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30 giugno 2008 - 1 luglio 2008

Che significato hanno queste date? Per me questo: il 30 giugno 2008 è scaduta l’ultima proroga del mio contratto a progetto e il 1 luglio 2008 ho iniziato/continuato con un nuovo contratto.

Dov’è il problema? Come mi è stato fatto notare, giustamente, dovrei ritenermi fortunata perché ho un lavoro con (regolare?) contratto. Però qualcosa non mi torna. Forse sono troppo maliziosa io, sicuramente anche un po’ ignorante in materia e questa è una mia mancanza, però ho qualche dubbio sulla liceità del procedimento.
Visto che siamo in “zona Ferragosto” e trovare un consulente del lavoro disponibile ad ascoltare i miei dubbi è impresa alquanto ardua, mi affido a qualche personale considerazione e a quella fonte inesauribile che è la rete.

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Per descrivere il modo con il quale certe storie si concludono sarebbe necessario ricorre a parole antiche e dal significato recondito: onta, ignominia, infamia, fellonia. Io ne farò a meno perché voglio parlare chiaro e farmi capire da tutti.
Mi chiedo cosa resterà nella mia memoria di questi ultimi anni. Cercando di non pensare alla rissa da ubriaconi a base di sputi e di minacce, sarà banale e me ne scuso, ma le prime cose che mi sono venute in mente sono: la crociata (persa) contro i tassisti, il cretino che usa l’ambulanza come fosse un taxi, quello che per consolarsi della distanza dalla famiglia si fa di coca e tromba due puttane, plis visit Itali con la faccia da pirla e quello che va a trans con la Lancia Y. Full stop.
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emigranti dal mezzogiornoL’altro giorno un quotidiano locale segnalava in prima pagina due notizie, la prima: Il Sud ritorna ad emigrare verso il Nord Italia, sono infatti un milione e mezzo i trasferimenti di residenti nel Mezzogiorno che si sono spostati nelle città settentrionali, questo secondo i dati Istat.

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Non avrei mai pensato di riuscire a superare l’imbarazzo di dire la mia in una questione tanto delicata come quella sollevata nel mio snaturato ( nel senso che si è andati fuori tema) post “L’amore non è bello…” tra Cristian e Marassi. Ma alla lunga gli stimoli sono stati troppi e troppo forti. Questo post non vuole essere un intervento politico, la politica la lascio ai mestieranti, ma una testimonianza di vita.

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Si, ci vuole coraggio a chiamarla ancora festa dei lavoratori.
Questa festività intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto sacrosanto quale l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore e più in generale l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. In virtù di questo e alla luce degli accadimenti degli ultimi anni è ancora giusto che ci sia? Lo spirito con la quale è nata viene ancora rispettato?

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