Libero, il Primo Quotidiano Pornografico del Mondo
17 aprile, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Secondo me, sarà anche per l’età, l’aspetto più interessante della pornografia estrema non sono i registi e gli attori, ma i fruitori. E’ da sempre che la gente fa di tutto per soldi. L’integrità morale è un concetto astratto come tutti gli assolutismi, il che sarebbe una forma un po’ criptica per dire che tutti hanno il loro prezzo.
Per questo, che qualcuno o qualcuna per soldi sia disposto o disposta a farsi orinare in bocca o a mettere alla prova l’elasticità del proprio sfintere facendoci entrare una mano chiusa a pugno mi intristisce, ma non mi inquieta. Mi inquieta chi, pagando, gode nel guardare certe cose. Non giudico, non sta a me, ma certi aspetti della psiche che attingono a connotazioni così profonde dell’animo mi fanno paura. Se ti trovi difronte uno che ti punta una pistola addosso hai pochi dubbi, se ha una divisa del colore diverso dalla tua, ancora meno. Hai davanti un problema, per certi versi, confinato, prevedibile. Ma cosa attendersi dal signor Giancarlo, quello che lavora al catasto, ha la forfora, veste quelle camicie a scacchi fuori moda, è sempre così gentile e poi, sul pc di casa, ha gigabyte e gigabyte di film dove donne si incrociano con equini, altre mangiano la cacca e si vomitano in bocca(1)? Io non lo so e, questo, mi inquieta.

Libero, il quotidiano diretto dal Signor Maurizio Belpietro e dal Signor Vittorio Feltri è, aldilà di ogni dubbio, un giornale pornografico estremo pubblicato con cadenza quotidiana.
Nell’impossibilità materiale di aggirare il sequestro pubblicando alani superdotati che montano giovani olandesi dal sedere brufoloso, Libero si dedica ad una pornografia semantica che titilla il lato oscuro del lettore che, piacevolmente, viene condotto in una sorta di devianza intellettuale dove lo scatting, il bukkake e il fisting si esplicitano nella violenza dei concetti e dei titoli in una semiotica la cui meccanica è del tutto equivalente a quella dell’alano. Per averne un’idea di massima, basta recarsi dove si possono leggere i titoli di prima pagina di Libero delle ultime settimane. Qualche esempio:
- L’Europa vada all’inferno
- Porno prefetto anti Silvio
- Bollito o no, viva Silvio
Quello di oggi “Ucciso a Gaza, lasciatelo là” in riferimento al cadavere di Arrigoni, è nella linea di quel “vacanze intelligenti“, scritto per prendere per il sedere Enzo Baldoni proprio mentre veniva ucciso.
Perché il Signor Maurizio Belpietro e il Signor Vittorio Feltri facciano certe cose mi è chiaro come mi è chiaro perché un efebico giovanotto di Los Angeles partecipi ad un film dove gli tocca di beccare tre falli di ragazzi di colore contemporaneamente nello stesso orifizio. Per soldi, per vantaggio personale, e qui ci siamo. Tutto secondo copione.
Ma chi è il signor Giancarlo della situazione che gode nel leggere il titolo sul cadavere di Arrigoni e compra Libero per gustarlo? Chi sono questi miei connazionali con la camicia fuori moda che godono intellettualmente di questa oscura forma di pornografia? Non lo so e mi fanno paura.
Per la cronaca, la pubblicazione del quotidiano pornografico è possibile anche grazie ai contributi che noi tutti versiamo. Si tratta di cifre importanti, leggere qui.
Ah, per quelli che stanno proprio oltre, Libero ha anche tentato la strada della pedo pornografia pubblicando sette foto esplicite con la scusa della cronaca(2). Quel numero andò esaurito in poche ore.
Note
- : s the unofficial nickname of the trailer for Hungry Bitches, a 2007 Brazilian scat-fetish pornographic film produced by MFX Media.[1] The trailer features two women conducting themselves in fetishistic intimate relations, including defecating into a cup, taking turns ostensibly consuming the excrement, and vomiting it into each other’s mouths. “Lovers Theme” by Hervé Roy, from the movie Delusions of Grandeur, plays throughout. [↩]
- Il 21 novembre 2000Feltri viene radiato dall’albo dei giornalisti con delibera del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia presa (all’unanimità). Il fatto contestato è la «pubblicazione alla pagina 3 dell’edizione del 29 settembre 2000 del quotidiano di sette fotografie impressionanti e raccapriccianti di bambini ricavate da un sito pornografico reso disponibile dai pedofili russi e di una Deontologia – Minori e soggetti deboli 519 ottava fotografia a pagina 4 (raffigurante una scena di violenza tratta dai video di pedofilia sequestrati dalla magistratura), fotografie che appaiono tutte contrarie al buon costume e tali, illustrando particolari raccapriccianti e impressionanti, da poter turbare il comune sentimento della morale e l’ordine familiare».Nel febbraio del 2003 l’Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annulla il provvedimento di radiazione che era stato preso a Milano e lo converte in censura fonte [↩]
Il Costume e la Morale
20 gennaio, 2011 di gunnar
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Costernato da tanto esemplare cinismo ci ripenso in continuazione e alla fine raggiungo, mio malgrado, alla stessa conclusione. Non solo fatti romani.
Ma fatti nazionali.
Nella nuova Provincia di Monza e Brianza, , un giovane e rampante assessore leghista è finito sotto inchiesta della procura monzese, denunciato da suoi amici leghisti come lui, per reati sessuali.
E’ stato eletto dal popolo leghista e padano per alcuni motivi che nulla hanno a che fare con le capacità politiche, né con l’esperienza intellettuale, né la saggezza culturale. Egli è un ottico di professione, consigliere comunale a Seregno, un paesone di mobilieri brianzoli, e assessore alla sicurezza e alla protezione civile della provincia di Monza e Brianza. E’ di bell’aspetto, gradevole, faccia pulita e occhi cerulei come si conviene ad un buon leghista. Con una sintassi approssimativa e una altrettanto approssimativa capacità logico espressiva egli tuonava dai microfoni di radio padania di mandare al rogo i “neger” e i “pedofili”. Si è sgolato in campagna elettorale contro ogni bruttura che sporca l’amata Brianza e ha vantato un’inestimabile amicizia con il senatur Bossi. Ha voluto varare un programma di sicurezza che fosse in grado di contrastare la mafia dilagante tra le colline brianzole.
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Ma i Poveri Avranno il Regno dei Cieli?
20 dicembre, 2010 di fma
Archiviato in Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, latest, Strange Days
Una volta la produzione di massa esisteva solo in America, da noi si stentava persino a credere che si potesse buttare un oggetto funzionante solo per poterne comprare uno nuovo. Mi ricordo di una falce che mio nonno aveva ereditato da suo padre. Mentre mio padre era sicuro che non ci fosse in giro un altro palanchino d’acciaio buono come quello che suo padre aveva portato dalla Germania, tornando da Berlino a piedi.
Erano cose ben fatte, apprezzate da chi praticava quotidianamente la fatica, da nobis hodie panem nostrum quotidianum , e conosceva il vantaggio che procura un attrezzo ben costruito, una ruota che gira su bronzine, una vanga forgiata, un rastrello di carpino ben stagionato.

Di quei lavoratori la gran parte votava PCI, alcuni PSI, quello di Nenni ci tenevano a precisare. Il lumpenproletariat(( Termine marxista che indica la parte del proletariato formata da chi non dispone di alcun reddito e che manca completamente di coscienza politica. )) e la borghesia minuta che credeva in Dio votavano per la DC, che prometteva assistenza a tutti, soprattutto agli ultimi. Lo stato sociale in embrione e lo stato assistenziale di là da venire non avevano ancora dispiegato i loro effetti. Nel senso che chi votava a sinistra aveva delle ragioni oggettive, in senso marxiano, per farlo; per ritenersi sfruttato e dunque per covare propositi di rivalsa nei confronti dei propri sfruttatori. I lavoratori intravedevano margini concreti di miglioramento, a scapito dei padroni delle fabbriche e del profitto.
Ho l’impressione che oggi non sia più così. Che strati sempre più diffusi di popolazione si ritengano sfruttati senza averne i requisiti minimi, in quanto posti ai margini di qualsiasi contesto produttivo degno di questo nome. Perché non vi può essere plusvalore laddove non si producano beni o servizi che abbiano un valore, e se non c’è plusvalore non c’è profitto e senza profitto non c’è sfruttamento.
Mi guardo bene dall’indicare le categorie che si autoproclamano sfruttate senza esserlo. Mi limito a osservare che in questo paese si lagnano tutti, genericamente; tutti accampano diritti e tuttavia nessuno indica il soggetto dal quale si dovrebbe riscuotere, contentandosi di indicare il Palazzo e Lor Signori.

Chi paga le tasse protesta perché sono troppo alte, in generale; i pensionati perché le pensioni sono troppo basse, mediamente; gli studenti contro i tagli ai finanziamenti della scuola pubblica; gli insegnanti contro la riforma che gli toglie il posto; gli operai contro Marchionne che li vuole mettere con le spalle al muro. Proteste che sembrano dirette a qualcuno, che in realtà sono rivolte pedissequamente al Sistema, alla Politica, al Cielo. Anche quando sembrano avere un bersaglio con un nome e un cognome, per esempio Sergio Marchionne, in realtà sono contro il Mutamento Globale, che le guarda dall’alto e ride.
Altra cosa sarebbe se quelli che pagano le tasse, anziché chiedere di esserne prontamente sollevati, chi deve provvedere provveda, reclamassero di volta in volta un Fisco più efficiente, una Politica meno costosa, una Giustizia più produttiva, una Sanità più efficace, una Scuola meno autoreferente, un’Amministrazione meno pletorica, un Vaticano meno pervasivo e famelico. Cose che avrebbero il pregio di individuare di volta in volta la controparte chiamata a dare. Se prendesse piede il costume di indicare oltre che il peccato anche il peccatore, la causa oltre che l’effetto, ogni componente della società, a turno, sarebbe messa di fronte alle proprie responsabilità e, dovendone rispondere agli altri, pungolata a mutare e a migliorarsi.
Ma s’è stabilito a furor di popolo, apparentemente una volta per tutte, che non ci si debba fare la guerra tra poveri, quasi che povero sia una categoria dello spirito che manda assolti da ogni peccato. Omnia munda mundis. Il giovane ricercatore senza tutele sociali e il giovane pensionato senza niente da fare, accomunati dallo stesso reddito di 1000 euro al mese e dallo stesso datore di lavoro, marciano insieme contro il Palazzo. Pronti a solidarizzare con il giudice che ha consentito alla prescrizione di determinare l’estinzione del reato. Oppure con il lavoratore socialmente utile, o con l’impiegato della Regione Sicilia, che tiene famiglia. La colpa, se mai, è di chi li ha assunti a carico dell’Erario per amore del Potere. I nemici dei miei nemici sono miei amici.

Forse il male oscuro che s’è portato via l’anima della Sinistra, facendola terminare in braccio ai cattolici, è stata proprio la volontà di non distinguere tra poveri, o l’incapacità di farlo.
Forse un partito deve rappresentare le categorie sociali per interessi, più che per censo, se non vuol correre il rischio di diventare un contenitore di contrari, facendo la fine dell’asino di Buridano, che morì di inedia per non saper scegliere tra l’acqua e il fieno.
Chi paga le tasse deve poter chiedere conto a chi non le paga. Chi produce valore e plusvalore ha necessariamente interessi diversi da chi percepisce una pensione, un vitalizio, una prebenda, una rendita, uno stipendio spurio a carico della fiscalità generale.
Non ha pregio il fatto d’essere tutti poveri allo stesso modo.
Gli interessi dei poveri non vanno tutti nella stessa direzione.
Forse non tutti i poveri avranno il regno dei cieli.
Cucitrici di Camicie Rosse
6 novembre, 2010 di redazione
Archiviato in latest, Media Mente Critica, Oltre le Righe, Storia e Memoria, Tempo di Relax
La ricerca pittorica in Italia a metà dell’ottocento avvenne per opera di un gruppo di artisti, Lega, Signorini, Fattori, Borrani, Abbati, Cecioni, per nominarne alcuni, che volse la propria attenzione alle emozioni che la realtà muoveva attorno a loro. Questi artisti avevano una formazione severa e incontrandosi al Caffè Michelangelo di Firenze, stavano “componendo” un percorso comune finalizzato al rinnovamento della ricerca nell’arte.
Fattori scrive: “Cos’era la macchia? Era la solidità dei corpi di fronte alla luce” (Alfredo Aleardi: “Sullo ingegno” Atti della reale Accademia di Belle Arti. Venezia).
Adriano Cecioni afferma in “Scritti e ricordi” che “l’artista non deve ispirarsi né a scuole filosofiche né ad accademie. La sua opera deve essere la riproduzione delle sue emozioni personali create dall’ambiente in cui vive.” (Firenze, Tipografia Domenicani 1905 pag. 295)

Sunlight
2 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
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La luce è gialla, vaporosa d’umidità, evanescente, odorosa di mare, cedro e crema solare. Il vento è sottile, l’acqua fredda e increspata. I bambini, felici, gridano.
Valeria mette i piedini sulla sabbia e corre verso il mare ignara di ogni minaccia. L’onda leggera le bagna le gambette corte e bianche. Lei mi guarda spaventata e rimane immobile mentre intorno alle caviglie le si arricciano piccoli vortici spumosi. Mi stringe la mano e chiede di venire in braccio. La porto a me. I suoi capelli sanno di camomilla, la sua pelle è sapida di sudore, il suo cuoricino batte di fronte al mio. E’ la prima volta che fa un bagnetto al mare. Oggi è giorno di grandi scoperte.

Dopo i Dischi Volanti gli Anelli Vibranti
31 ottobre, 2009 di dellefragilicose
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La pubblicità l’avrete vista tutti. Lui e lei sono al ristorante. Lui le passa una scatolina. Lei la apre. I due si guardano in maniera ammiccante, primo piano sul contenuto della scatola. Alla fine si scopre che si tratta di un anello vibrante. Un congegno che dovrebbe indossare lui e che dovrebbe far contenta lei. Mentre lo spettatore è ancora impegnato a riflettere sui particolari implementativi e sulle modalità d’uso, lo speaker ci informa che il simpatico oggetto è in vendita anche nei supermercati. Se poi a questo aggiungiamo la notizia sul fatto che e che zucchine e banane hanno una lunga esperienza nell’editoria a luci rosse, allora altro che Sex Shop. I vari GS, Coop e Conad, diventano luoghi di peccaminosa perdizione.
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Bogey
26 ottobre, 2008 di Fully
Archiviato in Schermo dei Sogni, Suoni & Musica, Tempo di Relax, Veri Uomini
Non si può dire che fosse bello. Non era alto (solo 1.70) né muscoloso. Non aveva un sorriso smagliante, né vestiva in modo particolarmente ricercato. Eppure è nel mito: impermeabile chiaro, cappello floscio a larghe tese, volto corrucciato e l’inconfondibile sorriso a denti stretti, reso unico dalla cicatrice sul labbro rimediata sotto le armi, durante la guerra.

E Lei Come ti Vuole?
21 agosto, 2008 di Lameduck
Archiviato in Tempo di Relax
Avendo già parlato di cavalieri tricotrapiantati e abbronzati al mordente IKEA, di sorrisi stregatti e canzoni apicelle, palpebre e zampe di galline imbalsamate per sempre con il botulino nel lifting eterno, è necessario rifarsi gli occhi con qualcosa di bello. Per esempio un paio di gran pezzi di gnoccoloni belli vivi e guizzanti che, se non ci aiuteranno a rinfrescarci la serata, almeno ci consoleranno con qualcosa di bello da guardare.

…Potrei Sempre Incominciare, Però…
20 agosto, 2008 di Fully
Archiviato in Bacio della Buonanotte
Agosto se ne sta andando, è passato il periodo delle stelle cadenti. Per me quest’anno nulla da fare: nessuna stella cadente avvistata, ergo nessun desiderio da poter esaudire.
Accidenti, ora dovrò aspettare un anno intero. E il brutto è che non posso neanche accendermi una sigaretta per ingannare l’attesa, perché non ho mai fumato.
…. potrei sempre incominciare, però.

Lui Ti Vuole Così
13 agosto, 2008 di Fully
Archiviato in Tempo di Relax, Veri Uomini
Qual’è oggi, per un uomo degli Anni Duemila, la Donna Ideale?

Per come la vedo io, la donna ideale di oggi è sempre quella che si sognava ai tempi di mio padre e di mio nonno, con solo pochi aggiornamenti legati al mutare dei tempi.
USA: Dove l’Oscenità Dipende dai Centimetri
29 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Border Zone, Oltre il Confine, Tempo di Relax, Veri Uomini
Non so se anche a voi fosse sfuggito, come era sfuggito a me. Parlo del fatto che possa costare qualche mese di prigione e una multa. E’ quello che succede a (USA) ( se ne) dove il nuovo capo della polizia, tale Mr. Dicks, ha stabilito il divieto di andarsene in giro con i pantaloni a vita (troppo) bassa.

