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Il dato (in)comprensibile

L’economia è fatta di leggi fisse: vi sono teoremi, corollari e lemmi che ne governano l’andamento e che rendono i trend di mercato prevedibili a lungo termine. Questa materia è molto più simile a una scienza che a una dottrina. Molto vicina al metodo della meteorologia, se vogliamo, che utilizza la fisica per elaborare simulazioni aventi un ottimo margine di approssimazione.
Tra queste leggi si possono inserire, in determinati momenti, alcune variabili che hanno il potere di turbare le sinusoidi per frazioni di tempo. Variabili che tutto sommato si riducono a due sole eventualità: la mancata o parziale immissione sul mercato di informazioni e il verificarsi di eventi naturali. Le prime sono guidate dall’uomo per fini ben determinati; le seconde no, di conseguenza non sono quasi mai prevedibili.
In questo contesto semiperfetto, dove l’assenza di eventi imponderabili e la presenza delle informazioni fondamentali dovrebbe consentire una determinazione piuttosto accurata dei numeri, ci sono dati che parlano da sè e che sono tristemente preoccupanti, per quanto possano apparire strani.
Posto un’immagine orribile. Agli occhi di un economista sta come l’immagine delle vivisezioni a quelli di un animalista.

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La crisi è solo una scusa

Ha ragione Giulietto Chiesa. Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E’ una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell’11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d’affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose – perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia – delle banche d’affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell’interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.

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La Tristezza di Essere di Sinistra

Sempre più spesso mi accade di leggere su facebook o su alcuni blog commenti “di sinistra” sicuri e precisi, taglienti ed efficaci, nei quali, in tutta onestà, fatico a riconoscermi completamente, per cui mi viene spontaneo chiedermi se non sono diventato un vecchio reazionario, inutilmente incline ad interrogarsi sulle ragioni degli altri e, più in generale, al dubbio, inteso come metodo critico.
Va da sé che questo interrogativo mi urta notevolmente, a causa della mia piccola storia personale, che non mi permetto qui di richiamare, consapevole dell’assoluta mancanza d’interesse per gli amici ai quali mi sto rivolgendo. Una storia modesta, ma, mi sembrava, abbastanza coerente e, quindi, degna di essere preservata con una certa benevola affezione.
In breve, sono piuttosto invidioso della sicurezza acquisita da compagni, giovani e meno giovani, e profusa a piene mani su questa bacheca collettiva. Ma, per togliersi i dubbi, non c’è altra strada che porre delle domande ed attendere le risposte chiarificatrici. Cominciamo, allora.

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Continuiamo a Farci del Male

29 gennaio, 2009 di  
Archiviato in Cazzotti, latest

Ancora una volta è arrivato Natale, poi è arrivato Capodanno, e infine la Befana, come è consuetudine, si è portata via tutte le feste. Io non ho fatto gli auguri a nessuno. O quasi. Il fatto è che detesto queste formalità, questo doversi fare gli auguri, dover essere contenti, doversi divertire a comando come dei burattini. Ho fatto gli auguri solo a chi a sua volta me li ha fatti, giusto per non apparire lo scorbutico rompicoglioni che in realtà sono; solo per educazione, perché così mi hanno insegnato fin da piccolo. E così sono caduto anche io nel formalismo: nessuno è perfetto.
Lo so che tutto questo sa tanto di “io sono diverso dagli altri, non mi abbasso a certe convenzioni”, che puzza terribilmente di superiorità. Ma il fatto di essere un presuntuoso è una cosa che ho metabolizzato da tempo e con cui ormai convivo tranquillamente. E poi a me queste feste danno veramente un senso di vuoto, di comportamenti obbligati, di falsità globalizzata, che quasi non vedo l’ora di riprendere il normale tran tran quotidiano.

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Un’Elemosina da Quaranta Euro

15 dicembre, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Cronache Italiane

Ieri ho avuto la possibilità di leggere in anteprima un pezzo di Doxaliber che, presto, sarà proposto su MC. Non vi anticipo niente. Il pezzo, come sempre, è amaro e pieno di spunti di riflessione. Non ve lo perdete.
E’ proprio da passaggio che ho letto nel contributo, quando si parla di un regalo di dieci euro, che è partita questa mia amarissima riflessione.

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Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia…Negato

28 novembre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Strange Days

Un’ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un’opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.

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Obama: New Deal o Same Old Story?

Da molto tempo stiamo assistendo alle modalità di espansione dell’American Way of life, detto anche consumismo: in qualche modo si porta la guerra nella nazione/continente dove si intende esportare il sistema americano. La guerra distrugge valori, tradizioni, cultura. Sorgono movimenti pacifisti, cambiano presidenti, l’America si ritira/interviene. Apparentemente perde/vince il conflitto, in realtà l’unica cosa che conta è che esporta il proprio modello di vita, la propria cultura.

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Il Quadro

24 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine

Oggi voglio dipingervi un quadro. Non vi piacerà. A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.

Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all’idea che sto per esporre.

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Crisi Finanziaria e Crollo delle Borse: Over The Top

23 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

Confesso che da giorni sono obnubilato da un torpore quasi esistenziale ed una stanchezza di proporzioni cosmiche. In questa condizione di semi-lucidità, barcollando durante il giorno e crollando miseramente la notte con l’ultimo boccone della cena ancora a metà strada fra bocca e stomaco (per farvi un esempio, ci ho messo l’intero fine settimana per leggere un articoletto su l’Espresso di un paio di facciate), non posso che subire con angoscia le numerose notizie, molte delle quali terrificanti, che riescono a raggiunge l’io lucido. Pochi pensieri semplici, lineari e privi di ogni complessità riescono a prendere forma nei fumi della spossatezza. Unico guizzo di lucidità registrato a seguito della serie di gaffes infilate dal Silvio. Considerato però che pure il Presidente del Consiglio dei Ministri, che a mio avviso capisce di finanza meno di un pangolino ubriaco, ha più volte detto la sua, deliziando l’intero globo con perle di rara saggezza, non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia idea in merito alla crisi che stiamo attraversando.

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Verbal Terminator

Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.


Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave
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Ma Lui ha la Maggioranza

29 agosto, 2008 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione

Ogni mattina la puoi incontrare al bar, in metro, in autobus, alla stazione, nel traffico: la guardo, la scruto, le parlo, la ignoro.
Parlo di quella quindicina milioni di italiani che democraticamente e inesorabilmente, hanno deciso, decidono e decideranno le sorti del mio Paese.

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Missili Puntati Contro la Georgia: la Minaccia Incombe su Tutti Noi

18 agosto, 2008 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Molti di noi avevano erroneamente pensato che la minaccia dell’apocalisse nucleare fosse definitivamente tramontata con l’abbattimento del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. La realtà dei fatti, come dimostrano le notizie di questi giorni, è purtroppo diversa. Molte nazioni dispongono di nutriti arsenali, nel caso di grandi potenze, anche di testate nucleari e conservano la “potenzialità” di utilizzarle. Per certi versi, l’idea che una guerra termonucleare globale non sia più temuta dall’opinione pubblica, rende più possibile un conflitto nucleare locale.

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Nulla si Crea e Nulla si Distrugge

17 luglio, 2008 di  
Archiviato in Accademia DFC, Il Pianeta che Ride

A tutti piace tirar fuori dal cassetto di tanto in tanto questa citazione del postulato fondamentale di Lavoisier, magari a sproposito. In effetti la composizione è suggestiva. La presenza di due verbi impegnativi come “Creare” e “Distruggere” in apparente contraddizione dicotomica, la ripetizione del sostantivo “nulla” che è di per se un ossimoro in quanto sostantivo definizione di non sostanza e la categoricità dell’incontestabile affermazione, ne fanno una di quelle frasi adatte a fare da epilogo alle vertenze più disparate con la solennità e l’autorevolezza di una vera sentenza.

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Fenomenologia della Monnezza

26 maggio, 2008 di  
Archiviato in Il Pianeta che Ride

La Monnezza ha composizione variegata ed umorosa, odori forti, ricca fauna vegetale ed animale. Come una foresta amazzonica. Eppure, a differenza della foresta amazzonica, non piace e nessuno si batte per la sua salvaguardia.

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Cavaliere dell’Apocalisse di Marian Kolodziej

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Contro Berlusconi non per Politica, ma per Cultura

9 maggio, 2008 di  
Archiviato in Accademia DFC

Si dice spesso che l’antiberlusconismo sia un atteggiamento viscerale e motivato da una sorta di negazione del personaggio e della sua storia. In realtà credo sia necessario segnare la differenza che, secondo me, rende impossibile condividere l’idea di sviluppo legata al messaggio che il personaggio trasmette.
E’ per questo che la mia avversità al personaggio Berlusconi ed al berlusconismo non è politica, ma essenzialmente e quasi esclusivamente, culturale.
Secondo quello che si legge in giro, per aumentare la qualità della nostra vita, ci vuole un orologio che ci aiuti ad esprimere la nostra personalità, un’automobile che ci faccia vivere il primo giorno della nostra nuova vita, un plasma 42 pollici Full HD per entrare dentro lo spettacolo, un tapis roulant per mantenerci in forma per le sfide quotidiane.

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Cuba non C’entra…

13 marzo, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Storia e Memoria

Anche se la foto è tratta da un sito che parla di Cuba, questo non è un pezzo su Cuba. Cuba non c’entra, è solo lo spunto che mi offre questa fotografia: una vecchissima automobile parcheggiata, sola soletta, in una stradina su cui si affacciano schiere di case basse, molto colorate, con la gente fuori di casa che probabilmente sta chiacchierando del più e del meno, senza fretta.

un’altra Utopia?

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La Vera Rivoluzione è Quella Contro il Consumismo: Rifiuto Globale – Intervista a Davide Pelanda

Davide Pelanda, insegnante, scrittore, caporedattore di: Tempi di Fraternità. Lo incontro a Torino in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, “A Munnezza, ovvero la globalizzazione dei rifiuti” (Sensibili alle Foglie).

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