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Evadere Meno, evadere Tutti

C’è qualcosa di perverso e insulso nel modo con cui i mass media tentano d’accompagnare e d’indirizzare il professor Monti nel cammino verso la seconda parte della sua riforma. Nel suo articolo sull’evasione fiscale, La Repubblica propone con cantilenante litania un tema trito e ritrito, stanco, consumato dall’abuso di se stesso, come quelle storie che dovrebbero apparire scandalose e infami fino all’abominio ma dopo l’assediante tambureggiamento mediatico cui vengono sottoposte finiscono per risultare tristemente banali, all’insegna del “è così che van le cose” proferito da chi ormai a certe situazioni ha fatto il callo fino a considerarle ineluttabili e invariabilmente eterne.

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Eurodeliri

30 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Strange Days

Si, certo nonno, l’euro non ha convinto nessuno. Nemmeno quei bottegai che, quando fu introdotto definitivamente al posto della lira nel 2002, poterono raddoppiare i prezzi impunemente creandosi il cambio di comodo 1 euro=1000 lire, tanto il tuo governo li avrebbe lasciati fare.
Lo so, lo so. I bottegai ci provarono in tutta Europa a fare lo stesso giochetto – perfino i rigorosi prussiani – ma altrove, nei paesi seri, trovarono dall’altra parte sistemi di controllo in grado di scoraggiarne le furbate.
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Fascismo 2.0

Diciamolo senza ipocrisia: il fascismo che l’Italia ha vissuto tra le due guerre, quello degli anni 20 e 30, quello di Mussolini, era onesto. Non buono, non accettabile, ma onesto. Era violento, prevaricante, antidemocratico, spregevole; ma si presentava con la sua faccia, non si nascondeva, non aveva paura di farsi vedere per ciò che era, non era ipocrita. E lo si doveva accettare in maniera totale, senza eccezioni, facendo dell’obbedienza cieca una virtù.
Per chi si opponeva, o anche solo pretendeva di ragionare con la sua testa, erano cavoli amari, e tanti ci hanno anche sacrificato la propria vita. Ma erano consapevoli, perché sapevano esattamente cosa avevano di fronte.
Oggi no, oggi abbiamo la democrazia e tutto questo non esiste più; abbiamo le libertà costituzionali e possiamo tranquillamente pensare, dire e fare quello che vogliamo. Con qualche limitazione ovviamente, che l’esercizio della propria libertà richiede necessariamente il rispetto della libertà altrui. Così per esempio si può contestare il governo ma non il potere finanziario a cui il governo fa da cameriere, perché il governo si può cambiare senza problemi ma lo stesso non si può dire dei suoi manovratori.

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Chi Sono i Black Bloc?

16 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “farle fallire” come scrive il Corriere.

I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?

E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?

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Uscire dalla terza guerra mondiale senza entrare nella quarta

La guerra continua. Continua e si allarga. Dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia, è la volta della Francia che vede colpite alcune delle sua banche principali . Qualcuno si è sorpreso, ma la verità è che di fronte al caos totale in cui viviamo, nessuno può considerarsi veramente al sicuro. Neanche la Germania, e qualcuno anche da quelle parti comincia a capirlo.
Nel frattempo in Italia si preannuncia la quarta manovra finanziaria del 2011; come era evidente anche ad un osservatore poco preparato come me, le precedenti non sono bastate. Come pure non basterà questa. E’ curioso come a nessuno venga il dubbio che se le manovre finanziarie non funzionano magari c’è da fare qualcos’altro, qualcosa di completamente diverso. O meglio, chi di dovere lo sa benissimo, però non ce lo dice perché evidentemente persegue fini diversi da quelli dichiarati; mentre noi, parco buoi, ce ne stiamo tranquilli nella stalla a muggire che “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” oppure che “abbiamo bisogno di meno stato” e così via.

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Dialoghi con Galbusera: la Solidarietà a Senso Unico non Funziona. Che Fare?

16 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Dice Galbusera che se dev’essere usata come vaselina, affanculo anche la solidarietà. Lui ne ha le palle piene.

Dice che in questo paese ti ritrovi l’approccio cattolico sempre tra i piedi, che si parli di sesso, di relazioni sociali, di vita o di morte; soprattutto se si parla ricchezza, considerata propedeutica al peccato, da tollerare, ma di cui chiedere conto nel momento delle difficoltà.

Magari sotto forma di contributo di solidarietà a quelli che lavorano e guadagnano e dichiarano al fisco più di una certa cifra. Novantamila euro all’anno: contributo di solidarietà 5%: pater ave e gloria. Centocinquantamila: contributo 10%: tre pater tre ave e tre gloria

Ma come, a uno che ha già pagato le tasse tu gli chiedi di pagare un’altra volta? Se ti pare di avergli fatto pagare poco cambia le aliquote, ma se le aliquote vanno bene allora di che cazzo stiamo parlando?

Cosa vuol dire contributo di solidarietà per due anni? Galbusera mi guarda sconcertato.

Quello che s’è fatto un mazzo tanto per arrivare a guadagnare 100.000 euro all’anno, lasciandone 36.170 nelle grinfie del fisco, perché dovrebbe dare un aiutino all’impiegato che ha preferito passare le sue domeniche andando a pescare?

- E non tiro volutamente in ballo il fruttarolo che dichiara 20.000 euro all’anno, – dice Galbusera – qui non stiamo parlando di furfanti, ma di cittadini per bene. Non lo so e non mi interessa sapere se sia più giusto l’approccio dell’impiegato, o quello del dirigente, dico solo che quando uno ha pagato le tasse ha adempiuto ai suoi obblighi nei riguardi della collettività. C’è l’emergenza? Bene, ognuno vi contribuirà secondo le sue possibilità. Non uno sì e uno no, in virtù di un pregiudizio secondo cui è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco per la porta dei cieli.

 

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Morto un Parà se ne fa un Altro

Un progetto istituzionale annuale di 2 milioni di sterline va a scoprire quanto sono felici gli inglesi. Differenziando fra felicità (intangibile) e benessere (misurabile). Mi offro qui dando un contributo al governo italiano, gratis, che non viene a investigare nè il mio né il vostro benessere. Dice una delle 4 domande agli inglesi: to what extent do you feel the things you do in your life are worthwhile? * Fino a che punto ritiene valga la pena di fare le cose cui si dedica nella vita? Gentile governo italiano, studiare, informarmi, sviluppare un pensiero critico, conoscere il mondo, sono cose che hanno senso e valore, accrescono la mia felicità – ma non sempre il mio benessere. Facciamo un esempio? Oggi il TG1 dice:

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Roma Caput Cazzii

26 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre il Confine

Qualche giorno fa, nelle stesse ore nelle quali Francia e Germania definivano il futuro economico a medio termine dell’intera Europa, il parlamento italiano ascoltava rapito l’accorata difesa di di Papa che modulava i contenuti sull’onda dei temi più classici della sceneggiata: l’onore, i figli, o’carcere. Alla fine urla di giubilo, applausi, lacrime e abbracci. All’appello mancavano la pizza o’mandulino e gli spaghetti, assenti per motivi di servizio.

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Bin Laden è Morto per Davvero?

2 maggio, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Gli Stati Uniti, per bocca del loro presidente, hanno annunciato l’avvenuta uccisione di Osama Bin Laden per tramite di una loro unità militare in territorio pakistano.

Senza pregiudizi, cerco di fare qualcheriflessione a caldo basandomi esclusivamente sulla mia esperienza professionale. Le mie informazioni derivano solo da fonti ufficiali (giornali, televisioni, agenzie di stampa, comunicati governativi). Le mie considerazioni:

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Lise – Parte seconda. Sotto il Vestito.

3 aprile, 2011 di  
Archiviato in latest, Leggere

qui la prima parte

 

Sulla pista dell’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok il Boeing 777 era in attesa dei passeggeri.

Power755 si trovava in un bunker di Dallas negli USA ad una profondità di 5 piani sotto terra. L’immenso locale C3 della computer farm era illuminato da luci di sicurezza che spandevano una luce flebile. La temperatura fredda del condizionamento garantiva il funzionamento di alcune centinaia di server che ronzavano sommessamente. Cavi inondavano il pavimento.

Lise era nella stanza. Nuda. Il suo corpo era femminile e seducente la sua pelle morbida appena spruzzata da riflessi rossi dava l’impressione di una recente esposizione al sole. Aprì un comparto e cominciò a vestirsi, ogni movimento metteva in risalto la sua grazia e la sua sensualità dolce senza aggressività di una bellezza amichevole e positiva.

Si vestì con una camicetta scollata che metteva in risalto la sua pelle dorata e un paio di jeans. Finì di vestirsi e prese a truccarsi leggermente. Aprì il comparto e prese la borsa da viaggio e si apprestò ad uscire.

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Il Terremoto in Giappone e le Centrali Nucleari in Italia

12 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Consumo CriticaMente, latest

In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa.

Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è diventato una sorta di sondaggio permanente su quello che turba, preoccupa, entusiasma, arrapa, incazza l’opinione pubblica. Se sei uno di quelli che ancora si ciba dei sondaggi di Mannheimer & Co. facci un pensierino) qualche settimana fa è stata molto popolare la scena di Berlusconi che baciava la mano a Gheddafi. I commenti erano i più disparati: che umiliazione, che vergogna, che schifo, ecc. ecc.
Ora sembra che Gheddafi non sia tanto vicino alla fine, anzi, uno dei suoi figli ha detto che dopo il ritorno della pace in Libia, l’Italia pagherà il fio della sua fellonia ( i figli di Gheddafi hanno un debole per l’italiano medioevale) con la negazione ad perpetuum delle forniture di petrolio e gas.
Ovviamente, se Berlusconi ribaciasse la mano a Gheddafi per ottenere il suo perdono, su facebook ci sarebbe la rivoluzione (a chiacchiere, sempre a chiacchiere).

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Esternalizzazioni da non Dimenticare: Intervista ad una Lavoratrice Ex Eutelia

dM: Leggo sul comunicato del 15 febbraio scorso pubblicato su http://www.eulav.net/ che la situazione di AGILE è gravissima. Da quanto tempo lavori senza essere pagata?

F: Da tre mesi… Ci hanno pagato l’ultimo stipendio (novembre) a tranche del 50% a gennaio.

Ieri è stato messo in pagamento il 30% della tredicesima, circa 300 euro. Immagini che l’erogazione dello stipendio diluito e parcellizzato in questo modo non permettono di pianificare neanche la spesa di un mese. In più si va a lavorare con sempre meno entusiasmo, venendo meno il piacere nel fare il proprio lavoro. La comunicazione a livello aziendale è minima, direi inesistente. In alcuni gruppi viene addirittura impedito di andare in ferie, per produrre e non pesare sui bilanci aziendali. Purtroppo in queste situazioni la mente umana gioca brutti scherzi e qualcuno si sente “padrone” delle vite degli altri.

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Dopo il Fuoco ed i Numeri l’Uomo Inventò la Realtà ed il Tempo

27 febbraio, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Io credo che la realtà non sia esistita da sempre. Credo invece che sia un’invenzione dell’uomo per avere uno strumento con cui trattare un immenso e inarrestabile flusso d’informazioni.
Mi spiego meglio con un piccolo esperimento: prendiamo un bicchiere d’acqua e un contagocce. Ora riempiamo il contagocce e lasciamo caderne una. Ora osserviamo bene.
La goccia cade e passa dal punto A nell’istante TA al punto B nell’istante TB.
La goccia per le note leggi gravitazionali cade in moto accelerato e occupa quindi punti dello spazio diversi in istanti di tempo diversi.
Osservandola mentre cade abbiamo chiaramente l’idea di qualcosa che è munito di una posizione, di cui si può misurare la velocità, l’accelerazione, la massa eccetera tutte quelle belle cose che la fisica ha insegnato.

Tutto sembra molto chiaro e lineare ma osserviamo qualche istante dopo: la goccia d’acqua incontra l’acqua contenuta nel bicchiere e si mescola con essa.
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Tutti Lo Sanno, Nessuno Ne Parla. Storia della ITC Italiana e di un Insaziabile Parassita

21 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest, Meccanica delle Cose

La storia vista da me comincia con alcune lettere che avevo diligentemente dattilografato e spedito ai sei big dell’informatica presenti in Italia.
A quei tempi ero uno sparuto geometrino che sognava di poter fare una cosa per cui nessuno mi aveva preparato e neanche consigliato.
Nelle sei lettere chiedevo quanto avrei dovuto pagare per usare un computer.
Erano i tempi dove gli elaboratori erano grandi armadi e il colloquio con loro avveniva con schede perforate, l’interazione con lampadine colorate.
Io a quei tempi d’informatica non sapevo niente e non avevo un soldo per pagarmi eventuali studi ( anzi dovevo lavorare per contribuire un po’ al bilancio familiare )

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Rivoluzione – Un po’ POP (Progetto/Obiettivo/Proposta)

24 gennaio, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Un po’ POP (progetto/obiettivo/proposta)

I grandi vincoli : La crisi, la globalizzazione

I rimedi: usare il pensiero come forza rivoluzionaria

Metodo : Individuare i cambiamenti possibili che possono dare grandi risultati

Vista generale :

La tendenza al gigantismo di aziende, banche eccetera è stata negli ultimi decenni la grande innovazione dell’economia cosi si è passati dal piccolo è bello degli anni precedenti a multinazionali gigantesche. Siamo cosi sicuri che questo processo di agglomerazione non abbia colpe nella più grande crisi economica mondiale degli ultimi secoli ?

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Il Costume e la Morale

20 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Costernato da tanto esemplare cinismo ci ripenso in continuazione e alla fine raggiungo, mio malgrado, alla stessa conclusione. Non solo fatti romani.
Ma fatti nazionali.
Nella nuova Provincia di Monza e Brianza, riferiscono le cronache locali, un giovane e rampante assessore leghista è finito sotto inchiesta della procura monzese, denunciato da suoi amici leghisti come lui,  per reati sessuali.
E’ stato eletto dal popolo leghista e padano per alcuni motivi che nulla hanno a che fare con le capacità politiche, né con l’esperienza intellettuale, né la saggezza culturale. Egli è un ottico di professione, consigliere comunale a Seregno, un paesone di mobilieri brianzoli, e assessore alla sicurezza e alla protezione civile della provincia di Monza e Brianza. E’ di bell’aspetto, gradevole, faccia pulita e occhi cerulei come si conviene ad un buon leghista. Con una sintassi approssimativa e una altrettanto approssimativa capacità logico espressiva egli tuonava dai microfoni di radio padania di mandare al rogo i “neger” e i “pedofili”. Si è sgolato in campagna elettorale contro ogni bruttura che sporca l’amata Brianza e ha vantato un’inestimabile amicizia con il senatur Bossi. Ha voluto varare un programma di sicurezza che fosse in grado di contrastare la mafia dilagante tra le colline brianzole.
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Meccanica della “Stella a Cinque Punte”

La “Stella A Cinque Punte”, rigorosamente scritta con le iniziali in maiuscolo, ha un ruolo di eccellenza nel coacervo di cazzate che forma l’ossatura portante del sistema culturale/informativo italiano. Insieme al “Proiettile per Posta”, sul quale ci siamo già dilettati (vedi il contributo ad esso dedicato), nelle intenzioni di chi cucina il pastone quotidiano destinato ad alimentare le povere menti dei telelettori(1), dovrebbe scatenare panico unito al terrore di ripiombare, ed è proprio il caso di dirlo, negli “Anni di Piombo”.

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Note
  1. nell’accezione duplice di tele elettori e tele lettori []
Fine delle Note

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