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Evasione e Corruzione. Il Coraggio di Punire

28 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Mentre il 2011 si avvia a finire, in Italia si inizia a fare i conti con i debiti sottoscritti in passato. Non parlo solo del famoso debito pubblico, dello spread e dell’eventuale default italiano. Parlo dei pendenze aperte con l’attitudine ipocrita del perdonismo. La corruzione in politica, l’enorme evasione fiscale, i trucchi che da una parte hanno arricchito i furbi e dall’altro hanno messo in ginocchio una nazione, meritavano una svolta culturale più che economica.

Quando si è alle strette e mancano le risorse, l’unica alternativa rimane il carattere. Non è possibile comprendere, giustificare, cavillare fino all’ennesimo dettaglio. Carattere vuol dire essere capaci di dire basta pur sapendo che si è ancora lontani dalla verità, remoti rispetto alla soluzione perfetta. Carattere è avere il coraggio di compiere quell’atto di presunzione estrema che consiste nel ritenersi nel giusto perché non c’è più il tempo per discutere, perché serve reprimere, oltre che prevenire.

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Intercettazione Berlusconi Lavitola: La Mediocrità al Potere

Oggi, il Gruppo Editoriale l’Espresso nell’ambito della sua forsennata lotta a Silvio Berlusconi, ci apre un’altra finestra di cinque minuti scarsi sulla disperata mediocrità della classe dirigente italiana, in questo caso particolare del presidente del consiglio e del suo fido collaboratore/segretario Valter Lavitola. Ascoltando la telefonata, emergono elementi del tutto simili a quelli della precedente conversazione che abbiamo già avuto modo di analizzare.

Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. [...]
Da una parte un untoso e strisciante servo [...] Dall’altra un uomo palesemente torpido, poco reattivo, distratto, incapace di concentrarsi anche sulle cose più elementari. Stanchezza? Vecchiaia? Farmaci? Alcol? Droghe? Non è dato saperlo. Qualsiasi cosa è possibile e, sinceramente, inquietante. (citazione)

I due delirano di improbabili milioni di persone che dovrebbero invadere la piazza, assediare il giornale Repubblica e “fare fuori” il Palazzo di Giustizia di Milano. Sembra di ascoltare due vecchietti al bar che, davanti al loro bianchetto, vagheggiano di rivolte e improbabili rivoluzioni di sistema. Non manca nemmeno il riferimento alla salute cagionevole e la minaccia (promessa) di ritirasi a vita privata per godersi la pensione.

Più che le vaghe e, sinceramente, ridicole velleità golpiste, quello che spaventa nella conversazione è la banalità degli argomenti affrontati, la mancanza di approfondimento e la distanza con la vita reale che emerge ancora più drammaticamente in queste ore dopo la manifestazione di Roma dove la gente è veramente scesa per strada, ma certamente non per assaltare “La Repubblica” o i palazzi di giustizia.
I problemi sono altri, ma Berlusconi e Lavitola non lo sanno o fingono di non sapere. Nei loro discorsi la “nazione” esiste solo in funzione dei loro interessi, non concepiscono altro. La loro mente è incapiente. Non solo si comportano da arraffoni, ma anche da cretini, ignoranti e poveracci. Non ho avuto modo di ascoltare altre telefonate, ma sospetto che la profondità di argomentazioni e l’attitudine ad una visione solipsista degli eventi sia condivisa da tutta l’attuale classe dirigente italiana.

In Italia non c’è stato alcun golpe, se non quello coordinato e condiviso da tutti i partiti per la legge elettorale. Quelle persone sono lì per nostra volontà, il che ci lascia pensare che noi non siamo molto migliori di loro. Eppure, il sistema è intasato e in qualche modo si deve sbloccare. La politica è presidiata dai partiti, la piazza dai Black Bloc, l’informazione da giornalisti inevitabilmente collusi con il potere, Internet dal conformismo.

Se pure riuscissimo a migliorare, non avremmo un canale nel quale convogliare le nostre energie e portarle alla luce. E’ per questo che sono pessimista. Il sistema circolatorio italiano è intasato. Viaggiamo verso una grave ischemia che può ucciderci o lasciarci minorati per sempre. Una cura radicale non è più una delle opzioni, ma l’unica speranza di sopravvivere.

Auguri Google e Salvaci dal Caos

27 settembre, 2011 di  
Archiviato in Meccanica delle Cose, Vox Dei

Scopro che oggi è il 13° compleanno di Google e, spontaneamente, mi viene voglia di fargli gli auguri. Google è praticamente un monopolista dell’informazione su Internet. Sulla rete, se una cosa esiste o no lo decide lui. Molti sottovalutano il potere demiurgico di Google supponendo, erroneamente, che la Verità sia di per stessa evidente. Invece, se un albero cade nella foresta, ma Google non lo indicizza, l’albero, nei fatti non è caduto.

Questo forse non è un bene, ma esiste un’alternativa?. Come per l’uomo, l’essenza stessa della rete ne rappresenta l’invalicabile limitazione. Essa è fatta di miliardi e miliardi di informazioni, la maggior parte delle quali inutili, ridondanti, incomplete, volontariamente fuorvianti. Se non ci fosse Google, ci si troverebbe a navigare senza mappa in un mare infinito di sciocchezze senza senso. Internet è un universo a parte, caotico, infinito, capriccioso e richiede un’entità superiore che ne tracci le leggi costituenti e la governi. Nel nostro universo non so se ci sia dio, ma in Internet Dio esiste e si chiama Google, l’equivalente internettiano di Jahveh.

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Buscar el Levante por el Poniente

31 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre le Righe

Si dice che l’offerta della televisione sia determinata dalla domanda: la gente vuole il “Il grande fratello”.

Si dice che la qualità della classe politica sia quella che è perché la gente preferisce sentirsi dire: “Tranquilla, ghe pensi mi”.

Si dice che si pagano troppe tasse perché la gente appena può le evade, o le elude.

Perfino le cartacce per terra pare che le butti la gente.

Dunque non dovrebbe essere difficile incontrarla e metterla con le spalle al muro. Invece, se chiedi in giro, allargano le braccia e ti rispondono: non guardare me.

Loro, se potessero, l’ammazzerebbero la gente.

Loro lo sapevano fin dall’inizio che le bombe le mettono i servizi segreti.

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Berlusconi Come Breznev

Penso che Berlusconi sia politicamente finito. Forse, addirittura, è morto e quella che vediamo in televisione è solo la sua mummia, spupazzata in giro dagli eredi politici, in attesa di un’equa ripartizione del legato elettorale. Qualcosa del genere, del resto, si dice, sia già accaduta in Unione Sovietica negli ultimi mesi dell’era Breznev (pace all’anima sua).
Penso che dopo Berlusconi avremo un governo (indipendentemente dal fatto che possa denominarsi centro-destra, centro-sinistra o, come più probabile, grosse- koalition) non molto dissimile da quello precedente. I costumi di una nazione non cambiano all’ora X di un giorno fatale: di certo, i nostri potenti saranno più accorti, per quanto possibile, a nascondere i vizi privati, ma, al punto in cui siamo arrivati, sembra piuttosto ingenuo immaginare una tregua della proficua pratica del dossier.

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Oltre il Patriottismo di una Sera: Federalismo Fiscale e Unità d’Italia

22 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Non essendo un massmediologo ed abitando una casa iperdotata di televisori, ho potuto concedermi il lusso, vagamente snobistico, di non seguire il festival, salvo, opportunamente e puntualmente allertato da mia moglie, come convenuto, l’intervento di Benigni. Non essendo, inoltre, un critico cinematografico, né televisivo, mi concederò un altro lusso: la performance mi è sembrata “non memorabile” (spendo, con qualche malizia, proprio un aggettivo largamente utilizzato nella circostanza dal geniale comico toscano). Resta inteso che sono un suo inossidabile fan e non mi sognerei mai di metterne in discussione la magia istrionica, ma, in tutta sincerità, ho trovato un po’ troppo retorico (e lungo) il testo, ancorché impreziosito qua e là da frizzanti evasioni  (la repubblica minorenne, le mie prigioni di Silvio, la vittoria schiava di Roma e così via).

Sarà certo colpa mia e del mio disperato tentativo di non affogare nell’onda del conformismo dilagante, ma neanche per un attimo sono riuscito ad abbandonarmi all’emozioni dell’epopea risorgimentale e, men che meno, all’enfasi melodrammatica dei versi del giovane e valoroso Mameli. Caro Benigni, ma davvero pensi che sia ragionevole proporsi di rintuzzare le spinte centrifughe leghiste, gridando “stringiamoci a coorte” o richiamando le magnifiche gesta di Scipione l’africano, che vinse a Zama nel 202 a.C., offuscando per sempre, ed in un colpo solo, la fama di Annibale ed anche  quella del povero ed incolpevole Scipione l’emiliano?

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La Solitudine degli Uomini Primi

16 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Vox Dei

Noi siamo i figli prediletti del grande Uno, noi siamo come i numeri primi. Uguali tra di noi ma diversi.

Noi viviamo tra voi, noi siamo come voi.
Tu forse sei uno dei primi, ma non lo sai. Io ti sto cercando.
I pari sai già che sono diversi da te. Tu sei dispari.
Il Due è l’unico pari tra i primi, il Due è la perfezione irripetibile, non sono io che ho trovato lui.

E’ stato lui a trovare me.
Mi presento, io sono Tre. Il finto perfetto.

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Reverie nel Parco

3 maggio, 2009 di  
Archiviato in Caffè nel Deserto, latest

(Dialogo semiserio tra me e una panchina vuota)

Posso ora solo descrivere le forme della mia stanchezza. Speranze, nate morte, e l’indifferenza degli altri. Ma allora, cosa sono io e che futuro posso ancora avere. Foglie avvizzite ed inganni fatti a me stessa. Il palcoscenico di ogni giorno, nato dalla mia vita. Sento e spero comunque di sbagliarmi se la mia penna si è inaridita… il suo inchiostro si è seccato oppure è finito.
Penso ai miei sogni ormai come a variopinte meduse morte e gettate, lì sulla spiaggia dalla risacca del grigio e tenebroso mare d’autunno. Le mie tristezze e le mie frustrazioni sono state il calamaio nel quale ho intinto il mio pennino. Ma ora hanno stancato e non interessano più a nessuno, all’infuori di me stessa.

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Anima Gemella Cercasi

12 aprile, 2009 di  
Archiviato in Bacio della Buonanotte

In un mondo di cloni tocca sapersi amare da sé soli? Questa cronaca parla di clonazione, bioetica, razzismo, conformità, stupidità, istinto procreativo, piccoli annunci e felicità.

Dolli era una pecora clonata, fu la prima. Dopo di lei infinite Dolli si sparsero per la terra, ognuna identica all’altra eccetto un’unica differenza, il numero dopo il nome… 1,2,3,4,5, 500, 1000, 1001 e così via. Ad un certo punto c’erano solo pecore Dolli.

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Princesa, l’Unica Cosa Autentica che ho Sono i Litri di Silicone. E i Sentimenti

17 aprile, 2008 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Vere Donne

Vi siete accorti di come la potente lobby gay ci stia martellando?
Ci sono gay ovunque, a Sanremo, sull’Isola dei Famosi, sui giornali si parla di stilisti gay che evadono le tasse, gay governatori di una regione italiana, sindaci gay; il fatto che questa potentissima lobby non abbia ancora ottenuto nessun risultato e nessun diritto forse significa che non sia poi così potente, ma è meglio sottacere questa scomoda considerazione.
Il fatto più grave è che nella casa del Grande Fratello ci sia un… boh? come si definisce quella cosa?
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XX & XY

23 gennaio, 2008 di  
Archiviato in Oltre le Righe, Vere Donne

Scarpa rossa con taccoLe dieci e mezza di sera. In estate è ancora presto per tornare a casa, anche se hai quindici anni. Soprattutto se abiti in una città di mare. Sulla riviera Nord, quella che da Pescara porta a Montesilvano, dall’Orsa Maggiore in poi, ché prima ci stanno solo famigliole che leccano gelati e inseguono bambini su minuscole bici colorate, le vedi. Hanno la pelle abbronzata, indossano minigonne e magliettine aderenti. Sono belle, fresche, luccicanti sopra e sotto il make up. In vetrina, ma non sono puttane. Le puttane stanno dall’altro lato della strada. Hanno la stessa età, sono vestite allo stesso modo, ma stanno dall’altra parte della strada.
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Le Donne Italiane Sono Disponibili Solo in Due Modelli

Articolo originale di Martin Penner pubblicato su Telegraph del 22/11/2007 tradotto da diabolicoMarco e Doxaliber


Tra le altre cose, mi ritengo un esperto di donne italiane. Questo non a causa delle mie virtù amorose, ma più che altro in quanto ho avuto la possibilità di studiare da vicino tre campioni rappresentativi: mia moglie, mia suocera e mia figlia.
Ho guardato con orrore mia figlia di sette anni scimmiottare le sensuali ballerine che vede negli spettacoli della TV italiana; ho visto il modo in cui la madre di mia moglie si affaccenda intorno alla cucina come la classica mamma* italiana, e ho avuto innumerevoli “discussioni “con la mia consorte circa lavoro, affari domestici e lacca per i capelli.

lacca-500.jpg

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Devo Conformarmi al Conformismo

24 luglio, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

itabandiera.jpgIl centro di studi antropologici dell’istituto dell’università statale dei Makonde in Mozambico ha recentemente svolto una ricerca sulla popolazione italica in età giovanile. Essendo una piccola università e non avendo altri riferimenti a disposizione ha chiesto a Eupls di divulgare il loro lavoro, e noi li accontentiamo.

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