I Poveri Notai ci Chiedono il Cinque per Mille. Ricordiamoci di Firmare per Fargli l’Elemosina
28 gennaio, 2012 di ilBuonPeppe
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Data l’attualità dell’argomento, vi proponiamo un articolo del maggio 2006 dove, simpaticamente, l’autore ci fa osservare che, con vera e propria faccia di carta vetrata, i sigg. Notai hanno un’associazione che ha il coraggio (tuttora) di proporsi per la richiesta del 5 per mille. In pratica, invece di adoperarsi per fare beneficenza, chiedono l’elemosina.
: “Non particolarmente numerose ma molto redditizie, invece, le opzioni a favore della Fondazione italiana per il notariato: quasi 900mila euro a fronte di 1.234 indicazioni. Si sfiorano i 730 euro di media per ogni 5 per mille “elargito”. Come dire che l’imposta dovuta in seguito alla dichiarazione supera i 145mila euro.”
Su questo sito i notai sono stati definiti parassiti. Per questo siamo stati minacciati di denunce, querele e, addirittura, di essere segnalati a Google. In pratica lo stesso sistema dei tassisti, con la differenza che almeno loro avevano il coraggio di farlo pubblicamente.
§
Primavera: periodo di dichiarazione dei redditi. All’8 per mille siamo oramai abituati, anche se in tanti non sanno come funziona; quest’anno però la finanziaria ci ha regalato un’altra aliquota: il 5 per mille.
Cos’è il 5 per mille? Nelle premesse serviva a finanziare la ricerca, uno dei grandi malati d’Italia. Viene da dire che la ricerca andrebbe finanziata “a prescindere”, senza bisogno di chiedere ai cittadini se e come farlo, tanto è disastrata, bisognosa e, al tempo stesso, irrinunciabile; eppure ben venga il 5 per mille, se in qualche modo serve ad aiutare la ricerca, sempre meglio di niente.
O no?
La legge 266/2005 (finanziaria 2006), al comma 337 dell’articolo 1 così recita:
“Per l’anno finanziario 2006, ed a titolo iniziale e sperimentale, fermo quanto già dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, una quota pari al 5 per mille dell’imposta stessa è destinata in base alla scelta del contribuente alle seguenti finalità:
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale […], nonché delle associazioni di promozione sociale […] e delle associazioni e fondazioni riconosciute […];
b) finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
d) attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente.
Sì, c’è la ricerca tra i destinatari, ma non solo. E guardando le pubblicità che circolano da un mese a questa parte non si può non notare la quantità di soggetti che chiedono la nostra firma per avere una quota del 5 per mille; stranamente quasi nessuna era di soggetti che svolgono attività di ricerca. Ma forse sono io che non ho guardato quelle giuste, quindi ho deciso di fare una ricerca più approfondita.
Sul c’è tutto il necessario per chiarirsi le idee. Qui scopro che i soggetti accreditati ad incassare una fetta del 5 per mille sono quasi 30.000; sì, trentamila. Di tutti questi, quelli che fanno ricerca, o che perlomeno si presume che possano farla, sono quelli descritti ai punti b) e c): circa 700 in totale; 700 su 30.000, ad essere generosi.
Partiamo dal fatto che, differentemente dalla quota che va alle istituzioni religiose, l’ammontare complessivo del contributo sarà proporzionale alle firme che noi cittadini metteremo sui moduli; se io non firmo, la mia quota del 5 per mille se la tiene lo stato. Consideriamo che la somma totale si dividerà in (potenzialmente) 30.000 ruscelletti. Aggiungiamo che solo una minima parte di questi ruscelli arriverà alla ricerca, il risultato finale è abbastanza evidente.
Inoltre andrebbero calcolate le spese che questi soggetti stanno sostenendo in pubblicità, per farsi conoscere e invitarci a devolvere la nostra quota; in quanti riusciranno ad avere un saldo positivo tra incassi e spese sostenute?
La conseguenza dell’iniziativa 5 per mille sarà una pioggia di contributi ad associazioni, consorzi, cooperative e simili; contributi in massima parte di entità molto ridotta, e quindi insignificanti. Quasi nessuna conseguenza ci sarà per chi fa veramente ricerca; il contributo ricevuto sarà una goccia nell’oceano delle loro esigenze.
Una conseguenza più significativa ci sarà invece per lo stato, che vedrà sparire in questo modo quasi 300 milioni di euro (stima calcolata in base alla percentuale dei cittadini che firmano per l’8 per mille). Soldi tolti alle casse dello stato, quindi nostre, per realizzare… quasi niente.
Spulciando poi negli elenchi, vengono fuori alcune realtà che lasciano un po’ perplessi. Citando più o meno a caso e con numeri arrotondati:
- 60 comuni (una doppia presenza, dovuta probabilmente ai tagli di bilancio imposti dal governo)
- 1.400 associazioni sportive (lo sport è importante, ma perché non finanziarlo in modo organico?)
- 600 sezioni locali dell’AVIS (sarebbe meglio presentarsi come unico soggetto invece che per singola sezione)
- 300 asili (questo sarebbe il finanziamento della scuola?)
- un numero imprecisato di chiese e istituzioni religiose (se l’8 per mille fosse distribuito un po’ meglio…)
C’è addirittura il ministero dell’agricoltura: evidentemente il suo collega dell’economia tiene i cordoni della borsa ben stretti, quindi chiede aiuto direttamente a noi.
E se il nome significa qualcosa, vorrei sapere in base a quale principio questi soggetti, come tanti altri che non posso elencare per motivi di spazio, compaiono negli elenchi:
- ABC la sapienza in tavola
- Accademia degli ufficiali di stato civile, anagrafe ed elettorale
- Accademia del peperoncino
- Aeroclub volovelistico toscano
- Amici caffè Gambrinus
- Amici dei foulards bianchi
- Art web center venice
- Associazione amico gatto
- Associazione astrofili imolesi
- Associazione CB-radioamatori Molise
- Associazione computerizzazione analisi ermeneutiche lessicologiche
- Associazione eco filosofica
- Associazione dei ragionieri commercialisti della Lombardia
- Associazione europea dei brainworkers
- Associazione silenziosa italiana scacchisti
- Camera civile degli avvocati di Bologna
- Centro alti studi per la difesa
- Centro studi Bhaktivedanta di storia e filosofia vaishnava
- Cineclub effetto notte
- Club eurofitness center
- Club romano fuoristrada
- Compagnie del carnevale muggesano
- Coro antiche armonie
- Società degli ingegneri e degli architetti di Torino
- Società italiana di fitosociologia
Intendiamoci, non ho assolutamente nulla contro queste associazioni; magari svolgono davvero attività più o meno utili ed interessanti. Rimane il fatto che finanziarle in questo modo è inutile, dispersivo, oneroso, e in fin dei conti controproducente.
La verità è che si tratta delle solite svendite pre-elettorali, a cui nessun governo italiano ha mai saputo o voluto rinunciare; qualche soldo a te, un po’ a quell’altro, e così via. L’unica differenza è che stavolta se li devono conquistare, ma del resto questo era un governo (teoricamente) liberale.
A pensarci bene c’è anche un’altra differenza rispetto al passato: una parte dei soldi che forse incasseranno, dovranno spenderla in anticipo per pagare la pubblicità. E di chi è la più grossa concessionaria di pubblicità del paese? Ma questo è un altro discorso… o no?
Io non credo che firmerò, ma a me piace mangiare piccante, e se dovessi cambiare idea probabilmente lo farei per l’accademia del peperoncino; magari mi mandano una piantina in omaggio.
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P.S. Oggi mentre ascoltavo la radio mi ha colpito una pubblicità, apparentemente senza senso: per quale motivo il consiglio nazionale del notariato, un’associazione di professionisti che erogano servizi obbligatori, in un mercato protetto, senza concorrenza, con tariffe imposte, ha bisogno di farsi pubblicità? Siccome “a pensar male si fa peccato, ma difficilmente si sbaglia” (Andreotti docet), sono andato a controllare, e il dubbio che inizialmente avevo scansato dicendomi che era assurdo, è diventato realtà.
La , costituita (guarda caso!) a gennaio 2006 dal consiglio nazionale del notariato insieme alla cassa nazionale del notariato,.
Cioè i notai ci chiedono di dargli la nostra quota del 5 per mille! Hanno ragione, poverini, loro che sono tra le categorie più bistrattate ed economicamente a rischio del paese, meritano ben più dei nostri spiccioli! Propongo una sottoscrizione di massa!
E per cosa chiedono questi soldi? L’articolo 3 del loro statuto dice che servono per “…l’attuazione di tutte le iniziative culturali idonee a formare e migliorare [...] le qualità professionali e la cultura dei notai italiani e la tutela, la valorizzazione, il miglioramento del patrimonio culturale e del ruolo sociale del notariato italiano.”
Evviva la chiarezza! Niente beneficenza, niente volontariato, niente impegno sociale e civile. Solo la tutela del loro ruolo. Di sicuro a questi signori non fa difetto la faccia tosta.
E qualcuno ancora mi chiede perché me la prendo con il 5 per mille…
I Notai Sono Parassiti
27 gennaio, 2012 di dellefragilicose
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SRL SEMPLIFICATA, PROBLEMA GIURIDICO DI ORDINE PUBBLICO DISPONIBILITÀ VERSO IL GOVERNO A PROPORRE MODIFICHE TECNICHE
Roma, 25 gennaio 2012 – Il notariato davanti a riforme che riguardano la categoria non ha alzato barricate, avendo con largo anticipo sollecitato e attuato in proprio interventi poi richiesti dagli ultimi provvedimenti governativi in materia di accesso, giovani, assicurazione, praticantato, organo disciplinare di giudizio esterno.
Proseguendo nell’intento di essere di aiuto al Governo e al Paese, segnaliamo le gravi conseguenze giuridiche, sociali e di ordine pubblico che la nuova società semplificata con capitale minimo a un euro, fuori dalla ordinaria procedura di controllo notarile di legittimità, può causare.
E’ di tutta evidenza, infatti, che i controlli preventivi notarili in materia di identità, rappresentanza, oggetto e organizzazione sociale e, più in generale, di contenuto dei patti, assicurano un insopprimibile ausilio all’applicazione delle normative in materia di antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, nella finalità di contrasto alle frodi patrimoniali e di identità.
Il controllo e l’affidabilità dei pubblici registri immobiliari e societari, oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici.
Quali pubblici ufficiali esperti del settore, siamo a piena disposizione del Governo e dei suoi obbiettivi per aiutare a creare una normativa specifica che tenga conto delle esigenze nazionali ed internazionali di sicurezza giuridica ed eviti qualunque ricaduta negativa di ordine socio economico per il Paese.
Dopo i tassisti, che si preoccupano della qualità del servizio e i farmacisti che si preoccupano della salute dei clienti, ecco arrivare i notai che, senti, senti, si preoccupano addirittura dell’ordine pubblico. Me li vedo in piazza, messi da parte codici e pandette, con la panza che spunta dal giubbotto antiproiettile, in pieno assetto antisommossa, con i visi agguerriti e il manganello in mano, pronti a sedare la rivolta a colpi di letture di atti di vendita utilizzati in luogo del gas soporifero.
L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte
13 gennaio, 2012 di Comandante Nebbia
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Su segnalazione di un affezionato lettore di queste pagine, persona di grande sensibilità, vi propongo una lettera aperta che va ad ideale completamento di quelle quattro righe frettolose che ho scritto ieri in preda all’ennesima crisi di rabbia per un sistema talmente avvelenato dalle mafie da non riuscire più a distinguere le sue cellule sane da quelle malate.
Qui si parla di un uomo semplice, uno che non ha nemmeno la fortuna di disporre di un grosso gruppo editoriale che ne decanta continuamente la vita esposta ai rischi e blindata dalla scorta. Quest’uomo deve contentarsi di piccoli blog come i nostri, di sconosciuti pseudo giornalisti (nel mio caso nemmeno pseudo), della buona volontà dei suoi concittadini che cercano di proteggerlo facendone conoscere la storia. Quest’uomo è uno di noi, uno che non conta un cazzo e come tale rischia la pelle nell’indifferenza generale perché la sua, di pelle, evidentemente non vale nulla per il Gruppo Editoriale L’Espresso e per le eteree istituzioni del nostro paese.
Ciò detto, rimane la desolazione di vivere in una nazione dove il crimine è organico al sistema, dove la contaminazione fra amministratori e mafiosi è un innesto inevitabile, dove lo scudo fiscale viene utilizzato per creare casseforti vuote all’estero da riempire successivamente con i proventi delle attività criminali, garantendosi un lavaggio completo del capitale con rientro legalizzato al costo del 5% contro il tradizionale 35% dei vecchi metodi sudamericani.
Ho intenzione di approfondire questa storia e cercare di fare un contributo più personale. Tra noi sociopatici che cerchiamo di vivere in questa società utilizzando un sistema alternativo di relazione, è necessario sostenersi. Forse Ferruccio De Bortoli, il direttore del Corriere della Sera che ha fatto capire di non ignorare MenteCritica, potrebbe decidere di “adottare” mediaticamente questa vicenda dando, lui sì, una spinta efficace alla soluzione di un caso che ne rappresenta altri mille. Innocentemente, ancora spero.
“” – Lettera aperta alla politica
Ill.mi Signori, *
Vi scrivo per raccontarvi di Ignazio Cutrò, unico Testimone di Giustizia in Italia che ha scelto di rimanere nel posto dove ha subìto minacce, ritorsioni e attentati.
Siamo a Bivona, entroterra agrigentino, in piena terra di mafia. Un imprenditore ha alzato la testa e sfidato “Cosa Nostra”, denunciando e facendo condannare i propri estorsori mafiosi.
Pochi giorni fa la “Serit Sicilia”, agente della riscossione per la provincia di Agrigento, gli ha recapitato una “Comunicazione Preventiva di Ipoteca” per un importo di 85.562,56 euro, relative a cartelle che dovevano essere bloccate dalla sospensiva prefettizia.
Lo Stato non ha sospeso i debiti dell’imprenditore-coraggio e non gli ha rilasciato i documenti necessari per il riavvio dell’azienda.
Ignazio Cutrò, quindi, non può lavorare e deve pagare entro 30 giorni una cifra impossibile. Pena: l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili.
Tutto ciò in spregio alla legge italiana sui Testimoni di Giustizia. Che senso colpire un simbolo dell’antimafia?
La paradossale vicenda di Ignazio Cutrò, insieme a quelle di tanti altri testimoni di giustizia, è una grave sconfitta dello Stato. Una disfatta.
Dopo aver conosciuto la storia di Ignazio chi potrà mai azzardarsi a denunciare il Racket?
Bisogna agire in fretta. Le generazioni future chiederanno conto dei silenzi e delle titubanze. Vorranno sapere perchè l’attuale classe dirigente sia stata così sciatta e reticente ed abbia permesso una simile vergogna.
Vi chiedo un intervento immediato. Un atto di dignità. Un sussulto di attivismo civile. Vi chiedo di assolvere con diligenza ognuno al proprio ruolo. Agite adesso. La vicenda di Ignazio Cutrò trovi immediata risoluzione positiva. E’ necessario far cessare tale infamia e creare le basi per la distruzione definitiva delle mafie.
Il 17 gennaio scadono i trenta giorni concessi da SERIT Sicilia. Ignazio Cutrò è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete.
Alla sua scelta esemplare di cittadino modello devono essere applicati, con urgenza, i principi di legalità e giustizia.
In attesa di un positivo riscontro.
Gaetano Montalbano
(Blogger e Attivista)
Info:
lenotiziedimontalbano.it
* Questa lettera è stata inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Presidente della Regione Sicilia, ai Parlamentari Nazionali, ai Consiglieri Regionali Siciliani, ai Deputati Europei eletti in Sicilia e ad alcuni intellettuali ed artisti siciliani
Evadere Meno, evadere Tutti
31 dicembre, 2011 di serpiko
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Lavoro degli Italiani, Informazione, Meccanica delle Cose
C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.
Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire
28 dicembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane
Mentre il 2011 si avvia a finire, in Italia si inizia a fare i conti con i debiti sottoscritti in passato. Non parlo solo del famoso debito pubblico, dello spread e dell’eventuale default italiano. Parlo dei pendenze aperte con l’attitudine ipocrita del perdonismo. La corruzione in politica, l’enorme evasione fiscale, i trucchi che da una parte hanno arricchito i furbi e dall’altro hanno messo in ginocchio una nazione, meritavano una svolta culturale più che economica.
Quando si è alle strette e mancano le risorse, l’unica alternativa rimane il carattere. Non è possibile comprendere, giustificare, cavillare fino all’ennesimo dettaglio. Carattere vuol dire essere capaci di dire basta pur sapendo che si è ancora lontani dalla verità, remoti rispetto alla soluzione perfetta. Carattere è avere il coraggio di compiere quell’atto di presunzione estrema che consiste nel ritenersi nel giusto perché non c’è più il tempo per discutere, perché serve reprimere, oltre che prevenire.
Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene
14 dicembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Quanti lavorano nel campo dei sondaggi sono concordi nell’affermare che il governo Monti può contare ancora su un vastissimo credito popolare, malgrado l’estrema severità della manovra presentata alle Camere per la necessaria approvazione. Da cosa nasce questo consenso apparentemente incomprensibile?
In primo luogo, sotto un profilo che definiremmo sociologico, sembra che giochi a favore del professore bocconiano una sorta di stanchezza democratica, che è un precipitato della cosiddetta seconda repubblica, connotata da un progressivo disancoraggio da solide ed articolate idealità politiche, che travalicavano in molti casi gli stessi interessi di parte per delineare persino paradigmi di vita sociale e personale.
Idealità sostituite per un verso dall’emergere di nuovi valori radicati intorno a figure carismatiche di leader, nei quali identificarsi ingenuamente fino a sentire come propri persino i loro specifici interessi; per altro, nel campo alternativo del bipolarismo si andava destrutturando una visione altra della società con la conseguenza di avviare sostanzialmente una confusa e faticosa rincorsa ai modelli affermatisi nello schieramento opposto. A questo sfilacciamento delle identità dei corpi sociali hanno contribuito la deroga servile ed opportunistica dei media alla funzione di libera informazione e vigile coscienza sociale e, per ultimo, l’adozione di una legge elettorale che ha sancito il definitivo scollamento fra cittadini e loro rappresentanti.
Default Italia: Lo Spread Governa Dove Latita la Politica
15 novembre, 2011 di rosso malpelo
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Monti è salito sul Colle ed ha ricevuto un incarico annunciato da tanto tempo da potersi chiamare ormai d’argento, come le nozze di una vecchia canzone di De André.
In queste ultime ore mi è venuto in mente il remoto ricordo scolastico sulle contraddizioni dialettiche e su quelle reali, Hegel e Kant, insomma.
In sostanza, è vero che i mercati e gli stranieri ci hanno imposto un nuovo governo in violazione del dettato elettorale, ma è vero che quello del Cavaliere ha fatto di tutto per giungere a tale risultato (specialmente per la disistima unanime guadagnatasi dal Nostro).
Siamo una bomba ad orologeria per i mercati e per l’area dell’Euro, ma è anche vero che questa bomba reca molto esplosivo fabbricato all’estero, da banche irresponsabili e governi compiacenti.
Finché morte non ci separi
10 novembre, 2011 di Lameduck
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Leggi il resto
Default Italia, 70 Giorni al Fallimento: Al Capestro gli Evasori
1 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Vere Donne, Veri Uomini
Sono giorni che lo dico. Non basta cambiare, bisogna proprio buttare via l’immondizia per ripartire. E se non si vuole ripartire, nessun problema. Per i maschietti ci sono i semafori a Pechino. Con il traffico e l’inquinamento che c’è si faranno soldi a palate lavando i vetri delle macchine. Per le donne la scelta è ancora più ampia: le vecchie e le racchie troveranno facilmente occupazione nel settore “cambio pannoloni a vecchiacci cacasotto cinesi”, mentre quelle giovani e belle (non superiori ai 22 anni che a queste cose in Asia ci tengono) non avranno difficoltà a impiegarsi nei vari centri di massaggio di Pechino dove i cinesi non vedono l’ora di restituire alle italiane le attenzioni che gli italiani hanno riservato alle loro fidanzate.
Ciò detto, veniamo a noi. Lo stesso governo che fino a qualche tempo fa incitava all’evasione fiscale, oggi impernia la sua manovra strutturale sul recupero dell’evasione. Della serie: evasore, prima ti coccolo per farmi eleggere, poi quando la merda arriva al naso, scarico la colpa su di te.
Non funziona brutte merde rincitrullite. Credete veramente che ci siamo bevuti il cervello dopo averlo frullato? La colpa principale è e rimane dell’intera classe dirigente di questo paese (non riesco più a dire “del nostro paese”, non mi ci ritrovo). Maggioranza, opposizione e antiberlusconiani di professione hanno capito che i loro privilegi dipendevano dallo status quo e tutti, senza eccezione, si sono adoperati per mantenerlo. Leggi elettorali, leggi ad personam ed ad aziendam, depenalizzazioni, spesa pubblica utilizzata per gestire il consenso, condoni fiscali, prescrizioni, ore e ore di dibattiti parlamentari incentrati sulla fica di Ruby.
Fosse per me, ci sarebbe la corda, altro che le elezioni. L’unico sistema per ripulire l’ambiente e consentire alle energie sane di esprimersi, finalmente.
Default Italia: 97 Giorni al Fallimento – Berlusconi è la Salvezza degli Italiani
5 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Oggi voglio fare outing (come dicono quelli che conoscono le lingue).
Nel 1994 Berlusconi annuncia il suo ingresso nella politica attiva. Io dico: “Molto bene, così potremo contare con precisione quanti sono gli imbecilli e i disonesti in Italia”. Perché per dare il proprio voto e la propria fiducia ad un soggetto del genere, di cui si capivano perfettamente già allora il carattere e la statura morale, ritenevo si dovesse necessariamente appartenere ad una di queste due categorie. Sbagliavo, ma ci ho messo un bel po’ di tempo per capirlo.
Il risultato dal mio punto di vista fu sconcertante: possibile che oltre metà degli italiani sia imbecille o disonesto? Ma dove sono capitato?
Amyfobia ed Altri Nazismi
29 luglio, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre il Confine
Disintossicarsi con l’LSD (Link Siti Disperati)
21 giugno, 2011 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storie Italiane
Le religioni sono l’oppio dei poveri
Sperando in una giustizia divina, terrorizzati dalle pene dell’inferno, credenti hanno vissuto la loro vita giorno dopo giorno permettendo le ingiustizie dei potenti e sopportando le noie quotidiane, con l’unico vantaggio di salvare la famiglia e la credibilità dei paesani spesso solo di facciata, ma qualche volta realmente come se la fortuna avesse voluto favorirli in modo ben più benevolo che con una stupida vincita.
L’Insostenibile Leggerezza dell’Avere
25 marzo, 2011 di Daniele
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra, latest
Oggi Kundera avrebbe intitolato il suo libro così. L’avere è sinonimo dell’essere, la leggerezza dell’avere corrisponde al non essere, all’essere fluttuante, emarginato, sconosciuto,senza coordinate, privo di punti di riferimento. La società attuale considera l’avere come requisito fondamentale del poter essere. Avere prima di tutto denaro, molto denaro. Avere successo, sapersi imporre, saper gestire la maggioranza, usarla per i propri scopi. Avere beni di consumo primari, ma soprattutto secondari, icone dello status, avere donne/uomini. La società del possedere non lascia spazio agli ultimi. Non lascia spazio alla sensibilità, alla poesia del quotidiano, alla famiglia intesa non come monade ma come gruppo aperto sul mondo.
Evasione Fiscale: Loro Evadono, noi Affoghiamo nella Cacca
31 gennaio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Oggi, sul Corriere della Sera on Line
Evasione fiscale + 46% in un anno
Vale 50 miliardi di euro
Scoperti 8.850 evasori totali (+18%). In Lussemburgo e Svizzera quasi la metà dei soldi evasi all’esteroIl rapporto annuale della Guardia di finanza
Evasione fiscale + 46% in un anno
Vale 50 miliardi di euroScoperti 8.850 evasori totali (+18%). In Lussemburgo e Svizzera quasi la metà dei soldi evasi all’estero
MILANO – Nel 2010 gli italiani non hanno dichiarato al fisco redditi per quasi 50 miliardi di euro, una somma cresciuta del 46% rispetto all’anno precedente. Il dato è contenuto nel rapporto annuale della Guardia di finanza, già reso noto dal comandante delle Fiamme Gialle, il generale Nino di Paolo, ai membri della Commissione Finanze della Camera nel corso di un’audizione lo scorso 26 gennaio.
EVASORI – La Gdf ha inoltre scoperto 8.850 evasori totali (+18% rispetto al 2009) con un’evasione per 20,263 miliardi (+47% rispetto al 2009) e Iva per 2,6 miliardi. Di questi, 3.288 hanno evaso più di 77 mila euro di imposte. Sempre nel 2010 gli italiani hanno evaso anche quasi 30,5 miliardi di Irap e 6,3 miliardi di Iva, 635 invece i milioni di ritenute non versate o non operate.
se vuoi,
Loro continuano ad evadere, noi continuiamo ad odiarli, per questo, riproponiamo lo stesso articolo uscito il 28 ottobre 2008. Da allora ad oggi, l’unica cosa che è cambiata è l’entità dell’evasione, che è aumentata. Eppure, per combatterla, ci vorrebbe veramente poco. Leggi a questo link. L’articolo ebbe un certo riscontro, ci furono 145 commenti indignati, ma nessun evasore ebbe il coraggio di dire la sua. Vediamo se oggi riusciamo a snidarne qualcuno.
Leggi il resto
Bunga Bunga, la Testimone N: “Fare Sesso col Cavaliere Anche in Presenza di Altre Donne? Vedendolo di Persona non me la Sono Sentita”
28 gennaio, 2011 di redazione
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MILANO – Si chiama N., è una ragazza che non ha compiuto 21 anni. Ecco il verbale della sua testimonianza.
Un regalo in denaro.
“Mi sono diplomata l’anno scorso, sono stata compagna di scuola di Arisleida Espinoza e una sera mi ha invitato a partecipare ad una serata a casa del Presidente del Consiglio ad Arcore. Era il 6 gennaio 2011, eravamo una ventina di ragazze a cena, tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa e dei gioielli, di cui ricordo la marca Nicotra di San Giacomo. Io in particolare ho ricevuto un bracciale, presumo d’oro, e un anello uguale al bracciale. C’era il Presidente, c’era Emilio Fede e c’era il cantante napoletano Apicella… Aris mi aveva detto che se fossi andata lì il Presidente mi avrebbe dato del denaro. Io chiesi che cifra avrei potuto avere e lei mi disse che poteva oscillare da mille euro a cifre più consistenti”. La ragazza ha bisogno e ci va.Il bunga bunga.
A cena una ragazza le dice “che però io non dovevo fare domande, che il Presidente era una brava persona, che aiutava tutti e che comunque dovevo stare zitta e non essere curiosa… Dopo la cena il Presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discoteca”, ha usato anche il termine Bunga Bunga… Quando io ho chiesto “Ma che cos’è questo Bunga Bunga?” mi hanno preso in giro, dicendo più o meno testualmente “Ma dove vivi?” … Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli
toccava il seno o le parti intime o il sedere… Non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere, non mi sono fatta toccare”.Sesso per denaro.
“Io sapevo perfettamente da quello che mi aveva raccontato Aris che avrei potuto fare sesso con il Presidente del Consiglio e ricevere in cambio denaro e quindi quando ho accettato di andare ad Arcore sapevo che avrei potuto fare questo. Quando sono arrivata lì e ho visto tanta gente e ho visto il contesto in cui si è celebrata la serata ha prevalso la mia timidezza, quindi a un certo punto Aris mi ha detto “Andiamo a casa”".“Non me la sono sentita”.
“Aris mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante… il Presidente aveva rapporti sessuali contestualmente anche con altre donne. Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne. Rispondo: Sì, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita”.
Oltre il Bunga Bunga: Suggerimenti per un’Alternativa Credibile a Berlusconi
27 gennaio, 2011 di fma
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Dice Bersani che adesso portano in piazza diecimila gazebo, raccolgono diecimilioni di firme, gliele scaricano tutte davanti a palazzo Chigi e lo mandano a casa. Dice che al prossimo giro ribaltano l’ordine dei fattori, vanno oltre Berlusconi, fanno un progetto, lo presentano alle forze politiche e gli fanno: oh, qui non c’è mica da scherzare, chi ci sta ci sta, chi si tira indietro si tira indietro: non siamo mica qui a pettinare le bambole!
Lo ha detto qualche sera fa a le “Invasioni Barbariche”(1).
E tuttavia, secondo i dati Ipsos, pare che Berlusconi possa continuare a dormire sonni tranquilli, a dispetto dei gazebo e delle sue puttane tristi.
Note
- [↩]
Berlusconismo: Apologia del Male Assoluto
28 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
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I giorni che precedono la fine dell’anno sono spesso dedicati ai bilanci, motivo scatenante della “sindrome depressiva natalizia”. Provo anche io a dare un contributo a questa allegra fenomenologia con un breve intervento scaturito dalla lettura di questo eccellente contributo e del commento di un affezionato lettore delle nostre pagine.
Ho l’impressione che in una parte del paese, quella che non si riconosce nel governo e, più in generale, nell’attuale clima culturale italiano, prevalga la convinzione che l’enzima degenerativo del tessuto sociale italiano sia riconducibile quasi esclusivamente all’ingresso in politica di Berlusconi e all’azione devastatrice delle sue televisioni. Un po’ come credere che Berlusconi abbia inventato corruzione e puttane e che “Ok il prezzo è giusto” abbia impedito la nascita di un altro Giorgio Gaber.

