Sabato, 12 luglio 2008
Questa di oggi è una giornata no. Non perché non ve ne siano state nel passato, né perché non ce ne saranno altre in futuro. E’ una giornata no e vorrei che lo fosse per tantissimi che conoscono già la notizia sentita questa mattina per radio e pubblicata anche dal quotidiano “Avvenire” (*) (che a dire il vero non ho mai letto e non leggo): alcune mamme sono state costrette a gettare in mare i corpi dei figli morti dai barconi della speranza.
“Gli altri “passeggeri” del famigerato (!?) barcone hanno raccontato, appena sbarcati a terra, che alcune mamme hanno dovuto “buttare” a mare i figlioletti morti per il caldo e la sete, perché il fetore della carne in putrefazione dei loro bambini era insopportabile per gli altri “ospiti” del barcone. Quindi con la morte nel cuore e con le lacrime agli occhi si sono dovute disfare dei corpicini dei loro bambini.”




Cuffaro si è dimesso. In Sicilia c’è chi ha organizzato una 
E’ veramente difficile cercare di rimanere persone civili. Occorre un lavoro quotidiano fortissimo per non far prevalere l’odio, il sospetto ed il risentimento. E’ proprio per rispetto a questo sforzo che molti fanno e al “Non esistono questioni di principio” che è il motto di questo sito, che cercherò di commentare nel modo più civile possibile la
Riceviamo e pubblichiamo, senza nessun intervento di correzione ed integrazione, un comunicato stampa diffuso dai sostenitori di Carlo Parlanti, della cui vicenda
Qualcuno dovrà spiegare a cinque bambini che un loro genitore non tornerà a casa oggi. Che non tornerà più.








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