Nun te Piace, ‘o Presepe?…
24 dicembre, 2010 di Daniela Tuscano
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Mica vero che “non fa male a nessuno”. Anzi, nuoce gravemente alla salute. Chi? Meglio domandare “cosa”, ma in verità è proprio quel “chi” a disturbare. Il presepe fa male. E, dietro e dentro di lui, la statuina di quel bimbo seminudo. Ciò ch’essa simboleggia.
Il collegio docenti della scuola materna di via Forze Armate, a Milano, aveva infatti stabilito di celebrare un . Via stelle comete, grotte o capanne, pastori e pecorelle, San Giuseppe, Madonne e quel povero cristo di Gesù Bambino. Al loro posto renne dal naso rosso, Babbi Natale paffuti e gaudenti, canti e cori inneggianti alla festa, ma, per carità, senza il minimo accenno alla religione. Per rispetto dei bambini, si capisce. Perché l’asilo di via Forze Armate è multietnico e multireligioso. Perché una festa cristiana scandalizzerebbe ed emarginerebbe i piccoli musulmani, indù, buddisti frequentatori di quell’istituto.
E pensare che, per anni, questi difensori a oltranza della pluriconfessionalità avevano bellamente irriso il Natale – e coloro che lo celebravano come zotici e ignoranti – non mancando mai di puntualizzare che in origine si trattava di tutto, tranne che di “festa cristiana”. Era nient’altro che la festa del Sol Invictus, nella quale si annunciava il solstizio d’inverno e ci si scambiavano doni e si preparavano ricchi banchetti, che talora sconfinavano in orge. Più di recente, i divulgatori hanno trovato legami col culto tardoantico del dio Mitra e antiche celebrazioni egizie e mesopotamiche (cui potremmo aggiungere, per le analogie con l’uomo-dio, il Poema di Gilgamesh). Non si trattava tanto d’informare, quanto di screditare il 25 dicembre cristianizzato in nome di un’oggettiva e rispettosa laicità.
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Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente
30 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali
Odio
10 febbraio, 2010 di Jules Winnfield
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Tutti i numeri si credono primi, ovvio.
Sei una nullità ma non puoi ammetterlo, non vuoi crederci, ti senti altro, grande, importante.
Come puoi sapere di non essere il vero te? Se non ricordi altro, se non sai altro, se non provi altro non sei altro. Tu hai paura di essere te stesso. Tu non vuoi accettare quello che sei.
Esiste forse una realtà unica? Una verità vera? Tu sei fermo ad una filosofia fuori dal tempo. Questo tempo.
Oggi tu puoi essere quello che vuoi, basta che accetti quello che sei, i tuoi limiti. Se sai stare al tuo posto, accontentarti di vivere al massimo la vita che ti è stata concessa, questa tua unica e sola vita, allora avrai trovato la pace e la serenità. Leggi il resto
A Scatola Chiusa
13 febbraio, 2009 di Randomante
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“Di notte la guarderai e ti sembrerà la cascata di plasma di Shining”
un uccello del malaugurio
Vorrei celebrare in questo post il trionfo dell’Uomo sulla Natura. In particolare, il trionfo dell’uomo sul coriaceo legname arboreo. O maestosa Quercia, o regale Baobab attorcigliato, o eterna Sequoia che tutto miri e tutto sai! E’ stato un vero piacere ritrovarvi in uno scatolone di cartone a parallelepipedo, finemente suddivisi in componenti della mia libreria BILLY targata IKEA.
La mia stanza ospita infatti da poco la prima libreria interamente fatta a mano della sua storia. E’ rossa in modo fulminante e indimenticabile, acquistata vincendo scetticismo e ostilità che mi serpeggiavano intorno correndo per frasi più o meno espresse come: “quel colore fa cacare”, “sapevo che un giorno ti sarebbe esploso il cervello”, “c’è la tua testa che è di legno, perché lo stiamo comprando qui?”. Ma io no! Io non ho demorso, demorduto, demorsciuto! Insomma non mi sono arreso e, aprendo ufficialmente le ostilità con il buongusto, ho deciso di comprare proprio la BILLY rosso sangue di drago.
Anche se aveva solo 5 ripiani e io ne volevo 6.
U w4nn4 B mY Val3ntiN3 4 3v3r??
11 febbraio, 2009 di SunOfYork
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Innanzitutto mettiamo in chiaro due cose:
- sì, lo so che non siamo ancora a San Valentino, ma sono già un paio di settimane che lo sento incombere e al solo pensiero mi vengono le caldane della menopausa;
- no, non dirò che l’amore si dimostra giorno per giorno (santiddio che palle) e che San Valentino è una festa stupida e commerciale. Lo è. Ma a molti uomini serve una festa stupida e commerciale per ricordarsi di fare un gesto romantico e in più fa girare l’economia quindi l’appellativo di “santo” quel Valentino lì se l’è meritato più di Padre Pio, anzi, per quanto mi riguarda, avrebbero dovuto farlo papa. In più che noia questi che vengono a dire, dai, San Valentino è una stronzata qui, San Valentino è una stronzata lì: siete tutti maschi, lo sappiamo. O, se siete femmine, siete di quelle fortunate che hanno uomini che le venerano in altre situazioni dell’anno.
Il che fa di voi una ristretta minoranza, quindi per me non esistete, visto che esisto solo io. Leggi il resto
Been There Done That: Abercrombie & Fitch
6 febbraio, 2009 di zona sedna
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Tanto per tirarmela un po’, vi racconto che facendo shopping sulla quinta strada a N.Y. a un certo punto abbiamo cominciato a vedere folle umane sempre più numerose con delle buste in mano tutte uguali: le buste si facevano ben notare, dato il torso nudo maschile giovane e piuttosto palestrato in bianco e nero che c’era ritratto sopra e che non poteva passare inosservato. Con una scritta: Aberquarcheccosa & Friends, mi pare.
Mi avvicino a una delle allegre acquirenti e chiedo: “Ehi, squinzia. Dove sta sto negozio con queste buste, dal quale sembrate arrivare tutti con gli occhi che vi brillano dalla gioia, manco fosse passati dalle acque del Nilo che dall’Egitto vi riportano nella terra promessa?”. La giovane americana confessa il numero di isolati mancanti e punta il ditino verso la direzione giusta.
Il Natale Kitsch del Futuro
26 dicembre, 2008 di Alessio in Asia
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In questi giorni qui a Ho Chi Minh City (Saigon), l’atmosfera di festa e’ estremamente viva e colorata, una esplosione di kitsch asiatico.Certo dei motivi per cui si festeggiava il giorno in cui gli antichi notavano che il sole “tornava a brillare” resta poco.
E invece sarebbe bello ricordarci, almeno per un giorno, che possiamo vivere proprio e solo grazie all’energia ricevuta dalla stella del nostro sistema solare, e festeggiare il giorno in cui dopo un lungo declino l’astro più luminoso del cielo torna ad essere “più forte”, e la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi del pianeta inizia a “rinascere” con esso.

Schizofrenie Consumistiche, Cellulari e Televisori in Offerta Speciale
22 dicembre, 2008 di doxaliber
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Quella che vedete nel filmato è una coda d’attesa che si è formata in occasione dell’inaugurazione del primo Apple Megastore Giapponese, la più lunga coda d’attesa di cui si abbia notizia (ed una prova filmata a testarne la veridicità).
Naturalmente siamo in Giappone e naturalmente tutte le persone sono in fila senza cercare di passare avanti, lasciano addirittura lo spazio tra un marciapiede e l’altro per non bloccare le auto, e si tengono tutti allineati a sinistra per far passare gli altri pedoni. Leggi il resto
I Soldi Sono Nulla
7 dicembre, 2008 di osvitol
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“I soldi sono nulla” dice il Papa aprendo il sinodo sulla Bibbia Lunedì 6 Ottobre.
Obama: New Deal o Same Old Story?
20 novembre, 2008 di Luigi De Benedictis
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Da molto tempo stiamo assistendo alle modalità di espansione dell’American Way of life, detto anche consumismo: in qualche modo si porta la guerra nella nazione/continente dove si intende esportare il sistema americano. La guerra distrugge valori, tradizioni, cultura. Sorgono movimenti pacifisti, cambiano presidenti, l’America si ritira/interviene. Apparentemente perde/vince il conflitto, in realtà l’unica cosa che conta è che esporta il proprio modello di vita, la propria cultura.

La “Bufala” della Crisi
12 settembre, 2008 di Chiara di Notte
Archiviato in Chiamiamola Economia
Dalle statistiche diffuse in questi giorni pare che, in Italia, ci sia crisi, e che si consumi molto, molto meno rispetto, non solo agli anni scorsi, ma addirittura rispetto ai mesi scorsi. In agosto (dicono alcune fonti), , che su base annua, se il trend continuasse immutato, farebbe un bel 12%.

Un mondo senza Berlusconi? Yes we Can!
5 giugno, 2008 di Fully
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L’articolo di Comandante Nebbia pubblicato qualche giorno fa è uno di quelli che fanno pensare. Più leggevo, più mi trovavo in sintonia con lui: anche a me piacerebbe, eccome, vivere nel Paese che CN auspica, godendo di quella stessa qualità della vita.
Allora mi son detto che sarebbe facile ottenerla: armi e bagagli e via, mi trasferisco in un altro Paese.
Sì, ma quale? Esiste oggi, nella realtà, un Paese così? Ho pensato ai paesi scandinavi, al Canada, all’Australia, che da decenni si sono dotati di istituzioni salde e di quella civiltà nei rapporti interpersonali che si rispecchia anche nel buon vivere quotidiano. Paesi che non conosco per esperienza diretta, ma di cui sento dire un gran bene.
Loro non hanno Berlusconi. E, anche so lo conoscono, evidentemente riescono a restarne immuni.
Yes, they can. Beati loro. Deve essere per questo che stanno così bene.

La Ricerca dell’Infelicità
13 maggio, 2008 di Laura Costantini
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Etimologicamente parlando la parola felicità ha la stessa radice di fecondo, femmina, feto, felice, fieno, figlio: dal latino *fere = nutrire, a sua volta dalla radice indoeuropea *dhe = succhiare. Quindi insito nel concetto stesso di felicità c’è il nutrimento, la capacità di sostentare l’anima con le gioie della vita. Una capacità che stiamo perdendo, mi sembra, di pari passo con quella di apprezzare il buon cibo e le cose semplici come lo splendere del sole in un cielo azzurro di maggio. Stiamo diventando anoressici nei confronti della vita stessa. Devo dire che di questo assurdo atteggiamento sono stata campionessa per diversi anni, aiutata si dalla gente che avevo intorno, ma senza altra giustificazione che non fosse la precisa volontà di non vedere il lato positivo della vita.

