano. Non parlava più, scriveva soltanto e diligentemente, come un bravo scolaro, in silenzio apprendeva. Sabato scorso, invece, ha dato fiato alla lingua nel “Convegni a favore di B” sul tema “In mutande ma vivi”. Tema per la verità filosoficamente intrigante che pone degli interrogativi. Ma vivi e in mutande chi? Lui, loro, il Pdl?
Il 13 Febbraio e le Donne
14 febbraio, 2011 di bijuu
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Vere Donne
Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo? Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.
La Manifestazione delle Donne nei Commenti dei Lettori de il Giornale: Leggere per Credere
13 febbraio, 2011 di redazione
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Repubblica e Corriere parlano di un milione di donne in piazza(1), Il Giornale ha una matematica diversa e ne conta un centinaio di migliaia, comunque qualcuna in più delle persone convenute “spontaneamente” per sostenere Berlusconi qualche giorno fa.
La cosa più interessante sono i commenti . Ci raccontano un’Italia che vogliamo ignorare, ma che nel bene o nel male è al governo del paese. Di seguito una piccola antologia.

vincenzoaliasilcontadino
Se domani il Cav mettesse annuncio. Cercasi…ci sarebbe una fila da Palazzo Chigi ad Arcore o da Villa San Martino ai Caraibi, queste donnine e vip, molte le ho conosciute personalmente, devo dire che, il bue chiama cornuto l’asino, c’azzecca! Alcuni: una tizia lascia la famiglia e un figli adottiva per fare carriera nel Sindacato, favorita dalla quote rose, ma cchiste songono Rosse! Altri/e, quante cornificati/e? Altra che la dava tutti i politici, la vidi il giorno al funerale di Bettino Craxi in una bar del cento de Roma a schizzazzare hot e tracannare! Ovvio, assoldata da altro partito restando sempre una Mer**na!
bracco
Girava voce che alla manifestazione delle femmine moraliste girasse pure Rocco Siffredi……………..
eglanthyne
Se passava il carretto del bruttaio le caricava tutte.
Mario Galaverna
La Buongiorno? E già, MIKE l’ha sposata (Confonde Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia della Camera con Daniela Zuccoli, vedova di Mike Bongiorno N.d.R.) mica per la sua avvenenza ma per la sua intelligenza anche se la differenza d’età era quasi trentennale. Mentre lei, ovviamente, non ha sposato MIKE per i suoi soldi ma per la sua prestanza fisica da riproduttore. Strano come mai le belle donne di spettacolo (e non) sposino gente ricca e mai un operaio di un altoforno. Che sia una nuova trovata egalitaria delle cozze che vogliono le stesse opportunità delle dee imposte per legge?
gianni1950
Trovo scandaloso il comportamento di queste cosi dette donne, indotte dai partiti di sinistra a difendere che cosa? la caduta di Berlusconi. Strano che non hanno invitato le donne gay e gli uomini gay ecc, almeno sarebbe stato più colorita e divertente vedere la grande ammucchiata di valori sinistrorsi..Se Berlusconi vuole organizzare una manifestazione potrà contare con 2 milioni di persone, come la manifestazione di Roma. Queste sinistre non sanno più cosa inventare per uccidere Berlusconi. Fossi in lui mi guarderei bene, assoldare qualche assassino in questo clima è facile.
killkoms
ma andassero amargherite!queste sono quelle che ammiravano l’antonia di”porci con le ali”,e ora fanno le moraliste!è proprio vero che ogni mucca si scorda di quando è stata vitella!
sonia parisi
Queste Donne, Da Donna, Mi Fanno Tristezza E Anche Un Po’ Schifo. Sono Le Stesse Che Insegnano Ai Figli E Agli Alunni Ad Odiare Unuomo Che Non Conoscono. Sono Le Stesse Che Affidano La Loro Prole A Nonni E Baby Sitter Facendola Crescere Senza Fargli Mancare Niente Di Materiale Ma Senza Nessun Principio O Morale. Proprio Come Le Loro Auguste Madri Che Oggi Sono Scese In Piazza Per Difendere Ipocritamente “la Dignità’ Di Signorine” (quelle Belve Dell’olgettina), Mentre L’intento Era Dichiaratamente Altro, Non Sono Mai Scese In Piazza Per Difendere Le Donne Dalla Lapidazione (iran), Infibulazione (africa), Le Donne Mussulmane Che Non Hanno Diritti Di Essere Umano . Ipocrite………. E Soprattutto False Moraliste Perche’ Tutta Italia Conosce La Loro Carriera Di Letto Soprattuto Di Alcune Di Quelle “signore” Partecipanti , Sicuramente A Ruby E Alle Sue Colleghe Potrebbero Insegnare Qualcosa.
michele73
Io credo che la manifestazione di oggi, svoltasi in 213 città italiane, abbia sancito solo una cosa: il prossimo leader dell’opposizine sarà una donna. Ebbene sì, sarà una donna che, per la legge del contrappasso, spodesterà il bruto Cavaliere. Una donna concettualmente radical, ma anche devota Mariana; una donna che abbia piena dignità del suo corpo, proibizionista per antonomasia, ma che strizza l’occhio al botulino. Quindi, da oggi, si apre una nuova fase politica italiana, che porterà attraverso le democratiche primarie, all’elezione del nuovo leader delle opposizioni, finalmente donna. Naturalmente vincerà VENDOLA!!! Auguri a tutte!!
coruncanio
Fra gli indignati dalle cene con belle ragazze del presidente Berlusconi, ci sono molti pederasti, prostitute potenziali che non esercitano per mancanza di attributi, onanisti da computer, palpeggiatori di bambini ed altre categorie del settore. Per costoro è un’ onta che ci sia qualcuno che ami le belle donne, non gli va giù.
Chi vuole mettere alla prova il suo stomaco, come abbiamo fatto noi, i commenti in versione integrale .
Note
- articoli e [↩]
Se non Ora, Quando?:Tutti i Giorni, in Ogni Piazza , in Tutte le Città
11 febbraio, 2011 di Zag c
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest
Oggi, finiti gli impegni e vista la giornata di sole: ho deciso! Vado al centro e mi faccio un bel caffè! Lascio lo scooter e gironzolo di qui e di la. Mi ritrovo alla libreria nella galleria Alberto Sordi (non nomino la Feltrinelli per non fare pubblicità). Mi piace l’odore dei libri, sfogliarli, poi mi siedo su una seggiola e leggo alcune pagine di una recensione sull’ultimo libro di Stephen Hawking: The Grand Design. Lascio la libreria con in testa il multiuniverso, i buchi neri nani che sono intorno a noi e devo stare attento a non entrarci anch’io e trovarmi nel mio universo parallelo. Che casino!

