Da Berlusconi a Monti (via Bava Beccaris)
22 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, Meccanica delle Cose
Qualcosa è cambiato, con la fine di Berlusconi, a partire da quella che potremmo definire l’estetica della politica, intesa come l’insieme delle modalità con cui essa si rappresenta agli occhi (ed alle orecchie) dei cittadini. E’ stato sottolineato con una certa enfasi lo stile, estrinsecatosi già attraverso molteplici manifestazioni, del nuovo governo, caratterizzato da garbo e perfino da una certa eleganza, che si è manifestato attraverso un linguaggio sobrio e pacato e, soprattutto, attraverso le facce dei nuovi ministri, che narravano di una vita spesa ad acquisire competenze vere, piuttosto che nel più proficuo esercizio della manipolazione del consenso popolare.
La metamorfosi è stata colta dalla stragrande maggioranza dei cittadini come un evento straordinario e foriero di ottimi auspici, destinato ad avviare un processo irreversibile per quanto riguarda la qualità stessa dei nostri governanti anche per il futuro. Ai più ingenui è sfuggito, tuttavia, che si era di fronte semplicemente al recupero di una regola rigorosamente applicata in tutti i Paesi, una normalità che destava meraviglia al di là del suo valore intrinseco, per il degrado morale ed intellettuale dei politici italiani, di cui i cortigiani di Berlusconi avevano rappresentato senza dubbio il punto più basso e mortificante della parabola. Un degrado al quale ci eravamo lentamente assuefatti, novelli Mitridate, fino quasi a non percepirne più i disgustosi olezzi maleodoranti di cui ammorbavano l’aria.
E’ Ufficiale la Grecia è Fallita. I Prossimi in Lista Siamo Noi
28 ottobre, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia
Si affannano tutti ad abbellire la cosa, a trovare espressioni diverse e, più in generale, a mantenere il tutto sotto tono per evitare che le persone si rendano realmente conto di ciò che è successo. La verità nuda e cruda però è tanto grave quanto semplice: la Grecia è fallita.
Dopo una trattativa che, a quanto pare, è stata piuttosto dura, . Il che non significa, ovviamente, che la Grecia lo ha rimborsato e quindi estinto, ma che i creditori lo hanno dichiarato perso, per cui accettano un rimborso parziale dei titoli che possiedono.
E quando un soggetto non paga i propri debiti, c’è poco da fare giri di parole: é fallito.
Default Italia, 64 Giorni al Fallimento.La Scippo dell’Articolo 18
7 settembre, 2011 di Giovanni Grobo
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
La sostanziale abolizione dell’articolo 18 che si avvia ad essere ufficializzata nelle pieghe dei provvedimenti di emergenza per la crisi finanziaria, si configura come un vero e proprio scippo. Il primo di una lunga serie che, fatti salvi i diritti degli evasori fiscali(1) e delle classi privilegiate(2), sposterà il peso degli errori compiuti dalla classe dirigente italiana sulle spalle dei cittadini che hanno fatto l’errore di tollerarla al potere senza preoccuparsi di abbatterla prima che fosse troppo tardi.
E’ vero. Nei paesi più avanzati del mondo (Stati Uniti, Gran Bretagna, ecc.), non esistono istituti paragonabili all’articolo 18. I lavoratori dipendenti possono essere licenziati con preavvisi brevi senza specifiche motivazioni e hanno il diritto di opporsi a questo provvedimento solo se sono in grado di dimostrare che è frutto di discriminazione sessuale o razziale. I lavoratori dipendenti italiani, almeno secondo confindustria e la lobby che la rappresenta presso politica e sindacati, godrebbero quindi di un’agevolazione non giustificata dal confronto con la regolamentazione del lavoro in tutti i paesi industrializzati.
Note
- cancellato il carcere per gli evasori [↩]
- innalzata a 300.000 la soglia per il contributo di solidarietà e ridotta al 3% la percentuale di prelievo [↩]
79 Giorni all’Apocalisse: Il Socialismo è la Via
23 agosto, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Con l’approdo al Senato della manovra è facilmente prevedibile che il dibattito (non solo fra senatori, ma anche fra media e persino sulla rete) si avviterà intorno al grado di equità/iniquità della stessa. Tutti noi saremo indotti da bravi, quanto improvvisati ed improbabili medici, a discettare sulla composizione chimica del farmaco prescelto e sulle controindicazioni, assumendo come verità rivelata che la diagnosi della malattia sia effettivamente giusta o, almeno, convincente.
A questo proposito bisogna onestamente convenire che sulla diagnosi non si è sviluppato un confronto serrato (scarsa la partecipazione ed i contributi degli economisti con maggiore autonomia di pensiero, in gran parte ancora impegnati con secchiello e rastrello), per cui è diventata meinstream la tesi che riporta la genesi della malattia all’entità del debito pubblico (rectius, del rapporto fra debito pubblico e PIL). Questa tesi, ancorché saldamente ancorata a dati numerici non contestabili, sembra pienamente convincente per quanto riguarda l’Italia e la Grecia (dove quei rapporti risultano poco sostenibili per una sana economia), ma insufficiente a dar conto della spaventosa globalità della crisi, che coinvolge anche Paesi con rapporti sicuramente più virtuosi.
L’Omeopatia per Uscire dalla Crisi Finanziaria
22 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose
Molto spesso nella storia si è scoperto che la soluzione ad un problema apparentemente complesso, era in realtà quella più ovvia e più semplice. Solo che finché si cercano soluzioni sofisticate, degne anche di grandi specialisti, è ben difficile vedere ciò che magari sta proprio davanti al naso.
Così stiamo assistendo ai patetici tentativi di governi e istituzioni di mezzo mondo per arginare la crisi, tranquillizzare i mercati, evitare il panico e, soprattutto, salvare il culo. Il proprio, ovviamente. Tentativi, appunto, patetici, perché non portano a niente: la situazione peggiora di giorno in giorno e lor signori sembrano lottare contro una diga in disfacimento armati solo con pezzetti di pongo.
E se la soluzione non fosse complicata? Se invece fosse estremamente semplice e perfino ovvia? Certo, ci vuole un cambio di prospettiva per uscire dagli schemi che, volenti o nolenti, ci siamo imposti, e soprattutto bisogna essere disinteressati per poterci riuscire. Non avendo un patrimonio da difendere, e dovendo guardare un po’ troppo da vicino, forse sono nella (fortunata?) condizione per poter guardare le cose in un altro modo.
Default Italia: 98 Giorni al Fallimento – L’Italia Risponde alla Crisi con la Supercazzola
4 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Come previsto, i mercati se ne sono fottuti del discorso Silvio Berlusconi che, se possibile, ha peggiorato la situazione. Chi si aspettava misure immediate, stravolgimenti, un agosto di lavoro massacrante, si è ritrovato un insipido discorsetto sul nulla al quale hanno resistito svegli solo gli schiavetti plaudenti di sua eminenza il presidente del consiglio Silvio “Groggy” Berlusconi.
Per nulla impressionato, il mercato, che siccome non fa come vorrebbe Berlusconi è sbagliato, perde in questo momento . Questa storia che tutto quello che non va come dice lui è sbagliato è il sintomo più evidente della definitiva senescenza di Berlusconi che, arrivato a questo punto, se un giorno decide di fare una passeggiata e scoppia a piovere, sarà capace di dire che Dio non gestisce correttamente la meteorologia.
Comunque, se voi aveste dei crediti di miliardi e miliardi on un paese di fancazzisti interessati solo alla figa e e alle partite di pallone, con tre o quattro ministri coinvolti in indagini giudiziarie, un’economia stagnante, un parlamento chiuso per ferie nel pieno di una crisi finanziaria di portata internazionale e un presidente del consiglio con una mano sulla pompetta, l’altra infilata nel panciotto e col tricorno in testa, stareste tranquilli? Io no.
Patrimoniale vs Iva Sociale
29 luglio, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
Per i 17 paesi di eurolandia la conseguenza principale dello stare insieme è costituita dal fatto di non poter variare il valore della moneta in circolazione, l’euro, ciascuno per conto proprio, secondo le necessità di bilancio del proprio stato. Le banche centrali nazionali hanno abdicato alla prerogativa sovrana di stampare moneta in favore della BCE
Ne sono stati avvantaggiati, fin qui, i percettori di reddito fisso. Soprattutto quelli dei paesi periferici la cui competitività veniva sovente puntellata attraverso un uso disinvolto della svalutazione competitiva. Da noi il valore reale di stipendi e pensioni non è mai stato così al riparo dall’inflazione come in questi ultimi dieci anni.
Il rovescio della medaglia è costituito dal fatto che gli stati, ove gravati da un alto debito, non possono più ridurlo stampando moneta con la quale pagare i creditori.
Così succedeva, ciclicamente, prima dell’avvento dell’euro, per la parte del nostro debito denominata in lire. Giuliano Amato, nel ’92, fece in fretta. La sera del 13 Settembre, un mese spesso cruciale per la nostra storia, comunicò agli italiani che la lira era stata svalutata del 25%. Non lo disse, ma in un colpo solo aveva tagliato il debito pubblico di altrettanto, così come i salari e le pensioni, consentendo alle imprese di guadagnare altrettanti punti di competitività sul mercato internazionale(1).
Note
- [↩]
E’ Cominciata la Guerra
24 maggio, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
Ci siamo. Sono mesi che se ne parla e (finalmente?) è arrivata la prima bomba. Sì, l’Italia da sabato è formalmente in guerra, vittima di un attacco ampiamente annunciato: . Tralasciando i termini tecnici, significa che lo stato italiano è considerato meno affidabile di prima.
A qualcuno può sembrare una cosa da niente, e in realtà non è la prima volta che succede; però oggi è diverso. E’ diverso perché da parecchio tempo si dice che i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) sono a rischio di crisi finanziaria e perché di questo gruppo mancavano solo Italia e Spagna ad essere messi in ginocchio. Così la storia si ripete.
Adda Passà a Nuttata
3 marzo, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
Ragioniamo tutti come se fossimo in presenza di una crisi interna al ciclo economico, al più, solo più grave, come fu quella del ’29. Ragioniamo come se la Finanza fosse ancora oggi la “quinta marcia” dell’Economia e ci masturbiamo all’idea che la catastrofe sociale che ci ha investito sia tutta colpa di quei “meccanici” infedeli che a Wall Street hanno truccato il motore della buona Finanza.
Ovviamente, la ricorrente metafora della “quinta marcia” è pura menzogna: nelle società moderne, organizzate su uno schema di capitalismo avanzato, Economia e Finanza sono indissolubilmente legate, non meno di quanto lo siano i due maccheroni che danno origine a quello straordinario prodotto dei pastai napoletani, chiamato “fusillo”.
Evasione Fiscale: Loro Evadono, noi Affoghiamo nella Cacca
31 gennaio, 2011 di dellefragilicose
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Oggi, sul Corriere della Sera on Line
Evasione fiscale + 46% in un anno
Vale 50 miliardi di euro
Scoperti 8.850 evasori totali (+18%). In Lussemburgo e Svizzera quasi la metà dei soldi evasi all’esteroIl rapporto annuale della Guardia di finanza
Evasione fiscale + 46% in un anno
Vale 50 miliardi di euroScoperti 8.850 evasori totali (+18%). In Lussemburgo e Svizzera quasi la metà dei soldi evasi all’estero
MILANO – Nel 2010 gli italiani non hanno dichiarato al fisco redditi per quasi 50 miliardi di euro, una somma cresciuta del 46% rispetto all’anno precedente. Il dato è contenuto nel rapporto annuale della Guardia di finanza, già reso noto dal comandante delle Fiamme Gialle, il generale Nino di Paolo, ai membri della Commissione Finanze della Camera nel corso di un’audizione lo scorso 26 gennaio.
EVASORI – La Gdf ha inoltre scoperto 8.850 evasori totali (+18% rispetto al 2009) con un’evasione per 20,263 miliardi (+47% rispetto al 2009) e Iva per 2,6 miliardi. Di questi, 3.288 hanno evaso più di 77 mila euro di imposte. Sempre nel 2010 gli italiani hanno evaso anche quasi 30,5 miliardi di Irap e 6,3 miliardi di Iva, 635 invece i milioni di ritenute non versate o non operate.
se vuoi,
Loro continuano ad evadere, noi continuiamo ad odiarli, per questo, riproponiamo lo stesso articolo uscito il 28 ottobre 2008. Da allora ad oggi, l’unica cosa che è cambiata è l’entità dell’evasione, che è aumentata. Eppure, per combatterla, ci vorrebbe veramente poco. Leggi a questo link. L’articolo ebbe un certo riscontro, ci furono 145 commenti indignati, ma nessun evasore ebbe il coraggio di dire la sua. Vediamo se oggi riusciamo a snidarne qualcuno.
Leggi il resto
Berlusconismo: Apologia del Male Assoluto
28 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
I giorni che precedono la fine dell’anno sono spesso dedicati ai bilanci, motivo scatenante della “sindrome depressiva natalizia”. Provo anche io a dare un contributo a questa allegra fenomenologia con un breve intervento scaturito dalla lettura di questo eccellente contributo e del commento di un affezionato lettore delle nostre pagine.
Ho l’impressione che in una parte del paese, quella che non si riconosce nel governo e, più in generale, nell’attuale clima culturale italiano, prevalga la convinzione che l’enzima degenerativo del tessuto sociale italiano sia riconducibile quasi esclusivamente all’ingresso in politica di Berlusconi e all’azione devastatrice delle sue televisioni. Un po’ come credere che Berlusconi abbia inventato corruzione e puttane e che “Ok il prezzo è giusto” abbia impedito la nascita di un altro Giorgio Gaber.
Il Welfare State e i Suoi Costi
18 novembre, 2010 di fma
Archiviato in Cazzotti, Chiamiamola Economia, latest, Meccanica delle Cose, Oltre il Confine
Il welfare state è nato e cresciuto in Occidente, in un periodo a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, per fornire ai cittadini di quei paesi servizi e diritti ritenuti essenziali al vivere civile, come risultato di una temperie culturale e di uno status economico del tutto particolari.
Nel senso che si realizzò là dove se ne sentiva di più il bisogno e dove esistevano le risorse economiche necessarie e sufficienti per dargli vita e implementarlo. Prova ne sia che non tutti i paesi se ne sono dotati, chi per un diverso orientamento culturale, vedi gli Stati Uniti, chi per mancanza di risorse come i paesi del terzo mondo.
Oggi, in Europa, da più parti, ne viene messa in discussione la sostenibilità. Molti lo individuano come una delle principali cause del dissesto economico degli stati sovrani.
Perlomeno altrettanti negano l’addebito e si oppongono a qualsiasi tentativo di ridimensionarlo, i più motivando il proprio dissenso in termini etici. Qualcuno negando che negli ultimi tempi la spesa per mantenerlo sia cresciuta e indicando nell’azione di salvataggio del sistema finanziario, oltre che nella diminuzione delle entrate fiscali, le cause dell’incremento del debito degli stati sovrani(1).

Note
- vedi [↩]
Crisi: Quanto Durerà Ancora Questo Sistema?
16 novembre, 2010 di Zag c
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
La crisi è finita, anzi non c’è mai stata, ma l’abbiamo superata meglio degli altri. Questo è il motto berlusconianao e tremontiano che ormai passerà alla storia. In realtà tutto il mondo sta galleggiando nel
liquido melmoso fra crolli e timide riprese del mercato borsistico e del crollo dell’occupazione. tanto che è ormai certo, che se ripresa ci sarà, questa sarà accompagnata sicuramente da una non altrettanta
ripresa dell’occupazione. Cioè più produzione, ma più precarietà e aleatorietà della vita delle persone. Non è una bella prospettiva! Quello che ora più preoccupa e che si prevede che questa crisi sarà lunga e che ci presenterà ancora delle sorprese.
Berlusconi Può Risolvere la Crisi Economica dell’Italia
30 maggio, 2010 di Michelangelo
Archiviato in Oltre le Righe
Troppi ricchi ed un’infinità di poveri.
I restanti 7,8,9, non più del 10% degli italiani possono avere solo problemi di salute non di sopravvivenza.
Se per “miracolo”, giammai per decreto legge, un quinto della ricchezza dei ricchi, in denaro e in beni immobili, venisse versata nelle casse dello stato, i ricchi rimarrebbero sempre ricchi e i poveri finalmente potrebbero preoccuparsi solo della propria salute.
Manovra da 25 Miliardi: Italia Batte Grecia Zero a Zero
25 maggio, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, latest, Meccanica delle Cose
Quindici giorni fa erano tutte rose e fiori. L’Italia e le sue banche erano salde, il rapporto deficit/PIL stava migliorando, il peggio era passato e se qualcuno si lamentava perché, nonostante la ripresa, stava perdendo il lavoro si trattava del solito piagnone rompicoglioni.
Oggi, all’improvviso, si scopre che l’Italia per non affondare deve subire una manovra di 25 miliardi che se non equivale a quella della bancarottiera Grecia, poco ci manca.
All’improvviso tutto è cambiato. Il paese del bengodi dove tutti magnano senza faticare e nessuno paga le tasse si è scoperto sull’orlo di una crisi argentina. Sarà per questo che Il Sole 24 Ore on line ha fatto che solo a vederla viene di grattarsi le balle. Quando è successo? Stanotte? Qualcuno mente oggi o mentiva due settimane fa?

Crisi Economica, Come Proteggersi: I Consigli Banali che non Troverai Altrove
13 maggio, 2010 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
Riceviamo e pubblichiamo le “banali” considerazioni che ci ha affidato una nostra lettrice. Non ci risulta che abbia competenze tecniche particolari, ma molte delle sue affermazioni ci appaiono piene di buon senso. E il buon senso, di questi tempi, è già qualcosa.
Anche se i giornali se ne ricordano a singhiozzo, in Europa si sta vivendo una crisi economica senza precedenti. Attenzione, quando si parla di crisi economica non si intende la perdita di valore di titoli azionari, derivati o obbligazioni. Quella è una crisi finanziaria in atto ormai già da anni e la cui analisi non è oggetto di questa breve riflessione. Per crisi economica intendo il rallentamento o la cessazione delle attività produttive o di servizio (fabbriche, terziario, ecc.), il licenziamento o il sostegno per mezzo di ammortizzatori sociali dei dipendenti (cassa integrazione, contratti di solidarietà, mobilità), l’impoverimento generale delle persone che vivono del proprio lavoro e non di speculazione finanziaria.
Finanziamenti Pubblici e Fallimenti Privati: Il Caso Sat Spa
11 maggio, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani, latest
, nonostante l’elevata professionalità e specializzazione dei suoi dipendenti e i grandi investimenti in attrezzature, macchinari e impianti, è stata posta in liquidazione nel gennaio 2009. Alcuni dei più importanti mezzi di produzione, sono stati finanziati con soldi pubblici per lo svolgimento di attività produttive in Italia, e non certo per una vendita “fallimentare” in favore di una successiva delocalizzazione in paesi esteri.
I 160 lavoratori di SAT S.p.A. rischiano la mobilità.
Molte promesse hanno alimentato le aspettative dei lavoratori, che forse, senza false illusioni, avrebbero potuto concentrare le proprie energie verso azioni, anche legali, volte ad evitare la chiusura di un’azienda che è stata animata per anni da un vero spirito imprenditoriale, lontano dall’ottica della speculazione che ha generato la grande crisi economica in Italia.
